<rss version="2.0" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"><channel><title>vatican.va</title><link>https://www.vatican.va</link><description>vatican.va</description><language>it</language><item><title><![CDATA[Videomessaggio del Santo Padre in occasione della VII Giornata Nazionale della Gioventù in Ecuador [Ibarra, 31 luglio-2 agosto 2026] (2 agosto 2026)]]></title><pubDate>Sun, 02 Aug 2026 19:00:00 +0200</pubDate><link>https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/messages/pont-messages/2026/documents/20260802-videomessaggio-giovani-ecuador.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/messages/pont-messages/2026/documents/20260802-videomessaggio-giovani-ecuador.html</guid><description><![CDATA[<!-- Mon, 03 Aug 2026 15:15:39 +0200 --> <p><i>Cari giovani dell’Ecuador</i>,</p> 
<p>vi saluto con affetto mentre vi preparate per la VII Giornata Nazionale della Giovent&ugrave;, che si terr&agrave; a Ibarra, con il motto: “Fatevi coraggio, io ho vinto il mondo” (<i>Gv</i> 16, 33).</p> 
<p>Vi incoraggio ad ascoltare la chiamata del Signore e a seguirlo con decisione. L’incontro con Ges&ugrave; Cristo colma il cuore di gioia e ci d&agrave; la forza per essere testimoni del suo amore e della sua misericordia.</p> 
<p>Cari amici e care amiche, oggi la Chiesa ha bisogno della vostra gioia, del vostro coraggio e della vostra testimonianza affinch&eacute; molti altri possano incontrare Cristo. Lasciatevi trasformare dal suo amore e siate promotori di perdono, riconciliazione e pace.</p> 
<p>Affido tutti i giovani dell’Ecuador a Nostra Signora della Presentazione. Che Maria sia il modello che vi ispiri a vivere il Vangelo e a dedicarvi, come ha fatto Lei, al progetto di Dio per la vostra vita.</p> 
<p>Vi benedico di cuore, in nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.</p> 
<p>______________________________________</p> 
<p><i><a href="https://www.osservatoreromano.va/it/news/2026-08/quo-175/promuovere-il-perdono-la-riconciliazione-e-la-pace.html">L'Osservatore Romano</a></i>, Edizione Quotidiana, Anno CLXVI n. 175, luned&igrave; 3 agosto 2026, p. 2.</p>]]></description></item><item><title><![CDATA[Angelus, 2 agosto 2026]]></title><pubDate>Sun, 02 Aug 2026 12:00:00 +0200</pubDate><link>https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/angelus/2026/documents/20260802-angelus.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/angelus/2026/documents/20260802-angelus.html</guid><description><![CDATA[<!-- Sun, 02 Aug 2026 12:57:48 +0200 --> <p><i>Cari fratelli e sorelle, buona domenica!</i></p> 
<p>Quando ascoltiamo il Vangelo, sentiamo spesso raccontare dei segni compiuti da Ges&ugrave;: sono gesti che manifestano la sua speciale dedizione per noi, cio&egrave; la salvezza che Egli porta nel mondo. Il Signore viene ricordato come Colui che d&agrave; senso alla vita, liberandola dal male e dal peccato.</p> 
<p>Mentre d&agrave; la vista ai ciechi e ai sordi l’udito, Cristo non compie soltanto azioni portentose, ma annuncia a tutti che il Regno di Dio &egrave; vicino. Perci&ograve; il Vangelo di quest’oggi (<i>Mt </i>14,13-21) testimonia che Ges&ugrave; non si limita a dare i sensi a chi ne manca, ma d&agrave; gusto ai nostri sensi. Al sordo, che torna a sentire, il Signore rivolge la Buona Novella da ascoltare; al cieco, che torna a vedere, mostra la splendida opera della redenzione che si compie per lui. Allo stesso modo, Ges&ugrave; dona a chi ha fame il cibo da mangiare: l’episodio della moltiplicazione dei pani significa che l’incontro col Signore &egrave; un’esperienza nutriente. Nel deserto, cio&egrave; nel luogo del nostro bisogno, Cristo &egrave; pane di vita. Con Lui l’essenziale &egrave; sovrabbondante: &laquo;Tutti mangiarono a saziet&agrave;&raquo; e ne avanzarono &laquo;dodici ceste piene&raquo; (v. 20). Questo numero evidenzia che il dono del Signore &egrave; universale, e che la sua provvidenza per noi non viene mai meno.</p> 
<p>Carissimi, Cristo sazia davvero la fame dell’umanit&agrave;, la nostra fame di verit&agrave; e di vita. Al contempo, il suo gesto ci insegna che nulla va sprecato, quando viene condiviso. L’accumulo e lo scarto, invece, sono due lati di uno stesso male: l’ingordigia. Questa malattia dell’animo fa perdere i sensi perch&eacute; ubriaca di ricchezze, al punto da dimenticare coloro che piangono per fame e gridano per sete. E cos&igrave;, davanti all’opulenza delle cose che marciscono, stanno le mani tese di chi non ha mensa, le case bruciate di chi non ha pace.</p> 
<p>Nel deserto della guerra e dell’arroganza, guardiamo con quanta benevolenza il Signore &laquo;alz&ograve; gli occhi al cielo&raquo;, &laquo;recit&ograve; la benedizione&raquo;, &laquo;spezz&ograve; i pani e li diede&raquo; ai suoi discepoli, perch&eacute; li distribuissero alla folla (cf. v. 19). In questo miracolo della carit&agrave; riconosciamo le azioni tipiche di Ges&ugrave;, che trovano nell’Ultima Cena il loro culmine. Allora, infatti, il Figlio di Dio ci consegna la sua stessa vita come nostro fratello in umanit&agrave;. Mentre gustiamo la grazia dell’Eucaristia, impegniamoci a testimoniare la sua bellezza nei nostri gesti quotidiani, a cominciare dalla benedizione della tavola, quando condividiamo il pane in famiglia e tra amici. In compagnia di Ges&ugrave;, anche le vacanze possono diventare tempo di fraterna serenit&agrave;, coinvolgendo chi, accanto a noi, &egrave; nel bisogno.</p> 
<p>Chiediamo dunque alla Vergine Maria, madre premurosa, di farci crescere nella carit&agrave;, perch&eacute; a nessuno manchi il pane quotidiano.</p> 
<p>______________________</p> 
<p><b>Dopo l'Angelus</b></p> 
<p><i>Cari fratelli e sorelle,</i></p> 
<p>sigo con preocupaci&oacute;n la alarmante situaci&oacute;n en Ceuta, pidiendo a Dios, por medio de la intercesi&oacute;n de Nuestra Se&ntilde;ora de &Aacute;frica, que se puedan encontrar soluciones de paz, de estabilidad y de justicia.</p> 
<p>[<i>seguo con preoccupazione l’allarmante situazione a Ceuta, chiedendo a Dio, per l’intercessione di Nostra Signora d’Africa, che si possano trovare soluzioni di pace, di stabilit&agrave; e di giustizia.</i>]</p> 
<p>Continuiamo a pregare per la pace, perch&eacute; nel mondo cessino le guerre e si trovino soluzioni diplomatiche ai conflitti. Ricordiamo tutte le vittime delle ostilit&agrave;, soprattutto i pi&ugrave; deboli e indifesi: bambini, anziani, malati. Il Signore conforti coloro che soffrono e benedica l’opera di chi porta aiuto e consolazione.</p> 
<p>In questi giorni ricorre il “Perdono di Assisi”. San Francesco ottenne questa Indulgenza da Papa Onorio III, nel 1216, ispirato, mentre era in preghiera alla Porziuncola, da una visione di Ges&ugrave; e di Maria, circondati dagli Angeli. Ringraziamo il Signore per tale grande dono e facciamone tesoro, specialmente nell’ottavo centenario del “Transito” del Poverello di Assisi, che proprio alla Porziuncola mor&igrave; il 3 ottobre 1226.</p> 
<p>Saluto tutti voi, romani e pellegrini provenienti da vari Paesi: in particolare i “Giovanissimi” delle Parrocchie di Saccolongo e Creola (Padova), i giovani della Parrocchia di San Giovanni Bosco in Altamura e i ragazzi della Collaborazione Pastorale di Castelfranco Veneto, accompagnati dai loro sacerdoti e animatori.</p> 
<p>A tutti auguro una buona domenica!</p>]]></description></item><item><title><![CDATA[Videomessaggio del Santo Padre ai partecipanti alla Giornata Nazionale della Gioventù in Perù [Chulucunas, 30 luglio-2 agosto 2026] (1° agosto 2026)]]></title><pubDate>Sat, 01 Aug 2026 09:00:00 +0200</pubDate><link>https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/messages/pont-messages/2026/documents/20260801-videomessaggio-gioventu-peru.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/messages/pont-messages/2026/documents/20260801-videomessaggio-gioventu-peru.html</guid><description><![CDATA[<!-- Sat, 01 Aug 2026 15:54:09 +0200 --> <p><i>Cari giovani</i></p> 
<p>&egrave; giunto il momento tanto atteso e che avete preparato con tanto entusiasmo negli ultimi mesi: la Giornata Nazionale della Giovent&ugrave; a Chulucanas. Grazie di cuore per aver risposto a questa iniziativa, che rinnova e rafforza la vita della Chiesa.</p> 
<p>Il motto che vi riunisce in questo incontro &egrave;: “Sii coraggioso, Cristo vive”. Proprio la certezza della presenza viva del Signore in mezzo a noi &egrave; il fuoco interiore che ci spinge a essere coraggiosi e a uscire dalla nostra zona di confort dell’individualismo, per far parte di una comunit&agrave; di fratelli e sorelle nella fede, per forgiare autentici vincoli di amicizia e testimoniare cos&igrave; che &egrave; possibile vivere uniti in Cristo.</p> 
<p>Vi invito a spalancare i vostri cuori per accogliere i doni che il Signore vorr&agrave; riversare su di voi in questi giorni. E ci&ograve; che vivrete in questa Giornata non tenetelo solo per voi, che non rimanga solo nelle foto dei vostri cellulari o in video sui social media; condividetelo, riflettetelo con la vostra vita, perch&eacute; molte persone hanno oggi bisogno di quella testimonianza gioiosa e contagiosa che un giovane innamorato di Cristo pu&ograve; trasmettere. Non abbiate paura di essere strumenti di Dio per riaccendere la speranza di tanti, tanti cuori che soffrono.</p> 
<p>Vi affido alla materna intercessione di Nostra Signora dell’Evangelizzazione. Che interceda per voi, affinch&eacute; siate “sale e luce” di Cristo in questa amata terra peruviana. Che Dio vi benedica!</p> 
<p>_________________</p> 
<p></p>
<p></p>
<p><i><a href="https://www.osservatoreromano.va/it/news/2026-08/quo-174/spalancare-i-cuori-per-accogliere-i-doni-del-signore.html">L'Osservatore Romano</a></i>, Edizione Quotidiana, Anno CLXVI n. 174, sabato 1 agosto 2026, p. 2.</p> 
<p>&nbsp;</p> 
<p>&nbsp;</p> 
<p></p> 
<p>&nbsp;</p> 
<p></p>]]></description></item><item><title><![CDATA[Videomessaggio "Prega con il Papa" - Agosto 2026: Per l’evangelizzazione nelle città]]></title><pubDate>Fri, 31 Jul 2026 15:00:00 +0200</pubDate><link>https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/prayers/documents/20260731-popesprayer-agosto.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/prayers/documents/20260731-popesprayer-agosto.html</guid><description><![CDATA[<!-- Fri, 31 Jul 2026 13:03:47 +0200 --> <p style="text-align: center;"><b>AGOSTO: Per l’evangelizzazione nelle citt&agrave;</b></p> 
<p style="text-align: center;">&nbsp;</p> 
<p>Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.</p> 
<p>Signore Ges&ugrave;, Buon Pastore,<br /> Tu percorri le nostre strade e piazze,<br /> entri nei palazzi prestigiosi e nei quartieri pi&ugrave; umili,<br /> e accompagni silenziosamente milioni di persone<br /> che cercano senso in mezzo al rumore e alla fretta.</p> 
<p>Tu conosci, Signore, il cuore della citt&agrave;:<br /> le sue luci e le sue ombre, il suo frastuono e la sua solitudine.<br /> Sappiamo che le citt&agrave; sono chiamate ad essere luoghi di libert&agrave; e opportunit&agrave;,<br /> ma possono anche trasformarsi in spazi di anonimato e isolamento.<br /> Per questo oggi ti chiediamo uno sguardo nuovo,<br /> capace di scoprire nella vita urbana<br /> un terreno fecondo per annunciare il tuo Vangelo.</p> 
<p>Donaci una fede creativa e profonda,<br /> che non si fermi alle parole,<br /> ma si incarni in gesti semplici e vicini.<br /> Rendici una Chiesa in uscita,<br /> capace di tendere la mano alle periferie,<br /> di portare consolazione nella solitudine<br /> e di seminare fraternit&agrave; dove regna l’indifferenza.</p> 
<p>Signore, fa’ che le nostre comunit&agrave; urbane<br /> siano case aperte e accoglienti,<br /> luoghi dove si condivide la speranza,<br /> dove nessuno si senta invisibile<br /> e dove la gioia del tuo Vangelo illumini<br /> la vita nascosta di tanti fratelli e sorelle.<br /> Rendici tuoi testimoni nella citt&agrave;,<br /> missionari coraggiosi e creativi,<br /> che annunciano con la vita il tuo Amore,<br /> capace di superare la fretta, il rumore e l’anonimato.</p> 
<p>Amen.</p> 
<p style="text-align: center;">&nbsp;__________________________</p> 
<p style="text-align: center;"><a href="https://www.popesprayer.va/it/pregaconilpapa/">Rete Mondiale di Preghiera del Papa</a></p>]]></description></item><item><title><![CDATA[Legge Fondamentale dello Stato della Città del Vaticano (31 luglio 2026)]]></title><pubDate>Fri, 31 Jul 2026 12:00:00 +0200</pubDate><link>https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/motu_proprio/documents/20260731-legge-fondamentale-scv.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/motu_proprio/documents/20260731-legge-fondamentale-scv.html</guid><description><![CDATA[<!-- Sat, 01 Aug 2026 13:00:21 +0200 --> <ul> 
 <li><b><a href="https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/motu_proprio/documents/20260731-legge-fondamentale-scv.html#legge">Legge fondamentale dello Stato della Citt&agrave; del Vaticano</a></b></li> 
 <li><b>Allegati: <a href="https://www.vatican.va/content/dam/leo-xiv/images/motu-proprio/legge-fondamentale-scv/allegato-a.pdf">A</a>, <a href="https://www.vatican.va/content/dam/leo-xiv/images/motu-proprio/legge-fondamentale-scv/allegato-b.pdf">B</a>, <a href="https://www.vatican.va/content/dam/leo-xiv/images/motu-proprio/legge-fondamentale-scv/allegato-c.pdf">C</a></b></li> 
</ul> 
<p>______________________</p> 
<p><i><a name="legge"></a>La necessit&agrave; di tener conto di nuove esigenze di governo e di alcune importanti modifiche normative intervenute nel corso degli ultimi anni sollecita l’emanazione di una nuova Legge fondamentale.</i></p> 
<p><i>Questa Legge – che per sua natura serve a dare costitutiva fisionomia allo </i><a href="https://www.vaticanstate.va/it/"><i>Stato della Citt&agrave; del Vaticano</i></a><i>, posto dal <a href="https://www.vatican.va/roman_curia/secretariat_state/archivio/documents/rc_seg-st_19290211_patti-lateranensi_it.html">Trattato Lateranense</a> come strumento per assicurare alla Santa Sede l’assoluta e visibile indipendenza e per garantirle la sovranit&agrave; anche nel campo internazionale – conferma e integra le suddette modifiche.</i></p> 
