<rss version="2.0" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"><channel><title>vatican.va</title><link>https://www.vatican.va</link><description>vatican.va</description><language>it</language><item><title><![CDATA[Angelus, 19 luglio 2026]]></title><pubDate>Sun, 19 Jul 2026 12:00:00 +0200</pubDate><link>https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/angelus/2026/documents/20260719-angelus.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/angelus/2026/documents/20260719-angelus.html</guid><description><![CDATA[<!-- Sun, 19 Jul 2026 12:32:55 +0200 --> <p><i>Cari fratelli e sorelle, buona domenica!</i></p> 
<p>Dopo la parabola del seminatore, Ges&ugrave; continua a parlare alle folle attraverso alcune immagini: il grano buono e la zizzania, il granello di senape, il lievito nella farina (cfr <i>Mt</i> 13,24-43).</p> 
<p>Si tratta di tre piccole parabole che intendono richiamare l’arrivo del Regno di Dio nella storia, il suo agire nella vita degli uomini, il modo in cui cresce, si espande e trasforma il mondo dal di dentro. Con questi racconti, Ges&ugrave; ci mette in guardia dalla tentazione di pensare a Dio come a una figura potente, che si impone con la forza, che occupa lo spazio per dominare, che arriva in modo trionfante. Al contrario, Dio predilige la piccolezza, segno del suo amore discreto, che ci lascia liberi di accoglierlo o di rifiutarlo, che cerca di farsi strada anche in mezzo alla zizzania, che agisce in modo nascosto e invisibile come il seme pi&ugrave; piccolo di tutti e lievita dentro la pasta senza fare rumore.</p> 
<p>Fratelli e sorelle, con queste parabole Ges&ugrave; ci dice qualcosa di importante sul modo in cui Dio opera nella nostra vita e nella storia. A volte noi ci attendiamo qualcosa di clamoroso, desideriamo un Dio che intervenga dall’alto strappando subito la zizzania del male. Immaginiamo un Dio forte e potente e, purtroppo, a questa immagine adeguiamo anche il nostro modo di essere cristiani e di essere Chiesa. Invece, il Regno di Dio si diffonde anche in mezzo alla zizzania e ci chiede uno sguardo capace di cogliere il bene che germoglia anche fra le oscurit&agrave; del male, senza giudicare tutto e subito; viene come il pi&ugrave; piccolo tra i semi e domanda dunque la pazienza di saper accompagnare i processi, riconoscendolo nella piccolezza del quotidiano e nella semplicit&agrave; della vita ordinaria; cresce in modo invisibile come il lievito nella farina e, cos&igrave;, ci libera dallo scoraggiamento e ci invita ad avere fiducia anche quando ci sembra che Dio sia assente. Perch&eacute; in realt&agrave; Egli ci accompagna sempre e il suo amore &egrave; sempre all’opera per noi.</p> 
<p>Questo stile di Dio deve diventare anche il modo in cui, sia come singoli sia come Chiesa, abitiamo la realt&agrave; che ci circonda. Siamo chiamati ad assumere uno stile evangelico, senza contrapporci frettolosamente con giudizi arroganti, senza imporci con il potere e con la forza, senza perdere la fiducia nell’opera di Dio. Si tratta – diceva l’allora cardinale Ratzinger &nbsp;– di sottometterci alla logica del seme che non &egrave; quella del successo e della grandezza, ma ci chiede di farci piccoli e di servire la vita delle persone (cfr <i><a href="https://www.vatican.va/roman_curia/congregations/cfaith/documents/rc_con_cfaith_doc_20001210_jubilcatechists-ratzinger_it.html">Discorso al Convegno dei catechisti e dei docenti di religione</a></i>, 10 dicembre 2000). In questo modo, noi stessi diventeremo come un piccolo seme di Vangelo che germoglia e come un lievito di amore che trasforma la pasta del mondo.</p> 
<p>Preghiamo Maria Santissima, che ha saputo accogliere il seme della Parola nella piccolezza, perch&eacute; ci sostenga nel cammino e interceda per noi.</p> 
<p>___________________________</p> 
<p><b>Dopo l'Angelus</b></p> 
<p><i>Cari fratelli e sorelle,</i></p> 
<p>mentre trascorro qualche giorno di riposo, rinnovo il mio saluto e la gratitudine a tutti voi, abitanti di Castel Gandolfo, e accolgo con gioia i pellegrini che arrivano da ogni parte del mondo!</p> 
<p>Continuiamo a seguire con apprensione ci&ograve; che accade in diversi Paesi lacerati dalla guerra e dalla violenza. Non dimentichiamoci di chi soffre e muore a causa dei conflitti e, al generoso impegno per la pace, uniamo anche la nostra costante preghiera.</p> 
<p>Saluto la Comunit&agrave; Cenacolo di Madre Elvira, riunita a Saluzzo in occasione della Festa della Vita, il Movimento Famiglie Nuove dei Focolari radunato per la Scuola Internazionale, gli studenti messicani che partecipano all’<i>APRA Summer School</i> e il gruppo della <i>Catholic Worldview Fellowship</i>.</p> 
<p>Estendo il mio saluto ai giovani adulti, membri di <i>Regnum Christi</i>, che stanno partecipando al Corso Internazionale per Formatori. Saluto anche coloro che prendono parte al “Pellegrinaggio del Leone”, accompagnati da monsignor Anthony Percy, vescovo ausiliare di Sydney, in Australia.</p> 
<p>Saluto anche le famiglie e i bambini dell’opera delle Suore di Carit&agrave; dell’Assunzione di Roma, i giovani provenienti dalla parrocchia di San Salvatore in Gerusalemme, il Gruppo Giovanissimi della parrocchia di Sant’Agostino di Bovolenta e i pellegrini dell’Accademia Liturgica di Rzesz&oacute;w.</p> 
<p>A tutto voi auguro una serena domenica! &nbsp;&nbsp;</p>]]></description></item><item><title><![CDATA[Concerto in onore del Santo Padre Leone XIV organizzato dalla Diocesi di Albano (Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, 18 luglio 2026)]]></title><pubDate>Sat, 18 Jul 2026 21:00:00 +0200</pubDate><link>https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/speeches/2026/july/documents/20260718-concerto.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/speeches/2026/july/documents/20260718-concerto.html</guid><description><![CDATA[<!-- Mon, 20 Jul 2026 07:19:01 +0200 --> <p><i>Buonasera a tutti, benvenuti!</i></p> 
<p>Troppe parole in questo momento sarebbero veramente “anticlimatiche”, &egrave; meglio dire due, tre parole molto brevi, per&ograve; dal cuore.</p> 
<p>Innanzitutto un grande ringraziamento agli artisti che meritano ancora un altro applauso, veramente bravissimi, grazie, grazie! Alla diocesi di Albano che ha offerto questo concerto, questo bel dono! Grazie ai benefattori, a tutti voi qui presenti, perch&eacute; veramente abbiamo potuto sperimentare in questi minuti di bellezza una cosa grande, che &egrave; proprio entrare in tanti sensi in ci&ograve; che Dio ha voluto nella Creazione, cio&egrave; proprio la bellezza. Viviamo in un mondo, oggi, dove manca la bellezza tante volte: tanti problemi, guerre, conflitti, odio, violenza, mancanza di lavoro e tante altre cose. Avere l’opportunit&agrave; di radunarci per un’occasione come questa &egrave; veramente un dono grande, perch&eacute; ci fa ricordare che c’&egrave; di meglio e che l’uomo e la donna, quando vogliamo, tutti insieme, possiamo donare la bellezza, che dal cuore ci aiuta a elevarci verso Dio.</p> 
<p>Sapete che un po’ pi&ugrave; di un mese fa ho fatto un <a href="https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/travels/2026/documents/spagna-6-12giugno2026.html">viaggio apostolico in Spagna</a>: il motto del viaggio era “<i>Alzad la mirada</i>”. Alziamo gli occhi, lo sguardo, verso il Cielo. La musica, l’arte, la bellezza sono veramente uno strumento che ci aiuta a guardare verso Dio, con un movimento che &egrave; veramente una delle parti migliori dell’essere umano. Allora, di nuovo, vi ringrazio davvero per darci questa occasione, in questa notte, di poter sperimentare la bellezza e ritrovarci veramente in ci&ograve; che Dio ha voluto donare a tutti noi.</p> 
<p>Grazie a tutti, buona serata!</p> 
<p>&nbsp;</p> 
<p>Bene, allora possiamo concludere la serata chiedendo a Dio la sua benedizione su ognuno di voi e su tutti i vostri cari, sapendo nel cuore e nello Spirito che il Signore davvero &egrave; sempre con noi.</p> 
<p>[benedizione]</p>]]></description></item><item><title><![CDATA[Angelus, 12 luglio 2026]]></title><pubDate>Sun, 12 Jul 2026 12:00:00 +0200</pubDate><link>https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/angelus/2026/documents/20260712-angelus.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/angelus/2026/documents/20260712-angelus.html</guid><description><![CDATA[<!-- Sun, 19 Jul 2026 08:11:24 +0200 --> <p><i>Cari fratelli e sorelle,&nbsp;buongiorno e&nbsp;buona domenica!</i></p> 
<p>Oggi, nella liturgia, l’Evangelista Matteo ci presenta la Parabola del seminatore (cfr&nbsp;<i>Mt</i>&nbsp;13,1-23), che descrive la generosit&agrave; e la fiducia con cui Dio sparge la sua Parola nel nostro cuore e la sua potenza in noi.</p> 
<p>Ges&ugrave; stesso, il Verbo fatto uomo, che ha dato la vita per la nostra salvezza, &egrave; il seme che il Padre continua a spargere nel mondo perch&eacute;, morendo, porti molto frutto (cfr&nbsp;<i>Gv</i>&nbsp;12,24). &Egrave; vero, a volte incontra in noi un&nbsp;terreno&nbsp;duro e insensibile, altre volte distratto, simile al suolo battuto dei sentieri, al terreno sassoso, ai cespugli dei rovi; ma ci sono momenti in cui trova una terra ricettiva e feconda, e allora si innescano miracoli d’amore capaci di cambiare tutto il resto, come certamente abbiamo sperimentato anche noi nella nostra vita. Per questo il Padre non smette di seminare, perch&eacute; sa che la potenza del suo amore &egrave; pi&ugrave; forte della nostra debolezza (cfr&nbsp;<i>2Cor</i>&nbsp;12,9-10).</p> 
<p>San Giovanni Crisostomo, riferendosi alla “semente” della Parola di Dio, afferma: &laquo;Come pu&ograve; essere ragionevole seminare sulle spine, sul terreno sassoso, sulla strada? Nel caso dei semi e della terra non sarebbe ragionevole, mentre nel caso delle anime e degli insegnamenti ci&ograve; &egrave; molto lodevole&raquo; (<i>Omelie sul Vangelo di Matteo</i>, 44, 3), perch&eacute; nelle mani di Dio &egrave; possibile che &laquo;il luogo sassoso si trasformi e diventi terra fertile, che la strada non sia pi&ugrave; calpestata e non sia esposta a tutti i passanti, ma sia terreno pingue, che le spine siano eliminate e i semi godano di una situazione di grande sicurezza&raquo; (<i>ibid.</i>).</p> 
<p>La generosit&agrave; di Dio nei nostri confronti non &egrave; ingenua, ma sapiente, e sa cogliere in noi la possibilit&agrave; di un bene di cui a volte nemmeno noi ci rendiamo conto. Per questo il Signore, che conosce bene il terreno del nostro cuore, meglio di quanto noi stessi lo conosciamo, non smette di credere in noi, in quello che siamo e in quello che possiamo diventare, giorno per giorno, se con fede ci abbandoniamo a Lui.</p> 
<p>Cos&igrave;, dalla gratuit&agrave; e dalla fiducia con cui il seme &egrave; sparso e dall’umilt&agrave; e dalla disponibilit&agrave; con cui &egrave; ricevuto, crescono in noi e si diffondono i frutti dello Spirito Santo, che sono, come insegna San Paolo: &laquo;amore, gioia, pace, magnanimit&agrave;, benevolenza, bont&agrave;, fedelt&agrave;, mitezza, dominio di s&eacute;&raquo; (<i>Gal&nbsp;</i>5,22). Quanto il nostro mondo ha bisogno di questi frutti: di esserne riempito e trasformato!</p> 
<p>Impegniamoci, allora, specialmente in questi giorni di ferie, a dare spazio all’ascolto, alla lettura e alla meditazione della Parola di Dio, coltivando, assieme al riposo e al sano divertimento, anche momenti significativi di silenzio e di preghiera. Ritorneremo alle nostre occupazioni abituali rinnovati nel corpo e nello spirito, pronti ad annunciare la Buona Notizia del Vangelo e sempre pi&ugrave; capaci di cooperare alla crescita del Regno di Dio.</p> 
<p>Ci aiuti in questo Maria, Regina degli Apostoli e Stella dell’evangelizzazione.&nbsp;</p> 
<p>_______________________</p> 
<p><b>Dopo l'Angelus</b></p> 
<p>Cari fratelli e sorelle,&nbsp;</p> 
<p>saluto gli abitanti di questo bel borgo, Castel Gandolfo, nel quale sto trascorrendo alcuni giorni di ristoro, e accolgo con gioia tutti voi, pellegrini da ogni parte del mondo!</p> 
<p>Tornano purtroppo a soffiare i venti della guerra in Medio Oriente, in Ucraina e in numerose altre parti del mondo, seminando violenza, terrore e morte e colpendo, ancora una volta, tanti innocenti. Non lasciamo che questi venti spengano la fiammella della speranza e della pace, anche quando essa sembra fragile e vacillante.</p> 
<p>Rinnovo il mio auspicio affinch&eacute; si percorra con perseveranza la via del dialogo, dell’incontro e della diplomazia, unico cammino capace di condurre a una pace giusta e duratura, nella quale i popoli possano vivere riconciliati, nella sicurezza reciproca e nel rispetto della dignit&agrave; di ogni persona.</p> 
<p>Oggi ricorre la “Domenica del Mare”. Il mio pensiero va a tutti i marittimi, i pescatori e i lavoratori portuali del mondo che, segnati dalla lontananza dei propri cari e talvolta dalla paura per i conflitti che attraversano le vie del mare, sostengono con un lavoro paziente e silenzioso il commercio e la vita di molti popoli.</p> 
<p>Infine, mi unisco nella preghiera ai numerosi fedeli polacchi, riuniti nell’annuale Pellegrinaggio davanti all’icona di Jasna G&oacute;ra, perch&eacute;, come “discepoli missionari”, siano testimoni gioiosi del Vangelo.&nbsp;Buona domenica a tutti!</p>]]></description></item><item><title><![CDATA[Evento "A pranzo con il Papa", promosso dal “Centro di Alta Formazione Laudato si'”, nei Giardini Pontifici di Castel Gandolfo (Borgo Laudato Si', 11 luglio 2026)]]></title><pubDate>Sat, 11 Jul 2026 13:00:00 +0200</pubDate><link>https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/speeches/2026/july/documents/20260711-pranzo-castel-gandolfo.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/speeches/2026/july/documents/20260711-pranzo-castel-gandolfo.html</guid><description><![CDATA[<!-- Sat, 11 Jul 2026 18:34:53 +0200 --> <p><i>Buongiorno a tutti e benvenuti!</i></p> 
<p>Grazie per essere qui.</p> 
<p>Sono venuto senza discorso, ma con fame. Con fame di giustizia, fame di autentica carit&agrave;, fame per una Chiesa che veramente sa aprire le porte, accogliere, ricevere tutti. Una Chiesa dove c’&egrave; amore per tutti e dove nessuno &egrave; nemico, dove tutti sappiamo vivere la riconciliazione, il perdono, la pace.</p> 
<p>Sapete molto bene che il Papa ha come titolo - fra i diversi - “<i>Pontefice</i>”: costruttore di ponti. E noi oggi vorremmo fare un ponte con tutti voi, con le vostre famiglie e con la societ&agrave; nella quale vogliamo vivere, vivere con giustizia. Un luogo dove si possono eliminare le cause della povert&agrave;, dove si possono eliminare le cause delle ingiustizie che ancora esistono nel nostro mondo: questa &egrave; la Chiesa che vogliamo essere.</p> 
<p>E io ringrazio tutti voi e tutti coloro responsabili che hanno organizzato questo bellissimo pranzo, questo evento, perch&eacute; quando ci troviamo insieme, quando viviamo questo spirito di incontro tutti insieme alla mensa, l’unica mensa dove anche Ges&ugrave; &egrave; presente con noi, stiamo veramente costruendo un mondo diverso, un mondo di speranza, un mondo che &egrave; luce. Tante volte questa realt&agrave; &egrave; proprio rotta dalla violenza, dall’odio, dalla discriminazione: lavoriamo insieme, cerchiamo di vivere sempre questa esperienza di Chiesa, di giustizia, di pace e di amore.</p> 
<p>E allora, chiediamo che il Signore ci benedica e benedica questo cibo, questa mensa comune che vogliamo condividere.</p> 
<p>Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.</p> 
<p>Scenda su di noi Signore la Tua benedizione, su ognuno di noi e su questo cibo che adesso condivideremo grazie alla generosit&agrave; di tanti benefattori. Benedici le nostre famiglie, benedici tutti coloro che si trovano in difficolt&agrave; o nel dolore: che possano anche loro trovare la pace, il perdono, la riconciliazione.</p> 
<p>E benedici Signore, noi e questi doni che riceviamo dalla Tua Provvidenza. Per Cristo nostro Signore. Amen.</p> 
<p>Buon appetito! Benvenuti tutti!</p>]]></description></item><item><title><![CDATA[Videomessaggio del Santo Padre in occasione dell'“Ankawa Youth Meeting” [Erbil, Iraq, 8-11 luglio 2026] (8 luglio 2026)]]></title><pubDate>Wed, 08 Jul 2026 17:15:00 +0200</pubDate><link>https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/messages/pont-messages/2026/documents/20260708-videomessaggio-ankawa-youth-meeting.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/messages/pont-messages/2026/documents/20260708-videomessaggio-ankawa-youth-meeting.html</guid><description><![CDATA[<!-- Thu, 09 Jul 2026 15:19:55 +0200 --> <p><i>Cari giovani amici</i>,</p> 
<p>&egrave; un piacere per me salutare tutti voi che state partecipando all’<i>Ankawa Youth Meeting</i> nell’Arcieparchia di Erbil. Siete venuti da diverse parti dell’Iraq per riunirvi in un clima di fede e di comunione, e prego perch&eacute; questa sia per tutti voi un’occasione per crescere nell’amicizia con Ges&ugrave; e tra di voi. La giovent&ugrave; &egrave; un periodo della vita caratterizzato dal desiderio di compiere grandi cose e di fare una differenza nel mondo. A tale riguardo, sono lieto di apprendere che il tema scelto per il vostro incontro di quest’anno sia la missione. La Chiesa ha la missione fondamentale di servire il mondo diffondendo la luce di Cristo (cfr. <i>Gv</i> 8, 12) e portando gli uomini e le donne in comunione con Dio. Voi partecipate a questa missione e conto su di voi perch&eacute; aiutiate a plasmare la Chiesa — e il mondo — negli anni a venire. Come ho gi&agrave; detto in passato, i giovani non sono solo il futuro della Chiesa, ma anche il suo presente.</p> 
<p>Non &egrave; sempre facile essere una luce nel mondo (cfr. <i>Mt</i> 5, 13). Di fatto, al presente siete chiamati a irradiare questa luce in una situazione spesso segnata da guerra e instabilit&agrave;. Il Signore ha riposto grande fiducia in voi affidandovi questa missione, e anch’io confido molto in tutti voi. Dovete essere la luce di Cristo in mezzo a un’oscurit&agrave; che, talvolta, pu&ograve; apparire soverchiante. Non abbiate paura! E non pensate di essere soli in questo compito. Io sono con voi; la Chiesa &egrave; con voi. Riponete la vostra fiducia in Ges&ugrave;; ascoltateLo nella preghiera e attraverso la guida di altri, e permetteteGli di guidarvi.</p> 
<p>La luce &egrave; essenziale per la vita in molti modi, e vorrei menzionarne tre che possono aiutare a guidarvi in questa missione. Anzitutto, la luce &egrave; necessaria per vedere, il che ci ricorda il dono della fede. La fede in Dio non &egrave; un meccanismo per affrontare le difficolt&agrave; della vita. Piuttosto, &egrave; riconoscere la realt&agrave; e vivere nella verit&agrave;, imparando a vedere il mondo, gli altri e noi stessi come fa Dio. Esige che percorriamo la vita con i cuori e gli occhi fissi sulla nostra vera patria (cfr. <i>Eb</i> 11, 14), sapendo che Dio &egrave; con noi anche se non possiamo vederlo. Il modo in cui vivete deve inoltre dare testimonianza della vostra fede, cos&igrave; che gli altri possano vedere in voi la verit&agrave; e il significato che anche loro desiderano e arrivare cos&igrave; a partecipare della stessa luce.</p> 
<p>La seconda caratteristica della luce &egrave; di dare calore, che simboleggia l’amore. Per essere luce per il mondo, prima dobbiamo partecipare della luce e della vita di Cristo. Per partecipare alla missione, prima dobbiamo scoprire una relazione viva con Dio. Dobbiamo imparare a conoscerlo. Aprendoci al suo amore trasformativo, riceviamo la grazia necessaria per seguire Ges&ugrave; e abbracciare la vita che ci chiama a vivere. Per questo &egrave; cos&igrave; importante trascorrere ogni giorno del tempo in preghiera e avvicinarsi a Dio attraverso i sacramenti, specialmente la Confessione e l’Eucaristia. Radicate i vostri cuori nel solido fondamento dell’amore di Dio per voi; scoprite il cuore di Cristo e non abbiate paura di costruire la vostra vita su di Lui (cfr. 1 <i>Gv</i> 4, 16). Cos&igrave; facendo, non solo potrete realizzarvi come desiderate, ma riuscirete anche a condividere il calore dell’amore di Dio e il potere riconciliante della sua grazia con le persone intorno a voi.</p> 
<p>Infine, la luce &egrave; necessaria alla crescita e alla nuova vita ed &egrave; un’immagine di speranza. Radicati nella carit&agrave;, siete chiamati in modo particolare a essere operatori di pace, a unire le persone intorno a voi e a istillare negli altri la speranza di un futuro caratterizzato da pace duratura. Forse non riuscirete a controllare la vostra situazione o le sfide che sarete chiamati ad affrontare, ma potrete sempre scegliere di permettere alla pace di Cristo di regnare nei vostri cuori (cfr. <i>Col</i> 3, 15). La virt&ugrave; della speranza ci ispira a guardare verso il cielo. Questo non significa dimenticare il mondo, ma avere la fiducia per condividere con esso la pace e la vita che viene da Cristo, la cui luce illumina la Nuova Gerusalemme (cfr. <i>Ap</i> 21, 23).</p> 
<p>Cari giovani, non dubitate mai della bont&agrave; di Dio, e non abbiate paura del disegno che il Signore ha per ognuna delle vostre vite. Anche il profeta Geremia ha dovuto affrontare momenti difficili, e lui testimonia che i progetti del Signore sono “di pace e non di sventura, per concedervi un futuro pieno di speranza” (<i>Ger</i> 29, 11). Affidando ognuno di voi alla protezione materna e alla guida di Maria, Madre della Chiesa, prego perch&eacute; in questi giorni di rinnovamento spirituale possiate scoprire in Lei il vero modello di una vita interamente affidata alla grazia di Dio.</p> 
<p>E vi benedica Dio Onnipotente, Padre e Figlio e Spirito Santo. Amen.</p> 
<p>____________________________</p> 
<p><i><a href="https://www.osservatoreromano.va/it/news/2026-07/quo-154/i-giovani-luce-nel-mondo-segnato-dall-oscurita-della-guerra.html">L'Osservatore Romano</a></i>, Edizione Quotidiana, Anno CLXVI n. 154, gioved&igrave; 9 luglio 2026, p. 2.</p>]]></description></item><item><title><![CDATA[Messaggio del Santo Padre, a firma del Cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin, in occasione dell'AI for Good Global Summit 2026 [Ginevra, 7-10 luglio 2026] (8 luglio 2026)]]></title><pubDate>Wed, 08 Jul 2026 12:00:00 +0200</pubDate><link>https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/messages/pont-messages/2026/documents/20260708-messaggio-ai-summit.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/messages/pont-messages/2026/documents/20260708-messaggio-ai-summit.html</guid><description><![CDATA[<!-- Wed, 08 Jul 2026 15:54:45 +0200 --> <p>Sua Santit&agrave; Papa Leone XIV porge cordiali saluti a tutti i partecipanti al&nbsp;<i>AI for Good Global Summit 2026</i>, organizzato dall’<i>Unione Internazionale delle Telecomunicazioni&nbsp;</i>(ITU) in collaborazione con altre agenzie delle Nazioni Unite e co-ospitato dal Governo svizzero. Mentre vi riunite per riflettere sull’intelligenza artificiale, che solleva alcune delle pi&ugrave; importanti domande del nostro tempo relative al futuro dell’umanit&agrave;, il Santo Padre desidera assicurarvi della presenza della Santa Sede e della sua apertura al dialogo, specialmente in questo punto di svolta epocale.</p> 
<p>Nella sua recente Lettera Enciclica&nbsp;<i><a href="https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/encyclicals/documents/20260515-magnifica-humanitas.html">Magnifica humanitas</a></i>, dedicata alla custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale, Papa Leone ha espresso il suo desiderio di impegnarsi in un dialogo con tutti gli uomini e le donne del nostro tempo, al fine di &laquo;individuare […] nuove strade per il bene comune e la promozione di una vita dignitosa per tutti&raquo;.&nbsp;<i><a href="https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/encyclicals/documents/20260515-magnifica-humanitas.html">Magnifica humanitas</a></i>&nbsp;&egrave; nata dopo avere ascoltato &laquo;scienziati e ingegneri che lavorano con sincero entusiasmo su tecnologie capaci di alleviare immense sofferenze; leader politici e funzionari pubblici che hanno cercato con tenacia norme eque; genitori e insegnanti profondamente preoccupati del futuro delle generazioni pi&ugrave; giovani&raquo;. Tuttavia, al tempo stesso, &egrave; stata indotta anche da racconti molto preoccupanti sui potenziali abusi degli algoritmi e sulla perdita dell’agire umano in ambiti critici.</p> 
<p>Augurandovi di svolgere dibattiti costruttivi e arricchenti, il Santo Padre vi assicura volentieri delle sue preghiere nei vostri sforzi &laquo;di servire l’umanit&agrave;&raquo;. <a name="_ftnref1" href="#_ftn1" class=" cleaner">[1]</a></p> 
<p>___________________</p> 
<p><a name="_ftn1" href="#_ftnref1" class=" cleaner">[1]</a> Leone XIV,&nbsp; <i><a href="https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/speeches/2026/may/documents/20260525-presentazione-enciclica.html">Discorso alla presentazione della Lettera Enciclica “Magnifica humanitas”</a></i>, Vaticano, 25 maggio 2026</p> 
<p>____________________________</p> 
<p><i><a href="https://www.osservatoreromano.va/it/news/2026-07/quo-153/tutelare-l-agire-umano-contro-gli-abusi-degli-algoritmi.html">L'Osservatore Romano</a></i>, Edizione Quotidiana, Anno CLXVI n. 153, mercoled&igrave; 8 luglio 2026, p. 4.</p>]]></description></item><item><title><![CDATA[Videomessaggio del Santo Padre in occasione della conclusione del "Pellegrinaggio Eucaristico Nazionale" (Stati Uniti d'America, 5 luglio 2026)]]></title><pubDate>Sun, 05 Jul 2026 17:10:00 +0200</pubDate><link>https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/messages/pont-messages/2026/documents/20260705-videomessaggio-pellegrinaggio-eucaristico.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/messages/pont-messages/2026/documents/20260705-videomessaggio-pellegrinaggio-eucaristico.html</guid><description><![CDATA[<!-- Tue, 07 Jul 2026 08:20:53 +0200 --> <p><i>Cari fratelli e sorelle in Cristo</i>,</p> 
<p>sono lieto di salutarvi al termine del Pellegrinaggio Eucaristico Nazionale. Come sapete, i pellegrinaggi sono profondamente radicati nella tradizione giudeo-cristiana e vengono spesso compiuti per celebrare importanti anniversari, poich&eacute; la comunit&agrave; si unisce in preghiera. In quest’ottica, &egrave; stato particolarmente opportuno commemorare il 250&deg; anniversario degli Stati Uniti d’America con un pellegrinaggio incentrato su nostro Signore. Attraversando molte delle tredici colonie originali, avete pregato per l’unit&agrave;, il rinnovamento e la guarigione per il Paese, con il motto “Un’unica nazione sotto Dio”. Queste intenzioni stanno a cuore anche a me. Perci&ograve; esprimo sincera gratitudine alla Conferenza dei Vescovi Cattolici degli Stati Uniti e a tutti coloro che hanno contribuito all’organizzazione di questo evento, come anche a tutti coloro che vi hanno partecipato di persona o in modo virtuale.</p> 
<p>Questa nazione, unita “sotto Dio”, &egrave; stata intrisa di un senso di fede che riconosce la sovranit&agrave; di Dio ancor prima della sua istituzione formale. Il vostro pellegrinaggio &egrave; iniziato a Saint Augustine, in Florida, dove l’8 settembre 1565, nella solennit&agrave; della Nativit&agrave; della Beata Vergine Maria, gli esploratori e i coloni spagnoli al loro arrivo celebrarono la Messa di rendimento di grazie, seguita da un banchetto al quale partecip&ograve; la locale trib&ugrave; di Seloy. Questo evento storico, insieme a molti altri, testimonia la forte, sebbene largamente sconosciuta, eredit&agrave; eucaristica degli Stati Uniti d’America. Tale eredit&agrave;, lungi dall’essere stata dimenticata, deve continuare a servire come fonte sia di rinnovamento sia di unit&agrave;.</p> 
<p>Con la benedizione di Dio Onnipotente, questa eredit&agrave; ha continuato a dare frutto guidando nuove generazioni di cattolici americani verso Ges&ugrave; Cristo. Il Signore ha anche ispirato alcuni uomini e donne a dare testimonianza del Vangelo in un modo radicale. Penso ad esempio ai martiri di New York e della Georgia, <a href="https://www.causesanti.va/it/notizie/notizie-2022/kateri-tekakwitha.html">santa Kateri Tekakwitha</a>, <a href="https://www.causesanti.va/it/santi-e-beati/elizabeth-ann-bayley-seton.html">santa Elizabeth Ann Seton</a>, <a href="https://www.causesanti.va/it/santi-e-beati/katharine-drexel.html">santa Katharine Drexel</a>, <a href="https://www.causesanti.va/it/santi-e-beati/john-henry-newman.html">san John Neumann</a> e il <a href="https://www.causesanti.va/it/santi-e-beati/fulton-john-sheen.html">venerabile Fulton Sheen</a>, che verr&agrave; presto beatificato. Il cammino che avete percorso porta il nome di un’altra santa, Francesca Saverio Cabrini, la fondatrice di una congregazione religiosa, la cui missione era l’attenzione ai bisogni spirituali e materiali dei migranti poveri. L’intensa attivit&agrave; apostolica di questi uomini e donne santi, e di altri come loro, non sarebbe stata possibile senza la forza che attingevano quotidianamente a momenti di preghiera silenziosa dinanzi al tabernacolo.</p> 
<p>Fratelli e sorelle, partecipando a questo Pellegrinaggio Eucaristico, voi portate avanti questa grande eredit&agrave; di fede. Lungo il vostro cammino, la celebrazione della Messa, le processioni eucaristiche e l’adorazione del Santissimo Sacramento non sono mancate, dandovi la forza e il nutrimento necessari per continuare il vostro percorso. Forse avete addirittura sperimentato voi stessi una fame per &laquo;il pane vivo, disceso dal cielo&raquo; (<i>Gv</i> 6, 51). Di fatto, il vero corpo e sangue di Nostro Signore Ges&ugrave; Cristo &egrave; la vita della Chiesa pellegrina sulla terra. <a href="https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it.html">San Giovanni Paolo II</a> lo ha espresso meravigliosamente nella sua Lettera Enciclica <i><a href="https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/encyclicals/documents/hf_jp-ii_enc_20030417_eccl-de-euch.html">Ecclesia de Eucharistia</a></i>: &laquo;L’Eucaristia, presenza salvifica di Ges&ugrave; nella comunit&agrave; dei fedeli e suo nutrimento spirituale, &egrave; quanto di pi&ugrave; prezioso la Chiesa possa avere nel suo cammino nella storia&raquo; (n. 9). Mentre il Paese celebra l’anniversario della fondazione della sua patria terrena, &egrave; mia speranza che questa esperienza di pellegrini vi aiuti anche a fissare lo sguardo su quella celeste (cfr. <i>Eb</i> 11, 16), e che al tempo stesso serva a ricordare che l’Eucaristia &egrave; un dono prezioso, il nostro nutrimento indispensabile. &Egrave; proprio riconoscendo e accogliendo questo dono che la Chiesa negli Stati Uniti trover&agrave; la forza di proseguire il suo servizio caritativo alla societ&agrave; pi&ugrave; in generale, specialmente negli ambiti dell’educazione, dell’assistenza sanitaria e dei servizi sociali di base, continuando al contempo la sua missione di evangelizzare.</p> 
<p>Mentre questo pellegrinaggio giunge al termine, vi incoraggio a affidare le vostre vite all’amorevole provvidenza di Dio quando ritornerete alle vostre case, come anche a coltivare una forte vita eucaristica tra le vostre famiglie, i vostri amici e le vostre comunit&agrave;. Fiducioso che il Pellegrinaggio Eucaristico dar&agrave; abbondanti frutti negli Stati Uniti d’America, affido tutti voi alla materna intercessione dell’Immacolata Vergine Maria.</p> 
<p>E che Dio Onnipotente benedica tutti voi, Padre e Figlio e Spirito Santo. Amen.</p> 
<p>____________________________</p> 
<p><i><a href="https://www.osservatoreromano.va/it/news/2026-07/quo-151/dono-prezioso-per-il-servizio-alla-carita-e-all-evangelizzazione.html">L'Osservatore Romano</a></i>, Edizione Quotidiana, Anno CLXVI n. 151, luned&igrave; 5 luglio 2026, p. 3.</p>]]></description></item><item><title><![CDATA[Angelus, 5 luglio 2026]]></title><pubDate>Sun, 05 Jul 2026 12:00:00 +0200</pubDate><link>https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/angelus/2026/documents/20260705-angelus.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/angelus/2026/documents/20260705-angelus.html</guid><description><![CDATA[<!-- Sun, 05 Jul 2026 12:27:03 +0200 --> <p><i>Cari fratelli e sorelle, buona domenica!</i></p> 
<p>Il Vangelo della liturgia odierna (<i>Mt</i> 11,25-30) ci invita a condividere la lode che Ges&ugrave; eleva al Padre, &laquo;Signore del cielo e della terra&raquo; (v. 25). Il Figlio di Dio, fatto uomo, manifesta il suo amore coinvolgendo ogni creatura in questo rendimento di grazie.</p> 
<p>La semplicit&agrave; di un gesto cos&igrave; spontaneo e gioioso corrisponde allo stile di Dio, che ama rivelarsi &laquo;ai piccoli&raquo;, mentre resta nascosto &laquo;ai sapienti e ai dotti&raquo; (cfr v. 25). Costoro, infatti, sono talmente pieni delle proprie idee che non riconoscono la presenza di Cristo, il Messia che visita il suo popolo. L’umana sapienza diventa allora arroganza e la dottrina degrada in superbia. La vera sapienza di Dio si rivela invece nell’umilt&agrave; della carne e il suo insegnamento si rivolge a quanti fanno pi&ugrave; fatica: &laquo;Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi&raquo; (v. 28), dice il Signore. Andare da Ges&ugrave; significa corrispondere al suo amore e condividere la sua vita fino alla croce, come ci ha spiegato Egli stesso: &laquo;Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi s&eacute; stesso, prenda la sua croce e mi segua&raquo; (<i>Mt</i> 16,24). Proprio il dono di s&eacute; per amore &egrave; il “giogo” di Ges&ugrave; (cfr <i>Mt</i> 11,29), cio&egrave; la sintesi del suo insegnamento, il cuore della sua sapienza, ardente di carit&agrave; verso tutti.</p> 
<p>Fratelli e sorelle, come pu&ograve; essere “leggero” e “dolce” il peso della croce (cfr v. 30)? Per una sola ragione: perch&eacute; il Signore lo porta per primo e con tutti noi, senza mai lasciarci soli in ci&ograve; che ci abbatte. Da autentico maestro, Ges&ugrave; si fa carico dell’umanit&agrave; ferita dal male, per prendersene cura. La sapienza che Egli ci dona &egrave; allora un annuncio di salvezza e il suo giogo ci solleva da ogni caduta. Alla sequela di Cristo, il nostro cammino non &egrave; dunque un’ascesi che mortifica: &egrave; una scuola di libert&agrave;, che prende sul serio il dramma della storia e ne illumina sempre il senso, soprattutto nei momenti pi&ugrave; oscuri. Difatti, solo nella croce di Ges&ugrave; il male viene redento: solo nella sua passione la nostra stanchezza mortale trova conforto e riscatto.</p> 
<p>Nella schiavit&ugrave;, Cristo &egrave; liberazione. Sotto il flagello della guerra, Cristo &egrave; speranza. Nell’ora del peccato, Cristo &egrave; perdono. Questa &egrave; la vera sapienza, cio&egrave; la via che vogliamo percorrere insieme, uniti come discepoli nel suo nome. Ges&ugrave; ce la insegna da Figlio, diventando nostro fratello: con la forza dello Spirito Santo, Egli stesso manifesta alla Chiesa la verit&agrave; di Dio e dell’uomo, perch&eacute; &laquo;nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorr&agrave; rivelarlo&raquo; (v. 27).</p> 
<p>Carissimi, mentre ringraziamo il Signore per questa sua confidenza piena d’amore, chiediamo l’intercessione di Maria, Regina della pace, per il bene della Chiesa e del mondo intero.</p> 
<p>__________________________</p> 
<p><b>Dopo l'<i>Angelus</i></b></p> 
<p><i>Cari fratelli e sorelle,</i></p> 
<p>gioved&igrave; scorso, 2 luglio, nel Santuario di Tac Say in Vietnam, &egrave; stato beatificato il sacerdote <a href="https://www.causesanti.va/it/santi-e-beati/francesco-saverio-tru-o-ng-buu-diep.html">Francesco Saverio Tru’o’ng Bǚu</a>, ucciso nel 1946 in odio alla fede. In un contesto di prevaricazione e di violenza, si pose come difensore dei diritti della gente e non abbandon&ograve; i suoi parrocchiani. La sua intercessione e la sua preghiera sostengano gli operai del Vangelo che anche oggi si trovano in situazioni di persecuzione.</p> 
<p>Saluto con affetto tutti voi presenti oggi in Piazza San Pietro!</p> 
<p>Dou as boas-vindas aos peregrinos do Brasil y bienvenido al Coro de la Universidad de M&eacute;rida, en Venezuela. Recuerdo siempre en mis oraciones a las v&iacute;ctimas del terremoto y a todo el pueblo venezolano: que el Se&ntilde;or lo sostenga en este momento tan dif&iacute;cil.</p> 
<p>Saluto alcuni gruppi polacchi: i sacerdoti novelli dei Frati Minori Cappuccini della Provincia di Cracovia; il Coro di bambini dell’Arcidiocesi di Ł&oacute;dź, accompagnato dal Vescovo Ausiliare, e il gruppo della Diocesi di Legnica.</p> 
<p>Saluto i giovani di Bellagio e la Corale “Jubilaeum” di Augusta, in Sicilia, con il Sindaco e il Parroco.</p> 
<p>A tutti auguro una buona domenica!</p>]]></description></item><item><title><![CDATA[Visita Pastorale a Lampedusa: Santa Messa (4 luglio 2026)]]></title><pubDate>Sat, 04 Jul 2026 10:30:00 +0200</pubDate><link>https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/homilies/2026/documents/20260704-lampedusa-messa.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/homilies/2026/documents/20260704-lampedusa-messa.html</guid><description><![CDATA[<!-- Thu, 09 Jul 2026 09:42:56 +0200 --> <p><b><a href="https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/homilies/2026/documents/20260704-lampedusa-messa.html#Saluto">Saluto del Santo Padre&nbsp;in risposta al saluto del Sindaco</a></b></p> 
<p><b><a href="https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/homilies/2026/documents/20260704-lampedusa-messa.html#Omelia">Omelia del Santo Padre</a></b></p> 
<p>__________________________________</p> 
<p><b><a name="Saluto"></a>Saluto del Santo Padre</b></p> 
<p><i>Signor Sindaco,<br /> Grazie, grazie!<br /> Signor Sindaco,<br /> Eccellenza, distinte Autorit&agrave;,<br /> cari fratelli e sorelle!</i></p> 
<p>Ringrazio il Signor Sindaco per il saluto che mi ha rivolto a nome del Comune di Lampedusa e Linosa, e ringrazio tutti voi per la vostra accoglienza!</p> 
<p>Il fatto che abbiate voluto intitolare il Molo Favaloro a <a href="https://www.vatican.va/content/vatican/it/holy-father/francesco.html">Papa Francesco</a> &egrave; segno del legame che il mio Predecessore ha stabilito con la vostra comunit&agrave; e con i fratelli e le sorelle migranti: il Papa vi &egrave; stato vicino in questo tempo per voi molto impegnativo. E oggi sono qui per dirvi che il Papa continua ad accompagnarvi, vi sostiene e vi incoraggia.</p> 
<p>Non sono venuto per fare discorsi, ma a celebrare l’Eucaristia, segno supremo della presenza di Cristo in mezzo a noi. Il gesto di Ges&ugrave; che spezza il pane per donare S&eacute; stesso d&agrave; senso e forza ai nostri gesti quotidiani di assistenza e di condivisione. S&igrave;, questo &egrave; un luogo in cui, pi&ugrave; che le parole, parlano i gesti. Ma i gesti, per essere umani, hanno bisogno di un cuore. Per questo ci siamo radunati qui: per attingere da Cristo l’amore che solo Lui pu&ograve; darci, perch&eacute; il mondo di oggi e di domani sia pi&ugrave; umano, <i>pi&ugrave; umano</i> per tutti.</p> 
<p>Grazie!</p> 
<p>_____________________________</p> 
<p><b><a name="Omelia"></a>Omelia del Santo Padre</b></p> 
<p><i>Cari fratelli e sorelle,</i></p> 
<p>Dio ci ama sempre per primo. La bellezza del mare, di quest’isola e dei vostri volti &egrave; un riflesso della sua iniziativa gratuita: l’amore ci precede, ci circonda e ci raduna. Sono grato al Signore di potervi visitare, sulle orme di <a href="https://www.vatican.va/content/francesco/it.html">Papa Francesco</a>, che l’<a href="https://www.vatican.va/content/francesco/it/travels/2013/inside/documents/papa-francesco-lampedusa-20130708.html">8 luglio 2013 volle venire a Lampedusa nel suo primo viaggio</a> da Successore di Pietro.</p> 
<p>Gli Apostoli, come sapete, hanno navigato nel Mediterraneo e sperimentato l’ospitalit&agrave; degli abitanti delle sue isole e delle sue coste, da millenni crocevia di civilt&agrave;. Il Vangelo risuona dove i popoli si incontrano, le persone si accolgono, le loro vicende si intrecciano, le diverse culture si pongono in dialogo. Diventa muto, invece, dove ognuno fa di s&eacute; stesso un’isola, dove il contatto &egrave; evitato, lo scambio &egrave; interrotto. In questo senso, la parabola del buon Samaritano, appena proclamata, descrive una storia che continua (cfr <i>Lc</i> 10,25-37) e l’Enciclica <i><a href="https://www.vatican.va/content/francesco/it/encyclicals/documents/papa-francesco_20201003_enciclica-fratelli-tutti.html">Fratelli tutti</a></i> ci ha aiutato a rileggerla nelle drammatiche circostanze storiche in cui siamo ancora immersi. La Parola di Dio &egrave; sempre per l’oggi e ci porta in una conversazione da cui uscire trasfigurati. Come risponderemo, dunque, all’amore di chi ci ha amati per primo? &nbsp;</p> 