<p><i>Posta a fondamento e riferimento di ogni altra normativa e regolazione nello Stato, la Legge fondamentale riafferma la singolare peculiarit&agrave; e l’autonomia dell’ordinamento giuridico vaticano e il compito del Governatorato, che concorre alla missione propria dello Stato ed &egrave; al servizio del Successore di Pietro, a cui direttamente risponde.&nbsp;</i></p> 
<p><i>Come gi&agrave; in passato, agli Organi di governo e a quanti, con diverse funzioni di responsabilit&agrave; e animati da vero spirito ecclesiale, svolgono stabilmente il loro servizio per lo Stato, &egrave; conferito l'esercizio di ogni potere conseguente sul territorio definito dal <a href="https://www.vatican.va/roman_curia/secretariat_state/archivio/documents/rc_seg-st_19290211_patti-lateranensi_it.html">Trattato lateranense</a> e negli immobili e nelle aree dove operano istituzioni dello Stato o della Santa Sede e sono vigenti, in forza del diritto internazionale, garanzie e immunit&agrave; personali e funzionali.</i></p> 
<p><i>Di conseguenza, con la pienezza della sovrana autorit&agrave; e certa scienza, stabilisco e ordino quanto appresso, da osservarsi come Legge fondamentale dello Stato:</i></p> 
<p><b>&nbsp;</b></p> 
<p style="text-align: center;"><b>Titolo I</b></p> 
<p style="text-align: center;"><b>Disposizioni Generali</b></p> 
<p><b>Articolo 1</b></p> 
<p>Il Sommo Pontefice, Sovrano dello Stato della Citt&agrave; del Vaticano, ha la pienezza della potest&agrave; di governo, che comprende il potere legislativo, esecutivo e giudiziario.</p> 
<p><b>Articolo 2</b></p> 
<p>1. Lo Stato della Citt&agrave; del Vaticano assicura l’assoluta e visibile indipendenza della Santa Sede per l’adempimento della Sua alta missione nel mondo e ne garantisce l’indiscutibile sovranit&agrave; anche nel campo internazionale.</p> 
<p>2. Lo Stato e il suo ordinamento sono distinti dalla Curia Romana e dalle altre Istituzioni della Santa Sede.</p> 
<p>3. Le funzioni proprie dell’ordinamento statale sono esercitate dal Governatorato dello Stato della Citt&agrave; del Vaticano in conformit&agrave; alle leggi e alle altre disposizioni normative.</p> 
<p><b>Articolo 3</b></p> 
<p>1. Durante il periodo di Sede Vacante il <a href="https://www.vatican.va/roman_curia/cardinals/index_it.htm">Collegio dei Cardinali</a> assicura la continuit&agrave; delle funzioni dello Stato e ne esercita i poteri.</p> 
<p>2. Il Collegio, tuttavia, pu&ograve; emanare disposizioni legislative solo in caso di necessit&agrave; e urgenza e con efficacia limitata alla durata della vacanza, salvo che esse siano successivamente confermate dal Sommo Pontefice.</p> 
<p><b>Articolo 4</b></p> 
<p>1. Lo Stato esercita la sovranit&agrave; e ogni potere conseguente sul territorio come stabilito dal <a href="https://www.vatican.va/roman_curia/secretariat_state/archivio/documents/rc_seg-st_19290211_patti-lateranensi_it.html">Trattato lateranense</a> dell’11 febbraio 1929.</p> 
<p>2. I suoi organi esercitano parimenti i poteri a essi attribuiti, oltre che sul territorio dello Stato, anche negli immobili e nelle aree dove operano istituzioni dello Stato o della Santa Sede in cui vigono le garanzie e le immunit&agrave; previste dal diritto internazionale.</p> 
<p><b>Articolo 5</b></p> 
<p>Fanno parte della comunit&agrave; dello Stato i cittadini, i residenti e quanti, ad altro titolo e con diverse funzioni e responsabilit&agrave;, svolgono stabilmente il loro servizio, con spirito ecclesiale, per lo Stato o per la Santa Sede.<b></b></p> 
<p><b>Articolo 6</b></p> 
<p>1. La rappresentanza dello Stato della Citt&agrave; del Vaticano nei rapporti con gli Stati e con altri soggetti di diritto internazionale, nelle relazioni diplomatiche e per la conclusione dei trattati, &egrave; riservata al Sommo Pontefice, che la esercita mediante la <a href="https://www.vatican.va/content/romancuria/it/segreteria-di-stato/segreteria-di-stato.index.html">Segreteria di Stato</a>.&nbsp;</p> 
<p>2. Negli altri casi la rappresentanza &egrave; esercitata dal Presidente del Governatorato.</p> 
<p>3. Il Governatorato partecipa alle Istituzioni internazionali delle quali la Santa Sede &egrave; membro in nome e per conto dello Stato.</p> 
<p>4. Il Governatorato, attesa la condizione di enclave dello Stato, mantiene rapporti e sottoscrive, con organismi ed enti esteri, atti necessari per assicurare gli approvvigionamenti, i collegamenti, le dotazioni e i servizi pubblici, avendo a riferimento l’art. 6 del <a href="https://www.vatican.va/roman_curia/secretariat_state/archivio/documents/rc_seg-st_19290211_patti-lateranensi_it.html">Trattato lateranense</a>.</p> 
<p style="text-align: center;">&nbsp;</p> 
<p style="text-align: center;"><b>Titolo II</b></p> 
<p style="text-align: center;"><b>Funzione Legislativa</b></p> 
<p><b>Articolo 7</b></p> 
<p>La funzione legislativa, salvi i casi che il Sommo Pontefice intenda riservare a S&eacute; stesso o delegare eccezionalmente ad altro organo, &egrave; esercitata dalla Pontificia Commissione per lo Stato della Citt&agrave; del Vaticano.</p> 
<p><b>Articolo 8</b></p> 
<p>1. La Pontificia Commissione &egrave; composta da Cardinali e da altri Membri, tra cui il Presidente, nominati dal Sommo Pontefice per un quinquennio.</p> 
<p>2. In caso di assenza o impedimento del Presidente, la Pontificia Commissione &egrave; presieduta dal primo dei Cardinali Membri con maggiore anzianit&agrave; di nomina e poi di et&agrave;.</p> 
<p><b>Articolo 9</b></p> 
<p>1. La Pontificia Commissione esercita i poteri che le sono attribuiti in conformit&agrave; alle leggi e alle altre disposizioni normative.</p> 
<p>2. Le adunanze della Pontificia Commissione sono convocate e presiedute dal Presidente. Partecipa, con funzioni consultive, il Segretario Generale e, ove nominato, il Vice Segretario Generale del Governatorato; il Presidente della Pontificia Commissione pu&ograve; invitare a partecipare il Consigliere Generale, con funzioni consultive. Possono essere consultati componenti di organismi dello Stato, di istituzioni della Curia Romana o altri esperti.</p> 
<p>3. La Pontificia Commissione pu&ograve; disciplinare, con apposito regolamento, il proprio funzionamento.</p> 
<p><b>Articolo 10</b></p> 
<p>1. La Pontificia Commissione approva le leggi e le altre disposizioni normative. Per l’elaborazione dei relativi progetti, si avvale della collaborazione dei Consiglieri dello Stato, dell’Ufficio Giuridico del Governatorato o di altri esperti.</p> 
<p>2. Prima della promulgazione, le leggi approvate dalla Pontificia Commissione sono sottoposte alla diretta considerazione del Sommo Pontefice.</p> 
<p>3. L’interpretazione autentica delle leggi dello Stato &egrave; riservata alla Pontificia Commissione.</p> 
<p>4. La Pontificia Commissione emana regolamenti generali nelle materie che non sono riservate alla legge o per la disciplina di materie per quali la legge rinvia a regolamenti fissandone i principi.</p> 
<p><b>Articolo 11</b></p> 
<p>1. Il Presidente della Pontificia Commissione pu&ograve; emanare ordinanze, decreti e altre disposizioni, in attuazione di norme legislative o regolamentari.</p> 
<p>2. In casi di urgente necessit&agrave;, il Presidente pu&ograve; emanare decreti aventi forza di legge, i quali, tuttavia, perdono efficacia se non sono convertiti in legge dalla Pontificia Commissione entro novanta giorni dalla pubblicazione.</p> 
<p><b>Articolo 12</b></p> 
<p>1. Il Consigliere Generale e i Consiglieri dello Stato sono nominati dal Sommo Pontefice per un quinquennio e costituiscono un Collegio. Possono svolgere, anche individualmente, funzioni consultive nell’elaborazione delle leggi e degli altri atti normativi e funzioni esecutive.</p> 
<p>2. Il Consigliere Generale organizza l’attivit&agrave; e presiede le riunioni del Collegio dei Consiglieri dello Stato.</p> 
<p>3. Al Collegio pu&ograve; essere sottoposta, dal Presidente del Governatorato, la richiesta di parere per un dubbio di diritto che non richiede un’interpretazione autentica. Tali pareri possono assumere la forma di dichiarazioni o note esplicative.</p> 
<p><b>Articolo 13</b></p> 
<p>1. La Pontificia Commissione, in conformit&agrave; alle regole di contabilit&agrave;, delibera annualmente, con atti aventi forza di legge, il bilancio preventivo e il consuntivo; inoltre delibera il piano finanziario triennale. Sottopone questi atti direttamente all’approvazione del Sommo Pontefice.</p> 
<p>2. Il bilancio assicura l’equilibrio delle entrate e delle uscite e si ispira ai principi di chiarezza, di trasparenza e di correttezza.</p> 
<p>3. In caso di necessit&agrave;, il Presidente pu&ograve; disporre con decreto spostamenti di risorse tra i capitoli di bilancio, mantenendo l’equilibrio dei saldi e tenendo conto della sostenibilit&agrave; nel tempo.</p> 
<p><b>Articolo 14</b></p> 
<p>Il bilancio &egrave; sottoposto al controllo e alla verifica contabile di un Collegio, composto da tre membri, nominati per un triennio dalla Pontificia Commissione, alla quale riferisce.</p> 
<p><b>&nbsp;</b></p> 
<p style="text-align: center;"><b>Titolo III</b></p> 
<p style="text-align: center;"><b>Funzione Esecutiva</b></p> 
<p><b>Articolo 15</b></p> 
<p>1. Il Presidente della Pontificia Commissione &egrave; il Presidente del Governatorato ed esercita la funzione esecutiva in conformit&agrave; alle leggi e alle altre disposizioni normative.</p> 
<p>2. Il Presidente si avvale del Governatorato, i cui organi di governo e organismi concorrono all’esercizio della funzione esecutiva dello Stato, che si esercita negli ambiti previsti dall’art. 4.</p> 
<p>3. Le questioni di maggiore importanza sono sottoposte dal Presidente, a seconda del loro rilievo, al Sommo Pontefice o all’esame della Pontificia Commissione.</p> 
<p><b>Articolo 16</b></p> 
<p>1. Il Presidente del Governatorato assicura il governo dello Stato, sovrintende alla funzione esecutiva e attuativa delle leggi e degli altri atti normativi, impartisce le direttive necessarie per l’organizzazione generale dello Stato, definisce gli indirizzi dell’amministrazione e per la gestione del personale e coordina gli organismi del Governatorato.</p> 
<p>2. Il Presidente, che &egrave; coadiuvato dal Segretario Generale e, ove nominato, dal Vice Segretario Generale, pu&ograve; delegare alcune funzioni esecutive proprie al Segretario Generale e al Vice Segretario Generale.</p> 
<p><b>Articolo 17</b></p> 
<p>1. Il Segretario Generale &egrave; nominato dal Sommo Pontefice, su proposta del Presidente del Governatorato, per un quinquennio.</p> 
<p>2. Il Segretario Generale coadiuva il Presidente nell’esercizio delle sue funzioni, attua le direttive e le disposizioni del Presidente e adotta i provvedimenti conseguenti, sostituisce il Presidente in caso di assenza o impedimento eccetto per quanto riguarda l’emanazione di disposizioni aventi forza di legge e l’adozione di altri atti normativi, cura la custodia e appone il sigillo ufficiale dello Stato di cui all’art. 24, comma 3.</p> 
<p>3. Per l’esercizio delle sue funzioni, il Segretario Generale si avvale della Segreteria Generale e, ove nominato, del Vice Segretario Generale.</p> 
<p><b>Articolo 18</b></p> 
<p>Il Vice Segretario Generale, ove nominato, collabora con il Presidente e il Segretario Generale, svolge le altre funzioni a lui attribuite, sovraintende alla preparazione e alla redazione degli atti e della corrispondenza. Sostituisce il Segretario Generale in caso di sua assenza o impedimento o per delega dello stesso.</p> 
<p><b>Articolo 19</b></p> 
<p>1. &Egrave; competenza propria ed esclusiva dello Stato assicurare le dotazioni, le infrastrutture, i servizi e le forniture, avendo a riferimento l’art. 6 del Trattato lateranense, per le necessit&agrave; proprie e della Santa Sede.</p> 
<p>2. Il Governatorato provvede alla loro acquisizione, distribuzione ed erogazione alle istituzioni dello Stato e della Santa Sede.</p> 
<p><b>Articolo 20</b></p> 
<p>1. L’organizzazione e le funzioni del Governatorato sono disciplinate dalla Legge sul Governo e da regolamenti adottati dalla Pontificia Commissione o dal suo Presidente.</p> 
<p>2. Il Governatorato, con la propria struttura amministrativa, provvede, come compito proprio ed esclusivo che esercita negli ambiti previsti all’art. 4:</p> 
<p>a) alla sicurezza, all’ordine pubblico e alla protezione civile;</p> 
<p>b) alla tutela della salute, della sanit&agrave;, dell’igiene pubblica, dell’ambiente e dell’ecologia;</p> 
<p>c) alle attivit&agrave; economiche, ai servizi postali, filatelici e doganali;</p> 
<p>d) ad ogni infrastruttura di connettivit&agrave; e di rete, all’attivit&agrave; edilizia, agli impianti tecnici, idraulici, elettrici e alla loro vigilanza e manutenzione;</p> 
<p>e) alla conservazione, alla valorizzazione e alla fruizione del complesso artistico dei Musei Vaticani, nonch&eacute; alla sovraintendenza sui beni dell’intero patrimonio artistico, storico, archeologico ed etnografico;</p> 
<p>f) ad ogni altra funzione prevista dalla legge o da altre disposizioni normative.</p> 
<p><b>Articolo 21</b></p> 
<p>Il Presidente del Governatorato, oltre ad avvalersi del Corpo della Gendarmeria, ai fini della sicurezza e della polizia pu&ograve; richiedere l’assistenza della Guardia Svizzera Pontificia.</p> 
<p>&nbsp;</p> 
<p style="text-align: center;"><b>Titolo IV</b></p> 
<p style="text-align: center;"><b>Funzione Giudiziaria</b></p> 
<p><b>Articolo 22</b></p> 
<p>1. La funzione giudiziaria &egrave; esercitata, in nome del Sommo Pontefice, per le funzioni giudicanti dal Tribunale, dalla Corte d'Appello e dalla Corte di Cassazione; per le funzioni inquirenti e requirenti, dall'ufficio del Promotore di giustizia. Il regime giuridico degli organi giudiziari &egrave; stabilito dalla Legge sull'ordinamento giudiziario.</p> 
<p>2. Il Sommo Pontefice, in qualunque causa civile o penale e in qualsiasi stato della medesima, pu&ograve; deferirne l’istruttoria e la decisione ad una particolare istanza con esclusione di ogni altro gravame.</p> 
<p>3. Nell’applicare la legge, il giudice si ispira al principio di equit&agrave;, opera per il ristabilimento della giustizia e favorisce la conciliazione tra le parti. Nelle cause penali, inoltre, il giudice commina la pena in funzione della riabilitazione del colpevole, del suo reinserimento e del ripristino dell’ordine giuridico violato.</p> 
<p>4. In ogni processo &egrave; garantita l’imparzialit&agrave; del giudice, il diritto di difesa e il contraddittorio tra le parti.</p> 
<p><b>Articolo 23</b></p> 
<p>&Egrave; riservata al Sommo Pontefice la facolt&agrave; di concedere l’amnistia, l’indulto, il condono, la grazia e di commutare le pene.</p> 
<p>&nbsp;&nbsp;</p> 
<p style="text-align: center;"><b>Titolo V</b></p> 
<p style="text-align: center;"><b>Disposizioni finali</b></p> 
<p><b>Articolo 24</b></p> 
<p>1. La bandiera dello Stato della Citt&agrave; del Vaticano &egrave; costituita da due campi divisi verticalmente, uno giallo aderente all’asta e l’altro bianco, e porta in quest'ultimo la tiara con le chiavi, il tutto secondo il modello che forma l’<a href="https://www.vatican.va/content/dam/leo-xiv/images/motu-proprio/legge-fondamentale-scv/allegato-a.pdf">allegato A</a> della presente Legge.</p> 
<p>2. Lo stemma &egrave; costituito dalla tiara con le chiavi secondo il modello che forma l’<a href="https://www.vatican.va/content/dam/leo-xiv/images/motu-proprio/legge-fondamentale-scv/allegato-b.pdf">allegato B</a> della presente Legge.</p> 
<p>3. Il sigillo dello Stato porta nel centro la tiara con le chiavi e intorno le parole &quot;Stato della Citt&agrave; del Vaticano&quot; secondo il modello che forma l’<a href="https://www.vatican.va/content/dam/leo-xiv/images/motu-proprio/legge-fondamentale-scv/allegato-c.pdf">allegato C</a> della presente Legge.</p> 
<p><b>Articolo 25</b></p> 
<p>1. La presente Legge fondamentale dello Stato della Citt&agrave; del Vaticano sostituisce integralmente <a href="https://www.vatican.va/content/francesco/it/motu_proprio/documents/20230513-legge-fond-scv.html">la precedente del 13 maggio 2023</a>.</p> 
<p>2. Parimenti sono abrogate tutte le leggi, le disposizioni, i privilegi e le consuetudini, anche degni di speciale e singolare menzione, in contrasto con la presente Legge.</p> 
<p>3. La Legge fondamentale entra in vigore immediatamente.</p> 
<p><i>Comando che l'originale della presente Legge, munita del sigillo dello Stato, sia depositata nell’Archivio delle Leggi dello Stato della Citt&agrave; del Vaticano e che il testo corrispondente sia pubblicato dapprima nel quotidiano L’Osservatore Romano, quindi nel Supplemento degli </i>Acta Apostolicae Sedis<i>, mandandosi a chiunque spetti di osservarla e farla osservare.</i></p> 
<p><i>Dal Vaticano, il 31 luglio 2026, Memoria di S. Ignazio di Loyola, anno II del mio Pontificato.</i></p> 
<p>&nbsp;</p> 
<p style="text-align: center;">LEONE XIV</p>]]></description></item><item><title><![CDATA[Incontro di preghiera e fraternità "Cantico di pace" (29 luglio 2026)]]></title><pubDate>Wed, 29 Jul 2026 21:30:00 +0200</pubDate><link>https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/speeches/2026/july/documents/20260729-incontro-cantico-di-pace.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/speeches/2026/july/documents/20260729-incontro-cantico-di-pace.html</guid><description><![CDATA[<!-- Wed, 29 Jul 2026 20:13:36 +0200 --> <p><i>Cari amici,<br /> cari giovani dell’Uganda, della Terra Santa e dell’Italia,&nbsp;</i></p> 
<p>benvenuti! Sono molto felice che siate qui con noi oggi. &Egrave; una gioia condividere questi momenti. Ringrazio tutti i membri del coro per il vostro duro lavoro di preparazione e faccio i miei complimenti ai direttori dei cori.&nbsp;</p> 
<p>Abbiamo appena ascoltato il vostro bellissimo canto. La musica ha la straordinaria capacit&agrave; di unire voci diverse in un’armonia, dove ciascuna contribuisce con qualcosa di unico all’insieme. In questo senso, il coro diventa simbolo di concordia e cooperazione.&nbsp;</p> 
<p>&Egrave; significativo che le Sacre Scritture e la Liturgia della Chiesa parlino di “cori di angeli e santi” quando descrivono la gioia del cielo, non perch&eacute; cantino letteralmente tutto il tempo, ma perch&eacute; uniti nell’amore contemplano Dio insieme e trovano in Lui la pienezza della felicit&agrave;.</p> 
<p>Miei cari giovani amici, cantando avete notato come la musica ci abbia tutti coinvolti in un’esperienza nuova, qualcosa che era pi&ugrave; grande di quello che ciascuno di noi avrebbe potuto creare da solo? Questa &egrave; l’esperienza della bellezza. Ci apre un nuovo orizzonte e risveglia in noi il desiderio di andarvi incontro. Quando ci dirigiamo verso quell’orizzonte, scopriamo non semplicemente qualcosa, ma Qualcuno. Incontriamo Dio, il nostro Creatore. Proprio come possiamo seguire un ruscello fino alla sua sorgente, cos&igrave; la bellezza della musica ci invita a incontrare colui che &egrave; la Bellezza stessa. A questo proposito, continuate a coltivare i doni che Dio vi ha dato e lasciate che vi guidino verso di Lui.</p> 
<p>Il Signore &egrave; tutto ci&ograve; che cerchiamo nella vita, Colui che solo pu&ograve; dare pace ai nostri cuori inquieti. Ricordate che siete stati fatti per cose grandi e che il mondo intero non basta a saziare la vostra sete di senso e felicit&agrave;. Sappiate anche che il Santo Padre vi ama e prega per voi, per le vostre famiglie e per i vostri Paesi.</p> 
<p>In particolare, prego che la pace possa regnare nelle vostre case e in tutti quei luoghi nel mondo che continuano a soffrire a causa della violenza.</p> 
<p>Vorrei infine ringraziare la Fondazione <i>Andrea Bocelli</i> per il lavoro che svolge a favore dei giovani, che affrontano svantaggi educativi e sociali. Attraverso la forza della musica, state contribuendo alla missione della Chiesa di promuovere lo sviluppo integrale di ogni persona, a servizio del bene comune. Che Dio benedica i vostri sforzi.</p> 
<p>Cari amici, grazie ancora per essere venuti ad allietare i nostri cuori con la vostra bellissima musica. Affidandovi all'intercessione di Maria, nostra Madre, su ciascuno imparto con piacere la mia affettuosa benedizione.</p> 
<p>Grazie.</p>]]></description></item><item><title><![CDATA[Angelus, 26 luglio 2026]]></title><pubDate>Sun, 26 Jul 2026 12:00:00 +0200</pubDate><link>https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/angelus/2026/documents/20260726-angelus.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/angelus/2026/documents/20260726-angelus.html</guid><description><![CDATA[<!-- Thu, 30 Jul 2026 08:23:05 +0200 --> <p><i>Cari fratelli e sorelle, buona domenica!</i></p> 
<p>Al centro dell’insegnamento di Ges&ugrave; c’&egrave; il mistero del Regno di Dio, che il Vangelo di oggi paragona a una perla e a un tesoro (cfr <i>Mt</i> 13,44-52). Le parabole lasciano intendere la sorpresa di chi trova ci&ograve; che non poteva neanche sperare, al punto che vendere o lasciare tutto non appare ormai una rinuncia, ma un guadagno. In effetti, sin dalle prime pagine, gli evangelisti descrivono la chiamata di Ges&ugrave; a seguirlo come irresistibile: libera, certo, ma urgente e capace di suscitare una risposta pronta e mossa dal desiderio. &Egrave; questo un primo aspetto importante del modo in cui Dio &egrave; vicino e si fa trovare: l’incontro col suo Regno &egrave; una svolta che non restringe, ma allarga la vita. Se qualcosa deve ora cambiare, &egrave; per un di pi&ugrave; di possibilit&agrave;, non per un di meno.&nbsp;&nbsp;</p> 
<p>Vi &egrave; un secondo aspetto, cui Ges&ugrave; sembra dare molta importanza: a trovare il tesoro nascosto nel campo &egrave; probabilmente un contadino; la perla, invece, &egrave; riconosciuta di grande valore da un mercante, forse un viaggiatore. Seguono altre due parabole in cui i protagonisti sono dei pescatori e uno scriba esperto di cose antiche e nuove. Ve ne sono altre, poi, in cui il Regno si lascia scorgere in una donna che impasta la farina, in un’altra che riordina la casa, in un re che pianifica la guerra, in un uomo che progetta una torre, in amministratori che gestiscono pagamenti o investimenti, in pastori e agricoltori. Insomma, il Regno di Dio rivela la sua inestimabile bellezza su strade diverse, ma chiama tutti – uomini e donne, giovani e anziani, poveri e ricchi – a un profondo rinnovamento. Tutti lo possono comprendere e ne sono attratti.</p> 
<p>Anche oggi la Chiesa &egrave; comunione di persone diverse per origine, per cultura, per competenze, per livello di responsabilit&agrave;, ma tutte chiamate a riconoscersi “uno” in Ges&ugrave; Cristo: &egrave; Lui il tesoro nascosto, la perla preziosa, la rete che raccoglie chi &egrave; disperso. Dal principio, infatti, Ges&ugrave; ha chiamato e radunato attorno a s&eacute; persone che, altrimenti, non si sarebbero mai frequentate. Proprio cos&igrave; ha mostrato che Dio non fa preferenza di persone e che la sua elezione &egrave; predilezione, specialmente per chi &egrave; piccolo e scartato. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p> 
<p>Fratelli e sorelle, non ci resta che chiedere un dono, lo stesso invocato dal giovane re Salomone (cfr <i>1Re</i> 3,5.7-12). &Egrave; il dono di distinguere la perla di grande valore, di saper riconoscere il tesoro per cui vale la pena di vendere tutto. Mentre l’industria dei consumi ci modifica il palato, suscitando sempre nuovi bisogni per poi venderci risposte che non saziano e talvolta avvelenano il cuore, dobbiamo imparare a cogliere ci&ograve; che conta davvero, il tesoro della relazione con Dio che ci apre alla gioia e ci aiuta a vivere al meglio le relazioni tra di noi.</p> 
<p>L’intercessione di Maria, Sede della Sapienza, orienti a Ges&ugrave; il nostro desiderio di vita, perch&eacute; si realizzi in pienezza.</p> 
<p>_________________________</p> 
<p><b>Dopo l'<i>Angelus</i></b></p> 
<p><i>Cari fratelli e sorelle,</i></p> 
<p>ieri, in Libano, &egrave; stato beatificato <a href="https://www.causesanti.va/it/santi-e-beati/elia-hoyek.html">Elia Hoayek</a>, Patriarca di Antiochia dei Maroniti dal 1899 al 1931 e Fondatore della Congregazione delle Suore Maronite della Santa Famiglia. Ha guidato per pi&ugrave; di trent’anni la Chiesa Maronita con grande dedizione e sensibilit&agrave; pastorale. Uomo di dialogo e di speranza, &egrave; stato un luminoso punto di riferimento ecclesiale, sociale e politico, tanto da essere chiamato “Padre del Grande Libano”. La preghiera e l’intercessione del nuovo Beato, accompagnino sempre i fedeli Maroniti in tutto il mondo e ottengano il dono della pace per l’intero popolo del Libano, a me tanto caro.</p> 
<p>Seguo con apprensione il perdurare e l’inasprirsi della violenza in Terra Santa, di cui ultimamente sono state vittime anche molti civili, in Cisgiordania e a Gaza. Rivolgo un accorato appello affinch&eacute; si torni a negoziare un’equa soluzione politica, fondata sulla pari dignit&agrave; e gli uguali diritti di ogni persona umana, e a rigettare nuove azioni militari e decisioni unilaterali, in particolare quelle che violano il rispetto e lo <i>status quo</i> dei luoghi santi di ogni fede religiosa.</p> 
<p>Rinnovo altres&igrave; il mio appello circa la situazione in tutto il Medio Oriente, dove un intensificarsi delle operazioni militari ha riportato violenza e distruzione, mettendo gravemente a rischio la vita di numerosi civili e aggravando la carenza di acqua potabile ed elettricit&agrave;. Dal profondo del cuore esorto tutte le parti coinvolte a sospendere gli attacchi e a riaprire con urgenza spazi di dialogo e diplomazia, per giungere quanto prima alla pace, tanto desiderata per tutta la regione.</p> 
<p>Continuiamo a pregare per tutti i popoli che nel mondo soffrono a causa della guerra. Possa il Signore toccare i cuori e illuminare le menti dei responsabili, perch&eacute; presto si giunga alla riconciliazione e alla pace.</p> 
<p>A fronte dei devastanti incendi che in questi giorni hanno interessato varie localit&agrave; della Francia e della Spagna, manifesto la mia vicinanza e invito tutti a pregare per le persone colpite e per il lavoro dei soccorritori.</p> 
<p>Oggi si celebra la VI Giornata Mondiale dei Nonni e degli Anziani, che <a href="https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/messages/grandparents/documents/20260615-messaggio-nonni-anziani.html">ha come tema</a> le parole del Profeta Isaia: &laquo;Io invece non ti dimenticher&ograve; mai&raquo; (<i>Is</i> 49,15). Ringraziamo insieme il Signore per il dono che gli anziani sono per la Chiesa e per la societ&agrave;, e impegniamoci a rispettarne e valorizzarne il ruolo prezioso e a garantire loro, sempre, la giusta attenzione e assistenza.</p> 
<p>Saluto con affetto tutti voi, qui presenti, residenti e provenienti da varie parti d’Italia e del mondo!</p> 
<p>Rivolgo un particolare benvenuto ai pellegrini appartenenti all’Opera della Chiesa e ai Vescovi che li accompagnano;<b> </b>un benvenuto e un saluto<b> </b>ai bambini provenienti dalla “Casa della Misericordia” di Chortkiv, in Ucraina, ospiti presso la Parrocchia di San Michele Arcangelo di Nocera Superiore; agli adolescenti della Parrocchia di Manerbio; ai partecipanti all’Incontro Internazionale dei Giovani organizzato nel bicentenario della morte di Santa Giovanna Antida Thouret; ai giovani pellegrini del movimento di studenti cattolici <i>&Ouml;nze-Lieve-Vrouw Ster-Der-Zee </i>di Maldegem, in Belgio, come pure agli allievi della Scuola Allievi Carabinieri di Velletri, accompagnati dal Cappellano e dai loro Officiali.</p> 
<p>Saluto i membri della<i> Catholic Men Association of Cameroon</i>. Rivolgo un particolare pensiero ai partecipanti alla Sagra delle Pesche di Castel Gandolfo, che sono venuti portando i loro frutti per la Benedizione.</p> 
<p>Stasera a Roma, sul Tevere, si terr&agrave; la processione della Madonna “fiumarola”: Maria, Madre di Ges&ugrave;, ottenga ai partecipanti a questa bella tradizione e a tutti noi di vivere ogni giorno secondo gli insegnamenti del Vangelo!</p> 
<p>E<b> </b>a tutti voi auguro di cuore una buona domenica!</p>]]></description></item><item><title><![CDATA[Videomessaggio del Santo Padre in occasione del Festival "Halleluya 2026" [Fortaleza (Brasile), 22-26 luglio 2026] (26 luglio 2026)]]></title><pubDate>Sun, 26 Jul 2026 09:00:00 +0200</pubDate><link>https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/messages/pont-messages/2026/documents/20260726-videomessaggio-halleluya.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/messages/pont-messages/2026/documents/20260726-videomessaggio-halleluya.html</guid><description><![CDATA[<!-- Mon, 27 Jul 2026 19:17:22 +0200 --> <p><i>Cari giovani,</i></p> 