<p>Carissimi, oggi Lampedusa e Linosa si trovano su una strada pericolosa come quella che scendeva da Gerusalemme a Gerico (cfr v. 30). Qui avete visto non solo uno, ma migliaia di esseri umani caduti nelle mani di briganti che portano loro via tutto, li percuotono a sangue e se ne vanno, lasciandoli mezzi morti (cfr <i>Lc</i> 10,30). Il mare ha accolto gli altri, quelli che non ce l’hanno fatta a giungere dove speravano. Avvertiamo per&ograve; la loro presenza, che ci interpella non meno di quanti sono sbarcati, bisognosi di attenzione e di soccorso. Prima di qualunque considerazione intellettuale e convinzione ideologica, infatti, l’impatto con chi giace davanti a noi, spogliato di tutto, chiama alla prossimit&agrave;. La Lettera agli Ebrei ci ha detto: &laquo;Ricordatevi […] di quelli che sono maltrattati, perch&eacute; anche voi avete un corpo&raquo; (<i>Eb</i> 13,3). &Egrave; il centro della parabola evangelica: prossimi ci si fa, prossimo si diventa (cfr <i>Lc</i> 10,36-37)!</p> 
<p>Sono venuto a ringraziarvi, fratelli e sorelle di Lampedusa, per la prossimit&agrave; che molti fra voi hanno scelto di esercitare. &Egrave; avvenuto ancora il miracolo della compassione – &laquo;vide e ne ebbe compassione&raquo; (v. 33) –: una rivoluzione interiore che fa affiorare in noi il “sentire” di Dio e allarga i pensieri, il cuore e la vita. Dico grazie ai volontari, alle associazioni, raccolte nel “Forum Lampedusa Solidale”, alle istituzioni civili, alla Guardia Costiera, ai Sindaci e alle amministrazioni che nel tempo si sono succeduti; grazie ai diaconi, ai preti, alle religiose, ai medici, agli psicologi, agli educatori; grazie alle forze di sicurezza e a tutti coloro che, con o senza il dono della fede, hanno scelto di amare insieme. S&igrave;, perch&eacute; tra voi &egrave; l’amore a essersi organizzato, quell’amore di cui la compassione, che vede il fratello in mare, &egrave; come il primo fremito, la chiamata profonda a osare ci&ograve; che mai avreste pensato. Saluto le persone migranti che sono qui: loro stesse non hanno soltanto ricevuto, ma molte volte esercitato la solidariet&agrave; nel loro viaggio, come poveri che aiutano i pi&ugrave; poveri. Grazie, fratelli e sorelle, perch&eacute; non c’&egrave; niente di scontato nel vostro farvi prossimi, niente di automatico.</p> 
<p>La parabola ce lo racconta: l’amore &egrave; sempre nella libert&agrave; e la libert&agrave; sta nelle decisioni. C’&egrave; anche chi sceglie di non farsi prossimo e chi decide di non decidere. I morti in questo mare sono vittime sia di decisioni prese, sia di decisioni mancate. Il disinteresse per il bene comune e la corruzione nei luoghi di provenienza, un sistema economico mondiale che genera povert&agrave; ed esclusione, la paura che alimenta pregiudizi e disprezzo, l’idea che tali problemi non ci riguardano, i calcoli criminali di chi lucra sul dramma altrui, il lento e difficile passaggio da una mera gestione delle emergenze all’elaborazione di politiche organiche e condivise: tutto questo riproduce oggi, del racconto evangelico, la fretta di “passare oltre” (cfr vv. 31.32).</p> 
<p>Nella parabola, un sacerdote si trova l&igrave; &laquo;per caso&raquo; (v. 31), e dopo di lui un levita. Entrambi vedono, ma passano oltre. Purtroppo, in ogni tempo non manca chi ha paura di contaminarsi nel contatto con gli altri, negando cos&igrave; – persino davanti alla sofferenza e alla morte – la comune origine in Dio, l’infinita dignit&agrave; di ogni essere umano e la chiamata all’amore senza limiti. &Egrave; tempo di riconoscere e affermare che l’appartenenza religiosa non deve mai diventare motivo di discriminazione, quasi che la fede abbia confini e non sia invece chiamata universale alla salvezza. Dove c’erano muri di separazione, Cristo li ha abbattuti (cfr <i>Ef</i> 2,14). Non c’&egrave; amore di Dio senza amore del prossimo, e non c’&egrave; prossimo se io non mi avvicino. Fermarsi, commuoversi, abbassarsi, piangere davanti al dolore altrui – come ha fatto Ges&ugrave; &nbsp;– significa entrare nel movimento dell’amore, quello in cui Dio si &egrave; rivelato.</p> 
<p>Carissimi, chi si lascia portare in questa dinamica di compassione, di misericordia, inizia a vivere diversamente, a essere cittadino diversamente, a lavorare diversamente. Allora pu&ograve; sorgere davvero la civilt&agrave; dell’amore, quella prospettata dai miei santi predecessori <a href="https://www.vatican.va/content/vatican/it/holy-father/giovanni-xxiii.html">Giovanni XXIII</a>, <a href="https://www.vatican.va/content/vatican/it/holy-father/paolo-vi.html">Paolo VI</a> e <a href="https://www.vatican.va/content/vatican/it/holy-father/giovanni-paolo-ii.html">Giovanni Paolo II</a>. Insieme a un gran numero di profeti e martiri del secolo scorso, essi hanno compreso che, agli abissi del cuore umano e agli orrori della guerra, solo la misericordia sa rispondere con nuovi inizi. Ora, sulle spalle di questi giganti, siamo entrati in un millennio in cui dare forma spirituale, culturale, giuridica, politica, economica alla civilt&agrave; dell’amore. L’enormit&agrave; del dolore che osserviamo ci faccia cogliere la radicalit&agrave; di questa chiamata.</p> 
<p>Come il Samaritano, possiamo cambiare programma e direzione. Pi&ugrave; del Samaritano abbiamo risorse e opportunit&agrave; per dare concretezza storica alla speranza. Lui &laquo;si fece vicino, gli fasci&ograve; le ferite, versandovi olio e vino; poi lo caric&ograve; sulla sua cavalcatura, lo port&ograve; in un albergo e si prese cura di lui&raquo; (<i>Lc</i> 10,34). Noi abbiamo ugualmente da riconoscere che &laquo;la civilt&agrave; dell’amore non nasce da un gesto unico e spettacolare, ma da una somma di fedelt&agrave; piccole e tenaci, che fanno argine alla disumanizzazione&raquo; (Lett. enc. <i><a href="https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/encyclicals/documents/20260515-magnifica-humanitas.html#Costruire">Magnifica humanitas</a></i>, 213). Di questo, amici di Lampedusa, voi siete testimoni! Qui, confrontandosi con voi, si capisce meglio il nostro tempo e ognuno pu&ograve; verificare la direzione della propria vita. &laquo;Certo, non tutti hanno lo stesso potere di incidere sulla realt&agrave; […]. Eppure, nessuno &egrave; senza responsabilit&agrave;. Ognuno dispone di un proprio ambito di azione, e l&igrave; – non altrove – &egrave; chiamato a scegliere se alimentare la logica della forza (anche solo con indifferenza, cinismo, menzogna, odio), oppure custodire la logica della pace (con verit&agrave;, sobriet&agrave;, prossimit&agrave;, cura)&raquo; (<i><a href="https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/encyclicals/documents/20260515-magnifica-humanitas.html#Costruire">ibid</a>.</i>, 212).</p> 
<p>Perci&ograve;, da questo estremo lembo d’Europa nel Mare Mediterraneo, si vede meglio la chiamata epocale che il fenomeno migratorio rivolge alle societ&agrave; europee. Anche per questo aspetto – come per quelli della transizione ecologica e della promozione della pace – l’Europa possiede un potenziale unico, che le deriva dalla sua storia e dalla sua cultura, e quindi una pari responsabilit&agrave;. Per la sua posizione geografica e per il suo assetto istituzionale, l’Europa &egrave; in grado – in quest’area – di affrontare la crisi in modo organico, inserendo il primo soccorso in un piano strategico di lungo periodo, capace di accogliere, proteggere, promuovere e integrare i migranti e, nello stesso tempo, lavorando per lo sviluppo, cos&igrave; che nessuno sia costretto a emigrare. Tutto questo vigilando sul rispetto della dignit&agrave; di ogni persona. &Egrave; un compito delle istituzioni pubbliche ma anche di tutta la societ&agrave; civile e della Chiesa.</p> 
<p>Sorelle e fratelli, come <a href="https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/homilies/2026/documents/20260612-spagna-messa-tenerife.html">dicevo recentemente a Tenerife</a>, durante il <a href="https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/travels/2026/documents/spagna-6-12giugno2026.html">viaggio apostolico in Spagna</a>, anche a Lampedusa la cultura dell’accoglienza ha una vocazione turistica, che – purtroppo – pu&ograve; sentirsi minacciata dalle rotte migratorie e svilupparsi nell’indifferenza, o persino in contrapposizione ai loro aspetti drammatici. Per molti, infatti, vacanza &egrave; solo distrazione, leggerezza, spensieratezza. Allora sembra che si debba innalzare un muro invisibile fra il mare dei naufraghi e quello dei vacanzieri. Abbiate l’audacia di pensare diversamente. Poco a poco, con creativit&agrave;, riuscirete a far s&igrave; che chiunque trascorre un periodo, anche di riposo, su quest’isola, possa diventare pi&ugrave; umano misurandosi con la vostra carit&agrave;, con ci&ograve; che il mare vi ha insegnato, con gli incontri che vi hanno educato. C’&egrave; autentico riposo, infatti, dove il senso della vita &egrave; ritrovato; e vero benessere quando l’economia &egrave; giusta e fraterna. In questa economia la cura per il creato e l’amicizia sociale si saldano in una sintesi di cui l’umanit&agrave; &egrave; oggi alla ricerca.</p> 
<p>La prima Lettura ci ha ricordato che, praticando l’ospitalit&agrave;, &laquo;alcuni, senza saperlo, hanno accolto degli angeli&raquo; (<i>Eb</i> 13,2). Siate dunque, nel piccolo, profezia di ci&ograve; cui possiamo tendere insieme su grande scala. A beneficiarne sarete voi per primi e le vostre famiglie, superando le divisioni e le divergenze che solo la carit&agrave; pu&ograve; sciogliere. La parrocchia, in particolare, sia una comunit&agrave; dove, alla scuola del Vangelo, si impara insieme ad accogliere, accompagnare e integrare, in stile di comunione.</p> 
<p>Abbiamo qui, accanto all’altare, l’immagine della Madonna di Porto Salvo, patrona di Lampedusa. Sapete forse che Sant’Agostino amava descrivere la vita umana come navigazione nel mare in tempesta e il suo destino come un porto salvo e sicuro. Non lasciamoci vincere dalla paura, ma guardiamo alle fatiche quotidiane come a un tempo di opportunit&agrave; e testimonianza. La vostra fede, carissimi, sia allora intensificata da questi anni di prova e di impegno generoso. Torni questa venerata Immagine a parlarvi con la forza di un tempo, quando chi ve ne ha trasmessa la devozione si affidava all’intercessione della Vergine con radicale sincerit&agrave;. Abbiamo tutti in Dio un porto sicuro, e ogni comunit&agrave; cristiana &egrave; chiamata a esserne un riflesso sulla terra. E a voi, comunit&agrave; di Lampedusa e Linosa, non manchi mai il respiro della fede, della speranza e della carit&agrave;: “<i>O’sci&agrave;!</i>” [Saluto tipico dei Lampedusani].</p>]]></description></item><item><title><![CDATA[Visita Pastorale del Santo Padre a Lampedusa (4 luglio 2026)]]></title><pubDate>Sat, 04 Jul 2026 07:15:00 +0200</pubDate><link>https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/travels/2026/documents/lampedusa-4luglio2026.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/travels/2026/documents/lampedusa-4luglio2026.html</guid><description><![CDATA[<!-- Fri, 03 Jul 2026 10:46:30 +0200 --> <ul> 
 <li><b><a href="https://www.vatican.va/content/photogallery/it/eventi/lampedusa2026.html">Galleria fotografica</a></b></li> 
</ul> 
<p>&nbsp;</p> 
<p>ore 7,15 Partenza in auto dal Vaticano</p> 
<p>ore 7,45 Decollo dall’aeroporto di Ciampino</p> 
<p>ore 9,00 Atterraggio all’aeroporto di Lampedusa</p> 
<p>sono previsti i seguenti momenti:</p> 
<p>- sosta al Cimitero, con omaggio floreale sulle tombe</p> 
<p>- sosta alla “Porta d’Europa”</p> 
<p>- sosta al Molo Favaloro: benedizione della targa che intitola il Molo a Papa Francesco</p> 
<p>saluto ad alcuni Migranti</p> 
<p>ore 10,30&nbsp; - <a href="https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/events/event.dir.html/content/vaticanevents/it/2026/7/4/lampedusa-messa.html"><b>Celebrazione della Santa Messa</b></a></p> 
<p>sul palco &egrave; esposta l’immagine della Madonna di Portosalvo</p> 
<p>- al termine della Messa: saluti alle Autorit&agrave;, a bambini ammalati, Volontari</p> 
<p>ore 12,30 Decollo da Lampedusa</p> 
<p>ore 13,45 Atterraggio a Ciampino</p> 
<p>Rientro in Vaticano</p> 
<p>______________________________</p> 
<p><i><a href="https://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino/pubblico/2026/04/25/0342/00689.html">Bollettino della Sala Stampa della Santa Sede</a></i>, 25 aprile 2026</p>]]></description></item><item><title><![CDATA[Discorso del Santo Padre in occasione dell'accettazione della Liberty Medal of the National Constitution Center (3 luglio 2026)]]></title><pubDate>Fri, 03 Jul 2026 16:45:00 +0200</pubDate><link>https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/speeches/2026/july/documents/20260703-liberty-medal.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/speeches/2026/july/documents/20260703-liberty-medal.html</guid><description><![CDATA[<!-- Wed, 08 Jul 2026 10:50:58 +0200 --> <p><i>Cari amici</i>,</p> 
<p>&egrave; per me un onore accettare la Liberty Medal del National Constitution Center in quest’anno in cui ricorre il 250&deg; anniversario della fondazione degli Stati Uniti d’America con la firma della Dichiarazione d’Indipendenza il 4 luglio 1776. Alla vigilia di questa importante occasione, porgo un cordiale saluto a tutti coloro che si sono riuniti nel National Constitution Center di Philadelphia. Come figlio di questo grande Paese, fondato da uomini e donne coraggiosi che sognavano la libert&agrave; e un mondo migliore per se stessi e per i loro figli, mi unisco a voi nel chiedere le benedizioni di Dio sul futuro dell’America, affinch&eacute; gli alti ideali sanciti all’inizio della Dichiarazione d’Indipendenza possano continuare a guidare la prosperit&agrave; della nazione nell’unit&agrave;, nella giustizia e nella pace.</p> 
<p>Fin dalla nostra giovent&ugrave;, la maggior parte di noi ha ammirato l’eloquenza di quelle parole, con il loro forte appello alla legge della natura e al Dio della natura quale base della loro affermazione che tutti gli uomini e le donne sono creati uguali e dotati dal loro Creatore di determinati diritti inalienabili, tra i quali il diritto alla vita, la libert&agrave; e la ricerca della felicit&agrave;. Pur se espressa nel linguaggio dell’Illuminismo, quella affermazione in fondo &egrave; radicata in una comprensione della persona umana ispirata dalla grande visione biblica dell’uomo e della donna creati a immagine di Dio. Di fatto, &egrave; qui che scopriamo il fondamento della dignit&agrave; umana; una dignit&agrave; che precede l’istituzione di qualsiasi Stato e la cui custodia rappresenta il suo stesso fine.</p> 
<p>Negli ultimi duecentocinquant’anni, per tanti popoli del mondo &egrave; stata la ferma determinazione a realizzare la nobile visione dei fondatori della nazione a rendere l’America sinonimo di libert&agrave;, mentre il Paese apriva le sue porte a ondate successive di immigranti, permettendo loro e ai loro figli di fare la loro parte nel plasmare il futuro della nazione. &Egrave; stato questo stesso amore per la libert&agrave; a ispirare gli Stati Uniti, nelle ore pi&ugrave; buie dello scorso secolo, al tempo delle due guerre mondiali, a guardare oltre e, con grande sacrificio, a sostenere la causa della libert&agrave; al di l&agrave; dei propri confini.</p> 
<p>Tuttavia, come ogni Americano sa, il percorso per costruire una societ&agrave; che incarnasse quegli alti ideali di libert&agrave; e di giustizia per tutti non &egrave; stato sempre facile e, sotto molti aspetti, &egrave; ancora un lavoro in corso. Di fatto, lo sforzo per realizzare questa visione deve essere ripreso in ogni generazione e dinanzi a sfide sempre nuove. Oggi, guardando al futuro, questo storico anniversario ci offre l’opportunit&agrave; di riflettere ancora una volta sui principi fondanti della nazione, nella speranza che l’America rimanga sempre fedele al sogno che le ha fatto meritare il titolo di Paese degli uomini liberi e dimora degli uomini coraggiosi.</p> 
<p>Il primo diritto sancito dai fondatori della nazione &egrave; stato il diritto alla vita, poich&eacute; nessuno che viene privato della vita pu&ograve; godere della libert&agrave; o perseguire la felicit&agrave;. La vitalit&agrave; di un Paese &egrave; profondamente legata al valore che esso attribuisce alla vita umana in ogni forma e condizione, riconoscendo la dignit&agrave; di cui &egrave; dotata ogni persona umana in virt&ugrave; della sua stessa esistenza. Il valore inerente di ogni vita umana ha portato i nobili cuori di generazioni a rendere lode alle meravigliose opere del Creatore (cfr. <i>Sal</i> 139, 14) e rimanere in riverenza dinanzi a un dono tanto prezioso. Di fatto, &egrave; proprio questa riverenza che dobbiamo continuare a coltivare, una riverenza che smuova i cuori degli individui e ispiri leggi che riconoscano e salvaguardino questo dono dal momento del concepimento fino alla morte naturale. La riverenza, inoltre, ci aiuter&agrave; a scoprire che siamo guardiani e custodi di quanti sono affidati alle nostre cure. A tale riguardo, la grandezza morale di una nazione si manifesta, soprattutto, attraverso la sua capacit&agrave; di supportare, proteggere e apprezzare la vita di tutti, specialmente dei pi&ugrave; vulnerabili e di coloro il cui valore &egrave; messo in discussione.</p> 
<p>Dopo il diritto alla vita, era, ed &egrave;, la libert&agrave; a essere preminente tra i principi onorati dagli uomini e dalle donne che hanno cercato un nuovo inizio entro i confini di questa nazione, spesso equiparandola a una speranza prima inimmaginabile. Sebbene venga frequentemente intesa come la possibilit&agrave; di agire come si vuole, la libert&agrave; autentica &egrave; molto pi&ugrave; profonda. &Egrave; fondata sulla capacit&agrave; della persona umana di conoscere la verit&agrave; e di aderire a ci&ograve; che &egrave; bene, anche a caro prezzo: un sacrificio ben noto a molti di coloro che si sono adoperati per plasmare questo Paese. Il desiderio di verit&agrave; e di libert&agrave;, come anche la ricerca stessa della felicit&agrave;, continuano a ispirare persone di tutte le generazioni a porre domande fondamentali sul significato della vita, sul nostro fine ultimo e, in fondo, su Dio, ed &egrave; proprio dei cuori magnanimi cercare di rispondere a queste domande con sincerit&agrave;. Le risposte inevitabilmente determinano la direzione che cerchiamo di dare alla nostra vita, e l’America promuove da molto tempo la libert&agrave; religiosa necessaria per seguire in modo responsabile i dettami della coscienza a questo riguardo, senza paura n&eacute; coercizione, come sancito nel Primo Emendamento della Costituzione degli Stati Uniti.</p> 
<p>&Egrave; questa la libert&agrave; che considera sacra la sfera intima della persona, dove si formano le convinzioni e dove la coscienza pu&ograve; guidare le decisioni prese nel profondo del cuore umano. Questa stessa libert&agrave; garantisce anche il diritto di ogni persona a rendere culto secondo la propria credenza, e degli individui, delle comunit&agrave; e delle associazioni a esprimere pubblicamente la loro fede. Di fatto, la libert&agrave; religiosa ha dato vita alla tradizione americana di contemplare il dialogo interconfessionale e la cooperazione interreligiosa nel promuovere il bene pubblico e arricchire i dibattiti sulle grandi questioni morali ed etiche che sono state poste alla nazione e che hanno plasmato il corso della sua storia. &Egrave; mia speranza che questa tradizione continui a dare frutto in un dibattito pubblico caratterizzato da moderazione, rispetto per i punti di vista altrui e da uno sforzo costante per trovare un terreno comune nel promuovere la causa della pace e della riconciliazione, in patria e all’estero.</p> 
<p>Gli antenati di questo Paese, uomini e donne di origini, religioni e lingue diverse, sono stati capaci di trovare un terreno comune e la forza necessaria per inseguire un futuro migliore. I principi che hanno ispirato i fondatori dell’America, essendo radicati nella verit&agrave; della persona umana, li hanno uniti in un’unica causa, un sogno comune. L’unit&agrave; ha dato forza a quel sogno, facendo nascere, sotto Dio, gli Stati Uniti d’America. <i>E pluribus unum</i>: da molti, uno. Perch&eacute; una nazione possa prosperare, deve essere veramente unita; unita non soltanto da obiettivi legati a imprese momentanee, ma da ideali che non svaniscono col passare del tempo. Possano i principi sui quali abbiamo riflettuto oggi — una dignit&agrave; umana condivisa, l’uguaglianza e i diritti esposti nella Dichiarazione d’Indipendenza — essere sempre una fonte di questa unit&agrave; e una luce di riferimento per il momento presente e per gli anni a venire.</p> 
<p>Accettando questo premio, dunque, prego perch&eacute; il 250&deg; anniversario della fondazione di questa grande nazione sia l’occasione per rinnovare solennemente l’impegno verso questi ideali che hanno fatto dell’America un Paese che apprezza la pace e la prosperit&agrave;, un Paese caratterizzato da generosit&agrave; e nobilt&agrave; di cuore. Affido tutti voi, come anche il futuro della Nazione a Colui che &egrave; egli stesso fonte di vera libert&agrave; e di pace duratura, Colui il cui nome stesso &egrave; Pace.</p> 
<p>Dio benedica l’America! Grazie!</p> 
<p>____________________________</p> 
<p><i><a href="https://www.osservatoreromano.va/it/news/2026-07/quo-150/l-america-rimanga-fedele-al-sogno-di-un-paese-di-uomini-liberi-e.html">L'Osservatore Romano</a></i>, Edizione Quotidiana,&nbsp;Anno CLXVI n. 150,&nbsp;sabato 4 luglio 2026, p. 5.</p>]]></description></item><item><title><![CDATA[Lettera del Santo Padre, a firma del Cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin, al Vescovo di Lodi in occasione del XXVII <i>Columbanus Day</i> [Lodi, 4-5 luglio 2026] (2 luglio 2026)]]></title><pubDate>Thu, 02 Jul 2026 18:00:00 +0200</pubDate><link>https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/letters/2026/documents/20260702-lettera-columbanus-day.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/letters/2026/documents/20260702-lettera-columbanus-day.html</guid><description><![CDATA[<!-- Sun, 05 Jul 2026 17:24:20 +0200 --> <p style="text-align: right;">Dal Vaticano, 2 luglio 2026</p> 
<p><i>Eccellenza Reverendissima</i>,</p> 
<p>sono lieto di trasmettere il saluto del Santo Padre Leone XIV a Lei, agli organizzatori e ai partecipanti del <i>Columbanus Day</i>, che in questa XXVII edizione ritorna a Lodi, da dove &egrave; partito. Perci&ograve; Sua Santit&agrave; desidera anzitutto congratularsi per la perseveranza con cui tale iniziativa &egrave; stata portata avanti negli anni, coinvolgendo sempre pi&ugrave; le comunit&agrave; ecclesiali e civili intitolate a <a href="https://www.vaticannews.va/it/santo-del-giorno/11/23/san-colombano--abate.html">San Colombano</a> in Europa e promuovendo la conoscenza del grande Abate, della sua eredit&agrave; spirituale e della sua attualit&agrave; per la cultura europea.</p> 
<p>Il Sommo Pontefice apprezza in particolare il fatto che, nel nome di <a href="https://www.vaticannews.va/it/santo-del-giorno/11/23/san-colombano--abate.html">San Colombano</a> e quasi imparando da lui a non tenere per s&eacute; i doni di Dio ma a condividerli con tutti, le Giornate Colombaniane abbiano contribuito a far incontrare tante persone diverse per lingua e nazione, invitandole a riscoprire insieme i valori della tradizione cristiana per rispondere alle sfide del nostro tempo.</p> 
<p>Tra queste sfide, di massima importanza &egrave; quella della pace. Al riguardo, il Santo Padre invita ad apprendere da <a href="https://www.vaticannews.va/it/santo-del-giorno/11/23/san-colombano--abate.html">San Colombano</a> un atteggiamento indispensabile per qualsiasi cammino di riconciliazione, cio&egrave; l’atteggiamento penitenziale, con cui ci si pone davanti a Dio riconoscendo umilmente le proprie colpe, sia personalmente, sia collettivamente. In particolare, quando un conflitto &egrave; degenerato in guerra, con il tragico portato di morte e distruzione, invece di accusarsi reciprocamente occorre implorare piet&agrave; da Dio, Giudice misericordioso. Solo la piet&agrave; divina pu&ograve; infondere nei cuori la piet&agrave; umana e far s&igrave; che i nemici si tendano la mano.</p> 
<p>Con questi pensieri, ispirati dalla luminosa figura del Santo Abate, il Sommo Pontefice augura ogni bene per il <i>Columbanus Day</i> <a href="https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/travels/2026/documents/pavia-santangelo-lodigiano-20giugno2026.html">in terra lodigiana, dove recentemente si &egrave; recato</a> per rendere omaggio a <a href="https://www.causesanti.va/it/santi-e-beati/francesca-saverio-cabrini.html">Santa Francesca Saverio Cabrini</a>, e di cuore invia a quanti vi prenderanno parte l’implorata Benedizione Apostolica.</p> 
<p>Auspicando a mia volta il miglior successo per l’iniziativa, profitto della circostanza per confermarmi, con sensi di distinto ossequio,</p> 
<p style="text-align: center;">dell’Eccellenza Vostra Reverendissima<br /> dev.mo<br /> Pietro Card. Parolin<br /> <i>Segretario di Stato</i></p>]]></description></item><item><title><![CDATA[Videomessaggio "Prega con il Papa" - Luglio 2026: Per il rispetto della vita umana ]]></title><pubDate>Thu, 02 Jul 2026 15:00:00 +0200</pubDate><link>https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/prayers/documents/20260702-popesprayer-luglio.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/prayers/documents/20260702-popesprayer-luglio.html</guid><description><![CDATA[<!-- Thu, 02 Jul 2026 13:02:12 +0200 --> <p style="text-align: center;"><b>LUGLIO: Per il rispetto della vita umana</b></p> 
<p>&nbsp;</p> 
<p>Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.</p> 
<p>Signore della vita,<br /> ci hai creati per amore e ci hai chiamati a vivere in pienezza.<br /> Ogni persona &egrave; un dono sacro che riflette il tuo volto,<br /> dal primo istante della sua esistenza<br /> fino all’ultimo respiro del suo cammino sulla terra.</p> 
<p>Oggi ti chiediamo la grazia di riconoscere e custodire<br /> il valore unico e irripetibile di ogni essere umano.<br /> Insegnaci ad accogliere la vita senza condizioni,<br /> a sostenere con tenerezza la fragilit&agrave;,<br /> ad accompagnare ogni fase con rispetto<br /> e a difendere con coraggio chi non ha voce.</p> 
<p>Perdonaci, Signore,<br /> quando cadiamo nell’indifferenza o nella cultura dello scarto,<br /> quando smettiamo di vedere nell’altro un essere degno d’amore.<br /> Donaci un cuore nuovo, capace di scegliere sempre la vita,<br /> e mani generose che la proteggano con gesti concreti.</p> 
<p>Fa’ della tua Chiesa una testimonianza viva del Vangelo della vita,<br /> una casa aperta dove ogni esistenza sia celebrata,<br /> dove nessuno si senta di troppo<br /> e dove la dignit&agrave; sia sempre rispettata e custodita.</p> 
<p>Signore Ges&ugrave;,<br /> fa’ che amiamo la vita come Tu la ami:<br /> con tenerezza, fedelt&agrave; e dono di s&eacute;.<br /> Che sappiamo proclamare, con parole e gesti,<br /> che ogni vita umana merita il dono totale di noi stessi.</p> 
<p>Amen.</p> 
<p style="text-align: center;">&nbsp;__________________________</p> 
<p style="text-align: center;"><a href="https://www.popesprayer.va/it/pregaconilpapa/">Rete Mondiale di Preghiera del Papa</a>&nbsp;&nbsp;</p>]]></description></item><item><title><![CDATA[Delegazione del Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli (30 giugno 2026)]]></title><pubDate>Tue, 30 Jun 2026 09:00:00 +0200</pubDate><link>https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/speeches/2026/giugno/documents/20260630-patriarcato-costantinopoli.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/speeches/2026/giugno/documents/20260630-patriarcato-costantinopoli.html</guid><description><![CDATA[<!-- Tue, 30 Jun 2026 12:55:18 +0200 --> <p><i>Eminenza,<br /> cari fratelli in Cristo,</i></p> 
<p>Sono molto lieto di incontrarvi, dopo che ieri abbiamo celebrato insieme la festa degli Apostoli Pietro e Paolo, Patroni di questa Chiesa che &egrave; in Roma. La vostra presenza tra noi esprime la fraterna vicinanza della Chiesa sorella che &egrave; in Costantinopoli e del suo pastore e guida Sua Santit&agrave; Bartolomeo, Patriarca Ecumenico. A lui e a tutti i membri del Santo Sinodo sono vivamente grato per aver voluto inviarvi a Roma, per continuare il tradizionale scambio di visite in occasione delle feste dei Santi Patroni delle nostre rispettive Chiese.</p> 
<p>A tale proposito, &egrave; vivo in me il&nbsp; ricordo della mia partecipazione alla <a href="https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/events/event.dir.html/content/vaticanevents/it/2025/11/30/turchia-divina-liturgia.html">celebrazione di Sant’Andrea, nella Chiesa patriarcale di San Giorgio al Phanar, lo scorso 30 novembre</a>. Ricordo con gioia e riconoscenza gli incontri che ho avuto con Sua Santit&agrave; Bartolomeo, nei quali abbiamo potuto approfondire la nostra vicendevole amicizia e condividere la visione su numerose questioni, soprattutto il comune desiderio di progredire nel cammino verso la piena unit&agrave; tra tutti i cristiani.</p> 
<p>In questa prospettiva, la <a href="https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/speeches/2025/november/documents/20251128-turchia-incontro-ecumenico.html">commemorazione del 1700&deg; anniversario del Primo Concilio di Nicea</a>, tenutasi alla vigilia della festa di Sant’Andrea a &Igrave;znik, su invito del Patriarca Bartolomeo e con la presenza di rappresentanti di altre Chiese e Comunit&agrave; ecclesiali, ha rappresentato un’eloquente testimonianza della comunione gi&agrave; esistente tra tutti coloro che condividono la fede in Dio, Padre di tutti gli uomini, e confessano il Signore e Figlio di Dio Ges&ugrave; Cristo e lo Spirito Santo, che ci ispira e ci conduce alla pienezza della verit&agrave; e dell’unit&agrave;. Alla luce di quell’evento commemorativo, &egrave; apparso evidente come il Credo di Nicea debba essere la base e il criterio di riferimento di questo processo, proponendo il modello di vera unit&agrave; nella legittima diversit&agrave;: Unit&agrave; nella Trinit&agrave;, Trinit&agrave; nell’Unit&agrave; (cfr Lett. ap. <i><a href="https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/apost_letters/documents/20251123-in-unitate-fidei.html">In unitate fidei</a></i>, 12). Possa il cammino verso la celebrazione del secondo millennio della Redenzione, nel 2033, essere percorso insieme tra tutte le Confessioni cristiane del mondo, riscoprendo il dono e la chiamata ad essere testimoni del Risorto.</p> 
<p>In un’epoca caratterizzata da guerre e da una crescente polarizzazione, nonch&eacute; da divisioni culturali e sociali, i cristiani, riconciliati tra loro e concordi nella professione dell’unica fede, sono chiamati ad essere segno credibile di pace, contribuendo in modo decisivo all’impegno in tal senso di tutti gli uomini e le donne di&nbsp; buona volont&agrave;. Infatti, nell’attuale situazione &egrave; in gioco non solo la credibilit&agrave; dell’annuncio cristiano, ma il futuro stesso dell’umanit&agrave;. L’esigenza di una maggiore collaborazione tra i cristiani di fronte alle sfide odierne, quali la pace, il buon uso delle nuove tecnologie, la cura del creato, scaturisce dallo stesso Vangelo di Ges&ugrave; Cristo: infatti la responsabilit&agrave; nei confronti della vita e della dignit&agrave; di ogni essere umano, a partire dai pi&ugrave; piccoli e bisognosi, &egrave; il criterio che decide del nostro destino presente ed eterno (cfr <i>Mt</i> 25,31-46).</p> 
<p>Eminenza, cari fratelli, vi rinnovo di cuore la mia gratitudine per questa visita, come pure per l’impegno vostro personale e del Patriarcato Ecumenico in ordine a promuovere la santa causa dell’unit&agrave; dei cristiani. Vi assicuro la mia preghiera, per intercessione dei santi Apostoli Pietro e Andrea, fratelli nella carne e nella fede, e chiedo a Dio nostro Padre che ci accompagni sempre con la sua benedizione. Grazie!</p>]]></description></item><item><title><![CDATA[Angelus, 29 giugno 2026, <i>Solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo</i>]]></title><pubDate>Mon, 29 Jun 2026 12:00:00 +0200</pubDate><link>https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/angelus/2026/documents/20260629-angelus.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/angelus/2026/documents/20260629-angelus.html</guid><description><![CDATA[<!-- Mon, 29 Jun 2026 13:31:38 +0200 --> <p><i>Cari fratelli e sorelle, buongiorno!</i></p> 
<p>Celebriamo oggi la <a href="https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/events/event.dir.html/content/vaticanevents/it/2026/6/29/pietro-e-paolo.html">solennit&agrave; dei Santi Pietro e Paolo</a>, Patroni di Roma. Questa festa richiama il legame originario che unisce in comunione di fede e di carit&agrave; la Chiesa che &egrave; in Roma con tutte le altre Chiese del mondo.</p> 
<p>La testimonianza di questi due Apostoli &egrave; quasi un sigillo del Nuovo Testamento. Il sangue da loro versato in questa citt&agrave; rivela fin dove arriva l’amore di Dio che il Signore Ges&ugrave; ci ha donato. S&igrave;, &egrave; per la loro parola e il loro martirio che il Vangelo di Cristo si &egrave;, per cos&igrave; dire, radicato a Roma, manifestando proprio qui, nella capitale dell’impero, la sua capacit&agrave; di rinnovamento: una nuova conoscenza di Dio e dell’infinita dignit&agrave; di ogni essere umano, una nuova esperienza della forza, non come dominio, ma come servizio alla vita.</p> 
<p>Anche oggi il Signore, morto e risorto per amore, si fa presente nei suoi testimoni, raggiunge i centri e le periferie, le capitali e le regioni pi&ugrave; remote con le voci, i volti, le scelte coraggiose di chi ha risposto al suo invito: “Seguimi!”. Cos&igrave;, questo giorno di festa ci coinvolge nella missione di Pietro e Paolo, cio&egrave; nella missione di Ges&ugrave; stesso. Dio si fida di noi, che siamo dei peccatori perdonati da Lui, di noi che non siamo perfetti, affinch&eacute; brilli nelle nostre storie la sua grazia, si riveli la sua forza che cambia il male in bene.</p> 
<p>Carissimi, forse Pietro e Paolo non avrebbero potuto essere pi&ugrave; diversi l’uno dall’altro. Diversi per provenienza, per formazione, per carattere; non soltanto prima, ma anche dopo essere stati chiamati, e il loro unico Signore non li ha uniformati. Il Vangelo &egrave; compreso e annunciato da ognuno di loro con uno specifico accento; e lo Spirito Santo, ispirando gli autori biblici, ha voluto che non fossero nascoste le loro divergenze, che in effetti ci vengono narrate come una buona notizia. Nel collegio degli Apostoli, Pietro e Paolo non furono per&ograve; avversari. Al contrario, divennero quasi il simbolo di molte altre diversit&agrave; che l’unico Spirito compone in unit&agrave;. Cos&igrave;, i Patroni della Chiesa di Roma hanno vissuto il travaglio della comunione, l’hanno conosciuta, servita e annunciata come sacramento della vita divina. La loro testimonianza ha contribuito in modo determinante a far s&igrave; che la presenza cristiana nella storia sia tesa non al dominio, ma al servizio, all’unit&agrave; e alla riconciliazione.</p> 
<p>Ci doni il Signore, per l’intercessione dei Santi Pietro e Paolo, di apprezzare sempre pi&ugrave; la cattolicit&agrave; della Chiesa, di riconoscerne il valore a servizio dell’incontro fraterno tra le persone e i popoli, di evitare ci&ograve; che logora o lede la comunione, di perseverare nel cammino ecumenico e nel dialogo attento e franco con tutti.</p> 
<p>Maria, Regina degli Apostoli, protegga sempre il Popolo di Dio, a Roma e nel mondo intero.</p> 
<p>__________________________</p> 
<p><b>Dopo l'Angelus</b></p> 
<p><i>Cari fratelli e sorelle!</i></p> 
<p>Oggi si celebra la Giornata dell’<a href="https://www.obolodisanpietro.va/it.html" target="_blank">Obolo di San Pietro</a>. Ringrazio di cuore quanti con il loro dono sostengono il mio ministero di Successore di Pietro. Continuiamo a camminare insieme nella fede e nella comunione.</p> 
<p>Nella festa dei nostri Santi Patroni, rivolgo i miei auguri ai romani e a tutti coloro che vivono in questa citt&agrave;. Un pensiero, accompagnato dalla preghiera, rivolgo specialmente ai malati, alle persone sole, ai carcerati. Ringrazio i parroci e tutti i sacerdoti, le religiose e i religiosi che lavorano a Roma, perch&eacute; con la loro presenza e il loro servizio quotidiano mantengono vivo il suo grande cuore cristiano.</p> 
<p>Saluto i volontari delle Pro Loco d’Italia che hanno realizzato l’Infiorata in Via della Conciliazione e Piazza Pio XII. Grazie e complimenti! Come pure ringrazio quanti organizzano la “Girandola di Castel Sant’Angelo”, che quest’anno sar&agrave; dedicata a San Francesco e al suo Cantico delle creature. Sono lieto inoltre di accogliere due Confraternite: quella spagnola di Nuestra Se&ntilde;ora del Carmen del Camino de Zamora, e quella degli Agonizzanti, di Artena.</p> 
<p>Saluto le persone senza fissa dimora che oggi sono in Piazza San Pietro per distribuire “L’Osservatore di strada”, supplemento de “L’Osservatore Romano”. Grazie e auguri a chi porta avanti questo giornale!</p> 
<p>E buona festa a tutti!</p>]]></description></item><item><title><![CDATA[Lettera del Santo Padre al Rev.do Don Davide Pagliarani, Superiore Generale della Fraternità Sacerdotale San Pio X (29 giugno 2026)]]></title><pubDate>Mon, 29 Jun 2026 10:00:00 +0200</pubDate><link>https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/letters/2026/documents/20260629-lettera-fraternita-sanpiox.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/letters/2026/documents/20260629-lettera-fraternita-sanpiox.html</guid><description><![CDATA[<!-- Tue, 30 Jun 2026 09:57:00 +0200 --> <p style="text-align: center;">Al Reverendo<br /> Don Davide Pagliarani<br /> Superiore Generale<br /> della Fraternit&agrave; Sacerdotale San Pio X</p> 
<p>Con animo paterno desidero rivolgermi a Lei e, per mezzo Suo, ai vescovi, ai sacerdoti, ai seminaristi e ai fedeli legati alla Fraternit&agrave; Sacerdotale San Pio X, consapevole della responsabilit&agrave; che il Signore mi ha affidato come Successore dell’Apostolo Pietro.</p> 
<p>La Chiesa riconosce l’attaccamento alla vita liturgica, l’impegno nella formazione sacerdotale, lo zelo apostolico e il desiderio di fedelt&agrave; alla Tradizione che caratterizzano molte persone e comunit&agrave; legate a codesta Fraternit&agrave;. Ci&ograve; ha motivato l’atteggiamento di attenzione e di benevolenza che i miei Predecessori vi hanno costantemente manifestato.</p> 
<p>Con questo spirito, e colmo di affetto cristiano, vi prego e vi chiedo con tutto il cuore: tornate sui vostri passi! Vi esorto a considerare attentamente il bene spirituale dei fedeli, perch&eacute; l’atto scismatico che compireste li priverebbe della ricezione lecita e in taluni casi persino valida dei Sacramenti che essi amano e cercano per la propria santificazione.</p> 
<p>La Chiesa &egrave; disponibile a un percorso di dialogo e di intesa che lo Spirito Santo pu&ograve; rendere possibile e fecondo.</p> 
<p>Prego per voi, perch&eacute; lacerare la Tunica inconsutile di Cristo &egrave; un peccato di estrema gravit&agrave;. Il Signore illumini le vostre coscienze e risvegli i vostri cuori. Per l’autorit&agrave; ricevuta da Cristo, con animo addolorato, ma ancora pieno di speranza, sento il dovere di chiedervi di desistere dal vostro intento e affido queste intenzioni al Cuore Immacolato di Maria, Madre del Buon Consiglio.</p> 
<p><i>Dal Vaticano, 29 giugno 2026<br /> Solennit&agrave; dei Santi Apostoli Pietro e Paolo</i></p> 
<p>&nbsp;</p> 
<p style="text-align: center;">&nbsp;LEONE PP. XIV</p>]]></description></item><item><title><![CDATA[Santi Pietro e Paolo, apostoli – Santa Messa con la benedizione e l’imposizione dei Palli ai nuovi Arcivescovi Metropoliti (29 giugno 2026)]]></title><pubDate>Mon, 29 Jun 2026 09:30:00 +0200</pubDate><link>https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/homilies/2026/documents/20260629-pietro-e-paolo.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/homilies/2026/documents/20260629-pietro-e-paolo.html</guid><description><![CDATA[<!-- Mon, 29 Jun 2026 10:39:21 +0200 --> <p><i>Cari fratelli e sorelle,</i></p> 
<p>oggi, in un’unica Solennit&agrave;, ricordiamo i Santi Pietro e Paolo, Patroni della Citt&agrave; e della Diocesi di Roma: l’uno scelto da Ges&ugrave; come pastore del suo gregge e l’altro eletto come apostolo delle genti. In loro veneriamo due colonne della Chiesa.</p> 
<p>Pietro, custode del Popolo di Dio, molte volte nel Nuovo Testamento ci appare impegnato a conservare la comunione tra i fratelli. &Egrave; lui che, sul lago di Galilea, dopo una notte di lavoro apparentemente inutile, dice al Maestro: &laquo;Non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getter&ograve; le reti&raquo; (<i>Lc</i> 5,5), e riprende il largo portando anche gli altri con s&eacute;. &Egrave; ancora lui che, mentre molti si allontanano dal Signore dopo il duro discorso sul Pane di vita, dice al Messia: &laquo;Da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna&raquo; (<i>Gv</i> 6,68), e rimane, insieme agli altri undici. &Egrave; sempre lui che a Cesarea riconosce in Ges&ugrave; il Figlio di Dio e si fa voce di tutti nella professione dell’unica fede, come abbiamo sentito nel Vangelo (cfr <i>Mt </i>16,13-19). Anche dopo la Risurrezione, sulle rive del lago, &egrave; il primo a raggiungere il Cristo, gettandosi in acqua e precedendo gli altri, a nuoto, per rinnovare umilmente il suo amore e ricevere la conferma della sua missione (cfr <i>Gv</i> 21,1-17).</p> 