<p>&Egrave; con gioia che partecipo, anche se a distanza, al Festival <i>Halleluya 2026</i>, un’iniziativa che, anno dopo anno, attraverso la musica, la lode e l’adorazione, ha toccato il cuore di tante persone, portando buoni frutti di evangelizzazione: confessioni, conversioni, vocazioni sacerdotali e religiose.</p> 
<p>Oggi vorrei ribadire quanto sia bello stare con i giovani. Il vostro entusiasmo &egrave; contagioso e risveglia in tutti noi un rinnovato zelo apostolico. <a href="https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/travels/2026.index.html">Nei miei ultimi viaggi</a> e al <a href="https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/events/event.dir.html/content/vaticanevents/it/2025/8/3/giubileo-giovani.html">Giubileo dei Giovani</a>, ho osservato che ognuno di voi possiede un indispensabile vigore missionario per trasformare questo mondo, che ha cos&igrave; disperatamente bisogno del Vangelo. Non perdete mai questo zelo missionario!</p> 
<p>&Egrave; infatti questo fervore che il Signore si aspetta da tutti i battezzati nell’annuncio della Buona Novella. Ai nostri giorni, sono ancora tante le persone che hanno bisogno di sapere che &egrave; Ges&ugrave; a rispondere ai loro desideri pi&ugrave; profondi, rivelando all’umanit&agrave; la verit&agrave; su se stessa. Proclamate dunque con coraggio che una vita senza Cristo &egrave; una vita senza grazia! Egli &egrave; la Via, la Verit&agrave; e la Vita (cfr. <i>Gv</i> 14, 6); &egrave; Lui che d&agrave; senso all’esistenza e a tutte le cose. Questa &egrave; la fede che ci muove e che vale la pena condividere con chi amiamo e con chi ne ha pi&ugrave; bisogno.</p> 
<p>&Egrave; possibile, tuttavia, che con il tempo l’entusiasmo vissuto durante la festa si affievolisca. Per mantenere viva la fiamma della fede e per testimoniare la Risurrezione ai nostri amici e a quanti incontriamo, &egrave; necessario rimanere nella presenza di Dio, attraverso la preghiera. Un autentico rapporto con il Signore richiede costanza, perseveranza e la ferma certezza che il Padre Celeste non ci abbandona mai, ma al contrario, viene incontro a noi nel Figlio. Non abbiate dunque paura di Cristo! Egli non toglie nulla, dona tutto (cfr. Benedetto XVI, <i><a href="https://www.vatican.va/content/benedict-xvi/it/homilies/2005/documents/hf_ben-xvi_hom_20050424_inizio-pontificato.html">Santa Messa per l’inizio del Ministero Petrino</a></i>, 24 aprile 2005). Chi si affida al Salvatore riceve cento volte tanto (cfr. <i>Mc</i> 10, 29-30) e ne esce sempre vincitore. Nello sport vediamo la gioia di chi vince, ma anche la tristezza di chi perde. Con Cristo, vinciamo sempre (cfr. <i>Rom </i>8, 37)! I santi ne sono la prova.</p> 
<p>Lasciamoci ispirare dall’esempio di san Carlo Acutis: egli ci mostra come tenere sempre Cristo al centro, anche nell’uso della tecnologia. Prendendolo come modello, vi consiglio di usare i <i>social network</i> e l’intelligenza artificiale con moderazione e disciplina, perch&eacute; possono proiettarci in un mondo irreale, in cui l’effimero, le mere apparenze e l’inganno finiscono per prendere il posto dei veri valori e di ci&ograve; che conta davvero.</p> 
<p>Cari giovani, lasciate che lo Spirito Santo riaccenda in voi un amore pi&ugrave; grande, capace di trasformare la vostra giovinezza in una forza evangelizzatrice, rendendo ciascuno di voi pietra viva nella costruzione della “citt&agrave; della pace” che tanto aneliamo, o, come diceva Sant’Agostino, la Citt&agrave; di Dio presente in mezzo alla citt&agrave; degli uomini. Pregando Dio affinch&eacute; vi fortifichi nelle prove e vi aiuti a vivere fedelmente la chiamata alla santit&agrave;, impartisco la mia Benedizione Apostolica a tutti i partecipanti e gli organizzatori dell’<i>Halleluya Festival</i>.</p> 
<p>Che Dio sia sempre con voi!</p> 
<p>____________________________</p> 
<p><i><a href="https://www.osservatoreromano.va/it/news/2026-07/quo-169/come-pietre-vive-per-costruire-la-citta-di-dio.html">L'Osservatore Romano</a></i>, Edizione Quotidiana, Anno CLXVI n. 169, luned&igrave; 27 luglio 2026, p. 3.</p>]]></description></item><item><title><![CDATA[Videomessaggio del Santo Padre ai giovani della Prelatura di Chota e Cutervo in Perù, in occasione della seconda Giornata Diocesana della Gioventù (25 luglio 2026)]]></title><pubDate>Sat, 25 Jul 2026 22:15:00 +0200</pubDate><link>https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/messages/pont-messages/2026/documents/20260725-videomessaggio-giovani-peru.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/messages/pont-messages/2026/documents/20260725-videomessaggio-giovani-peru.html</guid><description><![CDATA[<!-- Mon, 27 Jul 2026 19:19:51 +0200 --> <p><i>Cari giovani della Prelatura<br /> di Chota e Cutervo</i>,</p> 
<p>&Egrave; per me una gioia immensa rivolgermi a tutti voi, riuniti nella splendida terra di Cutervo per celebrare questa II Giornata diocesana della Giovent&ugrave;. Com’&egrave; bello sapere che, dalle 18 parrocchie della Prelatura, vi siete riuniti per condividere la fede in Ges&ugrave; Cristo.</p> 
<p>Cari giovani, voi siete la giovent&ugrave; di Cristo e il vostro motto di quest’anno lo dice con assoluta chiarezza: “Chiamati ad amare, inviati a servire”.</p> 
<p>Ges&ugrave; non vi vuole “giovani da divano”, assopiti o adagiati nella comodit&agrave; del “si &egrave; sempre fatto cos&igrave;”. La Chiesa a Chota e Cutervo ha bisogno della vostra santa ribellione, della vostra energia pura, del vostro desiderio di trasformare le realt&agrave; di dolore in spazi di speranza. Ascoltate la chiamata a essere missionari nelle vostre scuole, nelle vostre universit&agrave;, nelle vostre strade e nelle vostre campagne. Servite con gioia, specialmente i pi&ugrave; dimenticati, perch&eacute; &egrave; l&igrave; che si trova il volto sofferente di Ges&ugrave;.</p> 
<p>Vi affido alla Vergine Maria, Nostra Signora dell’Assunzione, Patrona di Cutervo. Che vi custodisca e guidi sempre.</p> 
<p>Buona Giornata! Che Dio vi benedica! E la benedizione di Dio Onnipotente, Padre, Figlio e Spirito Santo discenda su di voi e con voi rimanga sempre. Amen.</p> 
<p>____________________________</p> 
<p><i><a href="https://www.osservatoreromano.va/it/news/2026-07/quo-169/la-santa-ribellione-dei-giovani-trasformi-il-dolore-in-speranza.html">L'Osservatore Romano</a></i>, Edizione Quotidiana, Anno CLXVI n. 169, luned&igrave; 27 luglio 2026, p. 3.</p>]]></description></item><item><title><![CDATA[Videomessaggio del Santo Padre alla XII Assemblea Plenaria della Federazione delle Conferenze dei Vescovi dell’Asia [Giacarta, 20-26 luglio 2026] (25 luglio 2026)]]></title><pubDate>Sat, 25 Jul 2026 10:30:00 +0200</pubDate><link>https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/messages/pont-messages/2026/documents/20260725-videomessaggio-fabc.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/messages/pont-messages/2026/documents/20260725-videomessaggio-fabc.html</guid><description><![CDATA[<!-- Sat, 25 Jul 2026 15:16:00 +0200 --> <p><i>Cari fratelli e sorelle in Cristo,</i></p> 
<p>rivolgo un cordiale saluto a tutti voi che partecipate all’Assemblea Plenaria della Federazione delle Conferenze Episcopali dell’Asia a Jakarta. Mentre vi riunite per discutere le importanti questioni che riguardano la vita e il futuro della Chiesa cattolica in Asia, vi assicuro la mia vicinanza spirituale e prego affinch&eacute; lo Spirito Santo ispiri e guidi il vostro tempo insieme.</p> 
<p>Il tema scelto per la vostra Assemblea Plenaria trae spunto dalle parole di Ges&ugrave; rivolte a Natanaele: “Vedrai cose maggiori di queste!” (<i>Gv</i>&nbsp; 1, 50). Chiamando Filippo e Natanaele a seguirlo e a diventare suoi discepoli, il Signore allude a s&eacute; stesso come all’unico mediatore tra Dio e l’umanit&agrave; (cfr. <i>Gv</i>&nbsp; 1, 51).</p> 
<p>Come suoi discepoli oggi, sappiamo che Ges&ugrave; non &egrave; solo la fonte della nostra comunione con Dio, ma anche degli uni con gli altri. Infatti, nella Lettera Enciclica <i><a href="https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/encyclicals/documents/20260515-magnifica-humanitas.html">Magnifica humanitas</a></i>, pubblicata di recente, ho scritto che la solidariet&agrave; cristiana trova la sua sorgente nel mistero di Cristo e nasce dalla nostra comunione nei sacramenti, in particolare nell’Eucaristia (cfr. <a href="https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/encyclicals/documents/20260515-magnifica-humanitas.html#Una_verifica_">n. 88</a>). Per questo motivo, desidero incoraggiarvi a continuare a promuovere una spiritualit&agrave; eucaristica nelle vostre Chiese locali, ossia una spiritualit&agrave; di unit&agrave; ecclesiale fondata sulla carit&agrave; che scaturisce dal dono del Signore nell’Eucaristia. Auspico pertanto che i vincoli di comunione all’interno delle Chiese locali e tra di esse si rafforzino e diventino un segno sempre pi&ugrave; grande della presenza di Dio nei vostri diversi Paesi, aiutandovi cos&igrave; a essere insieme costruttori di ponti in tutta l’Asia.</p> 
<p>Cari amici, affidando tutti voi e i vostri lavori all’intercessione della Beata Vergine Maria, Madre della Chiesa, invoco di cuore su di voi i doni di sapienza e fortezza del Signore.</p> 
<p>E la benedizione di Dio Onnipotente, Padre, Figlio e Spirito Santo, discenda su di voi e con voi rimanga sempre.</p> 
<p>Amen.</p> 
<p>____________________________</p> 
<p><i><a href="https://www.osservatoreromano.va/it/news/2026-07/quo-168/la-chiesa-in-asia-costruttrice-di-comunione-e-carita.html">L'Osservatore Romano</a></i>, Edizione Quotidiana, Anno CLXVI n. 168, sabato 25 luglio 2026, p. 2.</p>]]></description></item><item><title><![CDATA[Videomessaggio del Santo Padre in occasione del II Incontro "Rejoice" - Giornata Nazionale della Gioventù [Lamego (Portogallo), 24-26 luglio 2026] (25 luglio 2026)]]></title><pubDate>Sat, 25 Jul 2026 00:00:00 +0200</pubDate><link>https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/messages/pont-messages/2026/documents/20260725-videomessaggio-rejoice.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/messages/pont-messages/2026/documents/20260725-videomessaggio-rejoice.html</guid><description><![CDATA[<!-- Mon, 27 Jul 2026 19:26:12 +0200 --> <p></p>
<p><i>Cari giovani</i>,</p> 
<p>“Rallegratevi nel Signore, sempre!” (<i>Fil</i> 4, 4), l&igrave;, a Lamego, e in ogni luogo: nelle vostre famiglie, nelle scuole, nelle parrocchie, nei movimenti e nei diversi gruppi giovanili di cui fate parte. Rallegratevi nel Signore insieme ai vostri vescovi e ai responsabili che accompagnano voi e molti altri giovani in Portogallo. Rallegratevi con loro, che vi aiutano a crescere nella fede e ad aprire le porte del cuore a Cristo, Via, Verit&agrave; e Vita.</p> 
<p>Ho appreso con piacere che cercate di mantenere accesa la fiamma della <a href="https://www.vatican.va/content/francesco/it/travels/2023/outside/documents/portogallo-gmg-2023.html">Giornata Mondiale della Giovent&ugrave; 2023</a>. Sono stati giorni splendidi e felici, per la concordia fra tutti; per l’armonia tra lingue e culture diverse; ma, soprattutto, per l’intenso incontro con il Signore Ges&ugrave; e per l’esperienza delle meraviglie che Cristo Vivente compie quando ci riuniamo nel suo nome. Egli &egrave; con noi ed &egrave; Lui la ragione della nostra gioia! &Egrave; Lui la causa della nostra unit&agrave;. <i>In illo uno unum</i>: “Noi, pur essendo molti, siamo un solo corpo in Cristo” (<i>Rm</i> 12, 5).</p> 
<p>Quello che ho vissuto a Lisbona ho potuto riviverlo <a href="https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/events/event.dir.html/content/vaticanevents/it/2025/8/3/giubileo-giovani.html">un anno fa in occasione del Giubileo</a> e anche, di recente, <a href="https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/events/event.dir.html/content/vaticanevents/it/2026/6/6/spagna-veglia-giovani.html">durante il viaggio apostolico in Spagna</a>. &Egrave; sempre speciale stare con i giovani, perch&eacute; l’entusiasmo della vostra fede &egrave; contagioso! L’amore che dimostrate per Cristo &egrave; confortante! &Egrave; meraviglioso, ai nostri giorni, vedere giovani — come voi! — pieni di fede e senza paura di dirlo. &Egrave; bello constatare che avete una profonda sete di verit&agrave;, e che la cercate con cuore sincero. &Egrave; bello vedere che avete fame di giustizia e di carit&agrave;, e non vi accontentate di valori effimeri. &Egrave; bello osservare che amate la bellezza, in particolare quella bellezza tanto antica e tanto nuova che &egrave; il nostro Dio, il quale ci attende nel profondo del nostro essere.</p> 
<p>Con questo saluto, vorrei quindi incoraggiarvi ad andare avanti. Una delle caratteristiche dei giovani &egrave; di essere inquieti. Non abbiate paura dell’inquietudine che avete dentro! Approfittate del suo impulso per avvicinarvi ancora di pi&ugrave; a Cristo e per testimoniare i valori del Vangelo. Ben ancorati alla Parola di Ges&ugrave;, leggendo il Vangelo ogni giorno, non smettete mai di sognare una Terra dove ci siano pace e fratellanza, di guardare al mondo con meraviglia, di affrontare il futuro con la luce della speranza. Cari giovani, non lasciate che nulla e nessuno vi rubi la speranza!</p> 
<p>Vi incoraggio anche ad approfittare di ci&ograve; che vi inquieta per — nei momenti di preghiera e di silenzio, nel dialogo con Dio — chiederGli: Signore, che cosa vuoi che io faccia nella Chiesa e nel mondo? Qual &egrave; la mia vocazione? Mi chiami a formare una famiglia nel matrimonio? Oppure mi chiami alla vita sacerdotale? O alla vita religiosa? Sono domande che &egrave; importante farsi, senza dimenticare una certezza che d&agrave; unit&agrave; alla nostra vita interiore. Dio ci chiama sempre a essere santi, e i santi sono profondamente umani. Siate, dunque, umani come lo &egrave; Cristo e, certamente, cambierete in meglio questo mondo. Che Nostra Signora di Fatima, la Madre del Buon Consiglio, vi aiuti!</p> 
<p>Cari amici, invoco ora su di voi, su tutti i giovani del Portogallo, sui vostri pastori e sui vostri responsabili della pastorale giovanile, l’abbondanza delle grazie del Cielo. Vi benedica Dio Onnipotente, Padre, Figlio e Spirito Santo. [<i>Amen</i>!].</p> 
<p>Buon proseguimento di questo felice incontro, nella citt&agrave; di Lamego! E spero di vedervi nel mese di agosto del 2027 a Seoul. Grazie!</p> 
<p></p> 
<p>____________________________</p> 
<p><i><a href="https://www.osservatoreromano.va/it/news/2026-07/quo-169/l-inquietudine-di-sognare-la-pace.html">L'Osservatore Romano</a></i>, Edizione Quotidiana, Anno CLXVI n. 169, luned&igrave; 27 luglio 2026, p. 3.</p>]]></description></item><item><title><![CDATA[Angelus, 19 luglio 2026]]></title><pubDate>Sun, 19 Jul 2026 12:00:00 +0200</pubDate><link>https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/angelus/2026/documents/20260719-angelus.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/angelus/2026/documents/20260719-angelus.html</guid><description><![CDATA[<!-- Sun, 19 Jul 2026 12:32:55 +0200 --> <p><i>Cari fratelli e sorelle, buona domenica!</i></p> 
<p>Dopo la parabola del seminatore, Ges&ugrave; continua a parlare alle folle attraverso alcune immagini: il grano buono e la zizzania, il granello di senape, il lievito nella farina (cfr <i>Mt</i> 13,24-43).</p> 
<p>Si tratta di tre piccole parabole che intendono richiamare l’arrivo del Regno di Dio nella storia, il suo agire nella vita degli uomini, il modo in cui cresce, si espande e trasforma il mondo dal di dentro. Con questi racconti, Ges&ugrave; ci mette in guardia dalla tentazione di pensare a Dio come a una figura potente, che si impone con la forza, che occupa lo spazio per dominare, che arriva in modo trionfante. Al contrario, Dio predilige la piccolezza, segno del suo amore discreto, che ci lascia liberi di accoglierlo o di rifiutarlo, che cerca di farsi strada anche in mezzo alla zizzania, che agisce in modo nascosto e invisibile come il seme pi&ugrave; piccolo di tutti e lievita dentro la pasta senza fare rumore.</p> 
<p>Fratelli e sorelle, con queste parabole Ges&ugrave; ci dice qualcosa di importante sul modo in cui Dio opera nella nostra vita e nella storia. A volte noi ci attendiamo qualcosa di clamoroso, desideriamo un Dio che intervenga dall’alto strappando subito la zizzania del male. Immaginiamo un Dio forte e potente e, purtroppo, a questa immagine adeguiamo anche il nostro modo di essere cristiani e di essere Chiesa. Invece, il Regno di Dio si diffonde anche in mezzo alla zizzania e ci chiede uno sguardo capace di cogliere il bene che germoglia anche fra le oscurit&agrave; del male, senza giudicare tutto e subito; viene come il pi&ugrave; piccolo tra i semi e domanda dunque la pazienza di saper accompagnare i processi, riconoscendolo nella piccolezza del quotidiano e nella semplicit&agrave; della vita ordinaria; cresce in modo invisibile come il lievito nella farina e, cos&igrave;, ci libera dallo scoraggiamento e ci invita ad avere fiducia anche quando ci sembra che Dio sia assente. Perch&eacute; in realt&agrave; Egli ci accompagna sempre e il suo amore &egrave; sempre all’opera per noi.</p> 
<p>Questo stile di Dio deve diventare anche il modo in cui, sia come singoli sia come Chiesa, abitiamo la realt&agrave; che ci circonda. Siamo chiamati ad assumere uno stile evangelico, senza contrapporci frettolosamente con giudizi arroganti, senza imporci con il potere e con la forza, senza perdere la fiducia nell’opera di Dio. Si tratta – diceva l’allora cardinale Ratzinger &nbsp;– di sottometterci alla logica del seme che non &egrave; quella del successo e della grandezza, ma ci chiede di farci piccoli e di servire la vita delle persone (cfr <i><a href="https://www.vatican.va/roman_curia/congregations/cfaith/documents/rc_con_cfaith_doc_20001210_jubilcatechists-ratzinger_it.html">Discorso al Convegno dei catechisti e dei docenti di religione</a></i>, 10 dicembre 2000). In questo modo, noi stessi diventeremo come un piccolo seme di Vangelo che germoglia e come un lievito di amore che trasforma la pasta del mondo.</p> 
<p>Preghiamo Maria Santissima, che ha saputo accogliere il seme della Parola nella piccolezza, perch&eacute; ci sostenga nel cammino e interceda per noi.</p> 
<p>___________________________</p> 
<p><b>Dopo l'Angelus</b></p> 
<p><i>Cari fratelli e sorelle,</i></p> 
<p>mentre trascorro qualche giorno di riposo, rinnovo il mio saluto e la gratitudine a tutti voi, abitanti di Castel Gandolfo, e accolgo con gioia i pellegrini che arrivano da ogni parte del mondo!</p> 
<p>Continuiamo a seguire con apprensione ci&ograve; che accade in diversi Paesi lacerati dalla guerra e dalla violenza. Non dimentichiamoci di chi soffre e muore a causa dei conflitti e, al generoso impegno per la pace, uniamo anche la nostra costante preghiera.</p> 
<p>Saluto la Comunit&agrave; Cenacolo di Madre Elvira, riunita a Saluzzo in occasione della Festa della Vita, il Movimento Famiglie Nuove dei Focolari radunato per la Scuola Internazionale, gli studenti messicani che partecipano all’<i>APRA Summer School</i> e il gruppo della <i>Catholic Worldview Fellowship</i>.</p> 
<p>Estendo il mio saluto ai giovani adulti, membri di <i>Regnum Christi</i>, che stanno partecipando al Corso Internazionale per Formatori. Saluto anche coloro che prendono parte al “Pellegrinaggio del Leone”, accompagnati da monsignor Anthony Percy, vescovo ausiliare di Sydney, in Australia.</p> 
<p>Saluto anche le famiglie e i bambini dell’opera delle Suore di Carit&agrave; dell’Assunzione di Roma, i giovani provenienti dalla parrocchia di San Salvatore in Gerusalemme, il Gruppo Giovanissimi della parrocchia di Sant’Agostino di Bovolenta e i pellegrini dell’Accademia Liturgica di Rzesz&oacute;w.</p> 
<p>A tutto voi auguro una serena domenica! &nbsp;&nbsp;</p>]]></description></item><item><title><![CDATA[Concerto in onore del Santo Padre Leone XIV organizzato dalla Diocesi di Albano (Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, 18 luglio 2026)]]></title><pubDate>Sat, 18 Jul 2026 21:00:00 +0200</pubDate><link>https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/speeches/2026/july/documents/20260718-concerto.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/speeches/2026/july/documents/20260718-concerto.html</guid><description><![CDATA[<!-- Mon, 20 Jul 2026 07:19:01 +0200 --> <p><i>Buonasera a tutti, benvenuti!</i></p> 
<p>Troppe parole in questo momento sarebbero veramente “anticlimatiche”, &egrave; meglio dire due, tre parole molto brevi, per&ograve; dal cuore.</p> 
<p>Innanzitutto un grande ringraziamento agli artisti che meritano ancora un altro applauso, veramente bravissimi, grazie, grazie! Alla diocesi di Albano che ha offerto questo concerto, questo bel dono! Grazie ai benefattori, a tutti voi qui presenti, perch&eacute; veramente abbiamo potuto sperimentare in questi minuti di bellezza una cosa grande, che &egrave; proprio entrare in tanti sensi in ci&ograve; che Dio ha voluto nella Creazione, cio&egrave; proprio la bellezza. Viviamo in un mondo, oggi, dove manca la bellezza tante volte: tanti problemi, guerre, conflitti, odio, violenza, mancanza di lavoro e tante altre cose. Avere l’opportunit&agrave; di radunarci per un’occasione come questa &egrave; veramente un dono grande, perch&eacute; ci fa ricordare che c’&egrave; di meglio e che l’uomo e la donna, quando vogliamo, tutti insieme, possiamo donare la bellezza, che dal cuore ci aiuta a elevarci verso Dio.</p> 
<p>Sapete che un po’ pi&ugrave; di un mese fa ho fatto un <a href="https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/travels/2026/documents/spagna-6-12giugno2026.html">viaggio apostolico in Spagna</a>: il motto del viaggio era “<i>Alzad la mirada</i>”. Alziamo gli occhi, lo sguardo, verso il Cielo. La musica, l’arte, la bellezza sono veramente uno strumento che ci aiuta a guardare verso Dio, con un movimento che &egrave; veramente una delle parti migliori dell’essere umano. Allora, di nuovo, vi ringrazio davvero per darci questa occasione, in questa notte, di poter sperimentare la bellezza e ritrovarci veramente in ci&ograve; che Dio ha voluto donare a tutti noi.</p> 
<p>Grazie a tutti, buona serata!</p> 
<p>&nbsp;</p> 
<p>Bene, allora possiamo concludere la serata chiedendo a Dio la sua benedizione su ognuno di voi e su tutti i vostri cari, sapendo nel cuore e nello Spirito che il Signore davvero &egrave; sempre con noi.</p> 
<p>[benedizione]</p>]]></description></item><item><title><![CDATA[Lettera del Santo Padre in occasione del 70° anniversario della “Conference of Major Superiors of Men” negli Stati Uniti d’America (16 luglio 2026)]]></title><pubDate>Thu, 16 Jul 2026 08:00:00 +0200</pubDate><link>https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/letters/2026/documents/20260716-lettera-cmsm.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/letters/2026/documents/20260716-lettera-cmsm.html</guid><description><![CDATA[<!-- Wed, 22 Jul 2026 18:20:09 +0200 --> <p><i>Al Reverendissimo Frank Donio, S.A.C.<br /> Direttore esecutivo<br /> della Conferenza dei Superiori maggiori degli Istituti maschili<br /> negli Stati Uniti d’America</i></p> 
<p>Ho appreso con piacere che la Conferenza dei Superiori maggiori degli Istituti maschili celebra il suo settantesimo anniversario durante l’Assemblea nazionale 2026, che si svolge a Phoenix, in Arizona, e invio cordiali auguri a tutti i partecipanti.</p> 
<p>Nel celebrare settant’anni di promozione della collaborazione tra i religiosi negli Stati Uniti d’America, &egrave; opportuno rendere grazie a Dio per le grazie ricevute nel corso di questi anni. Nel vostro impegno nell’offrire uno spazio di dialogo e nel sostenere la leadership delle comunit&agrave; che fanno parte della Conferenza, avete contribuito a rafforzare la testimonianza pubblica dei consacrati che dedicano la propria vita al servizio del Vangelo.</p> 
<p>Riflettendo sul tema dell’incontro di quest’anno, “Uno in Cristo: la vita comunitaria oggi”, desidero incoraggiarvi a considerare la vita comunitaria &laquo;come luogo di santificazione e fonte di ispirazione, testimonianza e forza nell’apostolato&raquo; (<i><a href="https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/speeches/2025/september/documents/20250918-capitoli-generali.html">Discorso a quattro Istituti religiosi</a></i>, 18 settembre 2025). Infatti, &egrave; proprio attraverso la condivisione di ogni cosa, compresi i beni materiali, le esperienze spirituali, gli ideali apostolici e il servizio caritativo, che la presenza nascosta del Signore risorto si manifesta in mezzo a voi (cfr. San Giovanni Paolo II, Esortazione apostolica post-sinodale<i> <a href="https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/apost_exhortations/documents/hf_jp-ii_exh_25031996_vita-consecrata.html">Vita consecrata</a></i>, n. 42). Confido che questi giorni di riflessione, dialogo e preghiera vi consentano di discernere modi per approfondire la comunione fraterna, sia all’interno dei vostri Istituti sia tra di essi, cos&igrave; da poter continuare a offrire una testimonianza unita, gioiosa e autentica di Cristo nelle diverse comunit&agrave; e nei vari apostolati in cui prestate servizio.</p> 
<p>Con questi sentimenti, vi assicuro della mia vicinanza spirituale e affido l’Assemblea Nazionale all’amorevole intercessione della Beata Vergine Maria, Madre della Chiesa. A tutti i presenti imparto di cuore la mia Benedizione Apostolica, che estendo volentieri a tutti i membri delle Congregazioni che rappresentate.</p> 
<p><i>Dal Vaticano, 16 luglio 2026</i>.</p> 
<p style="text-align: center;">LEONE PP. XIV</p> 
<p>____________________________</p> 
<p><i><a href="https://www.osservatoreromano.va/it/news/2026-07/quo-165/approfondire-la-comunione-per-testimoniare-uniti-cristo.html">L'Osservatore Romano</a></i>, Edizione Quotidiana, Anno CLXVI n. 165, mercoled&igrave; 22 luglio 2026, p. 2.</p>]]></description></item><item><title><![CDATA[Angelus, 12 luglio 2026]]></title><pubDate>Sun, 12 Jul 2026 12:00:00 +0200</pubDate><link>https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/angelus/2026/documents/20260712-angelus.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/angelus/2026/documents/20260712-angelus.html</guid><description><![CDATA[<!-- Sun, 19 Jul 2026 08:11:24 +0200 --> <p><i>Cari fratelli e sorelle,&nbsp;buongiorno e&nbsp;buona domenica!</i></p> 
<p>Oggi, nella liturgia, l’Evangelista Matteo ci presenta la Parabola del seminatore (cfr&nbsp;<i>Mt</i>&nbsp;13,1-23), che descrive la generosit&agrave; e la fiducia con cui Dio sparge la sua Parola nel nostro cuore e la sua potenza in noi.</p> 
<p>Ges&ugrave; stesso, il Verbo fatto uomo, che ha dato la vita per la nostra salvezza, &egrave; il seme che il Padre continua a spargere nel mondo perch&eacute;, morendo, porti molto frutto (cfr&nbsp;<i>Gv</i>&nbsp;12,24). &Egrave; vero, a volte incontra in noi un&nbsp;terreno&nbsp;duro e insensibile, altre volte distratto, simile al suolo battuto dei sentieri, al terreno sassoso, ai cespugli dei rovi; ma ci sono momenti in cui trova una terra ricettiva e feconda, e allora si innescano miracoli d’amore capaci di cambiare tutto il resto, come certamente abbiamo sperimentato anche noi nella nostra vita. Per questo il Padre non smette di seminare, perch&eacute; sa che la potenza del suo amore &egrave; pi&ugrave; forte della nostra debolezza (cfr&nbsp;<i>2Cor</i>&nbsp;12,9-10).</p> 
<p>San Giovanni Crisostomo, riferendosi alla “semente” della Parola di Dio, afferma: &laquo;Come pu&ograve; essere ragionevole seminare sulle spine, sul terreno sassoso, sulla strada? Nel caso dei semi e della terra non sarebbe ragionevole, mentre nel caso delle anime e degli insegnamenti ci&ograve; &egrave; molto lodevole&raquo; (<i>Omelie sul Vangelo di Matteo</i>, 44, 3), perch&eacute; nelle mani di Dio &egrave; possibile che &laquo;il luogo sassoso si trasformi e diventi terra fertile, che la strada non sia pi&ugrave; calpestata e non sia esposta a tutti i passanti, ma sia terreno pingue, che le spine siano eliminate e i semi godano di una situazione di grande sicurezza&raquo; (<i>ibid.</i>).</p> 
<p>La generosit&agrave; di Dio nei nostri confronti non &egrave; ingenua, ma sapiente, e sa cogliere in noi la possibilit&agrave; di un bene di cui a volte nemmeno noi ci rendiamo conto. Per questo il Signore, che conosce bene il terreno del nostro cuore, meglio di quanto noi stessi lo conosciamo, non smette di credere in noi, in quello che siamo e in quello che possiamo diventare, giorno per giorno, se con fede ci abbandoniamo a Lui.</p> 