<p>E a tale missione Pietro rimane fedele, anche quando, ad esempio, a Gerusalemme, la questione dell’ammissione al Battesimo dei pagani non circoncisi rischia di spaccare la comunit&agrave;. Egli riunisce i fratelli, li ascolta e alla fine, guidato dallo Spirito Santo, prende la decisione, conservando la comunione e inaugurando una stagione nuova per l’intero Popolo di Dio: &laquo;Crediamo – afferma – che per la grazia del Signore Ges&ugrave; siamo salvati […] come loro&raquo; (<i>At</i> 15,11).</p> 
<p>Questa grandezza d’animo non vuol dire che Pietro sia perfetto. Durante la Passione rinnega il Maestro, per poi piangere sincere lacrime di pentimento (<i>Lc</i> 22,54-62); e Paolo stesso, in circostanze diverse, gli rimprovera l’incoerenza di alcuni suoi comportamenti (cfr <i>Gal</i> 2,11-14). Sa per&ograve; riconoscere i propri sbagli e ravvedersi, senza scoraggiarsi e senza venir meno alla missione di annunciare il Vangelo e radunare il gregge di Cristo, fino al martirio, che subisce proprio qui, a Roma, non lontano dal luogo in cui ci troviamo.</p> 
<p>Questa fedele e paziente sollecitudine per l’unit&agrave; &egrave; ben espressa dal simbolo delle chiavi, con cui spesso lo identifichiamo (cfr <i>Mt</i> 16,19). Una chiave infatti non abbatte le porte, ma le apre e le chiude, ricercando al loro interno le leve giuste e accompagnandone i movimenti, perch&eacute; i blocchi si sciolgano, i paletti scorrano e i battenti ruotino liberamente sui cardini, unendo gli ambienti e facendo di tante stanze isolate un’unica casa accogliente. Allo stesso modo la comunione, nella Chiesa, non si costruisce irrigidendosi sulle proprie posizioni, ma ricercando, nei cuori di tutti, i punti di incontro nella Verit&agrave;, alla cui sola luce ciascuno diventa per l’altro strumento di crescita.</p> 
<p>Potremmo leggere in questa prospettiva il compito affidato dal Signore a Pietro e ai suoi Successori, a beneficio di tutto il Popolo santo di Dio: ascoltare, con il suo aiuto, le voci di ciascuno, discernere le ispirazioni, condurre i cammini, correggere gli errori, istruire, incoraggiare, esortare e accompagnare i fratelli affinch&eacute;, docili all’azione del medesimo Spirito (cfr <i>1Cor</i> 12,1-11), cooperino alla salvezza gli uni degli altri e dell’intera umanit&agrave;. L’esempio di Pietro, per&ograve;, &egrave; un invito anche per ogni cristiano a farsi costruttore di unit&agrave;, mettendo Dio al centro della propria esistenza e rendendosi vicino ai fratelli, attento alle loro vicende e ai loro bisogni (cfr Francesco, <i><a href="https://www.vatican.va/content/francesco/it/audiences/2024/documents/20241009-udienza-generale.html">Catechesi</a></i>, 9 ottobre 2024), per vivere con loro nella carit&agrave; e cos&igrave; &laquo;portare a compimento l’annuncio del Vangelo&raquo; (cfr <i>2Tm</i> 4,17).</p> 
<p>&Egrave; questo anche l’insegnamento di Paolo, l’altro grande Apostolo che oggi celebriamo, annunciatore instancabile della Buona Notizia. Anche lui ha dei simboli distintivi: il libro e la spada, strettamente uniti tra loro. Lo spiega bene l’autore della Lettera agli Ebrei, che scrive: &laquo;La parola di Dio &egrave; viva, efficace e pi&ugrave; tagliente di ogni spada a doppio taglio&raquo;, capace di penetrare &laquo;fino al punto di divisione dell’anima e dello spirito&raquo; e di discernere &laquo;i sentimenti e i pensieri del cuore&raquo; (cfr Eb 4,12).</p> 
<p>&Egrave; ci&ograve; che Dio ha operato nel cuore del giovane Saulo, conquistandolo (cfr <i>Fil</i> 3,12) e portandolo prima a convertirsi al Vangelo, assumendo un nome nuovo, poi ad annunciarlo in tutto il mondo e infine a testimoniarlo, come Pietro, in questa stessa citt&agrave;, fino al dono della vita. L’Apostolo delle genti si &egrave; lasciato trasformare dalla potenza della Parola di Dio, che lo ha sottratto alla violenza per condurlo sulla via dell’amore.</p> 
<p>Sant’Agostino, commentando la sua conversione e la sua missione, diceva: &laquo;Mentre andava [a Damasco] con il cuore fremente di minacce e di stragi, fu chiamato per nome e gettato a terra dalla voce celeste (cfr <i>At</i> 9,1-7), cio&egrave; dal Verbo che lo chiamava&raquo; (<i>Sermo 299/A augm.</i>, 6). E aggiungeva: &laquo;Dio prese il persecutore della Chiesa e ne fece un messaggero di pace. Gli perdon&ograve; tutti i peccati e lo colloc&ograve; in un ministero dove egli avrebbe potuto perdonare i peccati altrui&raquo; (<i>ibid</i>.).</p> 
<p>Carissimi, per noi &egrave; importante, oggi, guardare a questi due Santi – Pietro e Paolo – per capire come essere a nostra volta apostoli e costruttori di unit&agrave;, servitori generosi della verit&agrave; nella carit&agrave;. &Egrave; con questo spirito che ci accingiamo a vivere il rito antico e suggestivo della consegna dei pallii agli Arcivescovi Metropoliti. Queste fasce di lana bianca ornate da croci esprimono infatti l’impegno di ogni Pastore – ma anche di ogni cristiano – a prendere sulle proprie spalle i fratelli e le sorelle che gli sono affidati, come altrettanti agnelli del gregge del Signore, e a sacrificare per loro energie, tempo, fatica, e anche la vita, perch&eacute; a tutti giunga il Vangelo e il mondo intero trovi in esso armonia e concordia (cfr Conc. Ecum. Vat. II, Cost. past. <i><a href="https://www.vatican.va/archive/hist_councils/ii_vatican_council/documents/vat-ii_const_19651207_gaudium-et-spes_it.html">Gaudium et spes</a></i>, 38).</p> 
<p>Con questi sentimenti, ho la gioia di rivolgere il mio cordiale saluto ai membri della Delegazione del Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli, inviata dal carissimo fratello Sua Santit&agrave; Bartolomeo e guidata da Sua Eminenza Emmanuel, Metropolita di Calcedonia.</p> 
<p>Preghiamo i Santi Pietro e Paolo, perch&eacute; ci sostengano nel cammino della comunione sulle orme del Salvatore. &Egrave; la strada che Lui ha tracciato, ci&ograve; per cui ha pregato il Padre nell’ultima Cena (cfr <i>Gv</i> 17,21-23), la meta alla quale ci ha insegnato ad anelare con fiduciosa speranza (cfr Benedetto XVI, <i><a href="https://www.vatican.va/content/benedict-xvi/it/homilies/2012/documents/hf_ben-xvi_hom_20120629_pallio.html">Omelia nella Messa con imposizione del pallio ai nuovi Metropoliti</a></i>, 29 giugno 2012).</p>]]></description></item><item><title><![CDATA[Angelus, 28 giugno 2026]]></title><pubDate>Sun, 28 Jun 2026 12:00:00 +0200</pubDate><link>https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/angelus/2026/documents/20260628-angelus.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/angelus/2026/documents/20260628-angelus.html</guid><description><![CDATA[<!-- Sun, 28 Jun 2026 12:20:01 +0200 --> <p><i>Fratelli e sorelle, buona domenica!</i></p> 
<p>Anche nel Vangelo di oggi (<i>Mt</i> 10,37-42), ascoltiamo alcune esortazioni di Ges&ugrave; per vivere la sequela ed essere testimoni del suo Regno. Non si tratta di qualche atto esteriore, ma di impegnare tutto noi stessi in una relazione d’amore con Lui. E per portare frutto, l’amore richiede almeno tre cose: il <i>distacco</i>, la <i>perdita</i> e l’<i>accoglienza</i>.</p> 
<p>Anzitutto il <i>distacco</i>. Ges&ugrave; dice: &laquo;Chi ama padre o madre pi&ugrave; di me, non &egrave; degno di me; chi ama figlio o figlia pi&ugrave; di me, non &egrave; degno di me&raquo; (v. 37). Nel momento in cui inizia a inviare in missione i suoi apostoli, il Signore li vuole liberi da qualsiasi legame. Ma per tutti vale il fatto che anche gli affetti pi&ugrave; importanti trovano la loro pienezza &nbsp;grazie all’amore che Cristo ci dona. Pensiamo, ad esempio, alla vita matrimoniale: si pu&ograve; viverla pienamente solo “lasciando” la casa dei genitori (cfr <i>Mt</i> 19,6) per impegnarsi nella relazione coniugale. Pensiamo anche alla crescita dei figli: li si aiuta a realizzarsi e ad essere felici educandoli a “camminare con le loro gambe” e a compiere le loro scelte. Dice Sant’Agostino: &laquo;&Egrave; doloroso il distacco da ci&ograve; che ami. Ma anche l’agricoltore perde temporaneamente ci&ograve; che semina&raquo; (<i>Discorso</i> 330, 2). Solo “perdendo” quel seme, gettato nel terreno, potr&agrave; vederlo fiorire.</p> 
<p>In questo senso, l’amore &egrave; anche <i>perdita</i>. Ci riesce difficile comprenderlo, specialmente in un mondo in cui perdere sembra essere una debolezza e si &egrave; ossessionati dall’avere e dal possedere. L’amore, per&ograve;, porta frutto solo nel donarsi: quando siamo disposti a perdere un po’ del nostro io per fare spazio all’altro, a perdere un po’ di tempo per ascoltare un amico, a perdere un po’ di comodit&agrave; per condividere una situazione di disagio. Chi trattiene la vita solo per s&eacute; stesso – dice il Vangelo – in realt&agrave; la perde (cfr v. 39), perch&eacute; essa non si apre alla gioia dell’amore e diventa sterile. Per questo Ges&ugrave; ci invita ad abbracciare la Croce: Egli si &egrave; offerto, ha perduto s&eacute; stesso e, proprio cos&igrave;, noi abbiamo potuto ricevere la sua vita in abbondanza. Allo stesso modo, se viviamo nella logica del dono, anche noi saremo capaci di generare vita nuova nelle nostre relazioni.</p> 
<p>Infine, <i>l’accoglienza</i>. L’amore, infatti, si esprime in scelte e azioni concrete, in un impegno fatto di piccoli gesti quotidiani, come quello di offrire un bicchiere d’acqua a chi ha sete (cfr v. 42). Ges&ugrave;, inviando i suoi discepoli davanti a s&eacute;, chiede loro di andare senza provviste, cio&egrave; di essere bisognosi, perch&eacute; in questo modo potranno suscitare accoglienza in coloro che incontreranno. E cos&igrave;, accogliendo chi viene nel nome di Ges&ugrave;, si accoglie Lui e il Padre celeste che lo ha mandato. L’amore per il Signore passa sempre attraverso l’accoglienza dei fratelli.</p> 
<p>Carissimi, preghiamo la Vergine Maria, che ha amato il suo Figlio sapendolo anche perdere: ci aiuti lei ad essere testimoni umili e gioiosi dell’amore di Cristo.</p> 
<p>__________________________</p> 
<p><b>Dopo l'Angelus</b></p> 
<p>Cari fratelli e sorelle,</p> 
<p>deseo expresar mi cercan&iacute;a a las hermanas y hermanos venezolanos afectados por los recientes terremotos que provocaron numerosas v&iacute;ctimas y heridos, as&iacute; como ingentes da&ntilde;os materiales. Mientras ruego al Se&ntilde;or por el eterno descanso de los fallecidos, renuevo mi cercan&iacute;a espiritual a sus familiares, a los lesionados y a quienes han sido golpeados por esta tragedia. As&iacute; mismo, manifiesto mi gratitud y aliento a cuantos trabajan con generosidad en las labores de b&uacute;squeda y de asistencia.</p> 
<p>Ed ora do il benvenuto a tutti voi, romani e pellegrini: vi ringrazio,&nbsp; perch&eacute; siete venuti con questo caldo!</p> 
<p>Saluto i fedeli della Diocesi di Kumba in Camerun e quelli di vari altri Paesi.</p> 
<p>Saluto i giovani religiosi Camilliani; i gruppi parrocchiali di Priolo Gargallo, Avola, Regalbuto e Bari; gli scout di Rovereto e i ragazzi di Mestrino, diocesi di Padova, che hanno ricevuto la Comunione e la Cresima.</p> 
<p>A tutti auguro una buona domenica! Arrivederci a domani per la solennit&agrave; dei Santi Pietro e Paolo.<u></u></p>]]></description></item><item><title><![CDATA[Concistoro straordinario (27 giugno 2026)]]></title><pubDate>Sat, 27 Jun 2026 17:30:00 +0200</pubDate><link>https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/speeches/2026/giugno/documents/20260627-concistoro-straordinario.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/speeches/2026/giugno/documents/20260627-concistoro-straordinario.html</guid><description><![CDATA[<!-- Sat, 27 Jun 2026 19:55:33 +0200 --> <p>Prima di entrare nella riflessione conclusiva, desidero esprimere la nostra vicinanza, mia e di tutto il Collegio Cardinalizio, alla popolazione del Venezuela, duramente colpita dal violento terremoto di questi giorni. Assicuriamo la nostra preghiera per le vittime, per le loro famiglie e per quanti soffrono le conseguenze di questa tragedia. Affidiamo al Signore anche tutti coloro che sono impegnati nei soccorsi e chiediamo che non venga meno la solidariet&agrave; delle comunit&agrave; internazionali verso quella cara Nazione.</p> 
<p>Cari Fratelli Cardinali, giungiamo adesso al termine di questi giorni con un sentimento di profonda gratitudine. Vi ringrazio per la libert&agrave;, la fraternit&agrave; e il senso ecclesiale con cui avete preso parte ai nostri lavori. Porto con me non soltanto il contenuto delle vostre riflessioni, ma anche l’esperienza che le ha rese possibili. In questi giorni abbiamo cercato insieme la volont&agrave; del Signore, nella convinzione che Cristo continua a operare nella sua Chiesa: &egrave; Lui che ci precede, ci raduna, parla attraverso i fratelli e ci conduce nella missione. Tutto nasce da Lui e tutto ritorna a Lui. Per questo, vedere Cardinali provenienti da Chiese, culture e situazioni cos&igrave; diverse ascoltarsi reciprocamente e cercare insieme ci&ograve; che meglio serve il Vangelo &egrave; stato per me motivo di consolazione, di speranza.</p> 
<p>Abbiamo iniziato questi giorni lasciandoci guidare dall’immagine del buon Samaritano: un uomo che si ferma davanti al fratello ferito, si lascia commuovere nelle viscere e se ne prende cura. Vorrei ora congedarci con un’altra icona evangelica: quella dei discepoli di Emmaus. Anche loro camminano segnati dalla tristezza e dalla delusione, ma il Signore si fa loro compagno di strada, ascolta le loro domande, apre le Scritture, fa ardere il loro cuore e trasforma il loro cammino. Mi piace pensare che anche quanto abbiamo vissuto in questi giorni abbia qualcosa di questa esperienza: abbiamo camminato insieme, ci siamo ascoltati reciprocamente e, se abbiamo lasciato spazio al Signore, Egli ha nuovamente acceso nei nostri cuori la speranza e ci rimanda ora alle nostre Chiese per riprendere il cammino con uno sguardo nuovo.</p> 
<p>La riflessione conclusiva sul cammino sinodale ci ha aiutato a rileggere quanto abbiamo vissuto in questi giorni. Mi sembra che la domanda della sinodalit&agrave; non sia anzitutto: <i>“Chi ha il potere di decidere?”</i>. La domanda &egrave; pi&ugrave; profonda: <i>“Come custodiamo insieme il dono che il Signore ha affidato alla sua Chiesa?”</i>. Quando questa domanda diventa il centro del nostro discernimento, anche le questioni dell’autorit&agrave;, della corresponsabilit&agrave; e delle decisioni trovano il loro giusto posto, illuminate dalla missione e dalla comune fedelt&agrave; al Vangelo. Cos&igrave;, desidero affidarvi ancora una volta il cammino di attuazione del Sinodo. Vi chiedo di accompagnarlo con convinzione nelle Chiese che servite, favorendone una comprensione autentica e incoraggiando tutti a prendervi parte: si tratta di aiutare le nostre Chiese a crescere in uno stile sempre pi&ugrave; evangelico.</p> 
<p>Mi raccomando, come abbiamo sentito dal Card. Grech, la sinodalit&agrave; non &egrave; un insieme di riunioni, n&eacute; un metodo di lavoro. &Egrave; uno stile spirituale. Nasce dall’incontro, cresce nell’ascolto e matura nel discernimento. La vera domanda non &egrave; quante conversazioni sapremo organizzare, ma quale qualit&agrave; evangelica avranno i nostri incontri. Quando ci ascoltiamo con umilt&agrave; e libert&agrave;, lasciando spazio allo Spirito, le nostre conversazioni non rimangono uno scambio di idee, ma diventano un luogo di conversione, nel quale cresciamo insieme nella fedelt&agrave; al Signore.</p> 
<p>Ripensando alle conversazioni di questi giorni, porto anzitutto con me lo sguardo con cui avete contemplato il mondo nella prima sessione. Molti di voi hanno raccontato le sofferenze provocate dalle guerre, dalle violenze, dalle povert&agrave; e dalle tante ingiustizie che segnano la vita dei popoli. Non vi siete fermati per&ograve; a descriverle. Dietro questi drammi avete riconosciuto una sofferenza ancora pi&ugrave; profonda: la solitudine, la crisi delle relazioni, la perdita della speranza, la difficolt&agrave; di riconoscersi reciprocamente come fratelli e sorelle. &Egrave; uno sguardo che non distoglie gli occhi dalle ferite del mondo, ma ne cerca le radici, riconoscendo, spesso nascoste dentro di esse, una rinnovata domanda di senso, di autenticit&agrave;, di spiritualit&agrave; e di comunit&agrave;. Molti cercano oggi speranza e relazioni vere.</p> 
<p>Mi ha colpito, in particolare, il modo con cui avete parlato dei giovani. Nelle loro domande, ma anche nella sofferenza che talvolta li conduce fino alla disperazione – e a volte fino alla disperazione estrema di togliersi la vita – avete riconosciuto una delle ferite pi&ugrave; profonde del nostro tempo. Ma avete saputo riconoscervi anche l’azione dello Spirito. La loro ricerca di autenticit&agrave;, di relazioni vere e di senso ci ricorda che il Vangelo continua a incontrare le attese pi&ugrave; profonde del cuore umano. Ascoltare loro e le loro famiglie con umilt&agrave; &egrave; anche una via attraverso la quale il Signore continua a convertire la Chiesa.</p> 
<p>Molti di voi hanno ricordato anche la famiglia. L&agrave; dove essa &egrave; sostenuta e accompagnata, cresce una scuola di relazioni, di solidariet&agrave; e di speranza; l&agrave; dove &egrave; ferita o isolata, tutta la societ&agrave; ne porta le conseguenze. A ottobre avremo un incontro con i capi delle Chiese orientali e i presidenti delle Conferenze episcopali per valutare i passi fatti dopo <i>Amoris laetita</i>. Parteciperanno anche alcune famiglie che condividono le esperienze. La loro presenza &egrave; essenziale, per&ograve; spero che tutti coloro che verranno si preparino ascoltando da vicino e portando l’esperienza delle famiglie delle loro Chiese.</p> 
<p>Avete cos&igrave; cercato di ascoltare ci&ograve; che le ferite del mondo rivelano del cuore dell’uomo. &Egrave; proprio l&igrave;, nel cuore, che si decide anche la pace. Prima di manifestarsi nella storia, la guerra nasce dentro di noi, quando il sospetto prende il posto della fiducia, la paura della speranza e l’altro viene percepito come una minaccia. Ma &egrave; nello stesso cuore che Cristo continua a incontrarci, a parlare e a convertirci. Da un cuore riconciliato possono nascere parole disarmate, relazioni nuove e una pace capace di raggiungere anche i popoli.</p> 
<p>La seconda sessione ci ha condotti a fare un passo ulteriore. Mi sembra che abbiate colto con grande chiarezza una delle intuizioni della <i><a href="https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/encyclicals/documents/20260515-magnifica-humanitas.html">Magnifica humanitas</a></i>: la guerra non &egrave; soltanto un conflitto tra gli Stati. Nasce molto prima, da una cultura della potenza che attraversa il nostro modo di pensare, di vivere le relazioni, di esercitare il potere, di usare l’economia, la tecnologia e perfino la religione. Se questa &egrave; la radice della crisi, la risposta domanda di ricostruire una cultura della cooperazione e del dialogo, capace di dare nuova forza anche al multilateralismo, perch&eacute; i popoli imparino nuovamente a cercare insieme il bene comune dell’intera famiglia umana. In questo cammino il contributo dei fedeli laici impegnati nella vita pubblica &egrave; essenziale: hanno bisogno della vicinanza e del sostegno della comunit&agrave; ecclesiale per vivere la “carit&agrave; politica” che avete ricordato. La stessa cultura della cooperazione cresce attraverso il dialogo ecumenico e interreligioso, che non attenua la nostra identit&agrave; cristiana, ma la rende capace di servire insieme il bene comune e la pace.</p> 
<p>Ho trovato poi particolarmente prezioso il modo con cui alcuni di voi hanno affrontato il tema della risposta nonviolenta di fronte alle molte forme di violenza. Essa &egrave; una forma profondamente evangelica di abitare la storia, frutto della contemplazione del modo di agire di Ges&ugrave;. Non consiste nella rinuncia al conflitto n&eacute; in un atteggiamento passivo, ma nello scegliere di affrontarlo senza riprodurne la logica. Essa non rinuncia alla verit&agrave; n&eacute; tace il male, ma rifiuta di difenderla con la violenza e di trasformare l’altro in un nemico: comincia disarmando se stessi. Essa rivela cos&igrave; la logica della Pasqua, nella quale l’amore si manifesta pi&ugrave; forte dell’odio e il perdono spezza la spirale della vendetta. &Egrave; questa la forza del Crocifisso risorto: una forza che non distrugge il nemico, ma rende possibile ritrovare un fratello.</p> 
<p>In questa prospettiva, diversi gruppi hanno sottolineato l’opportunit&agrave; di proseguire l’approfondimento del tema della legittima difesa alla luce delle profonde trasformazioni intervenute nella natura dei conflitti contemporanei. Questa riflessione merita di essere ulteriormente sviluppata con il necessario rigore teologico e pastorale.</p> 
<p>Ho accolto con particolare interesse anche la vostra insistenza sulla Dottrina sociale della Chiesa. Avete espresso il desiderio che diventi sempre pi&ugrave; patrimonio vivo delle nostre comunit&agrave;, criterio ordinario di formazione delle coscienze e di discernimento pastorale. Essa non offre soluzioni precostituite, ma educa la Chiesa a un modo evangelico di abitare la realt&agrave;, interpretarla e orientare responsabilmente l’azione.</p> 
<p>Mi ha colpito anche un’altra convergenza. Molti di voi hanno osservato che oggi il bene comune non &egrave; semplicemente un obiettivo da perseguire: &egrave; una realt&agrave; da riscoprire insieme. Viviamo un tempo nel quale diventa difficile perfino riconoscere ci&ograve; che &egrave; veramente bene per tutti. Per questo, radicata in Cristo, la Chiesa &egrave; chiamata a custodire luoghi di incontro, di ascolto e di dialogo nei quali possa maturare una rinnovata cultura del bene comune. Questo domanda anche un paziente lavoro educativo, che aiuti a riconoscere la dignit&agrave; inviolabile di ogni persona e la responsabilit&agrave; che ci lega gli uni agli altri. In questo cammino, i poveri non sono soltanto destinatari della nostra cura, ma protagonisti della speranza che Dio continua a suscitare nella storia.</p> 
<p>Da molte delle vostre riflessioni &egrave; emersa con forza anche un’altra convinzione. Mentre ci interrogavamo sulle responsabilit&agrave; della Chiesa nel mondo di oggi, avete richiamato continuamente l’importanza della testimonianza, della prossimit&agrave;, della formazione delle coscienze e della costruzione di comunit&agrave; fraterne e credibili. Questa testimonianza nasce dall’incontro con Cristo, dalla sua Parola e dai Sacramenti, nei quali il Signore sostiene il suo popolo e lo rende capace di servire il mondo con la forza del Vangelo. La Chiesa &egrave; chiamata a diventare sempre pi&ugrave; ci&ograve; che proclama. &Egrave; su questo fondamento che anche le necessarie riforme delle strutture, delle istituzioni, dei processi possono portare frutto.</p> 
<p>Cos&igrave;, questi giorni rafforzano la mia speranza. Non soltanto per ci&ograve; che abbiamo condiviso, ma per il modo in cui lo abbiamo fatto. In un tempo segnato dalla polarizzazione, anche il modo con cui la Chiesa ascolta e dialoga diventa parte del suo annuncio. Se sapremo continuare a cercare insieme la volont&agrave; del Signore, lasciandoci guidare dallo Spirito Santo, sono certo che la nostra comunione diventer&agrave; sempre pi&ugrave; feconda per la missione della Chiesa e per il servizio all’intera famiglia umana.</p> 
<p>Credo che, poco alla volta, stiamo riscoprendo il significato pi&ugrave; autentico del Concistoro: il radunarsi del Collegio dei Cardinali attorno al Successore di Pietro perch&eacute;, nell’ascolto reciproco e nel discernimento comune, lo Spirito Santo aiuti il Papa a guidare la Chiesa. Non un parlamento, non un congresso nel quale prevalgono opinioni o interessi, ma un’esperienza di comunione al servizio della missione. Quello che impariamo a vivere in questi giorni non riguarda soltanto il Collegio Cardinalizio. &Egrave; uno stile che siamo chiamati a promuovere in tutta la Chiesa, perch&eacute; ogni battezzato, secondo la propria vocazione e responsabilit&agrave;, partecipi alla costruzione della civilt&agrave; dell’amore e al servizio del bene comune. Come vi ho gi&agrave; anticipato, desidero proseguire questo appuntamento annuale anche a partire dal prossimo anno. Non ho ancora fissato la data: conto di comunicarvela verso la fine di questo anno.</p> 
<p>Questo Concistoro &egrave; stato un momento prezioso, ma non deve rimanere un appuntamento isolato. In tutta la Chiesa desideriamo promuovere spazi nei quali il Popolo di Dio possa ascoltarsi, pregare, discernere e camminare insieme. &Egrave; questa l’anima del percorso di attuazione del Sinodo. Sar&agrave; questo anche lo spirito del prossimo incontro dedicato ad <i>Amoris laetitia</i> e di molte altre iniziative che il Signore ci chieder&agrave; di vivere. Ci&ograve; che conta non &egrave; moltiplicare gli incontri, ma imparare a vivere incontri nei quali, ascoltandoci reciprocamente, impariamo insieme ad ascoltare il Signore.</p> 
<p>Prima di concludere desidero accogliere l’appello unanime che &egrave; salito da questo Concistoro e farlo mio. Anzi, vorrei che lo facessimo insieme, attraverso queste parole. Diciamolo ai nostri confratelli Vescovi, alle Chiese affidate al nostro ministero e a tutti i popoli della terra: Dio desidera la pace per ogni nazione e per ogni popolo. Per questo non dobbiamo rassegnarci alla violenza. La violenza non avr&agrave; l’ultima parola. Dio continua ad aprire nella storia cammini di riconciliazione e di pace. Abbiamo la responsabilit&agrave; di percorrerli con coraggio e di aiutare il mondo a riconoscerli.</p> 
<p>Fratelli vi ringrazio di cuore per il vostro contributo, come pure i relatori, i moderatori e tutti coloro che, con generosit&agrave; e discrezione, hanno reso possibile queste giornate di lavoro e di fraternit&agrave;. Grazie per avermi aiutato, ancora una volta, a riconoscere l’opera che Cristo continua a compiere in mezzo al suo popolo e nel mondo. Affidiamo i frutti di questo Concistoro all’intercessione della Vergine Maria, Madre della Chiesa. Ci insegni a custodire l’unit&agrave; nella diversit&agrave; e a servire il Vangelo della pace con umilt&agrave;, coraggio e speranza. Grazie!</p>]]></description></item><item><title><![CDATA[Concistoro straordinario: Sessione di apertura (26 giugno 2026)]]></title><pubDate>Fri, 26 Jun 2026 09:30:00 +0200</pubDate><link>https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/speeches/2026/giugno/documents/20260626-concistoro-straordinario.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/speeches/2026/giugno/documents/20260626-concistoro-straordinario.html</guid><description><![CDATA[<!-- Fri, 26 Jun 2026 18:34:01 +0200 --> <p><i>Cari Fratelli Cardinali,</i></p> 
<p>vi do il benvenuto e vi ringrazio di cuore per avere accolto ancora una volta il mio invito. La vostra presenza manifesta la sollecitudine per tutta la Chiesa che condividiamo nel servizio al Popolo di Dio e alla missione affidataci dal Signore.</p> 
<p><a href="https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/speeches/2026/january/documents/20260107-concistoro-straordinario.html">Nel Concistoro dello scorso gennaio</a> avevo espresso un desiderio semplice: che questi incontri ci aiutassero a imparare sempre pi&ugrave; a &laquo;lavorare insieme nel servizio della Chiesa&raquo; e a proseguire &laquo;una conversazione che mi aiuti nel servizio della missione di tutta la Chiesa&raquo;. Non erano soltanto parole introduttive. Continuo a pensare che questa sia una delle responsabilit&agrave; pi&ugrave; importanti affidate al Collegio Cardinalizio. Anche noi, come tutta la Chiesa, impariamo camminando. La comunione non &egrave; mai un risultato acquisito una volta per tutte: rimane una conversione quotidiana, che prende forma nella preghiera, e attraverso atteggiamenti concreti, relazioni di fiducia e disponibilit&agrave; ad ascoltarci reciprocamente.</p> 
<p>In questi mesi ho avuto modo di ricordare pi&ugrave; volte che siamo chiamati a essere costruttori della comunione di Cristo, una comunione che prende forma in una Chiesa sinodale nella quale tutti cooperano alla medesima missione, ciascuno secondo il proprio carisma e il proprio ministero.</p> 
<p>Come dicevo alla Curia Romana, questa comunione &laquo;si costruisce, pi&ugrave; che con le parole e i documenti, mediante gesti e atteggiamenti concreti che devono manifestarsi nel nostro quotidiano, anche nell’ambito lavorativo&raquo; (<i><a href="https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/speeches/2025/december/documents/20251222-curia-romana.html">Discorso alla Curia Romana per gli auguri natalizi</a></i>, 22 dicembre 2025). Non siamo custodi di interessi particolari, ma, &laquo;discepoli e testimoni del Regno di Dio, chiamati ad essere in Cristo lievito di fraternit&agrave; universale&raquo; (<i><a href="https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/speeches/2025/december/documents/20251222-curia-romana.html">Ivi</a></i>).</p> 
<p>Per questo motivo ho desiderato che il nostro lavoro si concentrasse su quattro temi tra loro profondamente collegati.</p> 
<p>Anzitutto siamo invitati a contemplare il mondo nel quale la Chiesa &egrave; chiamata ad annunciare il Vangelo. Prima di domandarci che cosa fare, occorre sostare davanti alla realt&agrave;, guardandola con gli occhi della fede e lasciandoci interrogare dall’ascolto dei fratelli. Come ho ricordato poche settimane fa, &laquo;Ges&ugrave; cammina per le strade, attraversa le piazze, visita i nostri quartieri, abita i luoghi della nostra vita quotidiana, come il Dio vicino che cammina con il suo popolo, come il Signore della storia&raquo; (<a href="https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/homilies/2026/documents/20260607-spagna-messa-madrid.html"><i>Omelia in&nbsp;“Plaza de Cibeles”</i></a>, Madrid, 7 giugno 2026). E anche oggi il Signore continua a precederci nella storia, e la Chiesa &egrave; chiamata anzitutto a riconoscere la sua presenza.</p> 
<p>Successivamente rifletteremo insieme sulla cultura della potenza e sulla civilt&agrave; dell’amore. Molti di voi provengono da terre segnate dalla guerra, dalla violenza, dalla polarizzazione sociale o religiosa. Ma nessuno di noi &egrave; estraneo alle molte forme di conflitto, di sopraffazione e di frattura che attraversano oggi le nostre societ&agrave;. Per questo il discernimento che siamo chiamati a compiere riguarda tutti e interpella la missione della Chiesa in ogni contesto. L’Enciclica&nbsp;<i><a href="https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/encyclicals/documents/20260515-magnifica-humanitas.html">Magnifica humanitas</a></i>&nbsp;ci offre alcune chiavi preziose per leggere questo tempo. Mi interessa soprattutto ascoltare come queste pagine risuonano nelle vostre Chiese, quali interrogativi suscitano, quali prospettive aprono, quali passi suggeriscono. Una enciclica continua infatti il suo cammino quando viene accolta, interpretata e incarnata nella vita concreta delle Chiese.</p> 
<p>La terza sessione approfondir&agrave; ancora la&nbsp;<i><a href="https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/encyclicals/documents/20260515-magnifica-humanitas.html">Magnifica humanitas</a></i>, interrogandosi sul contributo che la Chiesa pu&ograve; offrire alla costruzione del bene comune. Viviamo in un tempo nel quale cresce la tentazione della frammentazione e prevalgono facilmente interessi particolari. La Dottrina sociale della Chiesa ci ricorda che il bene comune non nasce spontaneamente, ma domanda responsabilit&agrave; condivise. Per la Chiesa questo assume una forma ben precisa: uno stile sinodale al servizio della missione del Regno. Lo ricorda l’Enciclica&nbsp;<a href="https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/encyclicals/documents/20260515-magnifica-humanitas.html#Una_verifica_"><i>Magnifica humanitas</i>&nbsp;al n. 86</a>, aggiungendo che questo richiede attenzione al modo in cui si prendono le decisioni e si esercitano le responsabilit&agrave;, nella trasparenza, nella valutazione e nella corresponsabilit&agrave;.</p> 
<p>Infine, dedicheremo una sessione al cammino di attuazione del Sinodo. Questa ultima sessione non apre un tema nuovo, ma raccoglie e mette in relazione quanto avremo condiviso nelle sessioni precedenti. Di fronte alle ferite del mondo, alla costruzione del bene comune e alla missione della Chiesa, la sinodalit&agrave; indica un modo di procedere: ascoltare, discernere e assumere insieme la responsabilit&agrave; delle scelte che il Signore ci affida. La sinodalit&agrave; non &egrave; anzitutto un insieme di procedure; come ho avuto modo di dire pi&ugrave; volte, la sinodalit&agrave; &egrave; un atteggiamento, un’apertura, una disponibilit&agrave; a comprendere. Talvolta essa &egrave; stata interpretata come una diminuzione dell’autorit&agrave;. In realt&agrave; essa ci aiuta a comprendere pi&ugrave; profondamente il significato dell’autorit&agrave; stessa, che esiste per custodire la comunione, favorire la partecipazione di tutti e orientare il cammino comune della Chiesa.</p> 
<p>Queste quattro sessioni trovano la loro unit&agrave; nella prospettiva missionaria che abbiamo condiviso nell’ultimo Concistoro e che ho richiamato nella lettera dello scorso aprile. Non siamo qui anzitutto per riflettere sulla vita interna della Chiesa.</p> 
<p>Tutti i temi che affronteremo — lo sguardo sul mondo, la pace, il bene comune, la sinodalit&agrave; — convergono in un’unica domanda: come possiamo aiutare oggi le nostre Chiese ad annunciare il Vangelo con maggiore fedelt&agrave;, libert&agrave; e credibilit&agrave;? La missione non &egrave; uno dei molti compiti della Chiesa. &Egrave; la sua ragione di esistere e, proprio per questo, diventa anche il criterio che orienta il nostro discernimento. Quando impariamo ad ascoltarci, a portare insieme le responsabilit&agrave;, a riconoscere l’azione dello Spirito nelle diverse Chiese, non stiamo soltanto migliorando il nostro modo di lavorare: stiamo diventando una Chiesa pi&ugrave; capace di incontrare gli uomini e le donne del nostro tempo e di testimoniare loro la gioia del Vangelo.</p> 
<p>Per questo desidero chiedervi un aiuto particolare. Il ministero che il Signore mi ha affidato non pu&ograve; essere vissuto da solo. Esso ha bisogno della vostra esperienza, della vostra sapienza pastorale, della vostra conoscenza delle Chiese e dei popoli che vi sono affidati. Conto su di voi perch&eacute; mi aiutiate a discernere ci&ograve; che lo Spirito dice oggi alla Chiesa. Ho bisogno del vostro appoggio: forte, esplicito e pubblico. Ho bisogno di sentirmi sostenuto da voi come da fratelli.</p> 
<p>Vi chiedo cos&igrave; di accompagnarmi non soltanto in questi giorni di lavoro, ma anche nel servizio quotidiano alla comunione della Chiesa universale. Aiutatemi ad ascoltare ci&ograve; che emerge nelle Chiese, a riconoscere i segni di speranza che spesso crescono nel silenzio, ma anche a non ignorare le fatiche, le incomprensioni e le resistenze che possono rallentare il cammino. Ho bisogno della vostra libert&agrave;, della vostra franchezza e della vostra lealt&agrave;. Un consiglio sincero &egrave; sempre un atto di comunione.</p> 
<p>Vi chiedo inoltre di sostenere, ciascuno nella propria Chiesa e nel proprio ministero, questo stile di discernimento ecclesiale. So che esso richiede pazienza e talvolta suscita interrogativi. Tuttavia sono convinto che il Signore ci stia insegnando una maniera pi&ugrave; evangelica di vivere insieme la responsabilit&agrave; che ci ha affidato. Anche da questo dipende la credibilit&agrave; della nostra testimonianza e la fecondit&agrave; della nostra missione.</p> 
<p>Desidero perci&ograve; incoraggiarvi a vivere con convinzione il lavoro nei gruppi. So bene che, per molti di noi, non &egrave; il modo abituale di svolgere un Concistoro. Eppure anche questo fa parte del cammino lungo il quale il Signore ci sta conducendo. Naturalmente rimarr&agrave; spazio anche per gli interventi personali e, come sempre, ciascuno potr&agrave; farmi pervenire liberamente osservazioni o riflessioni riservate. Ma vi chiedo di entrare con fiducia in questo esercizio ecclesiale. Anche noi impariamo la sinodalit&agrave; praticandola, impariamo insieme a crescere nella comunione. Vi ringrazio fin d’ora per la vostra disponibilit&agrave;, per la vostra libert&agrave; interiore e per il vostro amore alla Chiesa.</p> 
<p>Affidiamo questi giorni allo Spirito Santo, perch&eacute; ci renda docili alla sua voce e ci conceda la grazia di cercare insieme ci&ograve; che meglio serve il Vangelo e il bene del Popolo di Dio.</p> 
<p>Grazie.</p>]]></description></item><item><title><![CDATA[Concistoro straordinario: Messa con i Cardinali (26 giugno 2026)]]></title><pubDate>Fri, 26 Jun 2026 07:30:00 +0200</pubDate><link>https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/homilies/2026/documents/20260626-messa-concistoro.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/homilies/2026/documents/20260626-messa-concistoro.html</guid><description><![CDATA[<!-- Fri, 26 Jun 2026 09:05:16 +0200 --> <p><i>Carissimi fratelli,</i></p> 
<p>ci siamo radunati attorno all’altare del Signore, presso la tomba di San Pietro, per iniziare il&nbsp;<a href="https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/events/event.dir.html/content/vaticanevents/it/2026/6/26/concistoro-straordinario.html">Concistoro</a>. Veniamo a celebrare questa Eucaristia provenendo da ogni parte del mondo: insieme alla nostra vita, offriamo dunque a Dio le comunit&agrave; e i popoli che portiamo nel cuore, cos&igrave; come i progetti e le esperienze pastorali, liete e faticose.</p> 
<p>Questa variet&agrave; di affetti e di pensieri ora si concentra: trova cio&egrave; quel centro luminoso, che &egrave; Cristo. Egli stesso, in persona, si rivolge a noi dicendo: &laquo;Io sono la vite vera&raquo; (<i>Gv</i>&nbsp;15,1). Mediante Ges&ugrave;, la grazia e la verit&agrave; fluiscono nella nostra vita (cfr&nbsp;<i>Gv</i>&nbsp;1,17), rinnovandoci intimamente: questi doni divini sono la linfa feconda anche del Concistoro che oggi inauguriamo. &Egrave; il Vangelo stesso a preparare la condizione affinch&eacute; sia fruttuoso: &laquo;Rimanete in me e io in voi&raquo; (<i>Gv</i>&nbsp;15,4). Da un lato, il Maestro ci avverte cos&igrave; che &laquo;senza di me non potete far nulla&raquo; (v. 5), dall’altro vuole che i suoi discepoli portino &laquo;molto frutto&raquo; (v. 8). S&igrave;, molto: la grazia di Dio non produce in chi la accoglie una crescita stentata, ma uno sviluppo rigoglioso. Il Verbo eterno, infatti, si &egrave; fatto uomo perch&eacute; tutti &laquo;abbiano la vita, e l’abbiano in abbondanza&raquo; (<i>Gv</i>&nbsp;10,10). Iniziata nella fede, questa vita viene persino rafforzata dalla prova della potatura, perch&eacute; coltivata dalla premura del Padre.</p> 
<p>Mentre dunque chiediamo a Dio di concederci forza e sapienza, &egrave; significativo che il nostro Concistoro avvenga alla vigilia della solennit&agrave; dei santi Apostoli Pietro e Paolo. Sostiamo insieme in questa memoria, che ricorda le colonne della Chiesa cattolica e romana, i due missionari martiri la cui predicazione fece tutt’uno con la loro vita, al punto da diventare parte delle Sacre Scritture.</p> 
<p>Ascoltando oggi le parole di san Paolo ai Corinzi, possiamo notare la felice consonanza con quelle del Vangelo. I diversi carismi, infatti, i ministeri e le attivit&agrave; ecclesiali sono come i tralci dell’unica vite, cio&egrave; del solo Signore (cf&nbsp;<i>1Cor</i>&nbsp;12,4-6) che infonde lo Spirito Santo nella sua Chiesa. A questa organica unit&agrave; corrisponde il criterio che fa buoni e gustosi tutti quei servizi ecclesiali: il criterio del bene comune (cfr v. 7).</p> 
<p>Carissimi, dalla Parola di Dio che abbiamo ascoltato vorrei trarre alcune indicazioni per il nostro discernimento di questi giorni.</p> 
<p>In primo luogo, l’esempio dei santi Pietro e Paolo ci incoraggia a condividere&nbsp;<i>nella fede la vera libert&agrave;</i>. Difatti, proprio la relazione con il Signore Ges&ugrave; ci libera dal peccato e dalla paura: mentre chiama a seguirlo, Egli stesso ci invia nel mondo come successori degli Apostoli. Annunciare il Vangelo, celebrare i Sacramenti e dedicarci al gregge del Signore si attua e porta frutto nella misura del nostro credere in Lui, Pastore buono. La fede &egrave; quella virt&ugrave;, mai scontata, che d&agrave; vita alla Chiesa, perch&eacute; corrisponde alla grazia che nutre i tralci dell’unica vite. La Chiesa viva &egrave; la Chiesa che crede, per il dono dello Spirito Santo riversato nei nostri cuori: questa Chiesa porta molto frutto. Come dunque la grazia divina precede la libert&agrave; umana, cos&igrave; la fede della Chiesa precede la nostra e chiede di essere testimoniata con ardore. Questa missione ha Cristo per principio e fine: con le parole del salmista, &laquo;annunciate di giorno in giorno la sua salvezza. In mezzo alle genti narrate la sua gloria&raquo; (<i>Sal</i>&nbsp;96, 2-3).</p> 
<p>In secondo luogo, chiediamo&nbsp;<i>il dono della pace nell’unit&agrave;</i>. Mentre invitiamo tutti i popoli alla fede, nella quale siamo davvero liberi, tensioni internazionali e conflitti feriscono gravemente la famiglia umana. Tuttavia, non mancano, anzi, si moltiplicano nella Chiesa e nel mondo iniziative ed esperienze che richiamano al rispetto della dignit&agrave; umana, della giustizia, del diritto, semplicemente dell’umano. Questo &egrave; motivo di speranza, perch&eacute; attesta la bellezza dell’opera di Dio, il quale ci ha creati a sua immagine e somiglianza, come segno della sua gloria nel mondo. Quando questo segno viene ferito, tutti siamo feriti. Quando &egrave; corrotto, tutti ne soffriamo. Quando &egrave; ucciso, tutti ci sentiamo lacerati. Perci&ograve; la guerra non &egrave; mai degna dell’uomo, e non &egrave; mai benedetta da Dio, perch&eacute; il Creatore ci ha dotati di intelligenza e volont&agrave; per risolvere i conflitti da esseri umani e non da bestie, magari dotate di armi iper-tecnologiche. L’unit&agrave; della famiglia umana precede i singoli popoli e Stati. Non si tratta solo di un dato biologico: &egrave; un principio etico. La pace &egrave; un dovere di giustizia perch&eacute; siamo un’unica famiglia umana, una&nbsp;<i>magnifica humanitas</i>&nbsp;che trova in Cristo il proprio Capo e Redentore.</p> 
<p>Riflettendo sull’<a href="https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/encyclicals/documents/20260515-magnifica-humanitas.html">Enciclica</a>&nbsp;che ho promulgato il 15 maggio scorso, occorre perci&ograve; proseguire nel cammino tracciato da&nbsp;<a href="https://www.vatican.va/content/vatican/it/holy-father/paolo-vi.html">San Paolo VI</a>: quando&nbsp;egli &laquo;introdusse l’espressione “civilt&agrave; dell’amore”,&nbsp;il mondo era segnato dalla Guerra fredda, dalla corsa agli armamenti e da forti squilibri economici. In quel contesto, la Chiesa indicava una via alternativa all’opposizione ideologica tra sistemi, immaginando un ordine sociale in cui giustizia e carit&agrave; si intrecciano&raquo;&nbsp;(Lett. enc.&nbsp;<i><a href="https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/encyclicals/documents/20260515-magnifica-humanitas.html#era_digitale">Magnifica humanitas</a></i>, 186. Cfr&nbsp;S. Paolo VI,&nbsp;<i><a href="https://www.vatican.va/content/paul-vi/it/angelus/1970/documents/hf_p-vi_reg_19700517.html">Regina Caeli</a></i>, 17 maggio 1970). &Egrave; cos&igrave;, infatti, che la testimonianza cristiana diventa profezia di un mondo nuovo, evangelizzazione e servizio, progetto culturale e sociale che promuove integralmente lo sviluppo umano. Mentre annuncia il Vangelo, tra gioie e persecuzioni, la Chiesa non &egrave; mai di parte: &egrave; per tutti, e a ciascuno rivolge l’identica parola di conversione e di salvezza.</p> 
<p>In terzo luogo, gustiamo oggi e sempre&nbsp;<i>la concordia nell’obbedienza</i>, cio&egrave; nell’ascolto che riconosce il dono del Verbo, fatto carne per noi. Attraverso questo esercizio, lo Spirito Santo ci orienta, indicando Egli stesso problemi e opportunit&agrave; pastorali, purificando le intenzioni e correggendo ci&ograve; che devia dal cammino comune. L’attuazione del Sinodo, per la quale ci stiamo impegnando, invita tutti a procedere nell’unit&agrave; della fede, nella promozione della pace, nell’obbedienza alla Parola vivente, che &egrave; Ges&ugrave;. In questa luce &laquo;gli enormi e rapidi cambiamenti culturali richiedono che prestiamo una costante attenzione per cercare di esprimere le verit&agrave; di sempre in un linguaggio che consenta di riconoscere la sua permanente novit&agrave;&raquo; (Francesco, Esort. ap.&nbsp;<a href="https://www.vatican.va/content/francesco/it/apost_exhortations/documents/papa-francesco_esortazione-ap_20131124_evangelii-gaudium.html#IV.%E2%80%82La_missione_che_si_incarna_nei_limiti_umani"><i>Evangelii gaudium</i>,</a>&nbsp;41). L’unico Verbo, fatto uomo, si esprime difatti in tutte le lingue: il Cristo morto e risorto &egrave; la vite vera, che porta frutto mediante tutte le culture che i cristiani trasformano dall’interno. Cos&igrave;, mentre appassiscono le ideologie del mondo, lo Spirito Santo fa fiorire nella Chiesa l’intesa fraterna, la carit&agrave;, lo slancio missionario.</p> 
<p>Lavorando insieme, la nostra collegialit&agrave; fa sintesi della sinodalit&agrave; alla quale tutti i battezzati partecipano, nell’unit&agrave; del popolo di Dio. Sinodalit&agrave; e collegialit&agrave; sono infatti forme della fraternit&agrave; cristiana, che ci lega come battezzati e come vescovi. Perci&ograve; l’aiuto che potrete darmi, nell’esercizio del ministero petrino, trova in me chi chiede, non chi comanda. L’autorit&agrave; del primato, infatti, &egrave; propria di chi ascolta e solo perci&ograve; guida, di chi apprende e solo perci&ograve; insegna, sempre alla sequela dell’unico Maestro. L’intercessione dei Santi Apostoli Pietro e Paolo ci accompagni in questo appassionante cammino.</p>]]></description></item><item><title><![CDATA[Membri della Federazione Italiana Nuoto (25 giugno 2026)]]></title><pubDate>Thu, 25 Jun 2026 12:00:00 +0200</pubDate><link>https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/speeches/2026/giugno/documents/20260625-fin.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/speeches/2026/giugno/documents/20260625-fin.html</guid><description><![CDATA[<!-- Thu, 25 Jun 2026 13:04:41 +0200 --> <p>Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.</p> 
<p>La pace sia con voi!</p> 
<p><i>Cari fratelli e sorelle, buongiorno e benvenuti!</i></p> 
<p>&Egrave; con gioia che incontro tutti voi, Dirigenti della Federazione Italiana Nuoto, atleti e membri delle delegazioni partecipanti agli Internazionali di Nuoto – 62&deg; Trofeo Sette Colli.</p> 
<p>Lo sport, quando ben vissuto, &egrave; medicina per il corpo e per lo spirito. Integra le diverse componenti della persona e le indirizza a valori molto importanti, come l’impegno, la solidariet&agrave;, l’onest&agrave;. Nell’attivit&agrave; sportiva, specialmente quella svolta a livelli agonistici, l’essere umano esercita la forza di volont&agrave;, ma lo fa nella misura in cui &egrave; motivato. E qui si distingue la qualit&agrave; dello sportivo: dalla qualit&agrave; delle sue motivazioni.</p> 
<p>Lo sport &egrave; anche un’opportunit&agrave; di crescita spirituale. E il nuoto, in questo, ha qualcosa di speciale. Infatti si pratica immersi in un elemento, l’acqua, che avvolge la persona. Questo richiama simbolicamente un aspetto che ci costituisce, fin dal grembo di nostra madre: vivere significa imparare a muoversi in armonia con gli altri e con l’ambiente che ci circonda. Per noi cristiani, poi, l’acqua &egrave; simbolo del Battesimo e della vita nuova in Cristo.</p> 
<p>C’&egrave;, per&ograve;, un altro motivo per cui mi rallegro della vostra presenza. Tutti voi, infatti, provenienti da Paesi diversi, vi siete riuniti qui, animati dalla stessa passione e dagli stessi valori, al di l&agrave; di ogni differenza di lingua, di nazionalit&agrave;, di cultura. Questo fatto, tipico delle manifestazioni sportive internazionali, offre un segno di speranza, un segno del mondo che vogliamo; offre un apporto all’incontro pacifico tra i popoli e alla fraternit&agrave;.</p> 
<p>Perci&ograve; vi incoraggio a continuare a praticare e diffondere i valori dello sport. Perch&eacute; l’et&agrave; dell’agonismo passa, ma quei valori restano! Vi affido all’intercessione di&nbsp;<a href="https://www.causesanti.va/it/santi-e-beati/pier-giorgio-frassati.html">San Pier Giorgio Frassati</a> – un giovane sportivo, che amava tanto la montagna – e di cuore benedico tutti voi e i vostri cari.<b> </b>Grazie!</p>]]></description></item><item><title><![CDATA[Chirografo del Santo Padre con il quale si approva il nuovo Statuto dell’Autorità di Supervisione e Informazione Finanziaria (ASIF) (25 giugno 2026)]]></title><pubDate>Thu, 25 Jun 2026 12:00:00 +0200</pubDate><link>https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/letters/2026/documents/20260625-chirografo-asif.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/letters/2026/documents/20260625-chirografo-asif.html</guid><description><![CDATA[<!-- Tue, 30 Jun 2026 11:03:33 +0200 --> <p>La trasparenza, l’integrit&agrave; e la responsabilit&agrave; nell’ambito delle attivit&agrave; economiche e finanziarie costituiscono degli elementi imprescindibili della buona amministrazione e del servizio al bene comune che devono caratterizzare le Istituzioni della Santa Sede e dello Stato della Citt&agrave; del Vaticano. Proprio per questo, la Santa Sede si &egrave; impegnata, con continuit&agrave; e determinazione, al progressivo rafforzamento del proprio assetto normativo e istituzionale, sviluppando un sistema organico di prevenzione, vigilanza e controllo fondato sui principi di legalit&agrave;, trasparenza, proporzionalit&agrave; e cooperazione con le controparti internazionali.</p> 
<p>Tale impegno si &egrave; tradotto, nel corso degli anni, nell’adozione di una disciplina sempre pi&ugrave; articolata per la prevenzione e il contrasto del riciclaggio dei proventi di attivit&agrave; criminose, del finanziamento del terrorismo e della proliferazione delle armi di distruzione di massa, nonch&eacute; nel costante perfezionamento dei meccanismi di vigilanza delle entit&agrave; che svolgono attivit&agrave; di natura finanziaria. Parimenti, &egrave; stata sviluppata una normativa sempre pi&ugrave; strutturata per assicurare la sostenibilit&agrave;, nonch&eacute; la sana e prudente gestione, degli enti che svolgono professionalmente attivit&agrave; di natura finanziaria, nel rispetto sia dell’unicit&agrave; della missione ad essi affidata sia dei pi&ugrave; rigorosi parametri internazionali di riferimento.</p> 
<p>La Santa Sede intende proseguire con convinzione su questo cammino, promuovendo un ordinamento che, in armonia con i pi&ugrave; elevati parametri internazionali e nel rispetto delle proprie peculiarit&agrave; istituzionali, possa contribuire attivamente all’integrit&agrave; e alla sicurezza del sistema finanziario internazionale.</p> 
<p>In tale contesto, l’<a href="https://www.asif.va/ITA/Home.aspx">Autorit&agrave; di Supervisione e Informazione Finanziaria (ASIF)</a> riveste un ruolo di primaria importanza quale Autorit&agrave; competente, a norma dell’ordinamento vigente, per la vigilanza, la regolamentazione e supervisione, informazione finanziaria.</p> 
<p>Con Chirografo del 5 dicembre 2020, il mio venerato Predecessore ha approvato il vigente Statuto dell’ASIF, consolidando il percorso di sviluppo istituzionale gi&agrave; avviato negli anni precedenti. Successivamente, la Costituzione Apostolica <i><a href="https://www.vatican.va/content/francesco/it/apost_constitutions/documents/20220319-costituzione-ap-praedicate-evangelium.html">Praedicate Evangelium</a>,</i> del 19 marzo 2022, ha confermato il ruolo strategico dell’Autorit&agrave; nell’ambito del sistema economico e finanziario della Santa Sede. In seguito, la Legge n. DCXIV, del 7 novembre 2023, ha rafforzato ulteriormente il quadro giuridico in materia aggiornando la Legge n. XVIII dell’8 ottobre 2013 in materia di trasparenza, vigilanza e informazione finanziaria. Da ultimo, il <a href="https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/motu_proprio/documents/20251123-regolamento-personale-curia-romana.html">Regolamento del Personale della Curia Romana del 23 novembre 2025</a> ha introdotto una nuova disciplina concernente il personale degli Organismi della Curia Romana e delle Istituzioni collegate con la Santa Sede, rendendo opportuno l’adeguamento delle disposizioni statutarie relative all’organizzazione interna dell’Autorit&agrave;.</p> 
<p>Alla luce di questi sviluppi normativi, nonch&eacute; dell’esperienza maturata dall’Autorit&agrave; nell’esercizio delle proprie attribuzioni e della costante evoluzione dei parametri internazionali di riferimento, appare opportuno procedere all’aggiornamento dello Statuto dell’ASIF, affinch&eacute; essa possa continuare a svolgere le funzioni ad essa affidate con la massima efficacia e contribuire, con rinnovato vigore, alla trasparenza, integrit&agrave;, stabilit&agrave; e sicurezza del sistema economico-finanziario della Santa Sede e dello Stato della Citt&agrave; del Vaticano.</p> 
<p>Pertanto, ordino che il presente Chirografo e l’annesso Statuto siano promulgati mediante pubblicazione su <i>L’Osservatore Romano</i> ed entrino in vigore il giorno stesso della loro pubblicazione, per essere successivamente inseriti negli <i>Acta Apostolicae Sedis</i>.</p> 
<p>Quanto stabilito con il presente Chirografo abbia immediato, pieno e stabile vigore, nonostante qualsiasi disposizione contraria, anche se degna di speciale menzione.</p> 
<p><i>Dal Vaticano, 25 giugno 2026, secondo del Pontificato.</i></p> 
<p>&nbsp;</p> 
<p style="text-align: center;">LEONE PP. XIV</p> 
<p style="text-align: center;">______________________________________</p> 
<p style="text-align: center;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;<b>&nbsp; <br /> <a name="STATUTO"></a>STATUTO<br /> DELL’AUTORIT&Agrave; DI SUPERVISIONE E INFORMAZIONE FINANZIARIA</b></p> 
<p>&nbsp;</p> 
<p style="text-align: center;"><b>TITOLO I</b></p> 
<p style="text-align: center;"><b>Articolo 1 </b>- <i>Natura e sede</i></p> 
<p>1. L’Autorit&agrave; di Supervisione e Informazione Finanziaria (“Autorit&agrave;”) &egrave; una Istituzione collegata con la Santa Sede.</p> 
<p>2. L’Autorit&agrave; &egrave; dotata di personalit&agrave; giuridica canonica pubblica e personalit&agrave; giuridica civile.</p> 
<p>3. L’Autorit&agrave; ha sede nello Stato della Citt&agrave; del Vaticano.</p> 
<p>&nbsp;</p> 
<p style="text-align: center;"><b>Articolo 2 </b>- <i>Funzioni</i></p> 
<p>1. L’Autorit&agrave;, cui &egrave; assicurata piena autonomia ed indipendenza per l’adempimento delle proprie funzioni istituzionali, ha competenza esclusiva per:</p> 
<p>(a) la vigilanza e regolamentazione ai fini della prevenzione e del contrasto del riciclaggio, del finanziamento del terrorismo e del finanziamento della proliferazione delle armi di distruzione di massa;</p> 
<p>(b) l’informazione finanziaria, comprese la ricezione delle segnalazioni di attivit&agrave; sospetta, l’analisi operativa, l’analisi strategica, la collaborazione interna ed internazionale, la disseminazione spontanea e su richiesta;</p> 
<p>(c) la vigilanza e regolamentazione prudenziale degli enti che svolgono professionalmente attivit&agrave; di natura finanziaria.</p> 
<p>2. Nell’attuare le proprie competenze di natura regolamentare, l’Autorit&agrave; adotta regolamenti, istruzioni e linee guida.</p> 
<p>3. L’Autorit&agrave; fornisce supporto alle altre Autorit&agrave; Pubbliche della Santa Sede e dello Stato della Citt&agrave; del Vaticano nell’ambito della prevenzione e del contrasto del riciclaggio, del finanziamento del terrorismo e finanziamento della proliferazione delle armi di distruzione di massa, nonch&eacute; dei relativi reati presupposti.</p> 
<p>4. L’Autorit&agrave; pu&ograve; servire da sistema di risoluzione alternativa delle controversie che possono sorgere tra gli utenti e gli enti che svolgono professionalmente attivit&agrave; di natura finanziaria in materia di operazioni e servizi di natura finanziaria.</p> 
<p>5. Nei casi stabiliti dall’ordinamento, l’Autorit&agrave; irroga, o propone al Presidente del Governatorato dello Stato della Citt&agrave; del Vaticano l’irrogazione di, sanzioni amministrative.</p> 
<p>&nbsp;</p> 
<p style="text-align: center;"><b>Articolo 3 </b>- <i>Obblighi di rendicontazione</i></p> 
<p>1. L’Autorit&agrave; trasmette un rapporto annuale sulle proprie attivit&agrave; al Consiglio per l’Economia, con copia al Presidente del Comitato di Sicurezza Finanziaria.</p> 
<p>2. Il Consiglio per l’Economia pu&ograve; richiedere all’Autorit&agrave; delle relazioni periodiche sulle attivit&agrave; da essa svolte, nel rispetto della sua autonomia operativa e dei parametri internazionali sulla riservatezza nell’ambito della vigilanza e dell’informazione finanziaria.</p> 
<p>3. L’Autorit&agrave;, in conformit&agrave; alle regole di contabilit&agrave; vigenti, sottopone il proprio bilancio preventivo e consuntivo direttamente all’approvazione del Consiglio per l’Economia.</p> 
<p>4. L’Autorit&agrave; pubblica un rapporto annuale sul proprio sito istituzionale.</p> 
<p>&nbsp;</p> 
<p style="text-align: center;"><b>Articolo 4</b>&nbsp;- <i>Risorse finanziarie</i></p> 
<p>1. L’Autorit&agrave; &egrave; dotata di risorse adeguate alle sue funzioni istituzionali, nei limiti stabiliti dal bilancio preventivo.</p> 
<p>2. L’Autorit&agrave; riceve la propria dotazione annuale di funzionamento dall’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica, dal Governatorato dello Stato della Citt&agrave; del Vaticano e dagli enti che svolgono professionalmente attivit&agrave; di natura finanziaria. Il Consiglio per l’Economia determina il contributo di ciascuno.</p> 
<p>3. Le risorse finanziarie annualmente attribuite all’Autorit&agrave; sono utilizzate in autonomia, secondo criteri di sana gestione finanziaria, senza necessit&agrave; di ulteriore autorizzazione.</p> 
<p>4. L’Autorit&agrave; pu&ograve; rivolgersi all’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica o al Governatorato dello Stato della Citt&agrave; del Vaticano per l’acquisto, in conformit&agrave; alla normativa vigente, di beni e servizi.</p> 
<p><b>&nbsp;</b></p> 
<p style="text-align: center;"><b>TITOLO II</b></p> 
<p style="text-align: center;"><b>Articolo 5 </b>- <i>Struttura</i></p> 
<p>1. L’Autorit&agrave; &egrave; retta e rappresentata da un Direttore, con funzioni di indirizzo e di coordinamento. Il Direttore &egrave; coadiuvato da un Vice Direttore.</p> 
<p>2. L’Autorit&agrave; &egrave; suddivisa in Uffici che svolgono le attivit&agrave; ad essi attribuite in modo autonomo ed operativamente indipendente.</p> 
<p>3. A supporto delle attivit&agrave; dell’Autorit&agrave; operano il Responsabile degli Affari Legali, i servizi amministrativi e i servizi informatici.</p> 
<p>4.&nbsp; Le sfere di competenza, le attribuzioni e le responsabilit&agrave; del Direttore, del Vice Direttore, degli Uffici, del Responsabile degli Affari Legali e degli Officiali addetti ai servizi a supporto delle attivit&agrave; dell’Autorit&agrave;, cos&igrave; come le procedure e le misure volte a garantire l’indipendenza e la separazione operativa fra le funzioni, sono disciplinate nel Regolamento interno.</p> 
<p><b>&nbsp;</b></p> 
<p style="text-align: center;"><b>Articolo 6 </b>- <i>Il Direttore</i></p> 
<p>1. Il Direttore &egrave; nominato dal Sommo Pontefice <i>ad quinquennium</i> tra persone di provata onorabilit&agrave;, senza conflitti di interesse e con una riconosciuta competenza nei campi giuridico, economico e finanziario e negli ambiti oggetto delle funzioni dell’Autorit&agrave;.</p> 
<p>2. Il Direttore &egrave; legale rappresentante dell’Autorit&agrave;.</p> 
<p>3. Il Direttore:</p> 
<p>(a) &egrave; responsabile per l’operato dell’Autorit&agrave;; ne programma, dirige e controlla le attivit&agrave;, garantendone l’efficacia, l’efficienza e il corretto svolgimento;</p> 
<p>(b) garantisce la separazione delle funzioni dell’Autorit&agrave;, nonch&eacute; i requisiti di riservatezza e sicurezza;</p> 
<p>(c) emana regolamenti, istruzioni e linee guida nei casi stabiliti dall’ordinamento.</p> 
<p>4. Durante la Sede vacante, il Direttore cessa dall’esercizio dell’ufficio.</p> 
<p>5. Il Vice Direttore &egrave; nominato dal Sommo Pontefice <i>ad quinquennium</i>, su proposta formulata dal Direttore, tra persone di provata onorabilit&agrave;, senza conflitti di interessi e con una riconosciuta competenza nelle materie giuridiche, economiche e finanziarie e negli ambiti oggetto delle funzioni dell’Autorit&agrave;.</p> 
<p>6. Il Vice Direttore sostituisce il Direttore in caso di assenza. Durante la Sede vacante, il disbrigo degli affari ordinari o di quelli indilazionabili &egrave; affidato al Vice Direttore.</p> 
<p>7. Per il rapporto di lavoro del Direttore e del Vice Direttore si attuano i principi e le norme stabiliti nel <i>Regolamento per il personale dirigente laico della Santa Sede e dello Stato della Citt&agrave; del Vaticano</i> del 22 ottobre 2012, come eventualmente integrato e modificato.</p> 
<p style="text-align: center;"><b>&nbsp;</b></p> 
<p style="text-align: center;"><b>Articolo 7 </b>- <i>Gli Uffici</i></p> 
<p>1. L’Autorit&agrave; &egrave; composta da tre Uffici:</p> 
<p>(a) Ufficio per la vigilanza e la regolamentazione in materia di prevenzione e contrasto del riciclaggio, del finanziamento del terrorismo e del finanziamento della proliferazione delle armi di distruzione di massa;</p> 
<p>(b) Ufficio per l’informazione finanziaria;</p> 
<p>(c) Ufficio per la vigilanza e la regolamentazione in materia prudenziale.</p> 
<p>2. Gli Uffici sono operativamente autonomi e indipendenti nello svolgimento delle proprie attivit&agrave;.</p> 
<p>&nbsp;</p> 
<p style="text-align: center;"><b>Articolo 8 </b>– <i>Il Responsabile degli Affari Legali</i></p> 
<p>1. Il Responsabile degli Affari Legali supporta il Direttore e gli Uffici nei rispettivi adempimenti, rappresenta in giudizio l’Autorit&agrave;, gestisce tutte le attivit&agrave; di contenzioso, cura i profili legali connessi all’esercizio del potere sanzionatorio.</p> 
<p>2. Il Responsabile degli Affari Legali cura l’effettivo svolgimento della funzione di sistema di risoluzione alternativa delle controversie connesse alla prestazione dei servizi di natura finanziaria.</p> 
<p>3.<b> </b>Il Responsabile degli Affari Legali &egrave; responsabile dei diritti fondamentali nell’ambito dell’attivit&agrave; di informazione finanziaria.</p> 
<p style="text-align: center;"><b>&nbsp;</b></p> 
<p style="text-align: center;"><b>Articolo 9 </b>- <i>Personale</i></p> 
<p>1. L’Autorit&agrave; &egrave; dotata di risorse umane adeguate alle sue funzioni istituzionali, nei limiti stabiliti dalla Tabella organica.</p> 
<p>2. I Capi Ufficio, i Responsabili degli Uffici, il Responsabile degli Affari Legali e gli Officiali sono scelti tra persone di provata onorabilit&agrave;, senza conflitti di interessi e con un significativo livello di preparazione nei campi giuridico, economico e finanziario e negli ambiti oggetto delle funzioni dell’Autorit&agrave;. L’individuazione e la scelta degli stessi deve rispecchiare, il pi&ugrave; possibile, l’universalit&agrave; della Chiesa Cattolica.</p> 
<p>3. L’assunzione e la gestione del personale dell’Autorit&agrave; &egrave; di competenza del Direttore, che pu&ograve; avvalersi della Direzione per le Risorse Umane della Santa Sede.</p> 
<p><b>&nbsp;</b></p> 
<p style="text-align: center;"><b>Articolo 10 </b>- <i>Consultori</i></p> 
<p>1. L’Autorit&agrave; si pu&ograve; avvalere della collaborazione di Consultori, selezionati tra coloro che si distinguono per scienza, comprovata capacit&agrave; e prudenza. L’individuazione e la scelta degli stessi deve rispecchiare, il pi&ugrave; possibile, l’universalit&agrave; della Chiesa Cattolica.</p> 
<p>2. I Consultori sono nominati <i>ad quinquennium</i> dal Sommo Pontefice su proposta del Direttore, per il tramite della Segreteria di Stato.</p> 
<p>3. I Consultori, che normalmente collaborano a titolo gratuito e ai quali possono essere assegnate questioni che esigono uno studio particolare, offrono la propria collaborazione alle attivit&agrave; dell’Autorit&agrave; dando in merito, solitamente per iscritto, il proprio parere. Quando sia ritenuto necessario i Consultori – tutti o parte di loro, attese le specifiche competenze – possono essere convocati collegialmente per esaminare particolari questioni e dare il loro parere. &nbsp;</p> 
<p>&nbsp;</p> 
<p style="text-align: center;"><b>TITOLO III</b></p> 
<p style="text-align: center;"><b>Articolo 11 </b>- <i>Protezione dei documenti, dati ed informazioni</i></p> 
<p>1. I documenti, i dati e le informazioni posseduti dall’Autorit&agrave; sono:</p> 
<p>(a) utilizzati esclusivamente ai fini stabiliti dall’ordinamento;</p> 
<p>(b) protetti al fine di garantire la loro sicurezza, integrit&agrave; e riservatezza;</p> 
<p>(c) coperti dal segreto d’ufficio.</p> 
<p>2. I documenti, i dati e le informazioni relativi alle funzioni dell’Autorit&agrave;, con particolare riguardo per quelli inerenti alla funzione di informazione finanziaria, possono essere visionati ed utilizzati esclusivamente dal personale specificamente individuato e abilitato a norma del Regolamento interno.</p> 
<p>3. Il Regolamento interno individua i livelli di accesso alle informazioni, le relative misure di sicurezza, le modalit&agrave; per la condivisione e la trasmissione, nei casi previsti dalla legge, attraverso canali protetti.</p> 
<p>4. L’Autorit&agrave; &egrave; responsabile della conservazione del proprio archivio, cartaceo e digitale, che deve essere custodito in un luogo sicuro e protetto.</p> 
<p style="text-align: center;"><b>&nbsp;</b></p> 
<p style="text-align: center;"><b>Articolo 12 </b>- <i>Norma finale</i></p> 
<p>Per quanto non previsto dal presente Statuto e dal Regolamento interno, si fa riferimento alle disposizioni del diritto canonico e alla normativa vigente nell’ordinamento giuridico della Santa Sede e dello Stato della Citt&agrave; del Vaticano, per quanto applicabili.</p>]]></description></item><item><title><![CDATA[Membri della "Association of Jesuit Colleges and Universities" (25 giugno 2026)]]></title><pubDate>Thu, 25 Jun 2026 11:30:00 +0200</pubDate><link>https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/speeches/2026/giugno/documents/20260625-ajcu.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/speeches/2026/giugno/documents/20260625-ajcu.html</guid><description><![CDATA[<!-- Thu, 25 Jun 2026 17:19:23 +0200 --> <p>Nel nome del Padre,<br /> del Figlio e dello Spirito Santo.<br /> La pace sia con voi.</p> 
<p><i>Cari fratelli e sorelle,</i></p> 
<p>&nbsp;sono lieto di dare il benvenuto, qui questa mattina, a tutti voi, Presidenti e rappresentanti dei College e delle Universit&agrave; dei Gesuiti del Nord America, e vi ringrazio per la vostra presenza. Sono certo che la vostra visita a Roma e al Vaticano servir&agrave; a rafforzare i vostri vincoli sia con il Successore di Pietro, sia con la leadership della Compagnia di Ges&ugrave;, che da secoli &egrave; impegnata nel campo dell’educazione.</p> 
<p>&nbsp;Mentre possiamo guardare al passato con gratitudine per tutto ci&ograve; che &egrave; stato realizzato nella storia di ognuno dei vostri istituti educativi, siamo anche ben consapevoli della moltitudine di sfide che l’umanit&agrave; deve affrontare oggi. Di fatto, il nostro &egrave; stato definito un tempo di cambiamenti epocali. Le societ&agrave; stanno diventando sempre pi&ugrave; secolarizzate, con molti che cercano di eliminare ogni menzione di Dio dalla sfera pubblica e dalla cultura popolare. I sistemi politici spesso non rispondono al grido dei poveri, dei migranti e di coloro che il mondo considera emarginati. Molte volte i giovani sono lasciati senza speranza in un mondo che sembra privo della promessa di un futuro migliore, e l’ambiente naturale continua a essere degradato da coloro che vorrebbero sfruttare le risorse del pianeta per i propri interessi invece che per il bene comune. Il nostro mondo &egrave; anche sempre pi&ugrave; consapevole del crescente impatto dell’intelligenza artificiale e degli effetti a pi&ugrave; ampio raggio che pu&ograve; avere sull’umanit&agrave;.</p> 
<p>&nbsp;A tale riguardo, le quattro Preferenze Apostoliche Universali della Compagnia di Ges&ugrave;, che sono state confermate dal mio predecessore nel 2019, propongono cammini che potrebbero aiutare ad affrontare tali sfide al livello dell’educazione superiore. Vorrei riflettere con voi su queste quattro Preferenze. La prima, indicare il cammino verso Dio mediante gli Esercizi Spirituali e il discernimento, integra in modo naturale le vostre attivit&agrave; accademiche. Chi conduce ricerche, chi si dedica agli studi e chi cerca la verit&agrave;, in definitiva sta cercando Dio, che se ne renda conto o meno (cfr. <i><a href="https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/speeches/2026/may/documents/20260514-visita-pastorale-sapienza.html">Visita pastorale all’Universit&agrave; “Sapienza” di Roma</a></i>, 14 maggio 2026). &Egrave; pertanto essenziale fornire modi perch&eacute; i membri delle vostre comunit&agrave; accademiche imparino a conoscere Colui che &egrave; Verit&agrave;. Di fatto, nel nostro tempo, come ho osservato durante la recente visita in Spagna, “[n]umerosi giovani e adulti stanno riscoprendo la fede cristiana, magari dopo un periodo della vita in cui si erano un po’ allontanati da Dio” (<i><a href="https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/speeches/2026/giugno/documents/20260609-spagna-veglia.html">Veglia di preghiera</a></i>, 9 giugno 2026). Alla luce di questa tangibile e crescente fame di Dio tra i giovani, vorrei quindi incoraggiarvi a continuare a mettere a disposizione nei vostri campus opportunit&agrave; di partecipazione agli Esercizi. In tal modo, i membri delle vostre comunit&agrave; accademiche potrebbero riuscire ad avere un incontro personale con nostro Signore e cercare liberamente di servirlo nella loro vita quotidiana. In modo analogo, i principi degli Esercizi riguardanti il discernimento possono essere strumenti utili per voi, perch&eacute; siate aperti ai suggerimenti dello Spirito Santo nelle decisioni che prendete quotidianamente.</p> 
<p>&nbsp;La seconda preferenza della Compagnia, camminare insieme ai poveri e agli esclusi del mondo, &egrave; particolarmente importante in un tempo in cui un numero record di nostri fratelli e sorelle sta vivendo in povert&agrave;. Molti alla fine sono costretti a lasciare le proprie case per diverse ragioni, come la guerra, la persecuzione religiosa o politica, la fame e gli effetti del cambiamento climatico. I vostri istituti sono chiamati non solo a far conoscere agli studenti le ingiustizie subite da quanti sono ai margini della societ&agrave;, ma anche di essere canali potenti per promuovere il cambiamento sistemico attraverso la proposta di nuovi modelli radicati nella solidariet&agrave; e nel bene comune (cfr. <i><a href="https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/speeches/2025/october/documents/20251024-compagnia-gesu.html">Discorso ai Superiori Maggiori della Compagnia di Ges&ugrave;</a></i>, 24 ottobre 2025). &Egrave; anche importante offrire agli immigrati, ai rifugiati e a quanti hanno uno status socioeconomico pi&ugrave; basso opportunit&agrave; per beneficiare di un percorso di studi avanzato. In tal modo, riusciranno a integrarsi pi&ugrave; pienamente nelle societ&agrave; nelle quali vivono oltre che ad arricchire la comunit&agrave; degli studenti nel suo complesso con le loro esperienze e prospettive diverse.</p> 
<p>&nbsp;I vostri college e le vostre universit&agrave; sono anche luoghi naturali per accompagnare i giovani nella creazione di un futuro di speranza, che &egrave; la terza preferenza. Gli studenti di solito iniziano il loro percorso accademico pieni di idealismo e di energia, spesso cercando di servire i bisogni degli altri. Gli studi svolti nei vostri campus, le amicizie che vi nascono in modo naturale e l’opportunit&agrave; d’incontro con il pensiero e la ricerca di grandi studiosi, passati e presenti, per tutti nelle vostre comunit&agrave; accademiche, possono portare un senso di speranza e la promessa di ci&ograve; che potrebbe cambiare in meglio (cfr. <i><a href="https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/speeches/2026/may/documents/20260514-visita-pastorale-sapienza.html#discorso">Discorso ai docenti e agli studenti, Universit&agrave; “Sapienza”</a></i> , 14 maggio 2026). Vi invito a continuare a promuovere quel senso di speranza tra i membri delle vostre comunit&agrave; attraverso opportunit&agrave; di dialogo, servizio e preghiera, ricordando sempre che la risurrezione di Cristo &egrave; la fonte ultima della nostra speranza (cfr. <i>1 Pt</i>&nbsp; 1, 3) e che con lui tutto &egrave; possibile (cfr. <i>Mt</i>&nbsp;19, 26).</p> 
<p>&nbsp;La quarta preferenza riguarda un altro dovere urgente, ovvero collaborare nella cura del creato. Si tratta di un compito particolarmente importante alla luce delle realt&agrave; che viviamo quotidianamente, quali gli effetti del cambiamento climatico e lo sfruttamento delle risorse da parte di pochi a scapito del bene comune. A tale riguardo, vi incoraggio a perseverare nei vostri sforzi di sensibilizzare le comunit&agrave; dei vostri campus riguardo ai pericoli attuali, ma anche a lasciare “che le vostre comunit&agrave; siano esempi di sostenibilit&agrave; ecologica, semplicit&agrave; e gratitudine per i doni di Dio” (<i><a href="https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/speeches/2025/october/documents/20251024-compagnia-gesu.html">Discorso ai Superiori Maggiori della Compagnia di Ges&ugrave;</a></i>, 24 ottobre 2025). In tal modo, i vostri istituti potranno insegnare con l’esempio, e non solo con la teoria.</p> 
<p>&nbsp;Infine, il nostro &egrave; un tempo che sta subendo sempre pi&ugrave; l’impatto dell’intelligenza artificiale, con la quale altre “nuove tecnologie aprono un orizzonte esteso in direzioni che, seppur intuibili, non possiamo ancora pienamente prevedere” (Lettera Enciclica <i><a href="https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/encyclicals/documents/20260515-magnifica-humanitas.html#Le_res_novae_del_nostro_tempo">Magnifica humanitas</a></i>, 15 maggio 2026, n. 4). &Egrave; importante iniziare adesso ad affrontare le conseguenze, sia positive sia negative, derivanti da questi progressi. I college e le universit&agrave; hanno un ruolo speciale da svolgere a questo riguardo, specialmente dando ai principi della Dottrina Sociale della Chiesa nuovo slancio “in modo aderente all’oggi ed efficace nel fronteggiare la rivoluzione digitale” (<i><a href="https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/encyclicals/documents/20260515-magnifica-humanitas.html#FONDAMENTI">Ibidem</a></i>, n. 47).</p> 
<p>&nbsp;Miei cari amici, con queste riflessioni esprimo gratitudine per tutto ci&ograve; che fate nelle vostre importanti attivit&agrave; educative. Con l’aiuto delle preghiere di sant’Ignazio di Loyola, possiate continuare la tradizione gesuita di formare quanti sono affidati alle vostre cure a essere “uomini e donne per gli altri”. Imparto con piacere a ciascuno di voi la mia Benedizione Apostolica, che estendo volentieri ai vostri cari e alle comunit&agrave; degli istituti che rappresentate. Grazie.</p> 
<p>&nbsp;</p> 
<p>____________________</p> 
<p><i>L'Osservatore Romano</i>, Edizione Quotidiana, Anno CLXVI n. 143, gioved&igrave; 25 giugno 2026, p. 2.</p> 
<p>&nbsp;</p>]]></description></item><item><title><![CDATA[Lettera del Santo Padre in occasione del 250° anniversario della fondazione degli Stati Uniti d'America (25 giugno 2026)]]></title><pubDate>Thu, 25 Jun 2026 10:00:00 +0200</pubDate><link>https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/letters/2026/documents/20260625-lettera-anniversario-usa.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/letters/2026/documents/20260625-lettera-anniversario-usa.html</guid><description><![CDATA[<!-- Sun, 05 Jul 2026 11:18:27 +0200 --> <p>Porgo i miei cordiali auguri a tutti gli americani in occasione del 250&deg; anniversario della firma della Dichiarazione d’Indipendenza. Questa ricorrenza dei 250 anni ricorda quel momento unico nella storia degli Stati Uniti d’America, il 4 luglio 1776, che ha dato voce duratura agli ideali di libert&agrave;, di uguaglianza, di ricerca della felicit&agrave;, di giustizia e di autogoverno democratico.</p> 
<p>Per due secoli e mezzo, generazioni di americani hanno lavorato insieme per portare avanti questi principi, attraverso sacrificio, servizio, innovazione e partecipazione civica. Il presente anniversario rappresenta un invito non solo a celebrare lo straordinario percorso della nazione, ma anche a riflettere sulle responsabilit&agrave; che i figli e le figlie di questo Paese hanno gli uni verso gli altri e verso le generazioni che erediteranno la nazione che viene plasmata oggi.</p> 
<p>Uno dei principi pi&ugrave; cari tra questi &egrave; la libert&agrave; religiosa: il diritto di ogni persona di rendere culto secondo la propria coscienza e di praticare la sua fede apertamente, senza coercizione o paura. Nel celebrare questo anniversario, &egrave; importante riconoscere che la libert&agrave; di religione &egrave; da molto tempo centrale alla promessa americana, tutelando sia la dignit&agrave; individuale, sia la pacifica coesistenza di un popolo variegato.</p> 
<p>Questa stessa libert&agrave; ha consentito alla Chiesa cattolica di radicarsi e prosperare negli Stati Uniti, a vantaggio non solo dei suoi membri, ma anche dell’intera nazione. Come figli e figlie fedeli della Chiesa, i cattolici sono chiamati a permeare ogni dimensione della loro esistenza della carit&agrave; di Cristo (cfr. <i>2 Cor</i> 5, 14), vivendo il Vangelo nelle circostanze della vita quotidiana. Questo modo di vivere ha dato origine ai molti benefici con cui la Chiesa nel corso degli anni ha contribuito allo sviluppo di questa nazione. In particolare vorrei ricordare il suo servizio negli ambiti dell’educazione, la cura preferenziale per i poveri, l’assistenza sanitaria e i servizi sociali di base, solo per citarne alcuni.</p> 
<p>Nell’Enciclica <i><a href="https://www.vatican.va/content/leo-xiii/it/encyclicals/documents/hf_l-xiii_enc_10011890_sapientiae-christianae.html">Sapientiae christianae</a></i>, il mio predecessore <a href="https://www.vatican.va/content/leo-xiii/it.html">Papa Leone XIII</a> scrisse che “[n]essun cittadino […] &egrave; migliore di un vero cristiano, memore del proprio dovere” (n. 7). Di fatto, la fede — ben lungi dall’essere in contrasto con le responsabilit&agrave; civiche — presta nuovo vigore alla ricerca della giustizia, della pace e del bene comune, portando a perfezione ogni dono naturale elargito dal Creatore. Lo stesso san Paolo incoraggiava i primi cristiani a pregare per coloro che occupavano posizioni di autorit&agrave; al fine di vivere una vita tranquilla secondo il volere di Dio (cfr. <i>1 Tm</i> 2, 2). A tale riguardo, &egrave; nel fedele adempimento del dovere — verso Dio e verso il Paese — che i cattolici sono chiamati a continuare a servire la nazione, come lievito per la crescita di una civilt&agrave; dell’amore (cfr. <i>Mt</i> 13, 33).</p> 
<p>Tra i principi che hanno guidato la crescita di questo Paese, c’&egrave; anche la dignit&agrave; donata da Dio di ogni vita umana, essendo ogni persona dotata di un valore inerente che esige riverenza, protezione e cura. In questo spirito, una piena comprensione di questa dignit&agrave; porta a riconoscere l’importanza di salvaguardare la vita umana dal suo inizio con il concepimento fino alla morte naturale, e di costruire una societ&agrave; in cui i vulnerabili, i sofferenti e i dimenticati siano sempre accolti con compassione, solidariet&agrave; e amore.</p> 
<p>La difesa della vita umana include anche accogliere, proteggere e assistere gli immigrati, le cui speranze, i cui sacrifici e i cui contributi hanno fatto parte della storia di questo Paese sin dall’inizio. In ogni generazione, quanti sono arrivati alla ricerca di libert&agrave;, opportunit&agrave; e un luogo a cui appartenere hanno aiutato a plasmare il carattere della nazione. Accoglierli con compassione e generosit&agrave; non &egrave; soltanto un atto di carit&agrave;, ma anche il riconoscimento della dignit&agrave; che appartiene a ogni persona umana.</p> 
<p>Nella mia recente Lettera Enciclica, <i><a href="https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/encyclicals/documents/20260515-magnifica-humanitas.html">Magnifica humanitas</a></i>, ho scritto sul lavorare insieme per il bene comune. &laquo;Costruire un mondo in cui tutti possono “fiorire” esige [...] una corresponsabilit&agrave; coraggiosa. Nessuna mano, da sola, &egrave; sufficiente a sostenere il peso delle sfide che attraversano il mondo&raquo; (<a href="https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/encyclicals/documents/20260515-magnifica-humanitas.html#Costruire_nel_bene">n. 13</a>). Abbiamo bisogno gli uni degli altri, e abbiamo bisogno di lavorare insieme in unit&agrave; per affrontare le sfide dinanzi alle quali si trova oggi il mondo.</p> 
<p>Possa questa pietra miliare rinnovare l’impegno comune verso la promessa di libert&agrave;, giustizia, opportunit&agrave; e democrazia. Possano gli americani onorare il coraggio e la visione di quanti li hanno preceduti, rafforzando le loro comunit&agrave;, rispettando le loro differenze e lavorando insieme per un’unione pi&ugrave; perfetta.</p> 