<p>Cos&igrave;, dalla gratuit&agrave; e dalla fiducia con cui il seme &egrave; sparso e dall’umilt&agrave; e dalla disponibilit&agrave; con cui &egrave; ricevuto, crescono in noi e si diffondono i frutti dello Spirito Santo, che sono, come insegna San Paolo: &laquo;amore, gioia, pace, magnanimit&agrave;, benevolenza, bont&agrave;, fedelt&agrave;, mitezza, dominio di s&eacute;&raquo; (<i>Gal&nbsp;</i>5,22). Quanto il nostro mondo ha bisogno di questi frutti: di esserne riempito e trasformato!</p> 
<p>Impegniamoci, allora, specialmente in questi giorni di ferie, a dare spazio all’ascolto, alla lettura e alla meditazione della Parola di Dio, coltivando, assieme al riposo e al sano divertimento, anche momenti significativi di silenzio e di preghiera. Ritorneremo alle nostre occupazioni abituali rinnovati nel corpo e nello spirito, pronti ad annunciare la Buona Notizia del Vangelo e sempre pi&ugrave; capaci di cooperare alla crescita del Regno di Dio.</p> 
<p>Ci aiuti in questo Maria, Regina degli Apostoli e Stella dell’evangelizzazione.&nbsp;</p> 
<p>_______________________</p> 
<p><b>Dopo l'Angelus</b></p> 
<p>Cari fratelli e sorelle,&nbsp;</p> 
<p>saluto gli abitanti di questo bel borgo, Castel Gandolfo, nel quale sto trascorrendo alcuni giorni di ristoro, e accolgo con gioia tutti voi, pellegrini da ogni parte del mondo!</p> 
<p>Tornano purtroppo a soffiare i venti della guerra in Medio Oriente, in Ucraina e in numerose altre parti del mondo, seminando violenza, terrore e morte e colpendo, ancora una volta, tanti innocenti. Non lasciamo che questi venti spengano la fiammella della speranza e della pace, anche quando essa sembra fragile e vacillante.</p> 
<p>Rinnovo il mio auspicio affinch&eacute; si percorra con perseveranza la via del dialogo, dell’incontro e della diplomazia, unico cammino capace di condurre a una pace giusta e duratura, nella quale i popoli possano vivere riconciliati, nella sicurezza reciproca e nel rispetto della dignit&agrave; di ogni persona.</p> 
<p>Oggi ricorre la “Domenica del Mare”. Il mio pensiero va a tutti i marittimi, i pescatori e i lavoratori portuali del mondo che, segnati dalla lontananza dei propri cari e talvolta dalla paura per i conflitti che attraversano le vie del mare, sostengono con un lavoro paziente e silenzioso il commercio e la vita di molti popoli.</p> 
<p>Infine, mi unisco nella preghiera ai numerosi fedeli polacchi, riuniti nell’annuale Pellegrinaggio davanti all’icona di Jasna G&oacute;ra, perch&eacute;, come “discepoli missionari”, siano testimoni gioiosi del Vangelo.&nbsp;Buona domenica a tutti!</p>]]></description></item><item><title><![CDATA[Evento "A pranzo con il Papa", promosso dal “Centro di Alta Formazione Laudato si'”, nei Giardini Pontifici di Castel Gandolfo (Borgo Laudato Si', 11 luglio 2026)]]></title><pubDate>Sat, 11 Jul 2026 13:00:00 +0200</pubDate><link>https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/speeches/2026/july/documents/20260711-pranzo-castel-gandolfo.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/speeches/2026/july/documents/20260711-pranzo-castel-gandolfo.html</guid><description><![CDATA[<!-- Sat, 11 Jul 2026 18:34:53 +0200 --> <p><i>Buongiorno a tutti e benvenuti!</i></p> 
<p>Grazie per essere qui.</p> 
<p>Sono venuto senza discorso, ma con fame. Con fame di giustizia, fame di autentica carit&agrave;, fame per una Chiesa che veramente sa aprire le porte, accogliere, ricevere tutti. Una Chiesa dove c’&egrave; amore per tutti e dove nessuno &egrave; nemico, dove tutti sappiamo vivere la riconciliazione, il perdono, la pace.</p> 
<p>Sapete molto bene che il Papa ha come titolo - fra i diversi - “<i>Pontefice</i>”: costruttore di ponti. E noi oggi vorremmo fare un ponte con tutti voi, con le vostre famiglie e con la societ&agrave; nella quale vogliamo vivere, vivere con giustizia. Un luogo dove si possono eliminare le cause della povert&agrave;, dove si possono eliminare le cause delle ingiustizie che ancora esistono nel nostro mondo: questa &egrave; la Chiesa che vogliamo essere.</p> 
<p>E io ringrazio tutti voi e tutti coloro responsabili che hanno organizzato questo bellissimo pranzo, questo evento, perch&eacute; quando ci troviamo insieme, quando viviamo questo spirito di incontro tutti insieme alla mensa, l’unica mensa dove anche Ges&ugrave; &egrave; presente con noi, stiamo veramente costruendo un mondo diverso, un mondo di speranza, un mondo che &egrave; luce. Tante volte questa realt&agrave; &egrave; proprio rotta dalla violenza, dall’odio, dalla discriminazione: lavoriamo insieme, cerchiamo di vivere sempre questa esperienza di Chiesa, di giustizia, di pace e di amore.</p> 
<p>E allora, chiediamo che il Signore ci benedica e benedica questo cibo, questa mensa comune che vogliamo condividere.</p> 
<p>Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.</p> 
<p>Scenda su di noi Signore la Tua benedizione, su ognuno di noi e su questo cibo che adesso condivideremo grazie alla generosit&agrave; di tanti benefattori. Benedici le nostre famiglie, benedici tutti coloro che si trovano in difficolt&agrave; o nel dolore: che possano anche loro trovare la pace, il perdono, la riconciliazione.</p> 
<p>E benedici Signore, noi e questi doni che riceviamo dalla Tua Provvidenza. Per Cristo nostro Signore. Amen.</p> 
<p>Buon appetito! Benvenuti tutti!</p>]]></description></item><item><title><![CDATA[Videomessaggio del Santo Padre in occasione dell'“Ankawa Youth Meeting” [Erbil, Iraq, 8-11 luglio 2026] (8 luglio 2026)]]></title><pubDate>Wed, 08 Jul 2026 17:15:00 +0200</pubDate><link>https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/messages/pont-messages/2026/documents/20260708-videomessaggio-ankawa-youth-meeting.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/messages/pont-messages/2026/documents/20260708-videomessaggio-ankawa-youth-meeting.html</guid><description><![CDATA[<!-- Thu, 09 Jul 2026 15:19:55 +0200 --> <p><i>Cari giovani amici</i>,</p> 
<p>&egrave; un piacere per me salutare tutti voi che state partecipando all’<i>Ankawa Youth Meeting</i> nell’Arcieparchia di Erbil. Siete venuti da diverse parti dell’Iraq per riunirvi in un clima di fede e di comunione, e prego perch&eacute; questa sia per tutti voi un’occasione per crescere nell’amicizia con Ges&ugrave; e tra di voi. La giovent&ugrave; &egrave; un periodo della vita caratterizzato dal desiderio di compiere grandi cose e di fare una differenza nel mondo. A tale riguardo, sono lieto di apprendere che il tema scelto per il vostro incontro di quest’anno sia la missione. La Chiesa ha la missione fondamentale di servire il mondo diffondendo la luce di Cristo (cfr. <i>Gv</i> 8, 12) e portando gli uomini e le donne in comunione con Dio. Voi partecipate a questa missione e conto su di voi perch&eacute; aiutiate a plasmare la Chiesa — e il mondo — negli anni a venire. Come ho gi&agrave; detto in passato, i giovani non sono solo il futuro della Chiesa, ma anche il suo presente.</p> 
<p>Non &egrave; sempre facile essere una luce nel mondo (cfr. <i>Mt</i> 5, 13). Di fatto, al presente siete chiamati a irradiare questa luce in una situazione spesso segnata da guerra e instabilit&agrave;. Il Signore ha riposto grande fiducia in voi affidandovi questa missione, e anch’io confido molto in tutti voi. Dovete essere la luce di Cristo in mezzo a un’oscurit&agrave; che, talvolta, pu&ograve; apparire soverchiante. Non abbiate paura! E non pensate di essere soli in questo compito. Io sono con voi; la Chiesa &egrave; con voi. Riponete la vostra fiducia in Ges&ugrave;; ascoltateLo nella preghiera e attraverso la guida di altri, e permetteteGli di guidarvi.</p> 
<p>La luce &egrave; essenziale per la vita in molti modi, e vorrei menzionarne tre che possono aiutare a guidarvi in questa missione. Anzitutto, la luce &egrave; necessaria per vedere, il che ci ricorda il dono della fede. La fede in Dio non &egrave; un meccanismo per affrontare le difficolt&agrave; della vita. Piuttosto, &egrave; riconoscere la realt&agrave; e vivere nella verit&agrave;, imparando a vedere il mondo, gli altri e noi stessi come fa Dio. Esige che percorriamo la vita con i cuori e gli occhi fissi sulla nostra vera patria (cfr. <i>Eb</i> 11, 14), sapendo che Dio &egrave; con noi anche se non possiamo vederlo. Il modo in cui vivete deve inoltre dare testimonianza della vostra fede, cos&igrave; che gli altri possano vedere in voi la verit&agrave; e il significato che anche loro desiderano e arrivare cos&igrave; a partecipare della stessa luce.</p> 
<p>La seconda caratteristica della luce &egrave; di dare calore, che simboleggia l’amore. Per essere luce per il mondo, prima dobbiamo partecipare della luce e della vita di Cristo. Per partecipare alla missione, prima dobbiamo scoprire una relazione viva con Dio. Dobbiamo imparare a conoscerlo. Aprendoci al suo amore trasformativo, riceviamo la grazia necessaria per seguire Ges&ugrave; e abbracciare la vita che ci chiama a vivere. Per questo &egrave; cos&igrave; importante trascorrere ogni giorno del tempo in preghiera e avvicinarsi a Dio attraverso i sacramenti, specialmente la Confessione e l’Eucaristia. Radicate i vostri cuori nel solido fondamento dell’amore di Dio per voi; scoprite il cuore di Cristo e non abbiate paura di costruire la vostra vita su di Lui (cfr. 1 <i>Gv</i> 4, 16). Cos&igrave; facendo, non solo potrete realizzarvi come desiderate, ma riuscirete anche a condividere il calore dell’amore di Dio e il potere riconciliante della sua grazia con le persone intorno a voi.</p> 
<p>Infine, la luce &egrave; necessaria alla crescita e alla nuova vita ed &egrave; un’immagine di speranza. Radicati nella carit&agrave;, siete chiamati in modo particolare a essere operatori di pace, a unire le persone intorno a voi e a istillare negli altri la speranza di un futuro caratterizzato da pace duratura. Forse non riuscirete a controllare la vostra situazione o le sfide che sarete chiamati ad affrontare, ma potrete sempre scegliere di permettere alla pace di Cristo di regnare nei vostri cuori (cfr. <i>Col</i> 3, 15). La virt&ugrave; della speranza ci ispira a guardare verso il cielo. Questo non significa dimenticare il mondo, ma avere la fiducia per condividere con esso la pace e la vita che viene da Cristo, la cui luce illumina la Nuova Gerusalemme (cfr. <i>Ap</i> 21, 23).</p> 
<p>Cari giovani, non dubitate mai della bont&agrave; di Dio, e non abbiate paura del disegno che il Signore ha per ognuna delle vostre vite. Anche il profeta Geremia ha dovuto affrontare momenti difficili, e lui testimonia che i progetti del Signore sono “di pace e non di sventura, per concedervi un futuro pieno di speranza” (<i>Ger</i> 29, 11). Affidando ognuno di voi alla protezione materna e alla guida di Maria, Madre della Chiesa, prego perch&eacute; in questi giorni di rinnovamento spirituale possiate scoprire in Lei il vero modello di una vita interamente affidata alla grazia di Dio.</p> 
<p>E vi benedica Dio Onnipotente, Padre e Figlio e Spirito Santo. Amen.</p> 
<p>____________________________</p> 
<p><i><a href="https://www.osservatoreromano.va/it/news/2026-07/quo-154/i-giovani-luce-nel-mondo-segnato-dall-oscurita-della-guerra.html">L'Osservatore Romano</a></i>, Edizione Quotidiana, Anno CLXVI n. 154, gioved&igrave; 9 luglio 2026, p. 2.</p>]]></description></item><item><title><![CDATA[Messaggio del Santo Padre, a firma del Cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin, in occasione dell'AI for Good Global Summit 2026 [Ginevra, 7-10 luglio 2026] (8 luglio 2026)]]></title><pubDate>Wed, 08 Jul 2026 12:00:00 +0200</pubDate><link>https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/messages/pont-messages/2026/documents/20260708-messaggio-ai-summit.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/messages/pont-messages/2026/documents/20260708-messaggio-ai-summit.html</guid><description><![CDATA[<!-- Wed, 08 Jul 2026 15:54:45 +0200 --> <p>Sua Santit&agrave; Papa Leone XIV porge cordiali saluti a tutti i partecipanti al&nbsp;<i>AI for Good Global Summit 2026</i>, organizzato dall’<i>Unione Internazionale delle Telecomunicazioni&nbsp;</i>(ITU) in collaborazione con altre agenzie delle Nazioni Unite e co-ospitato dal Governo svizzero. Mentre vi riunite per riflettere sull’intelligenza artificiale, che solleva alcune delle pi&ugrave; importanti domande del nostro tempo relative al futuro dell’umanit&agrave;, il Santo Padre desidera assicurarvi della presenza della Santa Sede e della sua apertura al dialogo, specialmente in questo punto di svolta epocale.</p> 
<p>Nella sua recente Lettera Enciclica&nbsp;<i><a href="https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/encyclicals/documents/20260515-magnifica-humanitas.html">Magnifica humanitas</a></i>, dedicata alla custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale, Papa Leone ha espresso il suo desiderio di impegnarsi in un dialogo con tutti gli uomini e le donne del nostro tempo, al fine di &laquo;individuare […] nuove strade per il bene comune e la promozione di una vita dignitosa per tutti&raquo;.&nbsp;<i><a href="https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/encyclicals/documents/20260515-magnifica-humanitas.html">Magnifica humanitas</a></i>&nbsp;&egrave; nata dopo avere ascoltato &laquo;scienziati e ingegneri che lavorano con sincero entusiasmo su tecnologie capaci di alleviare immense sofferenze; leader politici e funzionari pubblici che hanno cercato con tenacia norme eque; genitori e insegnanti profondamente preoccupati del futuro delle generazioni pi&ugrave; giovani&raquo;. Tuttavia, al tempo stesso, &egrave; stata indotta anche da racconti molto preoccupanti sui potenziali abusi degli algoritmi e sulla perdita dell’agire umano in ambiti critici.</p> 
<p>Augurandovi di svolgere dibattiti costruttivi e arricchenti, il Santo Padre vi assicura volentieri delle sue preghiere nei vostri sforzi &laquo;di servire l’umanit&agrave;&raquo;. <a name="_ftnref1" href="#_ftn1" class=" cleaner">[1]</a></p> 
<p>___________________</p> 