<p>Auguri in questo straordinario anniversario nazionale. Possa lo spirito del 1776 continuare a ispirare speranza e unit&agrave; mentre gli Stati Uniti d’America procedono verso il futuro. Assicurando tutti voi delle mie preghiere nei vostri rinnovati sforzi per rafforzare la nazione nei principi che guidarono i suoi Padri Fondatori, vi affido all’intercessione dell’Immacolata Concezione, patrona di questo Paese, affinch&eacute; continui a vegliare sull’America e a proteggere tutti coloro che vi dimorano.</p> 
<p><i>Dal Vaticano, 25 giugno 2026</i></p> 
<p style="text-align: center;">Leone PP. XIV</p> 
<p>&nbsp;</p> 
<p>____________________________</p> 
<p><i><a href="https://www.osservatoreromano.va/it/news/2026-07/quo-150/una-storia-plasmata-da-speranze-e-sacrifici-degli-immigrati.html">L'Osservatore Romano</a></i>, Edizione Quotidiana,&nbsp;Anno CLXVI n. 150,&nbsp;sabato 4 luglio 2026, p. 5.</p>]]></description></item><item><title><![CDATA[Messaggio del Santo Padre a firma del Cardinale Segretario di Stato, Pietro Parolin, per il raduno sulla Salute del <i>Caritas Internationalis</i> [Centro Mariopoli - Castel Gandolfo, 24-25 giugno 2026] (24 giugno 2026)]]></title><pubDate>Wed, 24 Jun 2026 14:30:00 +0200</pubDate><link>https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/messages/pont-messages/2026/documents/20260624-messaggio-caritas-internationalis.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/messages/pont-messages/2026/documents/20260624-messaggio-caritas-internationalis.html</guid><description><![CDATA[<!-- Thu, 25 Jun 2026 07:55:53 +0200 --> <p>Sua Santit&agrave; Papa Leone XIV invia cordiali saluti e l’assicurazione della sua vicinanza spirituale a tutti coloro che partecipano alla Conferenza sulla Salute, incentrata su “Un approccio olistico alla salute nella Confederazione Caritas”. Egli prega perch&eacute; le deliberazioni contribuiscano a un nuovo slancio per la cooperazione e la solidariet&agrave; nei vostri sforzi per migliorare l’assistenza sanitaria ai malati basata sui valori evangelici. Di fatto, la Scrittura spesso ritrae Ges&ugrave; come Medico Divino che porta&nbsp;<i>salus</i>&nbsp;agli infermi guarendo una vasta gamma di afflizioni mentali, fisiche e spirituali che causavano loro dolore, umiliazione e isolamento. Sua Santit&agrave; di recente in&nbsp;<i><a href="https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/encyclicals/documents/20260515-magnifica-humanitas.html">Magnifica humanitas</a></i>&nbsp;ha affermato che la &laquo;dignit&agrave; ontologica […] appartiene a ogni essere umano semplicemente per il fatto di esistere, di essere stato voluto, creato e amato da Dio&raquo; (<a href="https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/encyclicals/documents/20260515-magnifica-humanitas.html#uguale">n. 52</a>), e pertanto trascende le circostanze individuali della persona. Restituendole la salute, Ges&ugrave; rivela questa dignit&agrave; inerente (cfr.&nbsp;<i>Gen</i>&nbsp;1, 26) e quindi indica la nostra salvezza eterna in Dio. Il Santo Padre vi incoraggia a continuare a contribuire alla missione della Chiesa mentre proclama il Regno di Dio attraverso la sua presenza tra i malati, dimostrando che la salvezza non &egrave; un’idea astratta ma inizia con l’azione concreta di guarire le ferite di quanti soffrono (cfr.&nbsp;<i><a href="https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/apost_exhortations/documents/20251004-dilexi-te.html">Dilexi te</a></i>, n. 52). In tal modo, confida che il vostro lavoro sar&agrave; sempre teso a portare la compassione e la bont&agrave; di Dio ai pi&ugrave; bisognosi. Con questi sentimenti, Papa Leone XIV imparte volentieri la sua Benedizione Apostolica, come pegno di saggezza, forza e gioia nel Signore, a tutti voi e ai vostri collaboratori.</p> 
<p style="text-align: center;">Pietro Card. Parolin<i><br /> Segretario di Stato</i></p> 
<p>_________________</p> 
<p><i><a href="https://www.osservatoreromano.va/it/news/2026-06/quo-142/portare-la-compassione-di-dio-ai-piu-bisognosi.html">L'Osservatore Romano</a></i>, Edizione Quotidiana, Anno CLXVI n. 142, mercoled&igrave; 24 giugno 2026, p. 6.</p> 
<p>&nbsp;</p>]]></description></item><item><title><![CDATA[Lettera Apostolica in forma di «Motu Proprio» sulla revisione della Costituzione Apostolica <i>In Ecclesiarum Communione</i> (24 giugno 2026)]]></title><pubDate>Wed, 24 Jun 2026 12:00:00 +0200</pubDate><link>https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/apost_letters/documents/20260624-confirma-fratres-tuos.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/apost_letters/documents/20260624-confirma-fratres-tuos.html</guid><description><![CDATA[<!-- Tue, 30 Jun 2026 12:03:34 +0200 --> <p>Conferma i tuoi fratelli (cfr. <i>Lc </i>22,32), questa &egrave; la missione che il Signore Ges&ugrave; affid&ograve; all’Apostolo Pietro e che continua nel ministero dei suoi Successori che governano la Chiesa che &egrave; in Roma. La Diocesi di Roma, nella peculiarit&agrave; del suo legame con il ministero petrino, &egrave; chiamata a rendere particolarmente visibile quella comunione ecclesiale che costituisce insieme dono e compito per tutti i discepoli del Signore.</p> 
<p>In un tempo nel quale l’evangelizzazione domanda rinnovato slancio apostolico e una sempre pi&ugrave; efficace capacit&agrave; di testimonianza, appare necessario che anche le strutture ecclesiastiche siano costantemente orientate a sostenere la missione, a promuovere la comunione ecclesiale e a sostenere l’esercizio ordinato dei compiti affidati a coloro che partecipano alla vita della Chiesa di Roma.</p> 
<p>In questo contesto, il Vicariato di Roma &egrave; chiamato a essere non soltanto strumento di governo ecclesiale, ma anche espressione di quella comunione missionaria che deve animare ogni dimensione della vita della Chiesa che &egrave; in Roma.</p> 
<p>In questa prospettiva si colloca il costante impegno di rinnovamento che ha accompagnato, nel corso degli anni, l’evoluzione dell’ordinamento del Vicariato. Questo cammino ha trovato una significativa tappa nella Costituzione Apostolica <i><a href="https://www.vatican.va/content/francesco/it/apost_constitutions/documents/20230106-in-ecclesiarum-communione.html">In Ecclesiarum communione</a></i>, promulgata dal mio venerato Predecessore <a href="https://www.vatican.va/content/francesco/it.html">Papa Francesco</a> il 6 gennaio 2023, con la quale &egrave; stato delineato un nuovo assetto istituzionale volto a rendere pi&ugrave; efficace il servizio pastorale della Diocesi di Roma e a rafforzarne l’impulso missionario.</p> 
<p>L’esperienza maturata nell’applicazione di tale Costituzione Apostolica e l’ascolto attento delle esigenze emerse nella vita pastorale della Diocesi hanno tuttavia suggerito l’opportunit&agrave; di procedere a una ulteriore verifica di alcune disposizioni, affinch&eacute; gli strumenti giuridici e organizzativi del Vicariato possano corrispondere sempre meglio alle finalit&agrave; ecclesiali che sono chiamati a servire.</p> 
<p>Per questo motivo, con il Decreto circa l’assegnazione dei Settori territoriali ai Vescovi Ausiliari e al Vicegerente della Diocesi di Roma del 25 febbraio 2026, ho disposto la costituzione di uno specifico Gruppo di lavoro incaricato di esaminare la vigente disciplina e di formulare eventuali proposte di aggiornamento.</p> 
<p>Ora, dopo aver attentamente ponderato le indicazioni ricevute, ritengo opportuno apportare alcune modifiche alla Costituzione Apostolica <i><a href="https://www.vatican.va/content/francesco/it/apost_constitutions/documents/20230106-in-ecclesiarum-communione.html">In Ecclesiarum communione</a></i>, affinch&eacute; il Vicariato di Roma possa rispondere con sempre maggiore efficacia alle esigenze della missione evangelizzatrice, favorire una pi&ugrave; intensa comunione ecclesiale e sostenere il servizio pastorale della Chiesa che &egrave; in Roma.</p> 
<p>Pertanto, dopo aver attentamente esaminato il lavoro compiuto e dopo matura riflessione, con la presente Lettera Apostolica in forma di Motu Proprio stabilisco e dispongo che la Costituzione Apostolica <i><a href="https://www.vatican.va/content/francesco/it/apost_constitutions/documents/20230106-in-ecclesiarum-communione.html">In Ecclesiarum communione</a></i> del 6 gennaio 2023, entrata in vigore il 31 gennaio 2023, sia integralmente <a href="https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/apost_letters/documents/20260624-confirma-fratres-tuos.html#FRANCESCO">sostituita dal testo allegato alla presente Lettera Apostolica</a> e che ne costituisce parte integrante.</p> 
<p>Quanto deliberato con questa Lettera Apostolica, ordino che abbia fermo e stabile vigore, nonostante qualsiasi cosa contraria, anche se degna di speciale menzione, e che sia promulgato tramite pubblicazione su <i>L’Osservatore Romano</i>, entrando in vigore il giorno stesso della pubblicazione, e in seguito inserito nel commentario ufficiale degli <i>Acta Apostolicae Sedis</i>.</p> 
<p><i>Dato a Roma, presso San Pietro, il giorno 24 giugno dell’anno 2026, Solennit&agrave; della Nativit&agrave; di San Giovanni Battista, secondo del Pontificato&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;&nbsp;</i></p> 
<p>&nbsp;</p> 
<p style="text-align: center;">LEONE PP. XIV</p> 
<p style="text-align: center;">_________________________________</p> 
<p style="text-align: center;">&nbsp;</p> 
<p style="text-align: center;"><b><a name="FRANCESCO"></a>FRANCESCO</b></p> 
<p style="text-align: center;">COSTITUZIONE APOSTOLICA</p> 
<p style="text-align: center;"><b><i>IN ECCLESIARUM COMMUNIONE</i></b></p> 
<p style="text-align: center;">CIRCA L’ORDINAMENTO<br /> DEL VICARIATO DI ROMA</p> 
<p style="text-align: center;"><b>&nbsp;</b></p> 
<p style="text-align: center;"><b>Proemio</b></p> 
<p>1. Nella comunione delle Chiese, alla Chiesa di Roma &egrave; affidata la particolare responsabilit&agrave; di accogliere la fede e la carit&agrave; di Cristo trasmesse dagli Apostoli e di testimoniarle in modo esemplare. &Egrave; quindi primaria preoccupazione del suo Vescovo provvedere a quanto &egrave; necessario perch&eacute; questa Chiesa corrisponda a ci&ograve; che le dice lo Spirito del Signore Ges&ugrave; Cristo (cfr Ap 3,22).</p> 
<p>Congiunto agli altri Vescovi nella comune successione apostolica, <a name="_ftnref1" href="#_ftn1" class=" cleaner">[1]</a> il Vescovo di Roma, successore di Pietro e, in quanto tale, &laquo;perpetuo e visibile principio e fondamento dell’unit&agrave; sia dei vescovi sia della moltitudine dei fedeli&raquo;, <a name="_ftnref2" href="#_ftn2" class=" cleaner">[2]</a> esercita il proprio ministero anzitutto garantendo che il popolo di Dio nella Diocesi a lui affidata sia confermato nella fede e nella carit&agrave; (cfr Lc 22,32). In questo modo egli per primo onora il principio secondo il quale ciascun vescovo, reggendo bene una porzione della Chiesa universale, contribuisce &laquo;efficacemente al bene di tutto il corpo mistico, che &egrave; anche il corpo delle chiese&raquo;. <a name="_ftnref3" href="#_ftn3" class=" cleaner">[3]</a></p> 
<p>2. La Chiesa &egrave; posta nel mondo come “samaritana” (cfr <i>Lc</i> 10, 25-37), <a name="_ftnref4" href="#_ftn4" class=" cleaner">[4]</a> come sacramento di salvezza, <a name="_ftnref5" href="#_ftn5" class=" cleaner">[5]</a> in intima solidariet&agrave; con la storia delle donne e degli uomini che vivono in questo mondo, <a name="_ftnref6" href="#_ftn6" class=" cleaner">[6]</a> nell’attesa del suo compimento in Cristo. Mentre ricordiamo i sessant’anni dall’inizio del Concilio Ecumenico Vaticano II, sentiamo con particolare urgenza la chiamata alla conversione missionaria di tutta la Chiesa, accompagnata da una pi&ugrave; viva consapevolezza della sua dimensione costitutivamente sinodale. <a name="_ftnref7" href="#_ftn7" class=" cleaner">[7]</a></p> 
<p>Per rianimare la missione, nel primato della carit&agrave; e nell’annuncio della misericordia divina, vanno sostenute e promosse, in sinergia, la collegialit&agrave; episcopale e l’attiva partecipazione del popolo dei battezzati.</p> 
<p>In questo orizzonte si colloca l’impegno per la riorganizzazione del Vicariato, l’organismo che a Roma svolge la funzione di Curia diocesana, <a name="_ftnref8" href="#_ftn8" class=" cleaner">[8]</a> riprendendo e proseguendo l’opera compiuta dai miei predecessori, San Paolo VI e San Giovanni Paolo II, con le Costituzioni Apostoliche <i><a href="https://www.vatican.va/content/paul-vi/it/apost_constitutions/documents/hf_p-vi_apc_19770106_vicariae-potestatis.html">Vicariae potestatis</a></i> (1977) ed <a href="https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/apost_constitutions/documents/hf_jp-ii_apc_01011998_ecclesia-in-urbe.html"><i>Ecclesia in Urbe</i></a> (1998), e da quanti hanno generosamente contribuito ad adempierle nella cura pastorale. Anche il Vicariato di Roma - come altre strutture direttamente collegate al ministero petrino: la Curia Romana, il Sinodo dei Vescovi - &egrave; chiamato a diventare sempre pi&ugrave; &laquo;un canale adeguato per l’evangelizzazione del mondo attuale, pi&ugrave; che per l’autopreservazione&raquo;, <a name="_ftnref9" href="#_ftn9" class=" cleaner">[9]</a> a servizio di una Chiesa che si riconosce di fronte a tutti, anche a chi vive nell’indifferenza religiosa, come &laquo;comunit&agrave; evangelizzatrice [che] si mette mediante opere e gesti nella vita quotidiana degli altri, accorcia le distanze, si abbassa fino all’umiliazione se &egrave; necessario, e assume la vita umana, toccando la carne sofferente di Cristo nel popolo&raquo;. <a name="_ftnref10" href="#_ftn10" class=" cleaner">[10]</a></p> 
<p>Se ogni chiesa locale &egrave;, &laquo;ciascuna nel proprio territorio, il popolo nuovo chiamato da Dio nello Spirito Santo&raquo;, <a name="_ftnref11" href="#_ftn11" class=" cleaner">[11]</a> desidero che quella di Roma, affidata al mio servizio episcopale, possa risplendere come esempio della comunione di fede e di carit&agrave;, pienamente coinvolta nella missione dell’annuncio del Regno di Dio, custode della speranza divina di accogliere tutti nella sua salvezza (cfr <i>Is</i> 25, 6 ss.). Valga per Roma quello che san Gregorio Magno scrisse di s&eacute; al Patriarca Eulogio di Alessandria: &laquo;non ricerco la mia grandezza con le parole, ma con la mia condotta […] Scompaiano le parole che gonfiano la vanit&agrave; e ledono la carit&agrave;&raquo;. <a name="_ftnref12" href="#_ftn12" class=" cleaner">[12]</a></p> 
<p>3. Siamo in un tempo di rinnovamento nel quale bisogna operare insieme, come popolo di battezzati, vincendo la &laquo;tentazione pelagiana&raquo; che tutto riduce all’ennesimo piano &laquo;per cambiare strutture, ma radicandosi in Cristo e lasciandosi condurre dallo Spirito&raquo;. <a name="_ftnref13" href="#_ftn13" class=" cleaner">[13]</a> Sogno una trasformazione missionaria che coinvolga integralmente le persone e le comunit&agrave;, senza nascondersi o cercare conforto nell’astrattezza delle idee. <a name="_ftnref14" href="#_ftn14" class=" cleaner">[14]</a> Si tratta, dunque, di &laquo;porre in atto i mezzi necessari per avanzare nel cammino di una conversione pastorale e missionaria, che non pu&ograve; lasciare le cose come stanno&raquo;. <a name="_ftnref15" href="#_ftn15" class=" cleaner">[15]</a></p> 
<p>4. Consapevole di avere sempre bisogno di convertirsi, non presumendo di essere migliore delle altre, &egrave; nella natura spirituale, pastorale e canonica della diocesi di Roma rappresentare in s&eacute; la missione di esemplarit&agrave; in costante tensione verso il regno di Dio. Se nella Chiesa si riflette la luce che &egrave; Cristo (cfr <i>Gv</i> 8, 12) <a name="_ftnref16" href="#_ftn16" class=" cleaner">[16]</a> - i Padri hanno parlato, a questo proposito, del “mistero della luna” - possiamo pensare alla Chiesa di Roma come a quella nella quale si riflette, con una singolare luminosit&agrave;, il volto della Chiesa universale, popolo santo che ha il compito di essere testimone credibile dell’amore di Dio, riconoscendo e aiutando a vedere in particolare nei poveri e nei sofferenti l’immagine di Cristo povero e sofferente. <a name="_ftnref17" href="#_ftn17" class=" cleaner">[17]</a> Nel nostro tempo la capacit&agrave; della Chiesa di riflettere la luce divina &egrave; stata messa duramente alla prova: non vengono meno per&ograve; n&eacute; il desiderio profondo di questa luce n&eacute; la disponibilit&agrave; della Chiesa ad accoglierla e condividerla.</p> 
<p>La Chiesa perde la sua credibilit&agrave; quando viene riempita da ci&ograve; che non &egrave; essenziale alla sua missione o, peggio, quando i suoi membri, talvolta anche coloro che sono investiti di autorit&agrave; ministeriale, sono motivo di scandalo con i loro comportamenti infedeli al Vangelo. Questo non &egrave; un problema solo per la Chiesa: lo &egrave; anche per coloro che la Chiesa, popolo di Dio, &egrave; chiamata a servire con l’annuncio del Vangelo e la testimonianza della carit&agrave;. Solo nella totale donazione di s&eacute; a Cristo per un servizio alla salvezza del mondo la Chiesa rinnova la sua fedelt&agrave; perch&eacute;, come insegna Sant’Ambrogio, &laquo;tutto quel che si &egrave; svuotato riacquista pienezza&raquo;. <a name="_ftnref18" href="#_ftn18" class=" cleaner">[18]</a></p> 
<p>5. Per comprendere l’identit&agrave; della Chiesa, anche della Chiesa di Roma, &egrave; necessario riconoscere la sua “trama sacramentaria”, cio&egrave; il suo essere riferita ad altro da s&eacute;. Si vigila cos&igrave; sulla “tentazione sostitutiva”: la tentazione di fare da soli, come se il Signore, ascendendo al cielo, avesse lasciato un vuoto da riempire con le nostre iniziative. <a name="_ftnref19" href="#_ftn19" class=" cleaner">[19]</a> Superando la tentazione di sostituire alla luce di Cristo e alla voce dello Spirito luci e ispirazioni mondane e clericali, siamo ricondotti alla missione del popolo dei battezzati, chiamato a essere &laquo;segno e strumento&raquo; credibile &laquo;dell’intima unione con Dio e dell’unit&agrave; del genere umano&raquo;. <a name="_ftnref20" href="#_ftn20" class=" cleaner">[20]</a></p> 
<p>A Roma, come nelle altre Chiese particolari, bisogna continuare ad ascoltare la voce dello Spirito Santo che si manifesta anche oltre i confini dell’appartenenza ecclesiale e religiosa, curando uno stile sinceramente ospitale, animati dalla spinta di chi esce a cercare i tanti esiliati dalla Chiesa, gli invisibili e i senza parola della societ&agrave; (cfr <i>Mt</i> 22, 9). <a name="_ftnref21" href="#_ftn21" class=" cleaner">[21]</a> Torniamo cos&igrave; alla lezione dei Padri che, guardando all’esperienza dell’esodo e dell’esilio, leggono la necessit&agrave; per la Chiesa di essere come la tenda mobile nel deserto, da smontare, rimontare e “allargare” lungo il cammino (cfr <i>Is</i> 54, 2). Il primo effetto dello slancio evangelizzatore e sinodale dovr&agrave; essere recuperare fiducia nello Spirito Santo che guida i diversi cammini ecclesiali, apre nuove comprensioni del contenuto della Rivelazione, <a name="_ftnref22" href="#_ftn22" class=" cleaner">[22]</a> distoglie dalla rigidit&agrave; delle formule e delle strutture: meglio comunit&agrave; inquiete, prossime &laquo;agli abbandonati, ai dimenticati, agli imperfetti&raquo;, <a name="_ftnref23" href="#_ftn23" class=" cleaner">[23]</a> che luoghi a chiusura stagna. <a name="_ftnref24" href="#_ftn24" class=" cleaner">[24]</a></p> 
<p>6. Perch&eacute; questo sia possibile, &egrave; necessario valorizzare la comune dignit&agrave; battesimale, anche tramite istituzioni, strutture e organismi rinnovati. &Egrave; compito essenziale del vescovo garantire uno spazio aperto a tutti, dove ciascuno trovi posto, abbia la possibilit&agrave; di prendere la parola, sentendosi ascoltato e imparando ad ascoltare. Scrutando i segni dei tempi, <a name="_ftnref25" href="#_ftn25" class=" cleaner">[25]</a> il discernimento spirituale permetter&agrave; di riconoscere nuove esigenze e di favorire pi&ugrave; larghe e inclusive soggettivit&agrave; pastorali, estendendo la partecipazione e la condivisione delle responsabilit&agrave;: &laquo;camminare insieme scopre come sua linea piuttosto l’orizzontalit&agrave; che la verticalit&agrave;. La Chiesa sinodale ripristina l’orizzonte da cui sorge il sole Cristo: innalzare monumenti gerarchici vuol dire coprirlo. I pastori camminano con il popolo&raquo;. <a name="_ftnref26" href="#_ftn26" class=" cleaner">[26]</a></p> 
<p>7. La riorganizzazione del Vicariato tiene conto delle molte e diverse realt&agrave; ecclesiali presenti nell’Urbe, oltre che della situazione sociale ed economica delle persone e delle famiglie che la abitano o che attorno ad essa gravitano.</p> 
<p>Alla Chiesa di Roma appartengono a proprio titolo i membri del Collegio Cardinalizio ai quali spetta di eleggere, a norma di diritto, il Vescovo di Roma. Qui hanno sede le Istituzioni della Curia Romana, delle quali si avvale la Santa Sede per l’esercizio delle sue funzioni universali. Vi si trovano inoltre gli organi di governo di un gran numero di Istituti di Vita consacrata e Societ&agrave; di Vita apostolica, comunit&agrave; deputate alla formazione dei ministri ordinati, qualificate, antiche e pi&ugrave; recenti, istituzioni culturali della Chiesa e gli uffici centrali di diverse organizzazioni cattoliche internazionali. Roma &egrave; altres&igrave; la sede primaziale d’Italia e la sede della Conferenza Episcopale Italiana, nonch&eacute; di varie organizzazioni apostoliche nazionali. A Roma studia e vive un elevato numero di presbiteri, di religiosi e di cristiani laici provenienti dalle varie parti del mondo: la loro presenza e la loro attivit&agrave; - se ben coordinate a fronte di esigenze umane, spirituali e pastorali - arricchiscono la vita cristiana di Roma con l’apporto di diverse spiritualit&agrave; ed esperienze. Roma presenta anche tutte le caratteristiche proprie della capitale di uno Stato moderno, nella quale si riflettono come in uno specchio globale i problemi e le difficolt&agrave; dell’intera Nazione, dell’Europa e del mondo. Quale sede delle principali istituzioni nazionali, e di organismi internazionali, e centro culturale, sociale e politico di primaria importanza, essa contribuisce a creare nei suoi abitanti particolari esigenze.</p> 
<p>8. Un numero rilevante di persone e di famiglie che abitano i diversi quartieri della citt&agrave; di Roma, non solo le periferie, &egrave; gravato da pesanti difficolt&agrave; economiche, sociali, psicologiche e sanitarie. L’invecchiamento della popolazione, la crisi demografica, la presenza di persone senza fissa dimora, sono conseguenza di scelte poco avvedute, oltre che sintomo delle fatiche e delle incertezze del nostro tempo. I cristiani di Roma, e in particolare coloro ai quali sono affidati incarichi e responsabilit&agrave; pastorali, siano consapevoli di dover svolgere la loro missione in un contesto nel quale molte persone si trovano a vivere situazioni di grande sofferenza.</p> 
<p>Particolare impegno deve riversarsi nell’accoglienza dei tanti rifugiati e migranti perch&eacute; la Chiesa di Roma sia, per tutte le altre Chiese, testimone del fatto che nessuno deve essere escluso: &laquo;le tue porte saranno sempre aperte&raquo; (<i>Is</i> 60, 11). Attraverso programmi pastorali e sociali mirati va riconosciuto, sostenuto e valorizzato il contributo che ciascuno pu&ograve; dare al bene di tutti.</p> 
<p>9. Per la sua storia singolare, Roma custodisce un patrimonio artistico unico, fiorito in gran parte nel contesto dell’esperienza della fede cristiana. La citt&agrave; &egrave; meta di pellegrinaggi religiosi e conosce ingenti flussi turistici. La Chiesa di Roma, attraverso i suoi organismi pastorali, dovr&agrave; prendersi cura anche delle persone che a Roma cercano testimonianze di autentica bellezza e di una ricca storia cristianamente connotata, ma pure debitrice verso altre tradizioni e culture.</p> 
<p>10. Per la sua stessa singolare vocazione, alla Chiesa che &egrave; a Roma non pu&ograve; non stare particolarmente a cuore il cammino verso la piena e visibile unit&agrave; dei cristiani. L’intento ecumenico, che non dipende da scelte o iniziative contingenti ma dalla stessa volont&agrave; di Cristo, dalla fede in Lui e dal Battesimo che accomuna i cristiani, rappresenta un impegno prioritario della diocesi. Esso va alimentato con la conoscenza reciproca, la carit&agrave; vicendevole, lo scambio dei doni, la collaborazione con le sorelle e i fratelli di altre Confessioni cristiane.</p> 
<p>11. La Chiesa di Roma, fedele all’insegnamento del <a href="https://www.vatican.va/archive/hist_councils/ii_vatican_council/index_it.htm">Concilio Vaticano II</a>, continuer&agrave; a promuovere e a favorire l’amicizia e il dialogo con la Comunit&agrave; ebraica romana, una delle pi&ugrave; antiche presenti nel mondo.</p> 
<p>12. La presenza di tante persone, famiglie e comunit&agrave; appartenenti a diverse tradizioni religiose richiede anche alla Chiesa di Roma una particolare attenzione al dialogo interreligioso, evitando proselitismi senza rinunciare a una gioiosa testimonianza della fede trasmessa dagli apostoli e della carit&agrave; cristiana.</p> 
<p>13. La memoria viva dei missionari che nel corso dei secoli sono partiti dalla Chiesa dei Santi Apostoli Pietro e Paolo per annunziare il Vangelo in ogni parte della Terra, sollecita in tutta la Diocesi e in ogni fedele di Roma l’apertura alla <i>missio ad gentes</i>, per rendere testimonianza della carit&agrave; universale che la anima e che anima la missione apostolica del proprio Vescovo, Pastore Universale della Chiesa.</p> 
<p>14. Alla luce di queste considerazioni &egrave; bene richiamare alcuni dei pi&ugrave; gravi e urgenti impegni, gi&agrave; in parte segnalati dalla Costituzione Apostolica <i>Ecclesia in Urbe</i>, che attendono la Chiesa di Roma e sollecitano l’azione pastorale del Vicariato e di ogni componente diocesana. Essi sono: l’annuncio del Vangelo e la testimonianza della carit&agrave; verso ogni abitante della Citt&agrave; e in ogni ambiente; la promozione di uno stile sinodale e di pratiche sinodali, cos&igrave; da favorire l’ascolto, la partecipazione, la corresponsabilit&agrave;, e la missione di tutti i battezzati; la cura delle vocazioni al ministero ordinato e alle diverse forme di vita consacrata, accompagnando il discernimento con una formazione evangelicamente umanizzante dei candidati; l’ascolto e il sostegno ai ministri ordinati, favorendo periodiche occasioni di preghiera e riflessione comuni; il rinnovamento delle modalit&agrave; di presenza parrocchiale nelle diverse zone della citt&agrave;, perch&eacute; sia, al contempo, ospitale e in uscita verso chi &egrave; lontano; l’amministrazione dei sacramenti, assicurando la formazione continua e il confronto con i ministri ordinati e i catechisti; la pastorale familiare e giovanile di fronte all’infragilirsi dei legami e alla crescente incredulit&agrave;; l’attenzione da rivolgere agli anziani, valorizzando il patrimonio delle esperienze e nella sollecitudine per i loro bisogni; la vicinanza alle persone sole, ai malati e ai carcerati; l’impegno nell’ambito della cultura e delle comunicazioni, perch&eacute; il pensiero e le relazioni possano nutrirsi di Vangelo; la pastorale della mobilit&agrave; umana, di fronte alla globalizzazione dell’indifferenza, assicurando alle comunit&agrave; straniere luoghi di culto e di incontro per sentirsi a casa lontano da casa, e, insieme, favorendo la graduale integrazione; l’impegno sociale e la testimonianza della carit&agrave; verso le vecchie e nuove povert&agrave; di cui soffrono tante persone e famiglie nella citt&agrave;. Particolare attenzione deve essere rivolta al discernimento della vocazione al diaconato permanente, alla formazione nella prospettiva di una effettiva corresponsabilit&agrave; pastorale, e per il servizio della carit&agrave;. Bisogna, inoltre, assicurare la continua formazione di catechisti, lettori, accoliti e di altre figure ministeriali, per dare piena espressione dei doni battesimali; insistere nell’incontro ecumenico e nel dialogo interreligioso; prestare attenzione a quanti non hanno una fede, ma sono portatori delle domande che sfidano le nostre autoreferenzialit&agrave;; tenere presente la necessit&agrave; della ristrutturazione delle chiese e la costruzione delle nuove parrocchie, in particolare nelle periferie della citt&agrave;, armonizzando bellezza, sobriet&agrave; e sostenibilit&agrave; ambientale ed economica, e assicurando strutture a servizio dell’attivit&agrave; pastorale e del quartiere. Chiedo, infine, di vigilare sulla gestione economica, perch&eacute; sia prudente e responsabile, confidando sempre nella provvidenza divina, e condotta in coerenza con il fine che giustifica il possesso di beni da parte della Chiesa, sacramento di Cristo povero (cfr <i>Fil</i> 2, 5-8), a sostegno dell’attivit&agrave; pastorale e della carit&agrave;.</p> 
<p>15. Poich&eacute; ad ogni ufficio nel popolo di Dio sono collegati comportamenti e impegni corrispondenti alla sua natura, nel disporre questa nuova Costituzione per il Vicariato, di fronte a un &laquo;cambiamento epocale&raquo; <a name="_ftnref27" href="#_ftn27" class=" cleaner">[27]</a> che tutto e tutti coinvolge, auspico che esso sia principalmente un luogo esemplare di comunione, dialogo e prossimit&agrave;, accogliente e trasparente a servizio del rinnovamento e della crescita pastorale della Diocesi di Roma, comunit&agrave; evangelizzatrice, Chiesa sinodale, popolo testimone credibile della misericordia di Dio. E chiedo a quanti ne fanno parte che, nell’adempimento della loro missione, facciano proprio lo sguardo di Ges&ugrave; (cfr <i>Lc</i> 19, 5), che insegna a guardare dal basso. Lui che &laquo;si &egrave; abbassato fino a lavarci i piedi&raquo;, riassumendo cos&igrave; &laquo;l’intera storia della salvezza&raquo;. <a name="_ftnref28" href="#_ftn28" class=" cleaner">[28]</a></p> 
<p>A questo scopo si dovranno osservare i principi e le norme qui di seguito riportati che sostituiscono quelli finora vigenti, derogando per quanto necessario a tutte le disposizioni generali e particolari di documenti antecedenti.</p> 
<p><b>&nbsp;</b></p> 
<p style="text-align: center;"><b>Titolo I</b></p> 
<p style="text-align: center;"><b>PRINCIPI ORIENTATIVI</b></p> 
<p style="text-align: center;">&nbsp;</p> 
<p style="text-align: center;"><b>Articolo 1</b></p> 
<p>Ogni attivit&agrave; svolta nell’ambito del Vicariato di Roma, a qualsiasi livello e con qualsiasi grado di responsabilit&agrave;, &egrave; sempre per sua natura pastorale, orientata alla realizzazione del mistero della salvezza per la Chiesa di Cristo che &egrave; in Roma, secondo uno stile sinodale, e favorisce cos&igrave; quell’esemplarit&agrave; nella missione, nel primato della carit&agrave; e nell’annuncio della misericordia divina, di cui questa Chiesa particolare di origine apostolica &egrave; debitrice all’intera Chiesa cattolica e alle donne e agli uomini del mondo. <a name="_ftnref29" href="#_ftn29" class=" cleaner">[29]</a></p> 
<p style="text-align: center;"><b>Articolo 2</b></p> 
<p>Il fine di ogni attivit&agrave; svolta dagli Uffici del Vicariato di Roma &egrave; quello di sostenere l’annuncio del Vangelo, seguendo gli indirizzi del programma pastorale diocesano. Ponendosi al servizio di tutti i soggetti e di tutte le realt&agrave; ecclesiali, in specie delle parrocchie, ogni Ufficio &egrave; coinvolto nell’impegno a far crescere - mediante un’assidua opera di ascolto, formazione e coordinamento - la corresponsabilit&agrave; dei fedeli, la comunione e l’unit&agrave; pastorale, in vista di un pi&ugrave; incisivo e permanente impegno missionario nella Citt&agrave; e nel Mondo.</p> 
<p style="text-align: center;"><b>Articolo 3</b></p> 
<p>Pur nella distinzione dei compiti e nella responsabilit&agrave; propria di ciascuno, tutti coloro che lavorano a qualsiasi titolo negli Uffici del Vicariato di Roma, scelti in base al loro percorso religioso di fede, esperienza pastorale e competenza, prestino la loro valida collaborazione in spirito di servizio, guardando alla diaconia di Cristo che &egrave; venuto a servire e non ad essere servito. <a name="_ftnref30" href="#_ftn30" class=" cleaner">[30]</a></p> 
<p style="text-align: center;"><b>Articolo 4</b></p> 
<p>I singoli Uffici, pur rispondendo a peculiari finalit&agrave;, nel rispetto delle competenze di ciascuno, avranno fra loro unit&agrave; e stretta coordinazione di indirizzi, di scelte e di attivit&agrave;, al fine di realizzare un’effettiva sinodalit&agrave; e ottenere una organica e fruttuosa azione pastorale, secondo gli orientamenti del programma pastorale diocesano, approvato dal Cardinale Vicario. <a name="_ftnref31" href="#_ftn31" class=" cleaner">[31]</a></p> 
<p style="text-align: center;"><b>Articolo 5</b></p> 
<p>La vitalit&agrave; degli Uffici deve essere assicurata anche mediante un’integrazione vicendevole e, ove possibile, mediante un opportuno avvicendamento del personale direttivo, nominato per un quinquennio. La proroga, per un ulteriore quinquennio, pu&ograve; essere concessa dal Cardinale Vicario, sentito il Consiglio Episcopale. Per una pi&ugrave; efficace mediazione con le comunit&agrave; ecclesiali presteranno la loro collaborazione, anche a tempo parziale e secondo la loro specifica competenza, presbiteri, diaconi, religiose, religiosi, laiche e laici scelti dai diversi ambienti pastorali. <a name="_ftnref32" href="#_ftn32" class=" cleaner">[32]</a></p> 
<p style="text-align: center;"><b>Articolo 6</b></p> 
<p>Da parte di tutti dovr&agrave; esserci l’impegno di una costante personale assiduit&agrave; e di un progressivo aggiornamento, nonch&eacute; un concreto inserimento nella vita e nell’azione pastorale diocesana e, da parte dei sacerdoti, anche un’attiva partecipazione alla cura d’anime. <a name="_ftnref33" href="#_ftn33" class=" cleaner">[33]</a></p> 
<p style="text-align: center;"><b>Articolo 7</b></p> 
<p>Nel nuovo Regolamento Generale per il personale del Vicariato di Roma <a name="_ftnref34" href="#_ftn34" class=" cleaner">[34]</a> sar&agrave; contenuta la normativa circa le competenze degli Uffici, le procedure da applicare, le funzioni e le attivit&agrave; del personale in servizio presso il medesimo Vicariato, sotto i diversi profili organizzativo, disciplinare ed economico.&nbsp; <br /> &nbsp;</p> 
<p style="text-align: center;"><b>Titolo II</b></p> 
<p style="text-align: center;"><b>STRUTTURA CENTRALE DEL VICARIATO</b></p> 
<p style="text-align: center;">&nbsp;</p> 
<p style="text-align: center;"><b>Articolo 8</b></p> 
<p>&sect; 1. Il Vicariato di Roma, organo della Santa Sede dotato di personalit&agrave; giuridica ed amministrazione propria, svolge la funzione di Curia diocesana <a name="_ftnref35" href="#_ftn35" class=" cleaner">[35]</a> caratterizzata dalla peculiare natura della Diocesi di Roma.</p> 
<p>&sect; 2. La sua configurazione giuridica di Organo della Santa Sede lo rende soggetto alle norme del diritto canonico universale, nonch&eacute; a quelle applicabili alle Istituzioni della Curia Romana. Si applicano al Vicariato di Roma le norme vigenti nello Stato della Citt&agrave; del Vaticano per ci&ograve; che riguarda il Palazzo Lateranense e gli altri immobili, indicati nel Trattato Lateranense, di cui il Vicariato abbia la disponibilit&agrave;. Si applica la normativa italiana per tutte le altre fattispecie.</p> 
<p style="text-align: center;"><b>Articolo 9</b></p> 
<p>Nell’ambito della Diocesi di Roma, i fedeli che si trovano nel territorio della Citt&agrave; del Vaticano sono soggetti alla giurisdizione dell’Arciprete <i>pro tempore</i> della Basilica Vaticana, mio Vicario Generale per la Citt&agrave; del Vaticano. <a name="_ftnref36" href="#_ftn36" class=" cleaner">[36]</a> &nbsp;</p> 
<p style="text-align: center;"><b>Articolo 10</b></p> 
<p>Il Cardinale Vicario, a mio nome e per mio mandato, esercita il ministero episcopale di magistero, santificazione e governo pastorale per la Diocesi di Roma con potest&agrave; ordinaria vicaria nei termini da me stabiliti. Egli, perci&ograve;, ha l’alta ed effettiva direzione del Vicariato ed &egrave; giudice ordinario della Diocesi di Roma <a name="_ftnref37" href="#_ftn37" class=" cleaner">[37]</a>, avvalendosi anche della collaborazione degli altri miei Vescovi Ausiliari, tra i quali nomino il Vicegerente.</p> 
<p style="text-align: center;"><b>Articolo 11</b></p> 
<p>Il Cardinale Vicario &egrave; il legale rappresentante della Diocesi di Roma e del Vicariato di Roma.&nbsp;</p> 
<p style="text-align: center;"><b>Articolo 12</b></p> 
<p>Il Cardinale Vicario provveder&agrave; a riferirmi periodicamente e ogniqualvolta lo riterr&agrave; necessario circa l’attivit&agrave; pastorale e la vita della Diocesi. In particolare, non intraprender&agrave; iniziative importanti senza aver prima a me riferito. <a name="_ftnref38" href="#_ftn38" class=" cleaner">[38]</a></p> 
<p style="text-align: center;"><b>Articolo 13</b></p> 
<p>Il Cardinale Vicario non cessa dal suo Ufficio nella vacanza della Sede Apostolica. <a name="_ftnref39" href="#_ftn39" class=" cleaner">[39]</a></p> 
<p style="text-align: center;"><b>Articolo 14</b></p> 
<p>Il Cardinale Vicario, nell’esercizio della sua potest&agrave; ordinaria vicaria, &egrave; coadiuvato dal Vicegerente e dagli altri Vescovi Ausiliari da me nominati. <a name="_ftnref40" href="#_ftn40" class=" cleaner">[40]</a></p> 
<p style="text-align: center;"><b>Articolo 15</b></p> 
<p>&sect; 1. Il Vicegerente esercita la potest&agrave; ordinaria vicaria nei limiti da me stabiliti, in stretta comunione ed in costante raccordo con il Cardinale Vicario. Egli coadiuva il Cardinale Vicario nell’attuazione delle sue direttive.</p> 
<p>&sect; 2. Esercita i poteri propri del Cardinale Vicario quando questi sia impedito o assente o l’Ufficio del medesimo sia vacante, <a name="_ftnref41" href="#_ftn41" class=" cleaner">[41]</a> avendo cura di sottopormi le questioni di maggior rilevanza.&nbsp;</p> 
<p style="text-align: center;"><b>Articolo 16</b></p> 
<p>L’Ufficio del Vicegerente non cessa durante la vacanza della Sede Apostolica. <a name="_ftnref42" href="#_ftn42" class=" cleaner">[42]</a></p> 
<p style="text-align: center;"><b>Articolo 17</b></p> 
<p>&sect; 1. I Vescovi Ausiliari sono Vicari episcopali ed esercitano il loro ministero nel settore territoriale o nell’ambito pastorale e amministrativo per cui sono stati nominati. Ogni Vescovo Ausiliare potr&agrave; esercitare il ministero sia nell’ambito territoriale che in quello pastorale e amministrativo.</p> 
<p>&sect; 2. Essi hanno la facolt&agrave; ordinaria, in tutta la Diocesi, di celebrare i sacramenti ed i sacramentali nonch&eacute; di assistere ai matrimoni. Hanno altres&igrave; le facolt&agrave; che il Cardinale Vicario conferir&agrave; loro con proprio decreto. Nel caso delle Sacre Ordinazioni, sono soggetti al disposto dei cann. 1015-1017 C.I.C. <a name="_ftnref43" href="#_ftn43" class=" cleaner">[43]</a>.</p> 
<p>&sect; 3. Alle facolt&agrave; di cui al paragrafo precedente si applica il can. 409 &sect; 2 C.I.C.&nbsp;</p> 
<p style="text-align: center;"><b>Articolo 18</b></p> 
<p>&sect; 1. I Vescovi Ausiliari operano al servizio delle realt&agrave; ecclesiali del Settore loro assegnato o del proprio ambito pastorale, in comunione con i chierici, i laici e i consacrati e in piena condivisione con il Cardinale Vicario. Essi si riuniscono periodicamente nel Consiglio Episcopale.</p> 
<p>&sect; 2. Quando si presenta la necessit&agrave; di provvedere alla nomina di un Parroco e di un Viceparroco, il Vescovo Ausiliare competente del Settore territoriale valuta le caratteristiche proprie e le esigenze della parrocchia e, sentito il Consiglio Pastorale parrocchiale interessato, presenta le proprie indicazioni al Consiglio Episcopale, che esprime il proprio parere. Il Cardinale Vicario, tenuto conto degli elementi acquisiti, sottopone i candidati all’ufficio di Parroco al Vescovo di Roma per la nomina e provvede inoltre alla nomina dei Viceparroci.&nbsp;</p> 
<p style="text-align: center;"><b>Articolo 19</b></p> 
<p>&sect; 1. Il <i>Moderator curiae</i> coadiuva il Cardinale Vicario nell’esercizio delle sue funzioni. &Egrave; da me nominato su presentazione del Cardinale Vicario per un quinquennio e pu&ograve; essere riconfermato per un ulteriore mandato.</p> 
<p>&sect; 2. Egli coordina le attivit&agrave; del Vicariato in attuazione delle direttive del Cardinale Vicario.</p> 
<p>&sect; 3. Il <i>Moderator curiae</i> vigila sul corretto adempimento dei compiti affidati al personale.&nbsp;</p> 
<p style="text-align: center;"><b>Articolo 20</b></p> 
<p>In vista delle ordinazioni diaconali e presbiterali per la Diocesi di Roma, il Vescovo Delegato per i Seminari, sentito il Rettore e i formatori del Seminario, presenta una relazione al Consiglio Episcopale. Il Cardinale Vicario, tenuto conto degli elementi acquisiti e sentito il Consiglio Episcopale, mi sottopone i candidati per l’eventuale ammissione agli Ordini sacri. &nbsp;</p> 
<p>&nbsp;</p> 
<p style="text-align: center;"><b>&nbsp;</b></p> 
<p style="text-align: center;"><b>Titolo III</b></p> 
<p style="text-align: center;"><b>ORGANI DELLA SINODALIT&Agrave;<br /> A SERVIZIO DELLA MISSIONE DELLA DIOCESI DI ROMA</b></p> 
<p>&nbsp;</p> 
<p style="text-align: center;"><b>Articolo 21</b></p> 
<p>&sect; 1. Il Consiglio Episcopale, presieduto dal Cardinale Vicario, &egrave; composto dal Vicegerente e dai Vescovi Ausiliari <a name="_ftnref44" href="#_ftn44" class=" cleaner">[44]</a>.</p> 
<p>&sect; 2. Il Cardinale Vicario, nell’esercizio della sua potest&agrave; ordinaria vicaria, si avvale del Consiglio Episcopale quale organo consultivo, al fine di favorire l’unit&agrave; dell’azione pastorale e di governo. Esso esprime il proprio parere sulle principali questioni pastorali e amministrative riguardanti la Diocesi e il Vicariato di Roma.</p> 
<p>&sect; 3. Il Consiglio Episcopale si riunisce periodicamente su convocazione del Cardinale Vicario. Alle riunioni del Consiglio Episcopale pu&ograve; partecipare il <i>Moderator curiae</i> su invito del Cardinale Vicario.</p> 
<p>&sect; 4. Delle riunioni del Consiglio Episcopale viene redatto verbale, poi conservato nell’Archivio generale diocesano.&nbsp;</p> 
<p style="text-align: center;"><b>Articolo 22</b></p> 
<p>&sect; 1. Il Cardinale Vicario si avvale del parere del Consiglio Pastorale Diocesano, del Consiglio Presbiterale, del Collegio dei Consultori e del Consiglio dei Prefetti per l’elaborazione e la verifica del programma pastorale diocesano e per la formulazione delle linee direttive dell’azione pastorale. <a name="_ftnref45" href="#_ftn45" class=" cleaner">[45]</a></p> 
<p>&sect; 2. I predetti Consigli sono convocati dal Cardinale Vicario e da lui presieduti e operano secondo le norme del Codice di Diritto Canonico e i rispettivi statuti, da lui approvati, nel rispetto della peculiare configurazione della Diocesi di Roma.&nbsp;</p> 
<p style="text-align: center;"><b>Articolo 23</b></p> 
<p>&sect; 1. Il Consiglio Diocesano per gli Affari Economici, costituito a norma dei cann. 492-494 C.I.C. e presieduto dal Cardinale Vicario o dal Vicegerente, ha il compito di predisporre ogni anno il preventivo della gestione economica della Diocesi di Roma e di approvare il rendiconto consuntivo delle entrate e delle uscite.</p> 
<p>&sect; 2. Il Cardinale Vicario si avvale del parere del Consiglio Diocesano per gli Affari Economici negli atti di maggiore importanza e, nei casi previsti dal diritto, ne richiede il consenso.</p> 
<p style="text-align: center;"><b>Articolo 24</b></p> 
<p>&sect; 1. In ogni parrocchia della Diocesi di Roma sia costituito il Consiglio Pastorale Parrocchiale, a norma del can. 536 C.I.C., presieduto dal Parroco.</p> 
<p>&sect; 2. I Consigli Pastorali di Settore e di Prefettura sono costituiti secondo le disposizioni particolari della Diocesi di Roma.</p> 
<p>&sect; 3. I predetti Consigli operano secondo i rispettivi statuti, approvati dal Cardinale Vicario. &nbsp;</p> 
<p>&nbsp;</p> 
<p style="text-align: center;"><b>&nbsp;</b></p> 
<p style="text-align: center;"><b>Titolo IV</b></p> 
<p style="text-align: center;"><b>UFFICI, SERVIZI E ORGANI GIUDIZIARI DEL VICARIATO</b></p> 
<p style="text-align: center;"><b>&nbsp;</b></p> 
<p style="text-align: center;"><b>Articolo 25</b></p> 
<p>Il Vicariato o Curia diocesana di Roma si articola in Uffici, Organi giudiziari ed eventuali altri organismi che siano previsti nel Regolamento.</p> 
<p style="text-align: center;"><b>Articolo 26</b></p> 
<p>&sect; 1. Ogni Ufficio, oltre al Direttore, pu&ograve; avere un Vicedirettore ed uno o pi&ugrave; Addetti.</p> 
<p>&sect; 2. I Direttori degli Uffici sono nominati dal Cardinale Vicario previa mia approvazione; i Vicedirettori sono nominati dal Cardinale Vicario, sentito il Consiglio Episcopale, per un quinquennio e possono essere confermati per un ulteriore mandato. Gli altri Addetti sono nominati dal Cardinale Vicario a norma del Regolamento.</p> 
<p style="text-align: center;"><b>Articolo 27</b></p> 
<p>Il Cancelliere ha le competenze previste dal Codice di Diritto Canonico e dirige l’Ufficio di Cancelleria. &Egrave; nominato a norma dell’articolo 5.</p> 
<p style="text-align: center;"><b>Articolo 28</b></p> 
<p>L’Economo, distinto dal Direttore dell’Ufficio amministrativo, ha le competenze previste dal Codice di Diritto Canonico. &Egrave; nominato a norma dell’articolo 5.</p> 
<p style="text-align: center;"><b>Articolo 29</b></p> 
<p>Presso il Vicariato di Roma &egrave; istituita come organo di controllo interno, una Commissione Indipendente di Vigilanza, con un proprio Regolamento da me approvato.</p> 
<p style="text-align: center;"><b>Articolo 30</b></p> 
<p>Presso il Vicariato di Roma &egrave; costituita, sotto la presidenza del Cardinale Vicario, l’Opera Romana Pellegrinaggi, che per il raggiungimento delle sue specifiche finalit&agrave; &egrave; dotata di un proprio statuto e di un proprio regolamento, approvati dallo stesso Cardinale Vicario.</p> 
<p style="text-align: center;"><b>Articolo 31</b></p> 
<p>&sect; 1. Per rispondere alle esigenze della Diocesi di Roma, in conformit&agrave; ai principi e alle norme di cui sopra, sono istituiti nel Vicariato i seguenti Uffici, raggruppati nei diversi ambiti pastorali e amministrativi:</p> 
<p><b>Ambito della formazione cristiana</b></p> 
<p>Ufficio per la formazione liturgica e la celebrazione dei Sacramenti<br /> Ufficio catecumenato<br /> Ufficio catechesi</p> 
<p><b>Ambito per la cura del diaconato, del clero, e della vita religiosa</b></p> 
<p>Ufficio per le vocazioni<br /> Ufficio per il diaconato<br /> Ufficio per il clero<br /> Ufficio per la formazione permanente del clero<br /> Ufficio per la vita consacrata</p> 
<p><b>Ambito per la cura delle et&agrave; e della vita</b></p> 
<p>Ufficio per la pastorale familiare<br /> Ufficio per la pastorale giovanile<br /> Ufficio per la pastorale degli anziani e dei malati<br /> Ufficio per la pastorale cimiteriale</p> 
<p><b>Ambito dell’educazione</b></p> 
<p>Ufficio per la pastorale scolastica e l’insegnamento della religione<br /> Ufficio scuola cattolica<br /> Ufficio per la pastorale universitaria</p> 
<p><b>Ambito della Diaconia della Carit&agrave;</b></p> 
<p>Ufficio della &laquo;Caritas&raquo; diocesana<br /> Ufficio per la pastorale sanitaria<br /> Ufficio per la pastorale carceraria</p> 
<p><b>Ambito della Chiesa ospitale e &laquo;in uscita&raquo;</b></p> 
<p>Ufficio per l’ecumenismo, il dialogo interreligioso e i nuovi culti<br /> Ufficio Cultura<br /> Ufficio per la cooperazione missionaria tra le Chiese<br /> Ufficio per le aggregazioni laicali e le confraternite<br /> Ufficio Migrantes per la pastorale della mobilit&agrave; umana<br /> Ufficio per la pastorale sociale, del lavoro e della custodia del creato<br /> Ufficio per la pastorale del tempo libero, del turismo e dello sport<br /> Ufficio per la pastorale del pellegrinaggio</p> 
<p><b>Ambito dell’Amministrazione dei beni</b></p> 
<p>Ufficio Amministrativo</p> 
<p>- sezione affari interni<br /> - sezione affari esterni</p> 
<p>Ufficio per l’edilizia del culto</p> 
<p>- sezione affari interni<br /> - sezione affari esterni</p> 
<p>Ufficio del patrimonio, la cui competenza consiste nel censimento delle propriet&agrave; immobiliari a reddito e dei relativi contratti in uso e scadenza</p> 
<p><b>Ambito giuridico</b></p> 
<p>Ufficio Matrimoni e disciplina dei Sacramenti</p> 
<p>Ufficio di Cancelleria</p> 
<p>- sezione affari interni<br /> - sezione affari esterni</p> 
<p>Ufficio giuridico</p> 
<p>- sezione affari interni<br /> - sezione affari esterni<b><br /> <br /> Servizio della Segreteria generale</b></p> 
<p>Ufficio di segreteria<br /> Ufficio di comunicazioni sociali<br /> Ufficio affari informatici - Centro elaborazione dati<br /> Ufficio dell’Archivio generale diocesano<br /> Ufficio dell’Archivio storico diocesano</p> 
<p><b>Servizio per la tutela dei minori e delle persone vulnerabili</b>, che riferisce al Consiglio Episcopale per il tramite del Vescovo Ausiliare da me nominato.</p> 
<p>&sect; 2. Il Cardinale Vicario, sentito il Consiglio Episcopale, pu&ograve; istituire Sezioni interne a un Ufficio con specifiche competenze.</p> 
<p style="text-align: center;"><b>Articolo 32</b></p> 
<p>Il Cardinale Vicario, sentito il Consiglio Episcopale, pu&ograve; sottoporre alla mia considerazione la creazione di nuovi Uffici o la modifica e la soppressione degli Uffici esistenti. &nbsp;</p> 
<p>&nbsp;</p> 
<p style="text-align: center;"><b>&nbsp;</b></p> 
<p style="text-align: center;"><b>Titolo V</b></p> 
<p style="text-align: center;"><b>I TRIBUNALI</b></p> 
<p style="text-align: center;"><b>&nbsp;</b></p> 
<p style="text-align: center;"><b>Articolo 33</b></p> 
<p>Presso il Vicariato di Roma sono costituiti due distinti Tribunali:</p> 
<p>- il Tribunale Ordinario della Diocesi di Roma,</p> 
<p>- il Tribunale Interdiocesano di Prima Istanza per le cause di nullit&agrave; di matrimonio della Regione Lazio.</p> 
<p style="text-align: center;"><b>Articolo 34</b></p> 
<p>&sect; 1. Il Cardinale Vicario, in virt&ugrave; della potest&agrave; ordinaria vicaria che esercita in nome del Sommo Pontefice, &egrave; giudice ordinario della Diocesi di Roma e Moderatore dei Tribunali.</p> 
<p>&sect; 2. Il Vicegerente di Roma esercita la potest&agrave; propria del Cardinale Vicario sui Tribunali nel caso di impedimento o di assenza del medesimo, o qualora l’Ufficio resti vacante.</p> 
<p style="text-align: center;"><b>Articolo 35</b></p> 
<p>I singoli Tribunali sono costituiti dal Vicario Giudiziale, da un numero conveniente di Vicari Giudiziali aggiunti, da Giudici, da Promotori di Giustizia e Difensori del Vincolo, dal Cancelliere, da un congruo numero di Notari e dal personale ausiliario.</p> 
<p style="text-align: center;"><b>Articolo 36</b></p> 
<p>&sect; 1. I Vicari Giudiziali dei suddetti Tribunali sono da me nominati per un quinquennio e possono essere riconfermati anche per pi&ugrave; mandati consecutivi. Per il Tribunale Ordinario della Diocesi di Roma la nomina avverr&agrave; su presentazione del Cardinale Vicario; per il Tribunale Interdiocesano di Prima Istanza per le cause di nullit&agrave; di matrimonio avverr&agrave; su presentazione del Cardinale Vicario, previo consenso delle Diocesi che aderiscono ad esso.</p> 
<p>&sect; 2. I Vicari Giudiziali aggiunti e i Giudici sono nominati dal Cardinale Vicario, col consenso del Consiglio Episcopale, previa mia approvazione, per un quinquennio, e possono essere riconfermati anche per pi&ugrave; mandati consecutivi. Nel caso di nomina per il Tribunale Interdiocesano di Prima Istanza per le cause di nullit&agrave; di matrimonio, il Cardinale Vicario conferir&agrave; l’Ufficio udite anche le Diocesi che aderiscono ad esso.</p> 
<p>&sect; 3. I Promotori di Giustizia, i Difensori del Vincolo, i Cancellieri, i Notari e gli altri addetti sono tutti nominati dal Cardinale Vicario, con il consenso del Consiglio Episcopale. Nel caso di nomina dei Promotori di Giustizia e dei Difensori del Vincolo per il Tribunale Interdiocesano di Prima Istanza per le cause di nullit&agrave; di matrimonio, il Cardinale Vicario conferir&agrave; l’Ufficio udite anche le Diocesi che aderiscono ad esso.</p> 
<p style="text-align: center;"><b>Articolo 37</b></p> 
<p>&sect; 1. Salvo il prescritto del can. 1490 C.I.C., nei suddetti Tribunali fungono da Patroni e Procuratori delle parti nelle cause matrimoniali coloro che, iscritti all’Albo dei Procuratori e degli Avvocati del Tribunale della Rota Romana, sono stati approvati dal Cardinale Vicario, sentito il parere del Consiglio Episcopale.</p> 
<p>&sect; 2. Altri Patroni e Procuratori, compresi quelli iscritti negli elenchi degli altri Tribunali ecclesiastici, possono assumere il patrocinio solo se approvati nei singoli casi dal Cardinale Vicario.</p> 
<p>&sect; 3. Possono fungere da Periti coloro che sono stati ammessi dal Cardinale Vicario con suo decreto, ottenuto il consenso del Consiglio Episcopale.</p> 
<p style="text-align: center;"><b>Articolo 38</b></p> 
<p>&sect; 1. Il Vicario Giudiziale esercita l’autorit&agrave; amministrativa, disciplinare ed economica sul proprio Tribunale ed &egrave; tenuto a renderne conto al Moderatore.</p> 
<p>&sect; 2. Ogni Tribunale &egrave; dotato di una propria amministrazione.</p> 
<p>&sect; 3. I Tribunali si atterranno, per quanto compatibile con la loro condizione giuridica, alle disposizioni emanate dalla Conferenza Episcopale Italiana in materia di regime amministrativo e di regolamentazione dell’attivit&agrave; di patrocinio.</p> 
<p style="text-align: center;"><b>Articolo 39</b></p> 
<p>Il Vicario Giudiziale di ogni Tribunale presenta il regolamento interno del proprio Tribunale al Cardinale Vicario che lo approva con suo decreto, udite anche le Diocesi che accedono ad esso quando si tratti del regolamento per il Tribunale Interdiocesano di Prima Istanza per le cause di nullit&agrave; del matrimonio. Tale regolamento, complementare a quanto in materia gi&agrave; prevedono il Codice di diritto canonico e le disposizioni della Conferenza Episcopale Italiana di cui all’articolo precedente, deve stabilire i criteri per l’attivit&agrave; amministrativa disciplinare ed economica del Tribunale.</p> 
<p style="text-align: center;"><b>Articolo 40</b></p> 
<p>&sect; 1. Il Tribunale Ordinario della Diocesi di Roma, retto dai cann. 1419-1437 C.I.C., ha competenza nelle cause che il Codice attribuisce al Tribunale diocesano di primo grado, eccetto le cause di nullit&agrave; di matrimonio.</p> 
<p>&sect; 2. Il Tribunale Ordinario tratta altres&igrave; le cause dei Santi, in conformit&agrave; alle disposizioni speciali emanate dalla Santa Sede, le cause di dispensa &laquo;<i>super rato et non consummato</i>&raquo;, le cause di scioglimento del vincolo &laquo;<i>in favorem fidei</i>&raquo;.</p> 
<p>&sect; 3. Da questo Tribunale si appella al Tribunale della Rota Romana.</p> 
<p style="text-align: center;"><b>Articolo 41</b></p> 
<p>&sect; 1. Il Tribunale Interdiocesano di Prima Istanza per le cause di nullit&agrave; di matrimonio ha competenza sulle cause di nullit&agrave; di matrimonio delle Diocesi che accedono ad esso.</p> 
<p>&sect; 2. Da questo Tribunale si appella al Tribunale della Rota Romana.</p> 
<p style="text-align: center;"><b>Articolo 42</b></p> 
<p>Le cause che erano devolute al Tribunale di Appello del Vicariato di Roma sono trattate e decise dal Tribunale della Rota Romana.</p> 
<p>_________________<br /> &nbsp;</p> 
<p><a name="_ftn1" href="#_ftnref1" class=" cleaner">[1]</a> Cfr CONCILIO ECUMENICO VATICANO II, Costituzione dogmatica&nbsp; <i><a href="https://www.vatican.va/archive/hist_councils/ii_vatican_council/documents/vat-ii_const_19641121_lumen-gentium_it.html#22">Lumen gentium</a></i>, 22.</p> 
<p><a name="_ftn2" href="#_ftnref2" class=" cleaner">[2]</a>&nbsp;Cfr&nbsp; <i><a href="https://www.vatican.va/archive/hist_councils/ii_vatican_council/documents/vat-ii_const_19641121_lumen-gentium_it.html#23">Ibidem</a></i>, 23.</p> 
<p><a name="_ftn3" href="#_ftnref3" class=" cleaner">[3]</a>&nbsp; <i><a href="https://www.vatican.va/archive/hist_councils/ii_vatican_council/documents/vat-ii_const_19641121_lumen-gentium_it.html#23">Ibidem</a></i>.</p> 
<p><a name="_ftn4" href="#_ftnref4" class=" cleaner">[4]</a> Cfr PAOLO VI,&nbsp; <a href="https://www.vatican.va/content/paul-vi/it/speeches/1965/documents/hf_p-vi_spe_19651207_epilogo-concilio.html">A<i>llocuzione per l’ultima Sessione Pubblica del Concilio Ecumenico Vaticano II</i></a> <i>&nbsp;</i>(7 dicembre 1965).</p> 
<p><a name="_ftn5" href="#_ftnref5" class=" cleaner">[5]</a> Cfr CONCILIO ECUMENICO VATICANO II, Costituzione dogmatica&nbsp; <i><a href="https://www.vatican.va/archive/hist_councils/ii_vatican_council/documents/vat-ii_const_19641121_lumen-gentium_it.html">Lumen gentium</a></i>, 1.</p> 
<p><a name="_ftn6" href="#_ftnref6" class=" cleaner">[6]</a> Cfr CONCILIO ECUMENICO VATICANO II, Costituzione pastorale&nbsp; <i><a href="https://www.vatican.va/archive/hist_councils/ii_vatican_council/documents/vat-ii_const_19651207_gaudium-et-spes_it.html">Gaudium et spes</a></i>, 1.</p> 
<p><a name="_ftn7" href="#_ftnref7" class=" cleaner">[7]</a> Cfr FRANCESCO,&nbsp; <i><a href="https://www.vatican.va/content/francesco/it/speeches/2015/october/documents/papa-francesco_20151017_50-anniversario-sinodo.html">Discorso in occasione della commemorazione del 50&ordm; anniversario dell’Istituzione del Sinodo dei Vescovi</a></i>&nbsp;(17 ottobre 2015).</p> 
<p><a name="_ftn8" href="#_ftnref8" class=" cleaner">[8]</a>&nbsp;Cfr&nbsp; <i><a href="https://www.vatican.va/archive/cod-iuris-canonici/ita/documents/cic_libroII_469-474_it.html#CAPITOLO_II">Codice di Diritto Canonico</a></i>, can. 469.</p> 
<p><a name="_ftn9" href="#_ftnref9" class=" cleaner">[9]</a> FRANCESCO, Esortazione apostolica&nbsp; <i><a href="https://www.vatican.va/content/francesco/it/apost_exhortations/documents/papa-francesco_esortazione-ap_20131124_evangelii-gaudium.html#Un_improrogabile_rinnovamento_ecclesiale">Evangelii gaudium</a></i>, 27.</p> 
<p><a name="_ftn10" href="#_ftnref10" class=" cleaner">[10]</a>&nbsp; <i><a href="https://www.vatican.va/content/francesco/it/apost_exhortations/documents/papa-francesco_esortazione-ap_20131124_evangelii-gaudium.html#Prendere_l’iniziativa,_coinvolgersi,_accompagnare,_fruttificare_e_festeggiare">Ibidem</a></i>, 24.</p> 
<p><a name="_ftn11" href="#_ftnref11" class=" cleaner">[11]</a> CONCILIO ECUMENICO VATICANO II, Costituzione dogmatica&nbsp; <i><a href="https://www.vatican.va/archive/hist_councils/ii_vatican_council/documents/vat-ii_const_19641121_lumen-gentium_it.html">Lumen gentium</a></i>, 26.</p> 
<p><a name="_ftn12" href="#_ftnref12" class=" cleaner">[12]</a> GREGORIO MAGNO,&nbsp; <i>Epistola VIII</i>, 30, PL 77, 933 C.</p> 
<p><a name="_ftn13" href="#_ftnref13" class=" cleaner">[13]</a> FRANCESCO,&nbsp; <i><a href="https://www.vatican.va/content/francesco/it/speeches/2015/november/documents/papa-francesco_20151110_firenze-convegno-chiesa-italiana.html">Discorso in occasione del Convegno ecclesiale della Chiesa italiana</a></i>, Firenze, 10 novembre 2015.</p> 
<p><a name="_ftn14" href="#_ftnref14" class=" cleaner">[14]</a> Cfr FRANCESCO, Esortazione apostolica&nbsp; <i><a href="https://www.vatican.va/content/francesco/it/apost_exhortations/documents/papa-francesco_esortazione-ap_20131124_evangelii-gaudium.html#La_realt&agrave;_&egrave;_pi&ugrave;_importante_dell’idea">Evangelii gaudium</a></i>, 231-233.</p> 
<p><a name="_ftn15" href="#_ftnref15" class=" cleaner">[15]</a> <i><a href="https://www.vatican.va/content/francesco/it/apost_exhortations/documents/papa-francesco_esortazione-ap_20131124_evangelii-gaudium.html#II._Pastorale_in_conversione">Ibidem</a></i>, 25.</p> 
<p><a name="_ftn16" href="#_ftnref16" class=" cleaner">[16]</a> Cfr CONCILIO ECUMENICO VATICANO II, Costituzione dogmatica&nbsp; <i><a href="https://www.vatican.va/archive/hist_councils/ii_vatican_council/documents/vat-ii_const_19641121_lumen-gentium_it.html">Lumen gentium</a></i>, 1.</p> 
<p><a name="_ftn17" href="#_ftnref17" class=" cleaner">[17]</a> <i><a href="https://www.vatican.va/archive/hist_councils/ii_vatican_council/documents/vat-ii_const_19641121_lumen-gentium_it.html#8">Ibidem</a></i>, 8.</p> 
<p><a name="_ftn18" href="#_ftnref18" class=" cleaner">[18]</a> AMBROGIO,&nbsp; <i>I sei giorni della creazione</i>, IV.</p> 
<p><a name="_ftn19" href="#_ftnref19" class=" cleaner">[19]</a> Cfr FRANCESCO,&nbsp; <i><a href="https://www.vatican.va/content/francesco/it/speeches/2021/september/documents/20210918-fedeli-diocesiroma.html">Discorso ai fedeli della Diocesi di Roma</a></i>&nbsp;(18 settembre 2021).</p> 
<p><a name="_ftn20" href="#_ftnref20" class=" cleaner">[20]</a> CONCILIO ECUMENICO VATICANO II, Costituzione dogmatica&nbsp; <i><a href="https://www.vatican.va/archive/hist_councils/ii_vatican_council/documents/vat-ii_const_19641121_lumen-gentium_it.html">Lumen gentium</a></i>, 1.</p> 
<p><a name="_ftn21" href="#_ftnref21" class=" cleaner">[21]</a> Cfr FRANCESCO, Esortazione apostolica&nbsp; <i><a href="https://www.vatican.va/content/francesco/it/apost_exhortations/documents/papa-francesco_esortazione-ap_20131124_evangelii-gaudium.html#I._Una_Chiesa_in_uscita">Evangelii gaudium</a></i>, 20-24.</p> 
<p><a name="_ftn22" href="#_ftnref22" class=" cleaner">[22]</a> Cfr CONCILIO ECUMENICO VATICANO II, Costituzione dogmatica&nbsp; <i><a href="https://www.vatican.va/archive/hist_councils/ii_vatican_council/documents/vat-ii_const_19651118_dei-verbum_it.html">Dei Verbum</a></i>,&nbsp;8.</p> 
<p><a name="_ftn23" href="#_ftnref23" class=" cleaner">[23]</a> Cfr FRANCESCO,&nbsp; <i><a href="https://www.vatican.va/content/francesco/it/speeches/2015/november/documents/papa-francesco_20151110_firenze-convegno-chiesa-italiana.html">Discorso in occasione del Convegno ecclesiale della Chiesa italiana</a></i>, Firenze, 10 novembre 2015.</p> 
<p><a name="_ftn24" href="#_ftnref24" class=" cleaner">[24]</a> Cfr FRANCESCO, Esortazione apostolica&nbsp; <i><a href="https://www.vatican.va/content/francesco/it/apost_exhortations/documents/papa-francesco_esortazione-ap_20131124_evangelii-gaudium.html#V. Una_madre_dal_cuore_aperto">Evangelii gaudium</a></i>, 49.</p> 
<p><a name="_ftn25" href="#_ftnref25" class=" cleaner">[25]</a> Cfr CONCILIO ECUMENICO VATICANO II, Costituzione pastorale&nbsp; <i><a href="https://www.vatican.va/archive/hist_councils/ii_vatican_council/documents/vat-ii_const_19651207_gaudium-et-spes_it.html">Gaudium et spes</a></i>, 4.</p> 
<p><a name="_ftn26" href="#_ftnref26" class=" cleaner">[26]</a> Cfr FRANCESCO,&nbsp; <i><a href="https://www.vatican.va/content/francesco/it/speeches/2021/september/documents/20210918-fedeli-diocesiroma.html">Discorso ai fedeli della Diocesi di Roma</a></i>&nbsp;(18 settembre 2021).</p> 
<p><a name="_ftn27" href="#_ftnref27" class=" cleaner">[27]</a> Cfr FRANCESCO, Esortazione apostolica&nbsp; <i><a href="https://www.vatican.va/content/francesco/it/apost_exhortations/documents/papa-francesco_esortazione-ap_20131124_evangelii-gaudium.html#I._Alcune_sfide_del_mondo_attuale">Evangelii gaudium</a></i>, 52.</p> 
<p><a name="_ftn28" href="#_ftnref28" class=" cleaner">[28]</a> Cfr FRANCESCO,&nbsp; <i><a href="https://www.vatican.va/content/francesco/it/angelus/2022/documents/20221030-angelus.html">Angelus</a></i>&nbsp;(30 ottobre 2022).</p> 
<p><a name="_ftn29" href="#_ftnref29" class=" cleaner">[29]</a> Cfr PAOLO VI, Cost. ap. <i><a href="https://www.vatican.va/content/paul-vi/it/apost_constitutions/documents/hf_p-vi_apc_19770106_vicariae-potestatis.html">Vicariae potestatis</a></i> (6 gennaio 1977): <i>AAS</i> 69 (1977), 5-18, 1 &sect; 1, l.c., 8.</p> 
<p><a name="_ftn30" href="#_ftnref30" class=" cleaner">[30]</a> <i></i>Cfr <i><a href="https://www.vatican.va/content/francesco/it/apost_exhortations/documents/papa-francesco_esortazione-ap_20131124_evangelii-gaudium.html#I._Alcune_sfide_del_mondo_attuale">Ibid</a></i>., 1 &sect; 2, l.c.</p> 
<p><a name="_ftn31" href="#_ftnref31" class=" cleaner">[31]</a> Cfr <i><a href="https://www.vatican.va/content/francesco/it/apost_exhortations/documents/papa-francesco_esortazione-ap_20131124_evangelii-gaudium.html#I._Alcune_sfide_del_mondo_attuale">Ibid</a></i>., 1 &sect; 3, l.c., 9.</p> 
<p><a name="_ftn32" href="#_ftnref32" class=" cleaner">[32]</a> Cfr <i><a href="https://www.vatican.va/content/francesco/it/apost_exhortations/documents/papa-francesco_esortazione-ap_20131124_evangelii-gaudium.html#I._Alcune_sfide_del_mondo_attuale">Ibid</a></i>., 1 &sect; 4, l.c.</p> 
<p><a name="_ftn33" href="#_ftnref33" class=" cleaner">[33]</a> Cfr <i><a href="https://www.vatican.va/content/francesco/it/apost_exhortations/documents/papa-francesco_esortazione-ap_20131124_evangelii-gaudium.html#I._Alcune_sfide_del_mondo_attuale">Ibid</a></i>., 1 &sect; 5, l.c.</p> 
<p><a name="_ftn34" href="#_ftnref34" class=" cleaner">[34]</a> Cfr <i>Ibid</i>., <i>Regulae Vicariatus</i>, 24, l.c., 18.</p> 
<p><a name="_ftn35" href="#_ftnref35" class=" cleaner">[35]</a> Cfr <i>Ibid</i>., Principia directoria, 1, l.c., 8.</p> 
<p><a name="_ftn36" href="#_ftnref36" class=" cleaner">[36]</a>&nbsp;Cfr <i>Ibid</i>., <i>Normae</i> 2 &sect; 2, l.c., 10; GIOVANNI PAOLO II, <a href="Chirografo%20Dopo%20la%20costituzione%20(14%20gennaio%201991):">Chirografo <i>Dopo la costituzione</i> </a>(14 gennaio 1991): <i>AAS</i> 83 (1991), 147-148.</p> 
<p><a name="_ftn37" href="#_ftnref37" class=" cleaner">[37]</a> Cfr PAOLO VI, Cost. ap. <i><a href="https://www.vatican.va/content/paul-vi/it/apost_constitutions/documents/hf_p-vi_apc_19770106_vicariae-potestatis.html">Vicariae potestatis</a></i> (6 gennaio 1977), 2 &sect; 1; 3 &sect; 2: <i>AAS</i> 69 (1977), 9-10; 12.</p> 
<p><a name="_ftn38" href="#_ftnref38" class=" cleaner">[38]</a> Cfr <i><a href="https://www.vatican.va/content/francesco/it/apost_exhortations/documents/papa-francesco_esortazione-ap_20131124_evangelii-gaudium.html#I._Alcune_sfide_del_mondo_attuale">Ibid</a></i>., 2 &sect;&sect; 10-11, l.c., 11-12.</p> 
<p><a name="_ftn39" href="#_ftnref39" class=" cleaner">[39]</a> Cfr <i><a href="https://www.vatican.va/content/francesco/it/apost_exhortations/documents/papa-francesco_esortazione-ap_20131124_evangelii-gaudium.html#I._Alcune_sfide_del_mondo_attuale">Ibid</a></i>., 2 &sect; 1, l.c., 10-11; GIOVANNI PAOLO II, Cost. ap. <i><a href="https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/apost_constitutions/documents/hf_jp-ii_apc_22021996_universi-dominici-gregis.html">Universi Dominici Gregis</a></i> (22 febbraio 1996), 14: <i>AAS</i> 88 (1996), 305-343.</p> 
<p><a name="_ftn40" href="#_ftnref40" class=" cleaner">[40]</a>&nbsp;Cfr PAOLO VI, Cost. ap. <i><a href="https://www.vatican.va/content/paul-vi/it/apost_constitutions/documents/hf_p-vi_apc_19770106_vicariae-potestatis.html">Vicariae potestatis</a></i> (6 gennaio 1977), 2 &sect; 3: <i>AAS</i> 69 (1977), 10.</p> 
<p><a name="_ftn41" href="#_ftnref41" class=" cleaner">[41]</a> Cfr <i><a href="https://www.vatican.va/content/paul-vi/it/apost_constitutions/documents/hf_p-vi_apc_19770106_vicariae-potestatis.html">Ibid</a></i>., 2 &sect; 4, l.c., 10.</p> 
<p><a name="_ftn42" href="#_ftnref42" class=" cleaner">[42]</a> Cfr <i><a href="https://www.vatican.va/content/paul-vi/it/apost_constitutions/documents/hf_p-vi_apc_19770106_vicariae-potestatis.html">Ibid</a></i>.</p> 
<p><a name="_ftn43" href="#_ftnref43" class=" cleaner">[43]</a> Cfr <i><a href="https://www.vatican.va/content/paul-vi/it/apost_constitutions/documents/hf_p-vi_apc_19770106_vicariae-potestatis.html">Ibid</a></i>.</p> 
<p><a name="_ftn44" href="#_ftnref44" class=" cleaner">[44]</a> Cfr <i><a href="https://www.vatican.va/content/paul-vi/it/apost_constitutions/documents/hf_p-vi_apc_19770106_vicariae-potestatis.html">Ibid</a></i>., 2 &sect; 6; 3 &sect; 4, l.c., 11-12.</p> 
<p><a name="_ftn45" href="#_ftnref45" class=" cleaner">[45]</a> Cfr <i><a href="https://www.vatican.va/content/paul-vi/it/apost_constitutions/documents/hf_p-vi_apc_19770106_vicariae-potestatis.html">Ibid</a></i>., 2 &sect; 8, l.c., 11.</p>]]></description></item><item><title><![CDATA[Udienza Generale del 24 giugno 2026 - I Documenti del Concilio Vaticano II. II. Costituzione Sacrosanctum Concilium. 4. <i>Il mistero eucaristico</i>]]></title><pubDate>Wed, 24 Jun 2026 10:00:00 +0200</pubDate><link>https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/audiences/2026/documents/20260624-udienza-generale.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/audiences/2026/documents/20260624-udienza-generale.html</guid><description><![CDATA[<!-- Wed, 24 Jun 2026 11:34:49 +0200 --> <p><b>I Documenti del <a href="https://www.vatican.va/archive/hist_councils/ii_vatican_council/index_it.htm">Concilio Vaticano II</a>. II. Costituzione <a href="https://www.vatican.va/archive/hist_councils/ii_vatican_council/documents/vat-ii_const_19631204_sacrosanctum-concilium_it.html"><i>Sacrosanctum Concilium</i></a>.<i>&nbsp;</i>4. <i>Il mistero eucaristico<br /> &nbsp;</i></b></p> 
<p><i>Cari fratelli e sorelle, buongiorno e benvenuti!</i></p> 
<p><b></b>Proseguiamo&nbsp;le catechesi sui documenti del <a href="https://www.vatican.va/archive/hist_councils/ii_vatican_council/index_it.htm">Concilio Vaticano II</a>, in particolare sulla Costituzione <i><a href="https://www.vatican.va/archive/hist_councils/ii_vatican_council/documents/vat-ii_const_19631204_sacrosanctum-concilium_it.html">Sacrosanctum Concilium</a></i> (<i>SC</i>) sulla Liturgia.</p> 
<p>Quando Sant’Agostino vuole spiegare ai nuovi battezzati il mistero del Corpo di Cristo, riprende il passo di San Paolo che abbiamo ascoltato: &laquo;Voi siete corpo di Cristo e, ognuno secondo la propria parte, sue membra&raquo; (<i>1Cor</i> 12,27). E aggiunge: &laquo;&Egrave; il vostro mistero che ricevete. A ci&ograve; che siete voi rispondete: Amen, e la vostra risposta &egrave; come la vostra firma. Vi si dice: “Il corpo di Cristo”, e voi rispondete: “Amen”. Siate dunque membra del corpo di Cristo, perch&eacute; il vostro amen sia vero. […] Siate ci&ograve; che vedete, e ricevete ci&ograve; che siete&raquo; (<i>Sermone 272</i>: <i>PL</i> 38, 1247).</p> 
<p>Subito dopo aver rievocato l’Ultima Cena di Ges&ugrave;, la Costituzione sulla Liturgia parla dell’Eucaristia con questi accenti agostiniani. Per i cristiani, prendere parte alla mensa del Signore significa infatti “essere formati dalla Parola di Dio, ristorarsi alla mensa del Corpo del Signore, rendere grazie a Dio” (cfr <i><a href="https://www.vatican.va/archive/hist_councils/ii_vatican_council/documents/vat-ii_const_19631204_sacrosanctum-concilium_it.html#48">SC</a></i>, 48). &Egrave; ricevendolo nella sua Parola e nell’Eucaristia che diventiamo ci&ograve; che riceviamo. Diventiamo il Corpo di cui il Capo &egrave; il Cristo risorto, assiso alla destra del Padre (cfr <i>Col</i> 1,18), il quale ci prepara un posto nei cieli (cfr <i>Gv</i> 14,3): l’Eucaristia &egrave; cos&igrave; il sacramento del Regno che viene. &Egrave; il Pane del cammino, che ci conduce verso la Patria celeste, fino al giorno beato in cui &laquo;Dio sar&agrave; tutto in tutti&raquo; (<i>1 Cor</i> 15,28).</p> 
<p>L’assemblea liturgica offre il Sacrificio &laquo;non solo per le mani del sacerdote, ma anche unita a lui&raquo; (<i><a href="https://www.vatican.va/archive/hist_councils/ii_vatican_council/documents/vat-ii_const_19631204_sacrosanctum-concilium_it.html#48">SC</a></i>, 48). In questa prospettiva, l’Eucaristia &egrave; la forma del sacrificio spirituale dei cristiani (cfr <i>Eb</i> 13,16; <i>Rm</i> 12,1), in quanto via dell’unione con Dio e dell’unione reciproca. Partecipandovi, essi imparano &laquo;ad offrire s&eacute; stessi e, di giorno in giorno, a essere consumati, per mezzo di Cristo, nell’unit&agrave; con Dio e tra di loro&raquo; (<i>ibid.</i>). Cos&igrave;, incorporandoci a Cristo, l’Eucaristia ci insegna ad adottare lo stile di vita del Signore Ges&ugrave; stesso, contrassegnato dal dono gratuito di s&eacute;. Questo dono ci fa entrare, perci&ograve;, nella dinamica dell’unit&agrave;, che offre un potente antidoto ai fermenti di divisione che minano il nostro mondo, le nostre comunit&agrave;, le nostre famiglie, il nostro cuore (cfr <i><a href="https://www.vatican.va/archive/hist_councils/ii_vatican_council/documents/vat-ii_const_19631204_sacrosanctum-concilium_it.html#47">SC</a></i>, 47).</p> 
<p>Carissimi, quando partecipiamo all’Eucaristia siamo invitati ad ascoltare la Parola di Dio e a nutrirci alla mensa del Signore, dove Lui stesso si offre al Padre. Queste due parti della Messa, la Liturgia della Parola e la Liturgia eucaristica, &laquo;sono cos&igrave; strettamente congiunte tra loro da formare un unico atto di culto&raquo; (<i><a href="https://www.vatican.va/archive/hist_councils/ii_vatican_council/documents/vat-ii_const_19631204_sacrosanctum-concilium_it.html#56">SC</a></i>, 56).</p> 
<p>Per quanto riguarda la Parola, bisogna ricordare che non si tratta soltanto di acquisire un sapere intellettuale sulle Scritture, ma di ricevere la Parola &laquo;viva ed efficace&raquo; (<i>Eb</i> 4,12), rivolta da Dio a tutti e al tempo stesso a ciascuno, Parola che nutre e alimenta insieme al Pane eucaristico e ci fa passare dalla decadenza del peccato alla vita nuova in Cristo. &laquo;L’Eucaristia ci apre all’intelligenza della Sacra Scrittura, cos&igrave; come la Sacra Scrittura illumina e spiega a sua volta il Mistero eucaristico&raquo; (Benedetto XVI, Esort. ap. postsin. <i>Verbum Domini</i>, 55).</p> 
<p>Il <a href="https://www.vatican.va/archive/hist_councils/ii_vatican_council/index_it.htm">Concilio Ecumenico Vaticano II</a> ha chiesto di aprire pi&ugrave; largamente i tesori della Bibbia, perch&eacute; venga offerta ai fedeli con maggiore abbondanza la mensa della Parola di Dio (cfr <i><a href="https://www.vatican.va/archive/hist_councils/ii_vatican_council/documents/vat-ii_const_19631204_sacrosanctum-concilium_it.html#51">SC</a></i>, 51). La riforma liturgica ha tradotto questa richiesta in quel tesoro che &egrave; il <i>Lezionario</i>, cio&egrave; il libro che raccoglie tutte le Letture bibliche per le celebrazioni liturgiche. Tale ampiezza &egrave; stata attinta alla fonte pi&ugrave; pura della Tradizione vivente, che coniuga la fedelt&agrave; alla tradizione con l’apertura a un legittimo progresso (cfr <i><a href="https://www.vatican.va/archive/hist_councils/ii_vatican_council/documents/vat-ii_const_19631204_sacrosanctum-concilium_it.html#23">SC</a></i>, 23).</p> 
<p>L’inizio del <a href="https://www.vatican.va/archive/hist_councils/ii_vatican_council/documents/vat-ii_const_19631204_sacrosanctum-concilium_it.html#47">capitolo II</a> della Costituzione sulla Liturgia &egrave; intessuto di riferimenti al grande fiume della Tradizione, che va dai Padri della Chiesa fino a noi. Lo cito: &laquo;Il nostro Salvatore nell’ultima cena, la notte in cui fu tradito, istitu&igrave; il sacrificio eucaristico del suo corpo e del suo sangue, onde perpetuare nei secoli fino al suo ritorno il sacrificio della croce, e per affidare cos&igrave; alla sua diletta sposa, la Chiesa, il memoriale della sua morte e della sua resurrezione: sacramento di amore, segno di unit&agrave;, vincolo di carit&agrave;, convito pasquale, nel quale si riceve Cristo, l’anima viene ricolma di grazia e ci &egrave; dato il pegno della gloria futura&raquo; (<i><a href="https://www.vatican.va/archive/hist_councils/ii_vatican_council/documents/vat-ii_const_19631204_sacrosanctum-concilium_it.html#47">SC</a></i>, 47).</p> 
<p>Cari fratelli e sorelle, attingiamo con fede a questa fonte di vita divina e lasciamoci trasformare dal mistero che celebriamo.</p> 
<p>_________________</p> 
<p><b>Saluti</b></p> 
<p>Je salue cordialement les p&egrave;lerins de langue fran&ccedil;aise venus de Belgique, du Cameroun et de France. Fr&egrave;res et sœurs, puissions-nous trouver dans l’Eucharistie, source de l’unit&eacute; du peuple chr&eacute;tien, les forces n&eacute;cessaires pour susciter la concorde et la charit&eacute; dans nos familles et nos communaut&eacute;s souvent marqu&eacute;es par des conflits et des divisions. Que Dieu vous b&eacute;nisse</p> 
<p>[<i>Saluto cordialmente i pellegrini di lingua francese provenienti dal Belgio, dal Camerun e dalla Francia. Fratelli e sorelle, possiamo trovare nell’Eucaristia, fonte dell’unit&agrave; del popolo cristiano, le forze necessarie per promuovere la concordia e la carit&agrave; nelle nostre famiglie e nelle nostre comunit&agrave;, spesso segnate da conflitti e divisioni. Che Dio vi benedica</i>]</p> 
<p>I greet this morning all the English-speaking pilgrims and visitors taking part in today’s Audience, particularly groups from England, Sweden, Malawi, Tanzania, Indonesia, Singapore, South Korea, Canada and the United States of America.&nbsp; Upon all of you and your families, I invoke the peace and joy of our Lord Jesus Christ. God bless you!</p> 
<p>Liebe Br&uuml;der und Schwestern, am heutigen Hochfest der Geburt des heiligen Johannes des T&auml;ufers h&ouml;ren wir auf seine Aufforderung, uns zu Christus zu bekehren, den er als das Lamm Gottes erkannt hat, das die S&uuml;nden der Welt hinwegnimmt. Folgen wir seinem Beispiel und bereiten auch wir die Wege des Herrn, damit die Welt an Christus, den Erl&ouml;ser, glaubt.&nbsp;Ich segne euch alle.</p> 
<p>[<i>Cari fratelli e sorelle, oggi, nella solennit&agrave; della Nativit&agrave; di San Giovanni Battista, accogliamo il suo invito alla conversione a Cristo, da lui riconosciuto come l’Agnello di Dio che toglie i peccati del mondo. Seguendo il suo esempio, prepariamo anche noi le vie del Signore perch&eacute; il mondo creda in Cristo Redentore.&nbsp;A tutti la mia benedizione</i>]</p> 
<p>Saludo cordialmente a los peregrinos de lengua espa&ntilde;ola. Tal como indic&oacute; Jes&uacute;s a sus disc&iacute;pulos, los invito a alzar la mirada para aprender a ver en las personas su deseo de vida, de verdad y de plenitud (cf.&nbsp;<i>Jn</i>&nbsp;4,35). Que &Eacute;l nos ense&ntilde;e tambi&eacute;n a nosotros a mirar a los dem&aacute;s con los ojos de Dios, es decir, con amor, respeto y compasi&oacute;n. Que Dios los bendiga. Muchas gracias.</p> 
<p>我向讲中文的人们致以诚挚的问候。亲爱的弟兄姐妹们，感恩圣祭是天路行粮，引领我们抵达天乡。我衷心地降福你们！</p> 
<p>[<i>Rivolgo il mio cordiale saluto alle persone di lingua cinese. Cari fratelli e sorelle, l’Eucaristia &egrave; il Pane del cammino che ci conduce verso la Patria celeste. Vi benedico di cuore.</i>]</p> 
<p>Sa&uacute;do com carinho todos os peregrinos de l&iacute;ngua portuguesa, em especial o grupo de S&atilde;o Jos&eacute; do Rio Preto e os sacerdotes de Sorocaba! Queridos irm&atilde;os e irm&atilde;s, gostaria de aconselhar a todos que n&atilde;o descuideis da prepara&ccedil;&atilde;o para a Missa: interiormente, atrav&eacute;s da confiss&atilde;o frequente; e, &agrave; nossa volta, silenciando os ru&iacute;dos que nos impedem de ouvir a Palavra de Deus. Que o Senhor vos aben&ccedil;oe!</p> 
<p>[<i>Saluto con affetto tutti i pellegrini di lingua portoghese, in modo speciale il gruppo di&nbsp;S&atilde;o Jos&eacute; do Rio Preto&nbsp;e i sacerdoti di&nbsp;Sorocaba! Cari fratelli e sorelle, a tutti voi vorrei raccomandare di non trascurare la preparazione alla Messa: interiormente, con la confessione frequente, e attorno a noi, facendo tacere i rumori che ci impediscono di ascoltare la Parola di Dio.&nbsp;Il Signore vi benedica!</i>]</p> 
<p style="text-align: right;"><span class="arabic">أُحيِّي المُؤمِنِينَ النَّاطِقِينَ باللُغَةِ العَرَبِيَّة. نَحنُ مَدعُوُّونَ إلى أَنْ نَحتَفِلَ بالإفخارِستِيَّا علَى مَذبَحِ الرَّبّ، وأَيضًا في الحَياةِ اليَومِيَّة، حَيثُ يُمكِنُنا أَنْ نَعِيشَ كُلَّ شَيءٍ كَذَبِيحَةٍ وتَقدِمَةِ شُكر. بارَكَكُم الرَّبُّ جَميعًا وَحَماكُم دائِمًا مِن كلِّ شَرّ!</span></p> 
<p>[<i>Saluto i fedeli di lingua araba. Siamo chiamati a celebrare l’Eucaristia sull’altare del Signore, ma anche nella quotidianit&agrave;, dove &egrave; possibile vivere ogni cosa come offerta e rendimento di grazie. Il Signore vi benedica tutti e vi protegga&nbsp;‎sempre da ogni male‎‎‎‏!</i>]</p> 
<p>Pozdrawiam serdecznie Polak&oacute;w, szczeg&oacute;lnie dzieci i młodzież. Wakacje to czas odpoczynku oraz odnajdywania znak&oacute;w Boga w pięknie stworzenia. Wykorzystajcie je na częstszy udział we Mszy św., medytację Słowa Bożego, rekolekcje, pielgrzymki i spotkania z bliskimi. M&oacute;dlmy się także za młodych o mądre wybory szk&oacute;ł i studi&oacute;w oraz roztropne rozeznanie własnego powołania. Wszystkich was błogosławię!</p> 
<p>[<i>Saluto cordialmente i polacchi, in particolare i bambini e i ragazzi. Le vacanze sono un tempo di riposo e di ricerca dei segni di Dio nella bellezza del creato. Approfittatene per una maggiore partecipazione alla Santa Messa, la meditazione della Parola di Dio, i ritiri spirituali, i pellegrinaggi e gli incontri con i vostri cari. Preghiamo anche per i giovani, affinch&eacute; scelgano con saggezza la scuola e l’Universit&agrave; e discernano con prudenza la propria vocazione. A tutti la mia benedizione!</i>]</p> 
<p style="text-align: center;">* * *</p> 
<p>Rivolgo il mio cordiale benvenuto ai pellegrini di lingua italiana.</p> 
<p>In particolare, saluto i fedeli delle tante parrocchie qui presenti nonostante il caldo di questi giorni, come pure i Membri della Fondazione Rubes Triva e i partecipanti alla quinta edizione del Festival Internazionale della Salute e Sicurezza sul Lavoro: cari fratelli e sorelle, possa la visita alle tombe degli Apostoli rinsaldare la vostra comunione fraterna e suscitare in ciascuno la disponibilit&agrave; a mettersi al servizio della missione evangelizzatrice della Chiesa.</p> 
<p>Accolgo con affetto i Sacerdoti del Cammino Neocatecumenale, provenienti da diversi Paesi: auspico che l’offerta quotidiana del sacrificio Eucaristico sia per voi sostegno nel ministero a favore del Popolo di Dio.</p> 