<p><a name="_ftn1" href="#_ftnref1" class=" cleaner">[1]</a> Leone XIV,&nbsp; <i><a href="https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/speeches/2026/may/documents/20260525-presentazione-enciclica.html">Discorso alla presentazione della Lettera Enciclica “Magnifica humanitas”</a></i>, Vaticano, 25 maggio 2026</p> 
<p>____________________________</p> 
<p><i><a href="https://www.osservatoreromano.va/it/news/2026-07/quo-153/tutelare-l-agire-umano-contro-gli-abusi-degli-algoritmi.html">L'Osservatore Romano</a></i>, Edizione Quotidiana, Anno CLXVI n. 153, mercoled&igrave; 8 luglio 2026, p. 4.</p>]]></description></item><item><title><![CDATA[Videomessaggio del Santo Padre in occasione della conclusione del "Pellegrinaggio Eucaristico Nazionale" (Stati Uniti d'America, 5 luglio 2026)]]></title><pubDate>Sun, 05 Jul 2026 17:10:00 +0200</pubDate><link>https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/messages/pont-messages/2026/documents/20260705-videomessaggio-pellegrinaggio-eucaristico.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/messages/pont-messages/2026/documents/20260705-videomessaggio-pellegrinaggio-eucaristico.html</guid><description><![CDATA[<!-- Tue, 07 Jul 2026 08:20:53 +0200 --> <p><i>Cari fratelli e sorelle in Cristo</i>,</p> 
<p>sono lieto di salutarvi al termine del Pellegrinaggio Eucaristico Nazionale. Come sapete, i pellegrinaggi sono profondamente radicati nella tradizione giudeo-cristiana e vengono spesso compiuti per celebrare importanti anniversari, poich&eacute; la comunit&agrave; si unisce in preghiera. In quest’ottica, &egrave; stato particolarmente opportuno commemorare il 250&deg; anniversario degli Stati Uniti d’America con un pellegrinaggio incentrato su nostro Signore. Attraversando molte delle tredici colonie originali, avete pregato per l’unit&agrave;, il rinnovamento e la guarigione per il Paese, con il motto “Un’unica nazione sotto Dio”. Queste intenzioni stanno a cuore anche a me. Perci&ograve; esprimo sincera gratitudine alla Conferenza dei Vescovi Cattolici degli Stati Uniti e a tutti coloro che hanno contribuito all’organizzazione di questo evento, come anche a tutti coloro che vi hanno partecipato di persona o in modo virtuale.</p> 
<p>Questa nazione, unita “sotto Dio”, &egrave; stata intrisa di un senso di fede che riconosce la sovranit&agrave; di Dio ancor prima della sua istituzione formale. Il vostro pellegrinaggio &egrave; iniziato a Saint Augustine, in Florida, dove l’8 settembre 1565, nella solennit&agrave; della Nativit&agrave; della Beata Vergine Maria, gli esploratori e i coloni spagnoli al loro arrivo celebrarono la Messa di rendimento di grazie, seguita da un banchetto al quale partecip&ograve; la locale trib&ugrave; di Seloy. Questo evento storico, insieme a molti altri, testimonia la forte, sebbene largamente sconosciuta, eredit&agrave; eucaristica degli Stati Uniti d’America. Tale eredit&agrave;, lungi dall’essere stata dimenticata, deve continuare a servire come fonte sia di rinnovamento sia di unit&agrave;.</p> 
<p>Con la benedizione di Dio Onnipotente, questa eredit&agrave; ha continuato a dare frutto guidando nuove generazioni di cattolici americani verso Ges&ugrave; Cristo. Il Signore ha anche ispirato alcuni uomini e donne a dare testimonianza del Vangelo in un modo radicale. Penso ad esempio ai martiri di New York e della Georgia, <a href="https://www.causesanti.va/it/notizie/notizie-2022/kateri-tekakwitha.html">santa Kateri Tekakwitha</a>, <a href="https://www.causesanti.va/it/santi-e-beati/elizabeth-ann-bayley-seton.html">santa Elizabeth Ann Seton</a>, <a href="https://www.causesanti.va/it/santi-e-beati/katharine-drexel.html">santa Katharine Drexel</a>, <a href="https://www.causesanti.va/it/santi-e-beati/john-henry-newman.html">san John Neumann</a> e il <a href="https://www.causesanti.va/it/santi-e-beati/fulton-john-sheen.html">venerabile Fulton Sheen</a>, che verr&agrave; presto beatificato. Il cammino che avete percorso porta il nome di un’altra santa, Francesca Saverio Cabrini, la fondatrice di una congregazione religiosa, la cui missione era l’attenzione ai bisogni spirituali e materiali dei migranti poveri. L’intensa attivit&agrave; apostolica di questi uomini e donne santi, e di altri come loro, non sarebbe stata possibile senza la forza che attingevano quotidianamente a momenti di preghiera silenziosa dinanzi al tabernacolo.</p> 
<p>Fratelli e sorelle, partecipando a questo Pellegrinaggio Eucaristico, voi portate avanti questa grande eredit&agrave; di fede. Lungo il vostro cammino, la celebrazione della Messa, le processioni eucaristiche e l’adorazione del Santissimo Sacramento non sono mancate, dandovi la forza e il nutrimento necessari per continuare il vostro percorso. Forse avete addirittura sperimentato voi stessi una fame per &laquo;il pane vivo, disceso dal cielo&raquo; (<i>Gv</i> 6, 51). Di fatto, il vero corpo e sangue di Nostro Signore Ges&ugrave; Cristo &egrave; la vita della Chiesa pellegrina sulla terra. <a href="https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it.html">San Giovanni Paolo II</a> lo ha espresso meravigliosamente nella sua Lettera Enciclica <i><a href="https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/encyclicals/documents/hf_jp-ii_enc_20030417_eccl-de-euch.html">Ecclesia de Eucharistia</a></i>: &laquo;L’Eucaristia, presenza salvifica di Ges&ugrave; nella comunit&agrave; dei fedeli e suo nutrimento spirituale, &egrave; quanto di pi&ugrave; prezioso la Chiesa possa avere nel suo cammino nella storia&raquo; (n. 9). Mentre il Paese celebra l’anniversario della fondazione della sua patria terrena, &egrave; mia speranza che questa esperienza di pellegrini vi aiuti anche a fissare lo sguardo su quella celeste (cfr. <i>Eb</i> 11, 16), e che al tempo stesso serva a ricordare che l’Eucaristia &egrave; un dono prezioso, il nostro nutrimento indispensabile. &Egrave; proprio riconoscendo e accogliendo questo dono che la Chiesa negli Stati Uniti trover&agrave; la forza di proseguire il suo servizio caritativo alla societ&agrave; pi&ugrave; in generale, specialmente negli ambiti dell’educazione, dell’assistenza sanitaria e dei servizi sociali di base, continuando al contempo la sua missione di evangelizzare.</p> 
<p>Mentre questo pellegrinaggio giunge al termine, vi incoraggio a affidare le vostre vite all’amorevole provvidenza di Dio quando ritornerete alle vostre case, come anche a coltivare una forte vita eucaristica tra le vostre famiglie, i vostri amici e le vostre comunit&agrave;. Fiducioso che il Pellegrinaggio Eucaristico dar&agrave; abbondanti frutti negli Stati Uniti d’America, affido tutti voi alla materna intercessione dell’Immacolata Vergine Maria.</p> 
<p>E che Dio Onnipotente benedica tutti voi, Padre e Figlio e Spirito Santo. Amen.</p> 
<p>____________________________</p> 
<p><i><a href="https://www.osservatoreromano.va/it/news/2026-07/quo-151/dono-prezioso-per-il-servizio-alla-carita-e-all-evangelizzazione.html">L'Osservatore Romano</a></i>, Edizione Quotidiana, Anno CLXVI n. 151, luned&igrave; 5 luglio 2026, p. 3.</p>]]></description></item><item><title><![CDATA[Angelus, 5 luglio 2026]]></title><pubDate>Sun, 05 Jul 2026 12:00:00 +0200</pubDate><link>https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/angelus/2026/documents/20260705-angelus.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/angelus/2026/documents/20260705-angelus.html</guid><description><![CDATA[<!-- Sun, 05 Jul 2026 12:27:03 +0200 --> <p><i>Cari fratelli e sorelle, buona domenica!</i></p> 
<p>Il Vangelo della liturgia odierna (<i>Mt</i> 11,25-30) ci invita a condividere la lode che Ges&ugrave; eleva al Padre, &laquo;Signore del cielo e della terra&raquo; (v. 25). Il Figlio di Dio, fatto uomo, manifesta il suo amore coinvolgendo ogni creatura in questo rendimento di grazie.</p> 
<p>La semplicit&agrave; di un gesto cos&igrave; spontaneo e gioioso corrisponde allo stile di Dio, che ama rivelarsi &laquo;ai piccoli&raquo;, mentre resta nascosto &laquo;ai sapienti e ai dotti&raquo; (cfr v. 25). Costoro, infatti, sono talmente pieni delle proprie idee che non riconoscono la presenza di Cristo, il Messia che visita il suo popolo. L’umana sapienza diventa allora arroganza e la dottrina degrada in superbia. La vera sapienza di Dio si rivela invece nell’umilt&agrave; della carne e il suo insegnamento si rivolge a quanti fanno pi&ugrave; fatica: &laquo;Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi&raquo; (v. 28), dice il Signore. Andare da Ges&ugrave; significa corrispondere al suo amore e condividere la sua vita fino alla croce, come ci ha spiegato Egli stesso: &laquo;Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi s&eacute; stesso, prenda la sua croce e mi segua&raquo; (<i>Mt</i> 16,24). Proprio il dono di s&eacute; per amore &egrave; il “giogo” di Ges&ugrave; (cfr <i>Mt</i> 11,29), cio&egrave; la sintesi del suo insegnamento, il cuore della sua sapienza, ardente di carit&agrave; verso tutti.</p> 
<p>Fratelli e sorelle, come pu&ograve; essere “leggero” e “dolce” il peso della croce (cfr v. 30)? Per una sola ragione: perch&eacute; il Signore lo porta per primo e con tutti noi, senza mai lasciarci soli in ci&ograve; che ci abbatte. Da autentico maestro, Ges&ugrave; si fa carico dell’umanit&agrave; ferita dal male, per prendersene cura. La sapienza che Egli ci dona &egrave; allora un annuncio di salvezza e il suo giogo ci solleva da ogni caduta. Alla sequela di Cristo, il nostro cammino non &egrave; dunque un’ascesi che mortifica: &egrave; una scuola di libert&agrave;, che prende sul serio il dramma della storia e ne illumina sempre il senso, soprattutto nei momenti pi&ugrave; oscuri. Difatti, solo nella croce di Ges&ugrave; il male viene redento: solo nella sua passione la nostra stanchezza mortale trova conforto e riscatto.</p> 
<p>Nella schiavit&ugrave;, Cristo &egrave; liberazione. Sotto il flagello della guerra, Cristo &egrave; speranza. Nell’ora del peccato, Cristo &egrave; perdono. Questa &egrave; la vera sapienza, cio&egrave; la via che vogliamo percorrere insieme, uniti come discepoli nel suo nome. Ges&ugrave; ce la insegna da Figlio, diventando nostro fratello: con la forza dello Spirito Santo, Egli stesso manifesta alla Chiesa la verit&agrave; di Dio e dell’uomo, perch&eacute; &laquo;nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorr&agrave; rivelarlo&raquo; (v. 27).</p> 
<p>Carissimi, mentre ringraziamo il Signore per questa sua confidenza piena d’amore, chiediamo l’intercessione di Maria, Regina della pace, per il bene della Chiesa e del mondo intero.</p> 
<p>__________________________</p> 
<p><b>Dopo l'<i>Angelus</i></b></p> 
<p><i>Cari fratelli e sorelle,</i></p> 
<p>gioved&igrave; scorso, 2 luglio, nel Santuario di Tac Say in Vietnam, &egrave; stato beatificato il sacerdote <a href="https://www.causesanti.va/it/santi-e-beati/francesco-saverio-tru-o-ng-buu-diep.html">Francesco Saverio Tru’o’ng Bǚu</a>, ucciso nel 1946 in odio alla fede. In un contesto di prevaricazione e di violenza, si pose come difensore dei diritti della gente e non abbandon&ograve; i suoi parrocchiani. La sua intercessione e la sua preghiera sostengano gli operai del Vangelo che anche oggi si trovano in situazioni di persecuzione.</p> 
<p>Saluto con affetto tutti voi presenti oggi in Piazza San Pietro!</p> 
<p>Dou as boas-vindas aos peregrinos do Brasil y bienvenido al Coro de la Universidad de M&eacute;rida, en Venezuela. Recuerdo siempre en mis oraciones a las v&iacute;ctimas del terremoto y a todo el pueblo venezolano: que el Se&ntilde;or lo sostenga en este momento tan dif&iacute;cil.</p> 
<p>Saluto alcuni gruppi polacchi: i sacerdoti novelli dei Frati Minori Cappuccini della Provincia di Cracovia; il Coro di bambini dell’Arcidiocesi di Ł&oacute;dź, accompagnato dal Vescovo Ausiliare, e il gruppo della Diocesi di Legnica.</p> 
<p>Saluto i giovani di Bellagio e la Corale “Jubilaeum” di Augusta, in Sicilia, con il Sindaco e il Parroco.</p> 
<p>A tutti auguro una buona domenica!</p>]]></description></item><item><title><![CDATA[Visita Pastorale a Lampedusa: Santa Messa (4 luglio 2026)]]></title><pubDate>Sat, 04 Jul 2026 10:30:00 +0200</pubDate><link>https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/homilies/2026/documents/20260704-lampedusa-messa.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/homilies/2026/documents/20260704-lampedusa-messa.html</guid><description><![CDATA[<!-- Thu, 09 Jul 2026 09:42:56 +0200 --> <p><b><a href="https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/homilies/2026/documents/20260704-lampedusa-messa.html#Saluto">Saluto del Santo Padre&nbsp;in risposta al saluto del Sindaco</a></b></p> 
<p><b><a href="https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/homilies/2026/documents/20260704-lampedusa-messa.html#Omelia">Omelia del Santo Padre</a></b></p> 
<p>__________________________________</p> 
<p><b><a name="Saluto"></a>Saluto del Santo Padre</b></p> 
<p><i>Signor Sindaco,<br /> Grazie, grazie!<br /> Signor Sindaco,<br /> Eccellenza, distinte Autorit&agrave;,<br /> cari fratelli e sorelle!</i></p> 
<p>Ringrazio il Signor Sindaco per il saluto che mi ha rivolto a nome del Comune di Lampedusa e Linosa, e ringrazio tutti voi per la vostra accoglienza!</p> 
<p>Il fatto che abbiate voluto intitolare il Molo Favaloro a <a href="https://www.vatican.va/content/vatican/it/holy-father/francesco.html">Papa Francesco</a> &egrave; segno del legame che il mio Predecessore ha stabilito con la vostra comunit&agrave; e con i fratelli e le sorelle migranti: il Papa vi &egrave; stato vicino in questo tempo per voi molto impegnativo. E oggi sono qui per dirvi che il Papa continua ad accompagnarvi, vi sostiene e vi incoraggia.</p> 
<p>Non sono venuto per fare discorsi, ma a celebrare l’Eucaristia, segno supremo della presenza di Cristo in mezzo a noi. Il gesto di Ges&ugrave; che spezza il pane per donare S&eacute; stesso d&agrave; senso e forza ai nostri gesti quotidiani di assistenza e di condivisione. S&igrave;, questo &egrave; un luogo in cui, pi&ugrave; che le parole, parlano i gesti. Ma i gesti, per essere umani, hanno bisogno di un cuore. Per questo ci siamo radunati qui: per attingere da Cristo l’amore che solo Lui pu&ograve; darci, perch&eacute; il mondo di oggi e di domani sia pi&ugrave; umano, <i>pi&ugrave; umano</i> per tutti.</p> 