<p>Il mio pensiero va, infine, ai giovani, ai malati e agli sposi novelli; oggi celebriamo la Solennit&agrave; della nativit&agrave; di San Giovanni Battista, che ha preparato la via a Cristo: egli vi aiuti a riscoprire la vocazione battesimale per essere ovunque annunciatori lieti del Regno di Dio.</p> 
<p>A tutti la mia benedizione!</p>]]></description></item><item><title><![CDATA[Gruppo di Scrittori, in occasione dei 100 anni della Libreria Editrice Vaticana (24 giugno 2026)]]></title><pubDate>Wed, 24 Jun 2026 09:00:00 +0200</pubDate><link>https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/speeches/2026/giugno/documents/20260624-scrittori-lev.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/speeches/2026/giugno/documents/20260624-scrittori-lev.html</guid><description><![CDATA[<!-- Wed, 24 Jun 2026 09:55:51 +0200 --> <p><i>Buongiorno a tutti e benvenuti!</i></p> 
<p>Sono lieto di dare il benvenuto a voi, scrittori e scrittrici provenienti da tante parti del mondo, convenuti a Roma in occasione del centenario della nascita della&nbsp;<a href="https://www.libreriaeditricevaticana.va/it/">Libreria Editrice Vaticana</a>, la casa editrice della Santa Sede, sorta nel 1926.</p> 
<p>Questa circostanza &egrave; propizia per riflettere sull’importanza del libro e dello scrivere, una forma di espressione umana di cui voi siete, con variet&agrave; di stili e di linguaggi, maestri e modelli.</p> 
<p>Scrivere – nel modo in cui voi lo fate – &egrave; un atto di verit&agrave;, di svelamento. Scrivere dice chi siamo, quello in cui crediamo e speriamo, il mondo cui tendiamo, il futuro che sogniamo. In questa tensione al vero sentiamo come la verit&agrave; sia discreta, si offra a noi nel dialogo interiore con Dio e nel dialogo aperto e rispettoso con il prossimo. &laquo;La verit&agrave; non &egrave; un territorio da difendere, ma un bene da condividere&raquo; (<i><a href="https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/encyclicals/documents/20260515-magnifica-humanitas.html#Dottrina">Magnifica humanitas</a></i>, 25). Non siamo mai padroni della verit&agrave;, &egrave; lei semmai a “conquistarci”. Per questo vi auguro di essere capaci di suscitare attrazione per la verit&agrave;, perch&eacute; voi stessi ne siete attratti.</p> 
<p>Scrivere, inoltre, &egrave; un gesto di umanit&agrave;. &laquo;Sono un essere umano e nulla di ci&ograve; ch’&egrave; umano lo stimo a me estraneo&raquo;, argomentava Terenzio (<i>Il punitore di s&eacute; stesso</i>, I, 1, 25). Nelle letteratura si dispiega tutto l’arco delle esperienze umane, tanto che Papa Francesco ne ha raccomandato il valore formativo: &laquo;Leggendo un testo letterario, siamo messi in condizione di “vedere attraverso gli occhi degli altri” (C.S. Lewis), acquisendo un’ampiezza di prospettiva che allarga la nostra umanit&agrave;. Si attiva cos&igrave; in noi il potere empatico dell’immaginazione, che &egrave; veicolo fondamentale per quella capacit&agrave; di identificazione con il punto di vista, la condizione, il sentire altrui, senza la quale non si d&agrave; solidariet&agrave;, condivisione, compassione, misericordia&raquo; (<i><a href="https://www.vatican.va/content/francesco/it/letters/2024/documents/20240717-lettera-ruolo-letteratura-formazione.html">Lettera sul ruolo della letteratura nella formazione</a></i>, 34).</p> 
<p>Nel vostro scrivere storie e nel delineare i vostri personaggi voi vi immedesimate in essi, ne cogliete i punti di vista, le emozioni, i sentimenti, gli atteggiamenti… In questo sta la grande palestra di umanit&agrave; che voi fate sperimentare ai lettori, perch&eacute; chi legge, in un certo senso, vive tante vite oltre alla propria. E questo ci aiuta a scoprire le diversit&agrave; di vedute, a non assolutizzare la propria e a comporre, come in un mosaico, il profilo di quella verit&agrave; che sempre ci supera.</p> 
<p>Infine, scrivere ha a che fare con Dio. Pu&ograve; sembrare azzardato dire questo, ma diversi teologi hanno riflettuto e scritto sulla consonanza tra la forma dello scrivere e la rivelazione del Dio biblico. &Egrave; la struttura stessa della Rivelazione ad autorizzarci in questo: &laquo;Per i cristiani – ha scritto il Cardinale Radcliffe – nulla di ci&ograve; che &egrave; umano &egrave; estraneo a Cristo. Ogni tentativo di venire a capo degli interrogativi fondamentali della nostra vita – in quale modo amare, essere giusti, essere liberi, affrontare la sofferenza e la morte – ci aiuta a comprendere Cristo, colui che &egrave; il pi&ugrave; umano di tutti&raquo; (T. Radcliffe,&nbsp;<i>Accendere l’immaginazione</i>, Verona 2021, p. 29).</p> 
<p>Quando andiamo al fondo della nostra umanit&agrave;, non siamo distanti da Dio: &egrave; l&igrave;, nel mezzo di storie molto umane, che Dio si rivela. Il Dio della Bibbia si manifesta nella liberazione dalla schiavit&ugrave;, nella nascita ormai insperata di un figlio, nell’amore misericordioso e fedele. Parla attraverso fatti e incontri, volti e storie. &laquo;Dio opera nella nostra vita attraverso ci&ograve; che facciamo e ci&ograve; che siamo, e attraverso le molte persone che incontriamo&raquo; (<i>Liberi sotto la grazia</i>, Citt&agrave; del Vaticano 2026, 83).</p> 
<p>Per questo ripeto a voi, scrittori e scrittrici, ci&ograve; che&nbsp;<a href="https://www.vatican.va/content/paul-vi/it/homilies/1964/documents/hf_p-vi_hom_19640507_messa-artisti.html">San Paolo VI disse a tutti gli artisti</a>: Abbiamo bisogno di voi, della vostra immaginazione, della vostra fantasia narrativa, della vostra vivacit&agrave; di pensiero. Ne abbiamo bisogno per creare spazi di libert&agrave; e di autenticit&agrave;, dentro i quali la grazia divina possa far risuonare una promessa di consolazione e di pace. Vi ringrazio per ogni volta in cui avete sparso semi di riconciliazione, di incontro, di amicizia.</p> 
<p>Per questo vi incoraggio nel vostro lavoro e volentieri invoco per voi e per i vostri cari la benedizione del Signore.&nbsp;Grazie!</p>]]></description></item><item><title><![CDATA[Visita alla Sede del Programma Alimentare Mondiale (PAM) (22 giugno 2026)]]></title><pubDate>Mon, 22 Jun 2026 11:00:00 +0200</pubDate><link>https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/speeches/2026/giugno/documents/20260622-visita-pam.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/speeches/2026/giugno/documents/20260622-visita-pam.html</guid><description><![CDATA[<!-- Tue, 23 Jun 2026 15:40:40 +0200 --> <p><b><a href="https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/speeches/2026/giugno/documents/20260622-visita-pam.html#discorso">Discorso del Santo Padre</a></b></p> 
<p><b><a href="https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/speeches/2026/giugno/documents/20260622-visita-pam.html#video">Videocollegamento con i rappresentanti delle zone di frontiera dove il Pam opera</a></b></p> 
<p><b><a href="https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/speeches/2026/giugno/documents/20260622-visita-pam.html#saluto">Saluto improvvisato ai dipendenti nel Giardino della Pace</a></b></p> 
<p>_____________________________</p> 
<p><b><a name="discorso"></a>Discorso del Santo Padre</b></p> 
<p><i>Illustri Autorit&agrave;,<br /> Eccellenze,<br /> Signore e signori,</i></p> 
<p>vorrei ringraziare Sua Eccellenza la Signora Cindy McCain per il suo gentile invito a intervenire a questo incontro annuale del Consiglio Esecutivo del Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite. Saluto in particolare il signor Carl Skau, Direttore esecutivo&nbsp;<i>ad interim</i>, e Sua Eccellenza la Signora Carla Barroso Carneiro, Presidente di questa importante assemblea. Porgo i miei saluti ai Rappresentanti degli Stati Membri, ai distinti ospiti di questo incontro e al personale di questa istituzione intergovernativa, impegnata a salvare vite in situazioni di emergenza e a fornire aiuti alimentari in mezzo ai conflitti e alle catastrofi naturali. L’impegno della vostra istituzione &egrave; in profonda sintonia con la missione della Chiesa cattolica di sostenere la dignit&agrave; umana e promuovere la fratellanza, radicata nella chiamata evangelica ad amare il prossimo (cfr.&nbsp;<i>Mc</i>&nbsp;12, 31). Insieme, condividiamo il compito urgente di combattere la fame e la malnutrizione, affrontando al tempo stesso le cause strutturali sottostanti che le mantengono. Per svolgere questo compito in maniera efficace, dobbiamo esaminare le sfide che si prospettano, le loro cause sottostanti e i cammini verso soluzioni durature.</p> 
<p>Oggi, le crisi si sono trasformate da eventi isolati a realt&agrave; persistenti, caratterizzate da conflitti prolungati, insicurezza alimentare cronica, volatilit&agrave; economica e crescenti vulnerabilit&agrave; climatiche. Ci&ograve; solleva una domanda fondamentale: quale configurazione dell’ordine globale &egrave; capace di produrre, riprodurre e, talvolta, normalizzare tali condizioni? La questione non si limita pi&ugrave; a come intervenire; si estende invece alla comprensione del perch&eacute; il sistema produce di continuo gli stessi problemi che poi &egrave; costretto a correggere.</p> 
<p>L’ordine internazionale &egrave; diventato sempre pi&ugrave; frammentato, dovuto in parte alla crisi del sistema multilaterale. Come ho osservato di recente nella Lettera Enciclica&nbsp;<i><a href="https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/encyclicals/documents/20260515-magnifica-humanitas.html">Magnifica humanitas</a></i>, “[l]e istituzioni nate per custodire l’idea di un destino comune dei popoli e di un bene comune mondiale appaiono indebolite” (<a href="https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/encyclicals/documents/20260515-magnifica-humanitas.html#La_crisi_del_multilateralismo">n. 201</a>). In assenza di un orizzonte etico comune capace di sostenere la cooperazione autentica, il sistema internazionale &egrave; passato dal multilateralismo a “un multipolarismo disordinato e conflittuale, dove prevale la diffidenza” (<i><a href="https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/encyclicals/documents/20260515-magnifica-humanitas.html#La_crisi_del_multilateralismo">Ibidem</a></i>). Di conseguenza, gli Stati hanno destinato le proprie risorse sempre pi&ugrave; alla sicurezza nazionale, alla crescita economica e alla stabilit&agrave; interna, ignorando lo stretto legame tra tali questioni e la cooperazione multilaterale.</p> 
<p>Questa tendenza rivela un notevole paradosso: una capacit&agrave; produttiva globale senza precedenti coesiste con zone sempre pi&ugrave; estese di estrema vulnerabilit&agrave;. Le stesse forze che guidano la crescita economica spesso aggravano l’esclusione e la marginalizzazione. Sebbene alleviare la sofferenza umana di principio sia largamente riconosciuto come essenziale, le questioni umanitarie rischiano sempre pi&ugrave; di essere relegate in secondo piano tra le priorit&agrave; internazionali.</p> 
<p>&Egrave; proprio in questo divario tra il riconoscimento di principio e l’attribuzione di priorit&agrave; nella pratica che assistiamo alla progressiva burocratizzazione della solidariet&agrave;, accanto alla silenziosa mercificazione della vita umana. Da un lato, l’azione umanitaria &egrave; sempre pi&ugrave; gravata di procedure burocratiche che possono ritardare gli aiuti a chi ne ha bisogno. Dall’altro, l’accesso a beni essenziali, tra cui il cibo, troppo spesso &egrave; influenzato da considerazioni economiche o strategiche. Di conseguenza, coloro che non generano un valore quantificabile rischiano di diventare invisibili.</p> 
<p>Questa duplice dinamica crea una sfida etica seria: la persona umana non &egrave; pi&ugrave; sistematicamente messa al centro dell’azione internazionale. In questo contesto, &egrave; importante riconoscere che “mentre gli aiuti e i piani di sviluppo sono ostacolati da intricate e incomprensibili decisioni politiche, da forvianti visioni ideologiche o da insormontabili barriere doganali, le armi no” (Papa Francesco,&nbsp;<i><a href="https://www.vatican.va/content/francesco/it/speeches/2016/june/documents/papa-francesco_20160613_sede-programma-alimentare-mondiale.html">Discorso alla Sessione annuale della Giunta Esecutiva del Programma Alimentare Mondiale</a></i>, 13 giugno 2016). In effetti i conflitti vengono “alimentati” pi&ugrave; facilmente di quanto le persone vengano nutrite. Questa realt&agrave; rispecchia non soltanto le carenze operative, ma anche uno squilibrio fondamentale nelle priorit&agrave; politiche e morali.</p> 
<p>Le conseguenze si estendono ben oltre le persone direttamente coinvolte. Oltre a essere una preoccupazione umanitaria, la fame erode la coesione sociale, aumenta il rischio di conflitto e alimenta la migrazione forzata. Inoltre, mina la capacit&agrave; degli Stati e delle societ&agrave; di costruire istituzioni resilienti, fornire una educazione efficace e promuovere uno sviluppo economico sostenibile. Cos&igrave; facendo, perpetua cicli di fragilit&agrave; che in ultima analisi incidono sulla comunit&agrave; internazionale pi&ugrave; ampia.</p> 
<p>Da questo punto di vista, appare evidente che l’azione umanitaria non &egrave; estranea all’ordine internazionale. Piuttosto, rispecchia la responsabilit&agrave; della comunit&agrave; globale di rafforzare la solidariet&agrave;, opporsi all’esclusione e riconoscere la dignit&agrave; inerente donata da Dio di ogni persona umana. Al di l&agrave; della gestione delle crisi, pertanto, le istituzioni internazionali incarnano un principio di responsabilit&agrave; condivisa e affermano che la comunit&agrave; internazionale &egrave; unita dalla preoccupazione per coloro che si trovano nelle situazioni pi&ugrave; vulnerabili. In tal senso, il Programma Alimentare Mondiale &egrave; pi&ugrave; di un attore politico, economico o tecnico; &egrave; un’espressione concreta di solidariet&agrave; internazionale. Di fatto, laddove le istituzioni nazionali si ritirano e le reti comunitarie si disgregano, la sua presenza contribuisce a evitare che le crisi umanitarie degenerino fino al collasso irreversibile.</p> 
<p>Per questa ragione &egrave; essenziale un rinnovato impegno alla cooperazione multilaterale. In un mondo sempre pi&ugrave; frammentato e multipolare, nessuno Stato singolo pu&ograve; affrontare da solo le sfide globali. Una pace duratura e uno sviluppo umano sostenibile e integrale sono possibili solo attraverso la partecipazione di tutti, favorita da un dialogo internazionale autentico e da una cooperazione orientata al bene comune. Un tale approccio esige una ferma volont&agrave; politica, capace di trascendere le prospettive a breve termine e di investire in beni pubblici globali. “Tale obiettivo pu&ograve; essere raggiunto solo mediante la convergenza di politiche efficaci e l’attuazione coordinata e sinergica degli interventi. L’esortazione a camminare insieme, in concordia fraterna, deve diventare il principio guida” (<i><a href="https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/speeches/2025/october/documents/20251016-fao.html">Visita alla Sede centrale della FAO a Roma</a></i>, 16 ottobre 2025, n. 6).</p> 
<p>In questo spirito, desidero rivolgere un appello ai governi e ai popoli del mondo affinch&eacute; rinnovino e rafforzino il loro impegno, aumentino le risorse destinate alla lotta alla fame e alle sue cause profonde e rimuovano gli ostacoli che impediscono agli aiuti di raggiungere chi ne ha bisogno. Al tempo stesso, tale sostegno dovrebbe consolidare anche l’impegno con la Chiesa e la societ&agrave; civile. Rafforzare le capacit&agrave; di tutti questi attori nel loro insieme moltiplicher&agrave; la nostra efficacia collettiva nella lotta contro la fame.</p> 
<p>L’attuazione efficace di questo appello esige la riduzione della burocrazia inutile, di modo che la trasparenza e la responsabilit&agrave; siano al servizio delle persone invece di ostacolare l’assistenza. In situazioni in cui i governi non hanno un controllo territoriale effettivo o in cui l’accesso umanitario &egrave; limitato, partner locali fidati diventano indispensabili. La Chiesa cattolica — attraverso parrocchie, diocesi, agenzie di Caritas, e altre iniziative confessionali — spesso raggiunge popolazioni vulnerabili in aree che sono inaccessibili per gli attori internazionali. Incoraggio pertanto il Programma Alimentare Mondiale e i suoi partner a continuare a sostenere questi sforzi.</p> 
<p>&Egrave; parimenti importante resistere alla mercificazione di bisogni umani essenziali. Acqua, cibo e assistenza sanitaria non possono essere subordinati a considerazioni di mercato o a interessi geopolitici. L’accesso a cibo adeguato &egrave; un diritto umano fondamentale radicato nella dignit&agrave; di ogni persona. Rispondere a questo bisogno non serve solo ad alleviare la sofferenza, ma anche ad affrontare le cause sottostanti di instabilit&agrave; geopolitica. Di fatto, la sicurezza alimentare &egrave; una componente essenziale della sicurezza globale e integrale.</p> 
<p>A tale riguardo, &egrave; lodevole che, accanto alle operazioni di intervento nelle emergenze, il Programma Alimentare Mondiale estenda il suo lavoro oltre agli aiuti immediati, dedicandosi anche alle iniziative a lungo termine, come i programmi che forniscono pasti ai bambini nelle scuole. Questi investimenti rafforzano l’educazione, lo sviluppo umano e la resilienza sociale, rispecchiando una visione integrale dello sviluppo umano che promuova la dignit&agrave;, le opportunit&agrave; e il benessere di tutta la persona.</p> 
<p>Eccellenze, cari amici, a essere in gioco non &egrave; solo l’efficacia di un’agenzia, ma anche la credibilit&agrave; stessa della cooperazione internazionale. La vostra organizzazione dimostra che un cammino rinnovato &egrave; possibile; tuttavia, esige la determinazione a semplificare ci&ograve; che &egrave; diventato troppo complesso, a dare priorit&agrave; a ci&ograve; che &egrave; essenziale e ad assicurare che nessuna persona venga dimenticata. Di fatto, questo impegno &egrave; radicato nel riconoscimento che ogni persona umana possiede una dignit&agrave; inerente e inalienabile che rimane intatta a prescindere dalle circostanze, dalle condizioni o dallo status sociale. Radicata nell’amore incondizionato e sconfinato di Dio, questa dignit&agrave; pu&ograve; essere descritta come infinita, poich&eacute; nulla ne pu&ograve; diminuire, cancellare o negare il valore (cfr. Lettera Enciclica&nbsp;<i><a href="https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/encyclicals/documents/20260515-magnifica-humanitas.html#uguale">Magnifica humanitas</a></i>, n. 53). &Egrave; proprio con la nostra fedelt&agrave; a questa verit&agrave; che si misura l’umanit&agrave; delle nostre politiche, e con ci&ograve; il futuro della comunit&agrave; internazionale.</p> 
<p>Con questi sentimenti, chiedo a Dio di benedire abbondantemente i vostri sforzi, di modo che tutti possano ricevere il loro pane quotidiano e vivere in dignit&agrave;. Vi assicuro delle mie preghiere per voi, per i vostri cari e per coloro che servite.</p> 
<p>Grazie.</p> 
<p>____________</p> 
<p><i><a href="https://www.osservatoreromano.va/it/news/2026-06/quo-140/fame-e-malnutrizione-sono-responsabilita-globali-svincolare-i-be.html">L'Osservatore Romano</a></i>, Edizione Quotidiana, Anno CLXVI n. 140, luned&igrave; 22 giugno 2026, p. 2.</p> 
<p>&nbsp; &nbsp;<br /> _____________________________</p> 
<p><b><a name="video"></a>Videocollegamento con i rappresentanti delle zone di frontiera dove il Pam opera</b></p> 
<p><i>Buon giorno, buon pomeriggio,<br /> e probabilmente buona sera a tutti voi, sparsi in ogni parte del mondo.</i></p> 
<p>Siamo lieti di essere qui oggi, per condividere questo breve momento con rappresentanti delle diverse nazioni membro che fanno parte del Programma Alimentare Mondiale, ma anche con ciascuno di voi che rappresentate cos&igrave; tante persone impegnate sul campo nel difficile compito della lotta contro la fame. Non so se sia opportuno chiedere magari a due o tre di voi di dire qualche parola su dove vi trovate e quali sono le sfide pi&ugrave; difficili che dovete affrontare, perch&eacute; cos&igrave; anch’io potr&ograve; ascoltare parte della realt&agrave; di ci&ograve; che significa lottare contro la fame. So che molti di voi rischiano letteralmente la propria vita per essere nei luoghi dove operano, e vorrei assicurarvi tutti delle preghiere e del sostegno della comunit&agrave; mondiale e, in modo particolare, della Chiesa cattolica, che &egrave; spesso un’interlocutrice e collabora ai programmi ai quali sovrintendete e lavorate. Il compito di portare aiuti ai pi&ugrave; bisognosi, naturalmente, &egrave; spesso una grande sfida. Ma forse, ascoltare personalmente alcune esperienze potrebbe anche aiutare tutti e ciascuno di noi, presenti qui a Roma questa mattina, a comprendere un po’ meglio, da vicino, il tipo di sfide che affrontate.&nbsp;</p> 
<p>[<i>Dopo la terza presentazione</i>]</p> 
<p>Una delle cose che la gente spesso non comprende &egrave; la progressione ciclica che porta molte parti del mondo a trovarsi in difficolt&agrave; sempre pi&ugrave; grandi; la fame &egrave; spesso causa di conflitti, e i conflitti causano pi&ugrave; fame. E quindi continuiamo a girare a vuoto, come sono certo che alcuni di voi, se non tutti, abbiano potuto constatare nel lavoro che svolgono. Spesso, la crisi che sta colpendo il mondo intero, nel campo della migrazione, &egrave; anche il risultato di fame estrema e di conflitti che costringono le persone a lasciare le proprie case, cosa che fanno non perch&eacute; lo vogliano. Lo fanno perch&eacute; sono costrette per sopravvivere. Quindi il lavoro di ognuno di voi, di tutti voi insieme nel Programma Alimentare Mondiale — quello che certamente stiamo cercando di sostenere e promuovere — &egrave; molto importante, perch&eacute; insieme non stiamo dando solo l’aiuto immediato, che chiaramente &egrave; essenziale, di portare cibo a chi ha fame; siamo anche chiamati a individuare le cause profonde della fame nelle diverse aree in cui operate, a intervenire l&igrave; e a cercare di trovare soluzioni a quei problemi. Il mondo oggi potrebbe vivere senza fame. Le risorse dovrebbero essere disponibili. La capacit&agrave; di produrre cibo esiste, e tuttavia spesso le risorse vengono spese per promuovere guerre e conflitti e, per cos&igrave; dire, altri risultati finali meno importanti, sicch&eacute; la fame continua e, in alcune parti del mondo, addirittura aumenta. Voi siete sul campo, in prima linea, ed &egrave; grazie a voi che il lavoro del Programma Alimentare Mondiale pu&ograve; essere svolto. Desidero quindi ringraziare tutti e ciascuno di voi e tutte le persone che rappresentate. E desidero incoraggiarvi nel vostro lavoro, perch&eacute; &egrave; molto importante che ci siano persone che assistano il Programma Alimentare Mondiale nel fornire questo aiuto alle tante persone bisognose. Quindi grazie per quello che state facendo.&nbsp; Che Dio vi benedica tutti e che possiate andare avanti: voi e i vostri colleghi. Per favore trasmettete il mio messaggio alle persone con cui lavorate, e che Dio vi benedica sempre in questo lavoro molto, molto importante. Grazie.</p> 
<p>____________</p> 
<p><i><a href="https://www.osservatoreromano.va/it/news/2026-06/quo-141/contro-la-fame-costruire-comunita-e-speranza.html">L'Osservatore Romano</a></i>, Edizione Quotidiana, Anno CLXVI n. 141, marted&igrave; 23 giugno 2026, p. 3.</p> 
<p>&nbsp;</p> 
<p>_____________________________</p> 
<p><b><a name="saluto"></a>Saluto improvvisato ai dipendenti nel Giardino della Pace</b></p> 
<p>Sono davvero onorato di trovarmi qui in vostra presenza, e di avere tra voi cos&igrave; tanti rappresentanti dei lavoratori del Programma Alimentare Mondiale, che dedicano la propria vita a una missione speciale in tutto il mondo e, come ha appena detto la signora McCain, anche in luoghi in prima linea dei quali alcuni non hanno mai sentito parlare, in zone dove letteralmente devono rischiare la vita ogni giorno per assicurare che le forniture alimentari raggiungano i pi&ugrave; bisognosi. Si tratta davvero di una grande missione, perch&eacute; &egrave; un modo per riconoscere la dignit&agrave; umana — quella stessa dignit&agrave; donata da Dio —, che ogni persona sulla faccia di questa terra merita. Quindi grazie per il vostro servizio.</p> 
<p>Mentre uscivo, attraversando il giardino, c’erano rappresentati una serie di valori e obiettivi differenti del Programma Alimentare Mondiale. Vorrei solo evidenziare due parole mentre condivido questi brevi momenti con voi.</p> 
<p>Una di queste &egrave; la parola “comunit&agrave;”. &Egrave; una parola che personalmente mi sta molto a cuore e che ritengo sempre pi&ugrave; importante, poich&eacute; viviamo in un mondo che &egrave; polarizzato, diviso e segnato da tanti conflitti e guerre, dove la distruzione delle relazioni umane prosegue per molte ragioni diverse, tra cui la tecnologia. Invece di aiutarci a creare un mondo migliore in cui vivere, la tecnologia spesso viene usata come metodo di guerra, di distruzione e di morte. Quindi, il lavoro che svolgete — e, forse ancor pi&ugrave; del lavoro stesso, lo spirito che condividete mentre collaborate tutti insieme nel costruire una comunit&agrave;, nell’andare incontro alle comunit&agrave; bisognose — &egrave; davvero un dono speciale. E vorrei incoraggiare tutti voi a riflettere sul vostro ruolo nell’essere famiglia — anche la signora McCain ha usato questa parola, la famiglia che tutti voi rappresentate —, ma di costruire una comunit&agrave; in tutto il mondo, perch&eacute; voi e il vostro servizio siate davvero una via per aiutare le persone a incontrarsi, a essere unite e a lavorare insieme per risolvere i problemi che causano la fame e per cercare modi di creare un mondo pi&ugrave; giusto.</p> 
<p>E l’altra parola — l’ultima che ho visto mentre uscivo — &egrave; la parola “speranza”. Voi rappresentate, in un modo molto reale, la speranza per il mondo, e questa &egrave; una missione che penso condividiamo tutti e alla quale tutti guardiamo come parte della nostra missione, sia la Chiesa cattolica, quelli tra noi che sono credenti, sia coloro che lavorano insieme perch&eacute; credono nella dignit&agrave; umana di tutti. Diciamo di volere edificare un mondo in cui vi sia speranza per il futuro. Molto spesso leggiamo di giovani che non hanno pi&ugrave; speranza, giovani che, a causa delle difficolt&agrave; nella loro vita, non vivono necessariamente nelle parti pi&ugrave; povere del mondo, ma dove hanno perso una visione e un senso della propria esistenza. Hanno perso quella capacit&agrave; di guardare al futuro e dire: &laquo;Questo vale la pena farlo. Per questo vale la pena donare la mia vita. Per questo vale la pena incontrarsi e cercare un modo per andare avanti&raquo;. Voi rappresentate la speranza. E il lavoro che fate, specialmente raggiungendo i pi&ugrave; bisognosi, &egrave; senz’altro un segno di speranza, un’espressione concreta della speranza che tutti stiamo cercando.</p> 
<p>Quindi vi ringrazio per questo e desidero assicurare tutti voi delle mie preghiere per il vostro lavoro, per la vostra missione, e per tutti coloro che lavorano nel Programma Alimentare Mondiale. Che siate tutti rafforzati e protetti mentre svolgete questa missione, perch&eacute; il cibo per il mondo &egrave; qualcosa che tutti noi desideriamo offrire: cibo per il mondo nel senso di qualcosa da mangiare ogni singolo giorno, ma anche cibo che dia speranza per costruire un mondo migliore, un mondo di pace, un mondo in cui siamo tutti veramente uniti. Dio vi benedica tutti e grazie.</p> 
<p>____________</p> 
<p><i><a href="https://www.osservatoreromano.va/it/news/2026-06/quo-141/contro-la-fame-costruire-comunita-e-speranza.html">L'Osservatore Romano</a></i>, Edizione Quotidiana, Anno CLXVI n. 141, marted&igrave; 23 giugno 2026, p. 3.</p> 
<p>&nbsp;</p>]]></description></item><item><title><![CDATA[Saluto ai partecipanti all'"Estate Ragazzi in Vaticano" (22 giugno 2026)]]></title><pubDate>Mon, 22 Jun 2026 10:00:00 +0200</pubDate><link>https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/speeches/2026/giugno/documents/20260622-estate-ragazzi.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/speeches/2026/giugno/documents/20260622-estate-ragazzi.html</guid><description><![CDATA[<!-- Mon, 22 Jun 2026 11:47:31 +0200 --> <p>Federico:</p> 
<p>Caro Papa Leone, qui all’Estate Ragazzi ci divertiamo un mondo senza telefono e sappiamo che tutto questo &egrave; possibile grazie a Lei. Ma dobbiamo ammettere che durante il resto dell’anno, quando torniamo a casa, &egrave; quasi impossibile staccarsi dallo schermo. Spesso ci sentiamo un po’ catturati dal digitale e temiamo di perdere di vista i nostri amici veri o di chiuderci nel nostro mondo. Come possiamo essere dei campioni di tecnologia usandola per fare cose belle e senza dimenticare gli amici che ci stanno intorno? Grazie.</p> 
<p><b>Papa Leone XIV:</b></p> 
<p>Innanzitutto buongiorno a tutti! Buongiorno ai grandi e ai piccoli. Sono molto contento di trovarmi qui con voi questa mattina. Bene. Come staccarci un po’ dallo schermo? Questa &egrave; la domanda pi&ugrave; o meno. In questo momento, se vedo bene, c’&egrave; solo uno che ha lo schermo in mano ed &egrave; perch&eacute; sta facendo una foto, per&ograve; nessuno ce l’ha vero? Quindi una cosa importante: la tecnologia pu&ograve; essere molto buona e ci serve per tante cose, per&ograve; quando ci troviamo insieme non &egrave; necessario avere in mano in tutti i momenti il cellulare, il telefonino o il tablet. E infatti siamo felici quando qualche volta non siamo legati al tablet o al telefonino. E quindi questa sarebbe una prima cosa. &Egrave; molto importante formare le amicizie, trovarci insieme, giocare insieme, magari anche studiare insieme come persone, non come computer o come macchine, come tecno-robot. Siamo esseri umani, persone, ed &egrave; molto importante il contatto con gli altri. Quindi questa sarebbe una prima cosa.</p> 
<p>Anche in famiglia: la famiglia che si trova insieme, non &egrave; sufficiente che stiamo tutti l&igrave; ognuno guardano il suo telefonino. &Egrave; molto importante imparare a dialogare, a conversare, a trovarci bene con gli altri, a giocare insieme, e anche a pregare insieme, perch&eacute; anche se possiamo avere la Bibbia e qualche preghiera nel telefonino, Dio non vuole guardare il telefonino: Dio vuole guardare i nostri cuori, la nostra vita. E quindi essere liberi da queste cose che in s&eacute; stesse possono essere divertenti, un aiuto, una cosa bella, per&ograve; &egrave; molto pi&ugrave; importante sviluppare il nostro essere umano con l’amicizia, con la conversazione e anche con tutte le cose che state facendo durante questi mesi adesso, qui.</p> 
<p>Quindi penso che questa sia una cosa molto importante.</p> 
<p>L’altra &egrave; – questo per quelli un po’ pi&ugrave; grandi – stare attenti al meccanismo: una specie di dipendenza che, di proposito, mettono nei programmi le <i>applications, </i>le<i> </i>applicazioni, che ci sono nel telefonino. Loro cercano di renderci dipendenti da questa tecnologia. Tante volte, quindi, aiuterebbe molto mettere dei limiti, dire: “Dopo una certa ora non guardo pi&ugrave; il telefonino”, “In certi orari faccio piuttosto conversazione con la famiglia, cerchiamo di stare insieme”. Quindi, penso che queste cose aiuteranno a staccarci un po’. Non siamo tutti attaccati a un cavo, vero? Siamo esseri umani. Vivere e sviluppare questa dimensione umana. E anche la parte spirituale della nostra vita: cercare Dio nella preghiera, cercare Dio insieme, nella famiglia, vivere un po’ pi&ugrave; liberi da questa dipendenza dalla tecnologia. Grazie.</p> 
<p>Michela:</p> 
<p>Caro Papa Leone, il tema di quest’anno dell’Estate Ragazzi &egrave; “Il giro del mondo in 80 giorni”. Ci porta a viaggiare con la fantasia, esplorando tanti mondi diversi. Tu, che nella tua vita hai viaggiato tanto, hai visitato tantissimi posti lontani e conosciuto tante persone diverse, ci sveli un segreto sui tuoi viaggi?</p> 
<p><b>Papa Leone XIV:</b></p> 
<p>Racconto una piccola cosa, che si collega con la prima domanda. Da piccoli abbiamo imparato tutti a leggere le mappe stradali. E se dovevamo andare da qui, da Roma a Napoli, o da Roma a Tivoli, prima di andare, studiavamo: cercavamo la mappa, vedevamo quale strada, per dove era meglio andare… Oggi tutti mettiamo il GPS nella macchina o nel telefonino e andiamo. Allora, pi&ugrave; volte nella mia vita – in Italia mi &egrave; successo, in altri Paesi d’Europa, in Per&ugrave; e una volta anche negli Stati Uniti – ho messo il GPS e mi ha portato per una strada sbagliata e sono rimasto bloccato e non potevo arrivare a destinazione. Per questo dico – anche parlando della prima domanda – che &egrave; importante non essere troppo dipendenti dalla tecnologia. &Egrave; molto meglio imparare noi stessi a pensare, ad avere la capacit&agrave; critica di sapere dove andiamo nella vita, nei viaggi, quello che sia. Studiare bene, usare la capacit&agrave; che Dio ci ha dato! Non ho bisogno del telefonino se il cervello funziona! S&igrave;, mi pu&ograve; aiutare, mi pu&ograve; dare informazione, ma anche &egrave; importante prepararsi bene per viaggiare.</p> 
<p>Questo s&igrave; ho imparato, perch&eacute; uno che va preparato, anche quando succede qualcosa, pu&ograve; sempre trovare una soluzione. Perch&eacute; Dio ci ha dato una capacit&agrave; meravigliosa con la nostra testa, con il nostro cervello. Quindi questo in generale direi &egrave; una cosa che serve per tutti.</p> 
<p><i>Il Santo Padre viene nominato Capo Esploratore, gli vengono consegnati il kit dell’esploratore e una targa dell’Estate Ragazzi.</i></p> 
<p><b>Papa Leone XIV:</b></p> 
<p>Allora ci sono ancora tante altre domande, per&ograve; purtroppo devo andare in un altro posto. Per&ograve; prima di andare via pensavo sarebbe molto bello che tutti potete dire anche ai vostri genitori che avete pregato con il Papa, perch&eacute; la preghiera &egrave; molto importante per noi. Vogliamo che Ges&ugrave; sia qui con noi! Pregheremo insieme – potete restare ai vostri posti, seduti – la preghiera che Ges&ugrave; ci ha insegnato, con una sola voce.</p> 
<p><i>“Padre nostro...”</i></p> 
<p><i>Benedizione.</i></p> 
<p>Buona giornata! Tanti auguri!</p>]]></description></item><item><title><![CDATA[Membri della "Fondation Jérôme Lejeune" (22 giugno 2026)]]></title><pubDate>Mon, 22 Jun 2026 09:30:00 +0200</pubDate><link>https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/speeches/2026/giugno/documents/20260622-fjl.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/speeches/2026/giugno/documents/20260622-fjl.html</guid><description><![CDATA[<!-- Mon, 22 Jun 2026 17:58:43 +0200 --> <p>Nel nome del Padre, del Figlio<br /> e dello Spirito Santo,<br /> la pace sia con voi!</p> 
<p><i>Cari membri della Fondazione,<br /> cari familiari del venerabile professore J&eacute;r&ocirc;me Lejeune,<br /> cari amici,</i></p> 
<p>&egrave; una gioia celebrare il centenario della nascita di J&eacute;r&ocirc;me Lejeune con voi, membri della Fondazione che porta il suo nome e che prosegue la sua opera.</p> 
<p>Colpito dalla sofferenza dei bambini con disabilit&agrave;, il professor Lejeune ha dedicato loro la sua vita di ricercatore scientifico. La sua scoperta pi&ugrave; famosa, quella dell’anomalia cromosomica responsabile della trisomia 21, fece di lui il precursore della genetica moderna, riconosciuto in tutto il mondo; il lungo elenco dei suoi titoli onorifici lo testimonia. Ma fu anche un medico per vocazione e non smise mai di lavorare per trovare una cura, al fine di alleviare la sofferenza dei suoi pazienti che chiamava “i poveri tra i poveri”. Difese con ardore la vita e la dignit&agrave; dei pi&ugrave; fragili, anche a costo della propria carriera: &laquo;La medicina — amava dire — &egrave; l’odio per la malattia e l’amore per il malato&raquo;.</p> 
<p>Consapevole dell’eccellenza accademica del professor Lejeune e della sua instancabile dedizione alla Chiesa, <a href="https://www.vatican.va/content/vatican/it/holy-father/paolo-vi.html">Papa san Paolo VI</a> lo nomin&ograve; membro della <a href="https://www.vatican.va/content/romancuria/it/istituzioni-collegate-con-la-santa-sede/pontificia-accademia-scienze.html">Pontificia Accademia delle Scienze</a>. In seguito, come sapete, la sua profonda amicizia con <a href="https://www.vatican.va/content/vatican/it/holy-father/giovanni-paolo-ii.html">san Giovanni Paolo II</a> e la loro visione comune a favore della difesa della vita sono state all’origine della creazione della <a href="https://www.academyforlife.va/content/pav/it.html">Pontificia Accademia per la Vita</a>, che il professor Lejeune vedeva come istituzione necessaria di fronte al moltiplicarsi delle minacce contro la vita.</p> 
<p>Uomo di scienza e di saggezza, J&eacute;r&ocirc;me Lejeune comprese presto che la sua scoperta scientifica sarebbe stata utilizzata per eliminare le persone con sindrome di Down prima della loro nascita. Non esit&ograve; allora a farsi loro difensore, denunciando la violazione del giuramento di Ippocrate e quella nuova eugenetica che definiva “razzismo cromosomico”. I suoi interventi profetici lo portarono a difendere la vita di ogni essere umano in nome dell’inviolabile dignit&agrave; che ha la propria origine nell’atto creatore di Dio. A tale proposito, interpell&ograve; e consigli&ograve; istituzioni e sovrani del mondo intero. Quella battaglia gli valse aspre critiche in certi ambienti scientifici.</p> 
<p>Il professor Lejeune era consapevole che se la tecnica pu&ograve; aiutare la medicina, non pu&ograve; tuttavia sostituirla. Sapeva inoltre che la tecnica pu&ograve; essere utilizzata contro la medicina — che &egrave; per natura al servizio della vita — come avviene quando la tecnica sfugge a ogni indispensabile controllo etico e quando prevalgono calcoli di efficacia, di redditivit&agrave; o di utilit&agrave;. Ma il valore della persona non dipende da ci&ograve; che realizza o produce. Per questo un medico non dovrebbe mai permettersi, sulla base di algoritmi di laboratorio, di decidere della vita di un determinato embrione o di una determinata persona anziana! La medicina non potr&agrave; mai farsi serva della morte programmata!</p> 
<p>Cari amici, oggi la Fondazione Lejeune, di cui voi siete membri attivi, prosegue l’opera iniziata dal professor Lejeune nelle tre dimensioni della ricerca, della cura e della difesa incondizionata della persona umana. Mi rallegro del posto che occupate a livello mondiale nella ricerca sulle disabilit&agrave; intellettive di origine genetica. Avete anche creato e sostenuto l’Istituto J&eacute;r&ocirc;me Lejeune, che offre consulenze a migliaia di pazienti affetti da diverse disabilit&agrave; mentali.</p> 
<p>Ci tengo a esprimervi il mio incoraggiamento nel vostro impegno a favore della vita e della dignit&agrave; umana, in particolare presso le autorit&agrave; pubbliche. So che intervenite regolarmente nei dibattiti sociali al fine di proteggere ogni persona in tutte le circostanze della sua esistenza. E so che siete anche attenti a promuovere la cultura della vita attraverso la Cattedra Internazionale di Bioetica, che offre una formazione accademica ai diversi operatori di questo settore: personale sanitario, giuristi e filosofi. Vi ringrazio per questa formazione che dispensate a uomini e donne che domani potranno cos&igrave; contribuire a garantire un’etica medica al servizio della dignit&agrave; umana e della vita.</p> 
<p>A voi, cari amici con Sindrome di Down e ai vostri famigliari, a voi figli del venerabile professor Lejeune presenti qui questa mattina, a voi tutti, membri delle Fondazioni J&eacute;r&ocirc;me Lejeune di Spagna, Argentina e Stati Uniti, e infine a voi, membri venuti da Portogallo, Italia, Tunisia, Costa d’Avorio e Corea, desidero esprimere la mia soddisfazione per l’opera che, come laici, portate avanti nella carit&agrave; della verit&agrave;, sulle orme del venerabile J&eacute;r&ocirc;me Lejeune. Siate come lui testimoni impegnati nella societ&agrave;, al servizio della ricerca costante del bene comune. &Egrave; questo il primo grande principio dell’insegnamento sociale della Chiesa, e della “forma sociale” della dignit&agrave; riconosciuta a ciascuno (<i><a href="https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/encyclicals/documents/20260515-magnifica-humanitas.html#I_principi">Magnifica humanitas</a></i>, n. 59). Il bene comune non esclude nessuno di coloro che sono stati creati a immagine e somiglianza di Dio.</p> 
<p>Il messaggio e l’opera del venerabile J&eacute;r&ocirc;me Lejeune si fondano sull’universalit&agrave; della ragione e del cuore uniti. Possa ispirare il coraggio della verit&agrave; ai numerosi giovani e professionisti desiderosi di coerenza; possa aiutarli a unire senza rigidit&agrave; la ragione e la fede, la parola e gli atti, l’assenza di giudizio sulle persone e il rifiuto della menzogna.</p> 
<p>Vi affido all’intercessione di Nostra Signora, chiedendole di guidare i vostri passi, di sostenere i vostri sforzi e di diffondere la sua tenerezza su tutte le persone fragili. A voi tutti qui presenti imparto di cuore la mia Benedizione Apostolica, che estendo a tutti i membri della Fondazione, alle loro famiglie e ai “cari protetti” di J&eacute;r&ocirc;me Lejeune.</p> 