<p>Grazie!</p> 
<p>_____________________________</p> 
<p><b><a name="Omelia"></a>Omelia del Santo Padre</b></p> 
<p><i>Cari fratelli e sorelle,</i></p> 
<p>Dio ci ama sempre per primo. La bellezza del mare, di quest’isola e dei vostri volti &egrave; un riflesso della sua iniziativa gratuita: l’amore ci precede, ci circonda e ci raduna. Sono grato al Signore di potervi visitare, sulle orme di <a href="https://www.vatican.va/content/francesco/it.html">Papa Francesco</a>, che l’<a href="https://www.vatican.va/content/francesco/it/travels/2013/inside/documents/papa-francesco-lampedusa-20130708.html">8 luglio 2013 volle venire a Lampedusa nel suo primo viaggio</a> da Successore di Pietro.</p> 
<p>Gli Apostoli, come sapete, hanno navigato nel Mediterraneo e sperimentato l’ospitalit&agrave; degli abitanti delle sue isole e delle sue coste, da millenni crocevia di civilt&agrave;. Il Vangelo risuona dove i popoli si incontrano, le persone si accolgono, le loro vicende si intrecciano, le diverse culture si pongono in dialogo. Diventa muto, invece, dove ognuno fa di s&eacute; stesso un’isola, dove il contatto &egrave; evitato, lo scambio &egrave; interrotto. In questo senso, la parabola del buon Samaritano, appena proclamata, descrive una storia che continua (cfr <i>Lc</i> 10,25-37) e l’Enciclica <i><a href="https://www.vatican.va/content/francesco/it/encyclicals/documents/papa-francesco_20201003_enciclica-fratelli-tutti.html">Fratelli tutti</a></i> ci ha aiutato a rileggerla nelle drammatiche circostanze storiche in cui siamo ancora immersi. La Parola di Dio &egrave; sempre per l’oggi e ci porta in una conversazione da cui uscire trasfigurati. Come risponderemo, dunque, all’amore di chi ci ha amati per primo? &nbsp;</p> 
<p>Carissimi, oggi Lampedusa e Linosa si trovano su una strada pericolosa come quella che scendeva da Gerusalemme a Gerico (cfr v. 30). Qui avete visto non solo uno, ma migliaia di esseri umani caduti nelle mani di briganti che portano loro via tutto, li percuotono a sangue e se ne vanno, lasciandoli mezzi morti (cfr <i>Lc</i> 10,30). Il mare ha accolto gli altri, quelli che non ce l’hanno fatta a giungere dove speravano. Avvertiamo per&ograve; la loro presenza, che ci interpella non meno di quanti sono sbarcati, bisognosi di attenzione e di soccorso. Prima di qualunque considerazione intellettuale e convinzione ideologica, infatti, l’impatto con chi giace davanti a noi, spogliato di tutto, chiama alla prossimit&agrave;. La Lettera agli Ebrei ci ha detto: &laquo;Ricordatevi […] di quelli che sono maltrattati, perch&eacute; anche voi avete un corpo&raquo; (<i>Eb</i> 13,3). &Egrave; il centro della parabola evangelica: prossimi ci si fa, prossimo si diventa (cfr <i>Lc</i> 10,36-37)!</p> 
<p>Sono venuto a ringraziarvi, fratelli e sorelle di Lampedusa, per la prossimit&agrave; che molti fra voi hanno scelto di esercitare. &Egrave; avvenuto ancora il miracolo della compassione – &laquo;vide e ne ebbe compassione&raquo; (v. 33) –: una rivoluzione interiore che fa affiorare in noi il “sentire” di Dio e allarga i pensieri, il cuore e la vita. Dico grazie ai volontari, alle associazioni, raccolte nel “Forum Lampedusa Solidale”, alle istituzioni civili, alla Guardia Costiera, ai Sindaci e alle amministrazioni che nel tempo si sono succeduti; grazie ai diaconi, ai preti, alle religiose, ai medici, agli psicologi, agli educatori; grazie alle forze di sicurezza e a tutti coloro che, con o senza il dono della fede, hanno scelto di amare insieme. S&igrave;, perch&eacute; tra voi &egrave; l’amore a essersi organizzato, quell’amore di cui la compassione, che vede il fratello in mare, &egrave; come il primo fremito, la chiamata profonda a osare ci&ograve; che mai avreste pensato. Saluto le persone migranti che sono qui: loro stesse non hanno soltanto ricevuto, ma molte volte esercitato la solidariet&agrave; nel loro viaggio, come poveri che aiutano i pi&ugrave; poveri. Grazie, fratelli e sorelle, perch&eacute; non c’&egrave; niente di scontato nel vostro farvi prossimi, niente di automatico.</p> 
<p>La parabola ce lo racconta: l’amore &egrave; sempre nella libert&agrave; e la libert&agrave; sta nelle decisioni. C’&egrave; anche chi sceglie di non farsi prossimo e chi decide di non decidere. I morti in questo mare sono vittime sia di decisioni prese, sia di decisioni mancate. Il disinteresse per il bene comune e la corruzione nei luoghi di provenienza, un sistema economico mondiale che genera povert&agrave; ed esclusione, la paura che alimenta pregiudizi e disprezzo, l’idea che tali problemi non ci riguardano, i calcoli criminali di chi lucra sul dramma altrui, il lento e difficile passaggio da una mera gestione delle emergenze all’elaborazione di politiche organiche e condivise: tutto questo riproduce oggi, del racconto evangelico, la fretta di “passare oltre” (cfr vv. 31.32).</p> 
<p>Nella parabola, un sacerdote si trova l&igrave; &laquo;per caso&raquo; (v. 31), e dopo di lui un levita. Entrambi vedono, ma passano oltre. Purtroppo, in ogni tempo non manca chi ha paura di contaminarsi nel contatto con gli altri, negando cos&igrave; – persino davanti alla sofferenza e alla morte – la comune origine in Dio, l’infinita dignit&agrave; di ogni essere umano e la chiamata all’amore senza limiti. &Egrave; tempo di riconoscere e affermare che l’appartenenza religiosa non deve mai diventare motivo di discriminazione, quasi che la fede abbia confini e non sia invece chiamata universale alla salvezza. Dove c’erano muri di separazione, Cristo li ha abbattuti (cfr <i>Ef</i> 2,14). Non c’&egrave; amore di Dio senza amore del prossimo, e non c’&egrave; prossimo se io non mi avvicino. Fermarsi, commuoversi, abbassarsi, piangere davanti al dolore altrui – come ha fatto Ges&ugrave; &nbsp;– significa entrare nel movimento dell’amore, quello in cui Dio si &egrave; rivelato.</p> 
<p>Carissimi, chi si lascia portare in questa dinamica di compassione, di misericordia, inizia a vivere diversamente, a essere cittadino diversamente, a lavorare diversamente. Allora pu&ograve; sorgere davvero la civilt&agrave; dell’amore, quella prospettata dai miei santi predecessori <a href="https://www.vatican.va/content/vatican/it/holy-father/giovanni-xxiii.html">Giovanni XXIII</a>, <a href="https://www.vatican.va/content/vatican/it/holy-father/paolo-vi.html">Paolo VI</a> e <a href="https://www.vatican.va/content/vatican/it/holy-father/giovanni-paolo-ii.html">Giovanni Paolo II</a>. Insieme a un gran numero di profeti e martiri del secolo scorso, essi hanno compreso che, agli abissi del cuore umano e agli orrori della guerra, solo la misericordia sa rispondere con nuovi inizi. Ora, sulle spalle di questi giganti, siamo entrati in un millennio in cui dare forma spirituale, culturale, giuridica, politica, economica alla civilt&agrave; dell’amore. L’enormit&agrave; del dolore che osserviamo ci faccia cogliere la radicalit&agrave; di questa chiamata.</p> 
<p>Come il Samaritano, possiamo cambiare programma e direzione. Pi&ugrave; del Samaritano abbiamo risorse e opportunit&agrave; per dare concretezza storica alla speranza. Lui &laquo;si fece vicino, gli fasci&ograve; le ferite, versandovi olio e vino; poi lo caric&ograve; sulla sua cavalcatura, lo port&ograve; in un albergo e si prese cura di lui&raquo; (<i>Lc</i> 10,34). Noi abbiamo ugualmente da riconoscere che &laquo;la civilt&agrave; dell’amore non nasce da un gesto unico e spettacolare, ma da una somma di fedelt&agrave; piccole e tenaci, che fanno argine alla disumanizzazione&raquo; (Lett. enc. <i><a href="https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/encyclicals/documents/20260515-magnifica-humanitas.html#Costruire">Magnifica humanitas</a></i>, 213). Di questo, amici di Lampedusa, voi siete testimoni! Qui, confrontandosi con voi, si capisce meglio il nostro tempo e ognuno pu&ograve; verificare la direzione della propria vita. &laquo;Certo, non tutti hanno lo stesso potere di incidere sulla realt&agrave; […]. Eppure, nessuno &egrave; senza responsabilit&agrave;. Ognuno dispone di un proprio ambito di azione, e l&igrave; – non altrove – &egrave; chiamato a scegliere se alimentare la logica della forza (anche solo con indifferenza, cinismo, menzogna, odio), oppure custodire la logica della pace (con verit&agrave;, sobriet&agrave;, prossimit&agrave;, cura)&raquo; (<i><a href="https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/encyclicals/documents/20260515-magnifica-humanitas.html#Costruire">ibid</a>.</i>, 212).</p> 
<p>Perci&ograve;, da questo estremo lembo d’Europa nel Mare Mediterraneo, si vede meglio la chiamata epocale che il fenomeno migratorio rivolge alle societ&agrave; europee. Anche per questo aspetto – come per quelli della transizione ecologica e della promozione della pace – l’Europa possiede un potenziale unico, che le deriva dalla sua storia e dalla sua cultura, e quindi una pari responsabilit&agrave;. Per la sua posizione geografica e per il suo assetto istituzionale, l’Europa &egrave; in grado – in quest’area – di affrontare la crisi in modo organico, inserendo il primo soccorso in un piano strategico di lungo periodo, capace di accogliere, proteggere, promuovere e integrare i migranti e, nello stesso tempo, lavorando per lo sviluppo, cos&igrave; che nessuno sia costretto a emigrare. Tutto questo vigilando sul rispetto della dignit&agrave; di ogni persona. &Egrave; un compito delle istituzioni pubbliche ma anche di tutta la societ&agrave; civile e della Chiesa.</p> 
<p>Sorelle e fratelli, come <a href="https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/homilies/2026/documents/20260612-spagna-messa-tenerife.html">dicevo recentemente a Tenerife</a>, durante il <a href="https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/travels/2026/documents/spagna-6-12giugno2026.html">viaggio apostolico in Spagna</a>, anche a Lampedusa la cultura dell’accoglienza ha una vocazione turistica, che – purtroppo – pu&ograve; sentirsi minacciata dalle rotte migratorie e svilupparsi nell’indifferenza, o persino in contrapposizione ai loro aspetti drammatici. Per molti, infatti, vacanza &egrave; solo distrazione, leggerezza, spensieratezza. Allora sembra che si debba innalzare un muro invisibile fra il mare dei naufraghi e quello dei vacanzieri. Abbiate l’audacia di pensare diversamente. Poco a poco, con creativit&agrave;, riuscirete a far s&igrave; che chiunque trascorre un periodo, anche di riposo, su quest’isola, possa diventare pi&ugrave; umano misurandosi con la vostra carit&agrave;, con ci&ograve; che il mare vi ha insegnato, con gli incontri che vi hanno educato. C’&egrave; autentico riposo, infatti, dove il senso della vita &egrave; ritrovato; e vero benessere quando l’economia &egrave; giusta e fraterna. In questa economia la cura per il creato e l’amicizia sociale si saldano in una sintesi di cui l’umanit&agrave; &egrave; oggi alla ricerca.</p> 
<p>La prima Lettura ci ha ricordato che, praticando l’ospitalit&agrave;, &laquo;alcuni, senza saperlo, hanno accolto degli angeli&raquo; (<i>Eb</i> 13,2). Siate dunque, nel piccolo, profezia di ci&ograve; cui possiamo tendere insieme su grande scala. A beneficiarne sarete voi per primi e le vostre famiglie, superando le divisioni e le divergenze che solo la carit&agrave; pu&ograve; sciogliere. La parrocchia, in particolare, sia una comunit&agrave; dove, alla scuola del Vangelo, si impara insieme ad accogliere, accompagnare e integrare, in stile di comunione.</p> 
<p>Abbiamo qui, accanto all’altare, l’immagine della Madonna di Porto Salvo, patrona di Lampedusa. Sapete forse che Sant’Agostino amava descrivere la vita umana come navigazione nel mare in tempesta e il suo destino come un porto salvo e sicuro. Non lasciamoci vincere dalla paura, ma guardiamo alle fatiche quotidiane come a un tempo di opportunit&agrave; e testimonianza. La vostra fede, carissimi, sia allora intensificata da questi anni di prova e di impegno generoso. Torni questa venerata Immagine a parlarvi con la forza di un tempo, quando chi ve ne ha trasmessa la devozione si affidava all’intercessione della Vergine con radicale sincerit&agrave;. Abbiamo tutti in Dio un porto sicuro, e ogni comunit&agrave; cristiana &egrave; chiamata a esserne un riflesso sulla terra. E a voi, comunit&agrave; di Lampedusa e Linosa, non manchi mai il respiro della fede, della speranza e della carit&agrave;: “<i>O’sci&agrave;!</i>” [Saluto tipico dei Lampedusani].</p>]]></description></item><item><title><![CDATA[Visita Pastorale del Santo Padre a Lampedusa (4 luglio 2026)]]></title><pubDate>Sat, 04 Jul 2026 07:15:00 +0200</pubDate><link>https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/travels/2026/documents/lampedusa-4luglio2026.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/travels/2026/documents/lampedusa-4luglio2026.html</guid><description><![CDATA[<!-- Fri, 03 Jul 2026 10:46:30 +0200 --> <ul> 
 <li><b><a href="https://www.vatican.va/content/photogallery/it/eventi/lampedusa2026.html">Galleria fotografica</a></b></li> 
</ul> 
<p>&nbsp;</p> 
<p>ore 7,15 Partenza in auto dal Vaticano</p> 
<p>ore 7,45 Decollo dall’aeroporto di Ciampino</p> 
<p>ore 9,00 Atterraggio all’aeroporto di Lampedusa</p> 
<p>sono previsti i seguenti momenti:</p> 
<p>- sosta al Cimitero, con omaggio floreale sulle tombe</p> 
<p>- sosta alla “Porta d’Europa”</p> 
<p>- sosta al Molo Favaloro: benedizione della targa che intitola il Molo a Papa Francesco</p> 
<p>saluto ad alcuni Migranti</p> 
<p>ore 10,30&nbsp; - <a href="https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/events/event.dir.html/content/vaticanevents/it/2026/7/4/lampedusa-messa.html"><b>Celebrazione della Santa Messa</b></a></p> 
<p>sul palco &egrave; esposta l’immagine della Madonna di Portosalvo</p> 
<p>- al termine della Messa: saluti alle Autorit&agrave;, a bambini ammalati, Volontari</p> 
<p>ore 12,30 Decollo da Lampedusa</p> 
<p>ore 13,45 Atterraggio a Ciampino</p> 
<p>Rientro in Vaticano</p> 
<p>______________________________</p> 
<p><i><a href="https://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino/pubblico/2026/04/25/0342/00689.html">Bollettino della Sala Stampa della Santa Sede</a></i>, 25 aprile 2026</p>]]></description></item></channel></rss>