<p>Grazie.</p> 
<p>________________________________________</p> 
<p><i><a href="https://www.osservatoreromano.va/it/news/2026-06/quo-140/la-medicina-non-potra-mai-farsi-serva-della-morte-programmata.html">L'Osservatore Romano</a></i>, Edizione Quotidiana, Anno CLXVI n.&nbsp; 140, luned&igrave; 22 giugno 2026, p. 9.</p>]]></description></item><item><title><![CDATA[Angelus, 21 giugno 2026]]></title><pubDate>Sun, 21 Jun 2026 12:00:00 +0200</pubDate><link>https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/angelus/2026/documents/20260621-angelus.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/angelus/2026/documents/20260621-angelus.html</guid><description><![CDATA[<!-- Sun, 21 Jun 2026 12:23:05 +0200 --> <p><i>Cari fratelli e sorelle, buona domenica!</i></p> 
<p>Nel Vangelo della Liturgia odierna (<i>Mt</i>&nbsp;10,26-33) Ges&ugrave;, inviando i discepoli in missione, tra l’altro rivolge loro questa esortazione: &laquo;Quello che io vi dico nelle tenebre voi ditelo nella luce, e quello che ascoltate all’orecchio voi annunciatelo dalle terrazze&raquo; (v. 27).</p> 
<p>Fa un accostamento tra ci&ograve; che ascoltiamo “all’orecchio”, cio&egrave; nel segreto del cuore, e ci&ograve; che siamo chiamati a proclamare a tutti, ricordandoci che l’annuncio del Vangelo &egrave; prima di tutto condivisione di un incontro personale con Lui, unico per ciascuno.</p> 
<p>La forza dell’apostolato, infatti, al di l&agrave; di tecniche e strumenti, si fonda sull’opera dello Spirito Santo in noi e sull’autenticit&agrave; della nostra risposta. San Tommaso d’Aquino parlava della predicazione come di un trasmettere agli altri ci&ograve; che abbiamo contemplato: “<i>contemplata aliis tradere</i>” (cfr&nbsp;<i>Summa Theologiae</i>, III, q. 40, a. 1, ad 2).</p> 
<p>E non bisogna pensare che “contemplare” sia un’esperienza esclusiva, riservata ad alcuni santi o ai monaci e agli eremiti. Tutti possiamo farlo, sforzandoci di custodire, tra gli impegni delle nostre giornate, momenti di quiete in cui metterci in silenzio davanti a Dio, per ascoltare la sua voce, affidargli le nostre gioie e le nostre preoccupazioni, rivedere con Lui la nostra vita. Questo ci rende sempre pi&ugrave; persone dalla fede solida e consapevole, e di conseguenza apostoli credibili e liberi, uomini e donne capaci di riflettere la luce del Vangelo in ogni ambiente e in ogni situazione della vita, e di testimoniarlo anche l&agrave; dove il suo valore non &egrave; compreso o accettato.</p> 
<p>San Matteo – autore del brano biblico a cui ci riferiamo – scriveva per comunit&agrave; che non avevano vita facile. Dovevano affrontare ostilit&agrave; e persecuzioni, come succede ancora oggi a tanti cristiani in vari luoghi della terra, e la tentazione di scoraggiarsi e di lasciarsi vincere dalla stanchezza o dalla paura era grande.</p> 
<p>Adesso come allora, &egrave; impegnativo rimanere fedeli agli insegnamenti di Ges&ugrave; e annunciare la sua Parola: rispondere all’odio con l’amore, alla prepotenza con la mitezza, allo scoraggiamento con la perseveranza. Per questo &egrave; necessario che affondiamo le radici della nostra fede e della nostra missione in un intenso rapporto con Lui (cfr Francesco, Esort. ap.&nbsp;<i><a href="https://www.vatican.va/content/francesco/it/apost_exhortations/documents/papa-francesco_esortazione-ap_20131124_evangelii-gaudium.html#I.%E2%80%82Gioia_che_si_rinnova_e_si_comunica">Evangelii gaudium</a></i>, 8). Questo ci d&agrave; la forza di non arrenderci e di continuare a trasmettere a tutti, in ogni circostanza, il suo messaggio di speranza, d’amore e di pace. Il mondo ne ha tanto bisogno!</p> 
<p>La Vergine Maria ci aiuti a essere discepoli missionari del Signore Ges&ugrave;, ciascuno secondo la propria vocazione.</p> 
<p>____________________</p> 
<p><b>Dopo l'Angelus</b></p> 
<p><i>Cari fratelli e sorelle,</i></p> 
<p>ieri &egrave; stata celebrata la Giornata Mondiale del Rifugiato promossa dalle Nazioni Unite, nella ricorrenza del 75&deg; anniversario della Convenzione sullo statuto dei rifugiati, nata per proteggere quanti sono perseguitati e costretti a lasciare la propria terra, la casa e la famiglia. Auspico che lo spirito che anim&ograve; l’elaborazione di questo importante strumento internazionale continui ancora oggi a illuminare le coscienze dei responsabili delle nazioni. Nessuno pu&ograve; voltarsi dall’altra parte di fronte a chi cerca protezione e sicurezza. Esorto inoltre tutti ad accogliere coloro che sono vittime di persecuzione, perch&eacute; possano vivere in pace, con dignit&agrave;, e guardare al futuro con speranza.</p> 
<p>I would like to greet the members of the Catholic Pentecostal International Dialogue. “The Church believes as she prays”, and reflecting together on the principle “<i>lex orandi, lex credendi</i>” is particularly relevant nowadays.</p> 
<p>Saluto con affetto tutti voi, fedeli di Roma e pellegrini venuti da diversi Paesi.</p> 
<p>Dirigindo-me aos peregrinos que vieram do Brasil, asseguro as minhas ora&ccedil;&otilde;es pelos jovens que morreram, h&aacute; alguns dias, num acidente rodovi&aacute;rio, no Estado do Cear&aacute;.</p> 
<p>Saluto i ragazzi della Cresima di due parrocchie di Ozieri, in Sardegna.</p> 
<p>A tutti auguro una buona domenica!</p>]]></description></item><item><title><![CDATA[Visita Pastorale a Sant’Angelo Lodigiano: Adorazione del Santissimo Sacramento e venerazione del Cuore di Santa Francesca Cabrini (Parrocchia dei Santi Antonio Abate e Francesca Cabrini, 20 giugno 2026)]]></title><pubDate>Sat, 20 Jun 2026 19:00:00 +0200</pubDate><link>https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/speeches/2026/giugno/documents/20260620-sant-angelo-lodigiano.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/speeches/2026/giugno/documents/20260620-sant-angelo-lodigiano.html</guid><description><![CDATA[<!-- Sun, 21 Jun 2026 11:32:35 +0200 --> <p><b><a href="https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/speeches/2026/giugno/documents/20260620-sant-angelo-lodigiano.html#Discorso">Discorso del Santo Padre</a></b></p> 
<p><b><a href="https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/speeches/2026/giugno/documents/20260620-sant-angelo-lodigiano.html#Parole">Parole a braccio del Santo Padre&nbsp;prima di lasciare Sant'Angelo Lodigiano</a></b></p> 
<p><i>__________________________________</i></p> 
<p><b><a name="Discorso "></a>Discorso del Santo Padre</b></p> 
<p><i>Cari fratelli e sorelle</i>,</p> 
<p>sono felice di salutare tutti voi, concittadini e conterranei di <a href="https://www.causesanti.va/it/santi-e-beati/francesca-saverio-cabrini.html">Santa Francesca Saverio Cabrini</a>! Ringrazio il Vescovo, Mons. Maurizio Malvestiti, e il Parroco, il Sindaco e le altre Autorit&agrave; civili.</p> 
<p>Sono qui per rendere omaggio a <a href="https://www.causesanti.va/it/santi-e-beati/francesca-saverio-cabrini.html">madre Cabrini, Patrona dei migranti</a>, prima Santa degli Stati Uniti d’America, nata qui, a Sant’Angelo Lodigiano, nel 1850, e morta a Chicago, la mia citt&agrave; natale, nel 1917. Quando ho saputo che Sant’Angelo Lodigiano dista pochi chilometri da Pavia, ho pensato subito di cogliere l’occasione… Ed eccomi qua. Grazie, grazie della vostra calorosa accoglienza! Cos&igrave; voi mi dimostrate l’amore della Chiesa laudense per il Papa, un amore che madre Cabrini nutriva con singolare devozione e obbedienza.</p> 
<p>Infatti, quando fu il momento della scelta decisiva sulla “rotta” da dare alla missione del suo istituto religioso, volle che fosse il Papa a indicarla. E <a href="https://www.vatican.va/content/vatican/it/holy-father/leone-xiii.html">Leone XIII</a> fu chiaro: “Non all’oriente, ma all’occidente”, al servizio delle migliaia di emigrati italiani in America, come gi&agrave; le aveva suggerito il Vescovo di Piacenza, <a href="https://www.causesanti.va/it/santi-e-beati/giovanni-battista-scalabrini.html">San Giovani Battista Scalabrini</a>.</p> 
<p>Attraverso le voci di questi due Pastori illuminati,&nbsp;<a href="https://www.causesanti.va/it/santi-e-beati/francesca-saverio-cabrini.html">madre Cabrini</a> interpret&ograve; i segni dei tempi e comprese che il sogno di andare in Cina, emulando <a href="https://www.causesanti.va/it/santi-e-beati/francesco-saverio.html">San Francesco Saverio</a>, si doveva realizzare l&agrave; dove, in quel momento, maggiore era il bisogno.</p> 
<p>Ma, care sorelle e cari fratelli, se guardiamo al mondo di oggi, che cosa dobbiamo dire? Quel “segno”, cio&egrave; il fenomeno migratorio, &egrave; entrato in una fase diversa, sicuramente pi&ugrave; complessa, eppure non meno capace di interpellare la Chiesa.</p> 
<p>Domandiamoci: se <a href="https://www.causesanti.va/it/santi-e-beati/francesca-saverio-cabrini.html">madre Francesca</a> vivesse oggi, che cosa le direbbe la sua anima missionaria? O meglio, che cosa direbbe il Cuore di Cristo al suo cuore di donna consacrata a Lui e al servizio del suo Regno? E che cosa le avrebbe chiesto un Papa come Francesco, il quale, figlio di emigrati italiani, ha fatto del servizio ai migranti uno dei punti-chiave del suo pontificato?</p> 
<p>Carissimi, <a href="https://www.vatican.va/content/vatican/it/holy-father/francesco.html">Papa Francesco</a> ha voluto che la sua quarta Enciclica, <i><a href="https://www.vatican.va/content/francesco/it/encyclicals/documents/20241024-enciclica-dilexit-nos.html">Dilexit nos</a></i>, che &egrave; risultata poi l’ultima, fosse dedicata all’“amore umano e divino del Cuore di Cristo”, cio&egrave; a quel mistero di carit&agrave; infinita che &egrave; l’unico vero “motore” della vita di <a href="https://www.causesanti.va/it/santi-e-beati/francesca-saverio-cabrini.html">Santa Cabrini</a>, di tutto ci&ograve; che ha realizzato e, ancor pi&ugrave;, di <i>come</i> lo ha fatto. Ebbene, in <a href="https://www.vatican.va/content/francesco/it/encyclicals/documents/20241024-enciclica-dilexit-nos.html">questa Enciclica</a>,&nbsp;<a href="https://www.vatican.va/content/vatican/it/holy-father/francesco.html">Papa Francesco</a> scrive: &laquo;L’attualit&agrave; della devozione al Cuore di Cristo &egrave; particolarmente evidente nell’opera evangelizzatrice ed educativa di numerose congregazioni religiose femminili e maschili che sono state segnate fin dalle loro origini da questa esperienza spirituale cristologica&raquo; (<a href="https://www.vatican.va/content/francesco/it/encyclicals/documents/20241024-enciclica-dilexit-nos.html#150">n. 150</a>).</p> 
<p>Da parte mia, ho ereditato e portato avanti il Magistero di&nbsp;<a href="https://www.vatican.va/content/vatican/it/holy-father/francesco.html">Papa Francesco</a> con l’Esortazione apostolica <i><a href="https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/apost_exhortations/documents/20251004-dilexi-te.html">Dilexi te</a></i> sull’amore verso i poveri, e l&agrave; dove si parla della carit&agrave; nella forma di “accompagnare i migranti”, compare, proprio accanto a <a href="https://www.causesanti.va/it/santi-e-beati/giovanni-battista-scalabrini.html">San Giovani Battista Scalabrini</a>, la figura di <a href="https://www.causesanti.va/it/santi-e-beati/francesca-saverio-cabrini.html">Santa Francesca Saverio Cabrini</a>. &laquo;Il suo cuore materno, che non si dava pace, li raggiungeva dappertutto – gli emigrati –: nei tuguri, nelle carceri, nelle miniere&raquo; (<a href="https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/speeches/2000/apr-jun/documents/hf_jp-ii_spe_20000531_miss-sacro-cuore.html">n. 74</a>). Lei stessa ha scritto cos&igrave;: &laquo;Nessun lavoro sar&agrave; troppo difficile, nessuna terra troppo lontana, nessuna persona troppo ferita per l’amore del Cuore di Ges&ugrave; e per tutti coloro invitati ad essere portatori dell’amore di Cristo nel mondo&raquo;.</p> 
<p>Fratelli e sorelle, cosa c’&egrave; di pi&ugrave; attuale di questo carisma? Lo dico qui, davanti alla Reliquia del cuore di <a href="https://www.causesanti.va/it/santi-e-beati/francesca-saverio-cabrini.html">madre Cabrini</a>, portata dalla Casa-madre di Codogno. Lo dico salutando e ringraziando con affetto le sue figlie spirituali, le Suore Missionarie del Sacro Cuore di Ges&ugrave;. Cosa c’&egrave; di pi&ugrave; attuale di un carisma missionario che si pone al servizio dei migranti?</p> 
<p>Colgo dunque questa occasione per rivolgere un appello, specialmente ai giovani: conoscete <a href="https://www.causesanti.va/it/santi-e-beati/francesca-saverio-cabrini.html">Santa Francesca Cabrini</a>! Leggete i suoi scritti, pieni di passione per Ges&ugrave; e per la missione; le sue lettere, i suoi diari di viaggio, gli appunti dei suoi ritiri. Chi conosce <a href="https://www.causesanti.va/it/santi-e-beati/francesca-saverio-cabrini.html">madre Cabrini</a>, ne rimane conquistato. La sua anima era nello stesso tempo contemplativa e attiva; era immersa nell’amore del Cuore di Cristo e questo le dava una capacit&agrave; di lavoro e una forza d’animo straordinarie, coerentemente con il motto paolino che aveva scelto per l’Istituto: “Tutto posso in Colui che mi d&agrave; la forza&raquo; (<i>Fil</i> 4,13).</p> 
<p>Questo appello lo rivolgo in modo speciale alla Chiesa che &egrave; a Lodi, che oggi mi ha accolto con tanto affetto! E vorrei esprimerlo in forma di augurio: la Chiesa di San Bassiano si distingua sempre per quei tratti che risplendono in questa sua figlia cos&igrave; gloriosa. Con il suo esempio e la sua intercessione, <a href="https://www.causesanti.va/it/santi-e-beati/francesca-saverio-cabrini.html">Santa Cabrini</a> vi aiuti a essere innamorati di Cristo, testimoni del suo Vangelo con stile operoso e generoso, al servizio dei pi&ugrave; poveri. Vi aiuti a vivere una sinodalit&agrave; effettiva, camminando uniti e tendendo insieme alla santit&agrave;, nella variet&agrave; dei doni e dei ministeri. Per questo vi assicuro la mia preghiera.</p> 
<p>Infine, prego il Signore per le Missionarie del Sacro Cuore di Ges&ugrave;, in ogni loro comunit&agrave;: Dio le benedica e le rinnovi nella fedelt&agrave; al carisma di madre Cabrini. E possa la Chiesa intera guardare a questa stupenda missionaria dell’Amore, per imparare che cosa significa servire il Regno di Dio nel vivo della storia.</p> 
<p>A tutti voi e ai vostri cari imparto di cuore la benedizione apostolica. Grazie!</p> 
<p>_______________________________</p> 
<p><b><a name="Parole"></a>Parole a braccio del Santo Padre prima di lasciare Sant'Angelo Lodigiano</b></p> 
<p><i>Ragazzi buonasera</i>,</p> 
<p>c'&egrave; un gran dono che avete avuto oggi, tutti: pazienza e capacit&agrave; di aspettare. Aspettare &egrave; un segno di speranza. Grazie per essere testimonianza di speranza! Non dimenticate mai: voi giovani potete cambiare il mondo, e noi aspettiamo, ognuno di voi. Che il Signore vi benedica oggi e sempre!</p> 
<p>Grazie per essere qui, grazie per questa gioia, per questa accoglienza. Accogliete tutti nel vostro cuore e con le vostre opere di carit&agrave;. Il Signore sia con voi.</p> 
<p>Vi benedica Dio onnipotente, Padre, Figlio e Spirito Santo. Amen.</p> 
<p>Grazie, grazie a tutti! Arrivederci!</p>]]></description></item><item><title><![CDATA[Visita Pastorale a Pavia: Incontro con la Cittadinanza in Piazza Vittoria (20 giugno 2026)]]></title><pubDate>Sat, 20 Jun 2026 17:30:00 +0200</pubDate><link>https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/speeches/2026/giugno/documents/20260620-pavia-cittadinanza.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/speeches/2026/giugno/documents/20260620-pavia-cittadinanza.html</guid><description><![CDATA[<!-- Sat, 20 Jun 2026 18:43:00 +0200 --> <p><b> <a href="https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/speeches/2026/giugno/documents/20260620-pavia-cittadinanza.html#Parole">Parole a braccio del Santo Padre all'esterno del Duomo</a></b></p>
<p><b><a href="https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/speeches/2026/giugno/documents/20260620-pavia-cittadinanza.html#Discorso">Discorso del Santo Padre</a></b></p>
<p>____________________________</p>
<p><b><a name="Parole"></a>Parole a braccio all'esterno del Duomo</b></p>
<p>Buonasera a tutti!<br>
Grazie! Grazie a tutti per essere qui.<br>
Un saludo a los peruanos, a todos los latinoamericanos.<br>
Un saluto grande a tutti voi!<br>
Evviva Pavia! Viva!&nbsp;</p>
<p>Abbiamo sentito un momento fa dell’importanza della speranza e della pace. Tutti vogliamo vivere in pace. È molto importante che non perdiamo mai la speranza, perché come ci ha detto Sant’Agostino: “Se vogliamo cambiare i tempi, se vogliamo che il mondo viva in pace, dobbiamo cominciare con noi stessi”. Ciò vuol dire: basta con parole di odio, basta con gli insulti, con il bullismo, basta con tutte quelle cose che fanno guerra fra le persone, fra le comunità, fra i Paesi. Dobbiamo imparare tutti a essere costruttori di pace e promotori di riconciliazione. &nbsp;</p>
<p>A tutti gli animatori che sono qui: grazie a voi per il vostro lavoro, per il vostro servizio! &nbsp;</p>
<p>E a tutti i ragazzi: perseverate, partecipate, cercate di costruire autentica amicizia, non un’amicizia solo con lo schermo, con il telefonino. Autentica amicizia, di persona! Presenti! Tutti presenti! E così troveremo che Gesù davvero vive fra noi. Gesù sarà presente.&nbsp;</p>
<p>Allora, grazie a tutti voi. Vi do la benedizione e vi incoraggio davvero a vivere la fede, a vivere questa gioia di essere discepoli di Gesù.&nbsp;</p>
<p><i>Benedizione</i></p>
<p>Che siate sempre una comunità viva, di fede, di speranza e di amore.</p>
<p>___________________________________</p>
<p><b><a name="Discorso "></a>Discorso del Santo Padre</b></p>
<p><i>Eccellenza Reverendissima,<br>
 Signor Sindaco,<br>
 Distinte Autorità,<br>
 cari fratelli e sorelle!</i></p>
<p>Vi ringrazio per la vostra accoglienza, così festosa, e per le cortesi parole di benvenuto. Per bocca del Vescovo e del Sindaco, Pavia stessa si presenta dando voce alla bellezza della vostra città. È una bellezza esigente, in quanto rappresenta l’eredità preziosa di un passato che diventa impegno per il presente. La città è in effetti un dono e un compito per chi vi abita: da questa piazza tutti ce ne rendiamo conto, guardando come la vita dei cittadini si rifletta sugli edifici e sulle pietre circostanti.</p>
<p>Ci troviamo tra monumenti che parlano&nbsp;<i>di voi</i>, e che perciò parlano&nbsp;<i>a voi</i>. Mi riferisco non solo a quelli antichi, ma alle case, alle scuole, all’università, all’ospedale, ai centri parrocchiali. Sono tutti luoghi significativi, strutture dotate di senso proprio, che testimoniano accoglienza, educazione, cultura. In forme distinte attestano una medesima cura della persona-in-comunità, con la sua dignità e i suoi valori, quelli che vi uniscono come un solo popolo e che sono anche alla base della Carta Costituzionale italiana.</p>
<p>Attraversando il centro storico di Pavia, nelle vie e nelle piazze si respira una bellezza carica di storia, non superficiale. È questa una caratteristica delle città europee: mentre riconosciamo in esse l’ingegno e il senso civico di chi le ha edificate, ci rendiamo conto di come il valore del tessuto urbano sostenga la loro vita quotidiana e il ruolo proprio che ciascuna di esse ricopre nell’ambito nazionale e internazionale.</p>
<p>Il nome “città”, dal latino&nbsp;<i>civitas</i>, indica, oltre che un luogo, una condizione umana: la città è una per tutti, è singolare e plurale. Il popolo che la abita vi costituisce una società, cioè un organismo che dev’essere ben ordinato nelle sue relazioni e nelle sue leggi. Essere sociali significa essere solidali, comportandosi da autentici soci: motivati dal bene comune e non da interessi di parte. I cittadini sono sempre concittadini! Difatti, si chiama appunto “Comune” l’ente democratico che si prende cura della città, promuovendo il benessere di quanti vi abitano.</p>
<p>Poiché dunque il popolo è responsabile dello spazio pubblico, davanti alle sfide attuali chiediamoci che cosa fortifica e che cosa erode le nostre case: domandiamoci che cosa rende stabile e che cosa ferisce la nostra società. Altrimenti, ciò che è di tutti rischia di diventare di nessuno: quando l’indifferenza sembra disgregare la nostra comunità, occorre rinnovare l’attiva partecipazione di tutti alla vita cittadina. Dinanzi a forme di degrado e di analfabetismo civico, siamo chiamati a condividere linguaggi di dedizione e di servizio, che custodiscono piazze, parchi, strade come luoghi di incontro per eccellenza. Questa buona cittadinanza sa coltivare la concordia attraverso il dialogo e l’incontro costruttivo tra le persone e le culture che animano Pavia.</p>
<p>Oggi invito ciascuno di voi a ripetere dentro di sé: mi interessa la nostra città! Mi interessa la salute di chi ho accanto, mi interessa la bellezza del luogo in cui abito, mi interessa la qualità della vita negli ambienti in cui lavoro e dove trascorro il tempo libero. Mi interessa questa pianura così fertile, dove ogni campo e ogni fosso porta i segni del lavoro paziente di chi per secoli ha ascoltato il ritmo del creato, sentendosi in armonia con la natura.</p>
<p>La coltivazione della terra rispecchia la promozione della cultura, che trova a Pavia un modello particolarmente felice. Ricordando la vostra illustre tradizione accademica, penso soprattutto ai giovani e agli studenti che frequentano l’Università cittadina. In questo polo culturale, essi non sperimentano un agglomerato di saperi, ma un sistema capace di formare la persona senza speculare sul suo lavoro. Promuovere le scienze, infatti, significa promuovere l’uomo, che deve sempre restare protagonista delle proprie ricerche.</p>
<p>In tale prospettiva, ad ogni sapere corrisponde una forma di cura: come la scienza medica provvede al corpo umano, così la giurisprudenza si preoccupa del corpo sociale e la filosofia considera il pensiero, da cui l’uomo sviluppa ogni sua arte. Tutto ciò che veniamo a sapere del mondo ci fa conoscere noi stessi e ci fa interrogare nuovamente sulla nostra esistenza, assetata di verità e di giustizia. Di questa sete fu pieno l’animo di sant’Agostino, esempio della sana inquietudine che freme in chi ricerca, in chi studia, in chi educa. La sua figura, mentre incarna il dialogo arduo e costante tra fede e ragione, testimonia la loro reciproca appartenenza.</p>
<p>Non si può infatti credere senza pensare, né è possibile illuminare i quesiti più alti della ragione senza fede. Con questa fiduciosa apertura, infatti, la ragione umana domanda e progetta: non si chiude in logiche di profitto o di dominio, ma scopre nuovi modi per prendersi cura di sé e del mondo. Nella misura in cui crede, l’essere umano non si rassegna alla fine, a un frammento storico che termina con la morte: proprio la fede ci ricorda che non siamo sudditi di un fato anonimo, sostenendo invece la certezza che Dio è creatore e salvatore della vita.</p>
<p>A questo proposito, anche nella città di Pavia la Chiesa opera come grembo che accoglie tutti, generando una nuova umanità. Ancora oggi, la più antica istituzione cittadina è chiamata a evangelizzare anzitutto come focolare di fede e casa di carità al servizio di chi è più piccolo, povero, solo o anziano, coinvolgendo in questa cura dell’umano tutte le forze di volontariato, alle quali indirizzo la mia stima e la mia riconoscenza. Grazie al vostro impegno, Pavia è prospera, oltre che di beni, anche di virtù: onorate sempre la dignità di ogni vita umana! La croce, che sta nello stemma della vostra città, è ben più che un simbolo araldico, è una sintesi culturale: ricorda che la storia di Pavia è ancorata al valore universale dell’amore cristiano; ed è una storia da scrivere insieme, esercitando una memoria creativa nell’intesa tra cittadini e associazioni, tra la Chiesa e gli Enti pubblici, tra generazioni e culture.</p>
<p>Care sorelle e cari fratelli, mentre invito ciascuno a dare il meglio di sé per il bene di tutti, di cuore imparto su di voi, sulle vostre case e sulle vostre famiglie la mia benedizione. Grazie!</p>
]]></description></item><item><title><![CDATA[Visita Pastorale a Pavia: Celebrazione della Parola e venerazione delle Reliquie di S. Agostino (Basilica di San Pietro in Ciel d’Oro, 20 giugno 2026)]]></title><pubDate>Sat, 20 Jun 2026 16:15:00 +0200</pubDate><link>https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/homilies/2026/documents/20260620-pavia-chiesa.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/homilies/2026/documents/20260620-pavia-chiesa.html</guid><description><![CDATA[<!-- Sat, 20 Jun 2026 18:43:16 +0200 --> <p><b><a href="https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/homilies/2026/documents/20260620-pavia-chiesa.html#Parole">Parole a braccio del Santo Padre nel chiostro del Convento dei Padri Agostiniani</a></b></p> 
<p><b><a href="https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/homilies/2026/documents/20260620-pavia-chiesa.html#Omelia">Omelia del Santo Padre</a></b></p> 
<p><b><a href="https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/homilies/2026/documents/20260620-pavia-chiesa.html#Padre">Parole a braccio del Santo Padre fuori la Basilica di San Pietro in Ciel d’Oro a Pavia</a></b></p> 
<p>________________________</p> 
<p><b><a name="Parole"></a>Parole a braccio del Santo Padre</b></p> 
<p>Grazie, grazie! Buongiorno a tutti!&nbsp;</p> 
<p>Se resto trenta secondi in pi&ugrave; riconosco tanti di voi. &nbsp;</p> 
<p>Sant’Agostino ci insegna a vivere ci&ograve; che Ges&ugrave; Cristo ci ha insegnato: amare Dio, amare i fratelli e le sorelle. Quando gli hanno domandato: “Qual &egrave; pi&ugrave; importante dei due?”, rispose: “In ordine a quello che hai scritto, amare Dio, per&ograve; non sappiamo se stiamo amando Dio se non amiamo i fratelli”. Quindi l’amore fraterno &egrave; tanto importante! La carit&agrave; verso tutti, oggi, &egrave; un messaggio di Sant’Agostino, di Ges&ugrave; Cristo, molto importante per il mondo. Che siamo tutti veramente questo segno di amore, di carit&agrave; nel mondo! Che sappiamo vivere il perdono, la riconciliazione, la pace! &nbsp;</p> 
<p>Dio benedica tutti voi. Grazie per essere qui. &Egrave; un piacere salutarvi e vi diamo la benedizione.<i></i></p> 
<p><i>Benedizione.&nbsp;</i></p> 
<p>Grazie, grazie! Auguri!</p> 
<p>______________________________</p> 
<p><b><a name="Omelia"></a>Omelia del Santo Padre</b></p> 
<p><i>Eminenza, <br /> Eccellenze, cari fratelli nell’Episcopato, <br /> cari presbiteri e diaconi,<br /> cari religiosi, religiose e seminaristi, <br /> miei confratelli agostiniani,<br /> fratelli e sorelle,</i></p> 
<p>sono felice di trovarmi qui in mezzo a voi e ringrazio il Vescovo, Mons. Corrado Sanguineti, e Padre Joseph Farrell, Priore Generale dell'Ordine di Sant'Agostino, per le parole di benvenuto che mi hanno rivolto. Sono contento di quanto ho sentito su questa Chiesa che &egrave; in Pavia: una Comunit&agrave; di antica tradizione che rimane viva e presente nella citt&agrave; e nel territorio, attenta ai segni di questo tempo e alle sue sfide, senza lasciarsi scoraggiare dalle fatiche, dal contesto secolarizzato e dalle difficolt&agrave; nella trasmissione della fede.</p> 
<p>Per non scoraggiarsi serve uno sguardo animato dallo spirito della fede, che aiuti a leggere la realt&agrave; in modo pi&ugrave; profondo rispetto a ci&ograve; che appare a prima vista, e a non scivolare in un atteggiamento negativo<b>,</b> pessimista, incapace di generare vita nuova. Lo sguardo che ci &egrave; richiesto – e che lo Spirito Santo ci dona – &egrave; invece quello di Ges&ugrave;. In mezzo alle difficolt&agrave; e alle incomprensioni, Egli vede la mano provvidente del Padre nei gigli dei campi<b>,</b> negli uccelli del cielo (cfr <i>Mt</i> 6,28-29), nutre la speranza nel piccolo seme che cresce (cfr <i>Mc</i> 4,30-33) e invita ad alzare i nostri occhi e guardare i campi che gi&agrave; biondeggiano per la mietitura (cfr <i>Gv</i> 4,35). Nell’Esortazione apostolica <i><a href="https://www.vatican.va/content/francesco/it/apost_exhortations/documents/papa-francesco_esortazione-ap_20131124_evangelii-gaudium.html">Evangelii gaudium</a></i> <a href="https://www.vatican.va/content/francesco/it.html">Papa Francesco</a>&nbsp;ci ha spronato a questa lettura spirituale della realt&agrave;, dicendo: &laquo;Lo sguardo di fede &egrave; capace di riconoscere la luce che sempre lo Spirito Santo diffonde in mezzo all’oscurit&agrave; […]. La nostra fede &egrave; sfidata a intravedere il vino in cui l’acqua pu&ograve; essere trasformata, e a scoprire il grano che cresce in mezzo alla zizzania&raquo;&nbsp;(n. 84).</p> 
<p>Illuminati dalla speranza del Vangelo e prendendo spunto da quanto ci ha detto nella Lettura l’Apostolo Pietro (cfr <i>1Pt</i> 2,4-10), che chiama “pietre vive” i discepoli del Signore, chiediamoci: come possiamo oggi, qui a Pavia, essere una Chiesa viva?</p> 
<p>La prima indicazione dell’Apostolo &egrave; essenziale: stare uniti a Cristo, pietra viva, scartata dagli uomini ma scelta da Dio. Cristo &egrave; il fondamento dell’edificio spirituale, &egrave; la pietra angolare posta come base del nostro cammino ecclesiale, dell’agire pastorale e dell’evangelizzazione (cfr vv. 4-5).</p> 
<p>Questo essere costruiti e costruire in Cristo ci preserva dal rischio di disperderci e affaticarci in cose secondarie, magari buone, ma che non vanno all’essenziale. Naturalmente siamo chiamati a essere realisti, e sappiamo che nelle comunit&agrave; parrocchiali e nella vita di una diocesi ci sono tante urgenze e tanti impegni che richiedono presenza e molteplici attivit&agrave;. Si tratta per&ograve; di ricondurre tutto al centro, di costruire sempre a partire dalla pietra angolare, di impedire che le nostre azioni risultino dispersive, centrate unicamente su noi stessi e sui nostri sforzi. Poich&eacute; il centro &egrave; Cristo, tutti attingiamo da quest’unica fonte e sottoponiamo il nostro impegno al discernimento che proviene dalla sua luce e dalla sua Parola. Allora facciamo crescere una Chiesa in cui si cammina insieme, capace di rinnovarsi senza dividersi, in cui tutti si riconoscono fratelli e lavorano con gioia al servizio del Regno di Dio.</p> 
<p>Questo implica quanto all’inizio diceva il vostro Vescovo: dobbiamo imparare ad essere comunit&agrave; cristiane centrate sull’essenziale, anche se ci&ograve; dovesse comportare la rinuncia a qualche struttura e a qualche sicurezza del passato. L’essenziale &egrave; vivere con Cristo, e diffondere il suo Vangelo &egrave; ci&ograve; che ci deve stare a cuore. Lo raccomando anzitutto ai presbiteri, che talvolta possono soffrire il senso di dispersione interiore, di stanchezza per le molteplici incombenze: ritornate sempre al centro, unificate tutto nella relazione con il Signore, e in Lui scoprite la gioia della fraternit&agrave; presbiterale e il comune lavoro pastorale con i laici. E lo raccomando anche alle religiose e ai religiosi, che conoscono spesso la fatica di attualizzare il carisma a cui appartengono, ma che hanno sempre bisogno di ripartire da Cristo e di mettere in comune i talenti ricevuti sia con altre comunit&agrave; religiose sia con l’insieme della Chiesa diocesana.</p> 
<p>Aderire a Cristo, pietra angolare, ci permette anche di affrontare le problematiche odierne che riguardano la trasmissione della fede e la pratica religiosa. In un tempo nel quale molte persone sembrano aver perduto il gusto spirituale o, per diverse ragioni, non riescono pi&ugrave; ad avvertire come attraente la proposta della fede cristiana per la loro vita, siamo chiamati anzitutto a portare l’annuncio del Vangelo, un annuncio gioioso e liberante di Ges&ugrave; Cristo, che faccia emergere la bellezza della fede per la nostra vita e per la nostra societ&agrave;. C’&egrave; sempre pi&ugrave; bisogno, oggi, di accompagnare le persone alla scoperta o alla riscoperta della fede. Perci&ograve;, bisogna annunciare il nucleo del Vangelo, cio&egrave; Ges&ugrave;, che nella sua incarnazione, morte e risurrezione ci rivela il mistero di Dio e al tempo stesso il mistero che siamo noi stessi. &laquo;Una pastorale in chiave missionaria […] si concentra sull’essenziale, su ci&ograve; che &egrave; pi&ugrave; bello, pi&ugrave; grande, pi&ugrave; attraente e allo stesso tempo pi&ugrave; necessario&raquo; (<i><a href="https://www.vatican.va/content/francesco/it/apost_exhortations/documents/papa-francesco_esortazione-ap_20131124_evangelii-gaudium.html#III.%E2%80%82Dal_cuore_del_Vangelo">Evangelii gaudium</a></i>, 35).</p> 
<p>In questo contesto, la figura di Sant’Agostino brilla di luce preziosa. Il suo pensiero, la storia della sua conversione, la sua spiritualit&agrave; ci ricordano il valore e il primato dell’interiorit&agrave;: &laquo;Non uscire fuori di te, ritorna in te stesso: la verit&agrave; abita nell’uomo interiore&raquo; (<i>De vera religione</i>, XXXIX, 72). Il bisogno di rientrare in s&eacute; stessi, di non disperdersi nella frammentazione esteriore, di cercare e trovare un senso che orienti la nostra vita e animi le nostre relazioni, &egrave; un’esigenza comune a tutti: oggi esso riaffiora in modi diversi anche nella fretta e nella dispersione del vivere quotidiano, soprattutto negli interrogativi dei pi&ugrave; giovani.</p> 
<p>Quando la nostra testimonianza di fede &egrave; coerente e appassionata, noi stessi diventiamo “pietre vive” che compongono l’edificio spirituale che &egrave; la Chiesa. Lo stile di vita dei cristiani, che era nuovo e stupefacente agli inizi, nel confronto con il mondo giudaico e con quello pagano, deve esserlo tutt’ora, nel mondo di oggi. Uniti a Cristo possiamo infatti esprimere il nostro sacerdozio santo, offrendo ogni giorno sacrifici spirituali (cfr <i>1Pt</i> 2,5). Intessuto di preghiera e di servizio al prossimo, questo culto trasforma la nostra vita in segno del Vangelo attraverso le scelte, le azioni e le relazioni.</p> 
<p>Carissimi, come pietre vive, siamo chiamati a essere Chiesa ben radicata nel territorio, Chiesa che cammina in mezzo alle fatiche e alle speranze della gente, esperta nell’arte di ascoltare e di accompagnare, curando le relazioni con le famiglie, con coloro che si preparano a ricevere i Sacramenti e anche con chi si affaccia saltuariamente o &egrave; lontano dalla vita di fede.</p> 
<p>So che siete gi&agrave; animati da questa passione pastorale e vi invito a coltivarla senza scoraggiarvi, cercando di raggiungere tutti con la gioia del Vangelo, valorizzando il meglio della vostra storia – pensiamo agli oratori – e sperimentando nuove possibilit&agrave; di incontro. Particolare cura merita l’impegno di rendere organiche le reti di piccole comunit&agrave; che si incontrano nelle case intorno al Vangelo, aperte al servizio della comunit&agrave; parrocchiale o pastorale. L’ascolto della Parola genera vivacit&agrave; spirituale, stimola la testimonianza negli ambienti di vita, anche attraverso i movimenti e le associazioni, spinge a farsi prossimi dei poveri. E, specialmente qui a Pavia, sottolineo l’importanza della pastorale universitaria e del dialogo con la cultura. Lo studio e l’elaborazione scientifica spronano i credenti a pensare una proposta di fede capace di illuminare la ricerca di verit&agrave;, di giustizia e di bellezza che muove l’animo umano. So che avete iniziato a compiere passi significativi per assumere uno stile sinodale nella vita comunitaria, integrando il cammino tradizionale delle parrocchie con nuove iniziative di evangelizzazione. Vi invito perci&ograve; a proseguire su questa strada, imparando sempre pi&ugrave; a camminare insieme, nel comune discernimento ed elaborando progetti condivisi, coltivando la fraternit&agrave; e promuovendo la corresponsabilit&agrave;.</p> 
<p>Cari fratelli e sorelle, Maria Santissima, Madre della Chiesa, vi ottenga il desiderio ardente di vivere e testimoniare il Vangelo, nella carit&agrave; fraterna che ci rende unico popolo in cammino verso Dio. Venerando le reliquie del santo padre Agostino, chiedo che egli, insieme al vostro Patrono San Siro, interceda sempre per questa Chiesa e per la citt&agrave; di Pavia. Grazie!</p> 
<p>________________________________</p> 
<p><b>Parola a braccio del Santo <a name="Padre"></a>Padre</b></p> 
<p>Buonasera a tutti! Ciao, buonasera!</p> 
<p>Grazie per essere qui. Avete seguito tutta la cerimonia in preghiera qui fuori. Adesso do anche a voi una benedizione, chiedendo che il Signore vi accompagni e vi protegga sempre.</p> 
<p><i>Benedizione.</i></p> 
<p>Auguri a tutti voi! Grazie, grazie!</p>]]></description></item><item><title><![CDATA[Visita Pastorale del Santo Padre a Pavia e Sant’Angelo Lodigiano (20 giugno 2026)]]></title><pubDate>Sat, 20 Jun 2026 13:00:00 +0200</pubDate><link>https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/travels/2026/documents/pavia-santangelo-lodigiano-20giugno2026.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/travels/2026/documents/pavia-santangelo-lodigiano-20giugno2026.html</guid><description><![CDATA[<!-- Sat, 20 Jun 2026 19:30:49 +0200 --> <ul> 
 <li><b>Galleria fotografica: <a href="https://www.vatican.va/content/photogallery/it/eventi/pavia2026.html">Pavia</a>&nbsp;-&nbsp;<a href="https://www.vatican.va/content/photogallery/it/eventi/santangelo-lodigiano2026.html">Sant’Angelo Lodigiano</a><br /> &nbsp;</b></li> 
</ul> 
<p>ore 13,00 Decollo dall’eliporto del Vaticano</p> 
<p>ore 14,45 Atterraggio nel Campo di Rugby CUS di Cravino</p> 
<p>Il Santo Padre &egrave; accolto da:</p> 
<p>1. S.E. Mons. Corrado Sanguineti, Vescovo di Pavia</p> 
<p>2. On. Attilio Fontana, Presidente della Regione Lombardia</p> 
<p>3. Dottoressa Francesca De Carlini, Prefetto di Pavia</p> 
<p>4. Dott. Michele Lissia, Sindaco di Pavia</p> 
<p>5. Dott. Giovanni Palli, Presidente della Provincia di Pavia</p> 
<p>immediato trasferimento in auto al Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica (CNAO)</p> 
<p>ore 15,00 All’ingresso del CNAO il Santo Padre &egrave; accolto da:</p> 
<p>1. Dott. Gianluca Vago, Presidente</p> 
<p>2. Dott. Sandro Rossi, Direttore</p> 
<p>Il Santo Padre incontra e saluta alcuni Dirigenti, Personale Medico, e alcuni bambini in cura, con i genitori</p> 
<p>ore 15,30 Il Santo Padre lascia il CNAO e si trasferisce in auto alla Basilica di San Pietro in Ciel d’Oro</p> 
<p>ore 15,45 Convento dei Padri Agostiniani:</p> 
<p>il Santo Padre &egrave; accolto da:</p> 
<p>1. Padre Joseph L. Farrell, Priore Generale</p> 
<p>2. Padre Gabriele Pedicino, Priore Provinciale</p> 
<p>3. Padre Gianfranco Casagrande, Priore del Convento</p> 
<p>breve incontro con la Comunit&agrave; Agostiniana</p> 
<p>Nel Chiostro: saluto ai Vescovi della Lombardia e ad alcuni Collaboratori</p> 
<p>ore 16,15 In Basilica: sono presenti Vescovi Lombardi, Clero, Consacrati e Diaconi permanenti</p> 
<p>- Saluto di S.E. Mons. Corrado Sanguineti</p> 
<p>Celebrazione della Parola e venerazione delle Reliquie di S. Agostino</p> 
<p><b>* <a href="https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/events/event.dir.html/content/vaticanevents/it/2026/6/20/pavia-chiesa.html">discorso del Santo Padre</a></b></p> 
<p>ore 17,00 Il Santo Padre lascia la Basilica e saluta i Fedeli nel Piazzale antistante</p> 
<p>Trasferimento in auto a Piazza Duomo</p> 
<p>Sul sagrato del Duomo il Santo Padre riceve l’omaggio floreale dei bambini, e saluta i bambini e la Comunit&agrave; sudamericana presenti in Piazza</p> 
<p>Il Santo Padre entra in Cattedrale, accolto dai Membri del Capitolo: adorazione del Santissimo Sacramento e sosta davanti all’altare di San Siro, primo Vescovo e Patrono della Diocesi e della Citt&agrave;</p> 
<p>ore 17,15 Il Santo Padre esce dal Duomo, e raggiunge a piedi Piazza Vittoria</p> 
<p>ore 17,30 Piazza Vittoria: Incontro con la Cittadinanza</p> 
<p>- saluto del Dott. Michele Lissia, Sindaco di Pavia</p> 
<p>- saluto di S.E. Mons. Corrado Sanguineti</p> 
<p><b>* <a href="https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/events/event.dir.html/content/vaticanevents/it/2026/6/20/pavia-cittadinanza.html">discorso del Santo Padre</a></b></p> 
<p>al termine, il Santo Padre saluta una Rappresentanza di Autorit&agrave; e di Fedeli</p> 
<p>ore 18,30 Il Santo Padre lascia Piazza Vittoria e raggiunge il Campo di Rugby CUS di Cravino, dove si congeda dalle Autorit&agrave; che Lo hanno accolto all’arrivo</p> 
<p>ore 18,45 Decollo da Pavia</p> 
<p>________________</p> 
<p>ore 18,55 atterraggio nello Stadio comunale “Carlo Chiesa” in Via Francesco Cortese</p> 
<p>Il Santo Padre &egrave; accolto da:</p> 
<p>1. S.E. Mons. Maurizio Malvestiti, Vescovo di Lodi</p> 
<p>2. Dott. Cristiano Devecchi, Sindaco di Sant’Angelo Lodigiano</p> 
<p>trasferimento in auto alla Parrocchia dei Santi Antonio Abate e Francesca Cabrini, dove &egrave; accolto dal Parroco, Mons. Enzo Raimondi</p> 
<p>In chiesa: adorazione del Santissimo Sacramento e venerazione del Cuore di Santa Francesca Cabrini</p> 
<p>- saluto di S.E. Mons. Maurizio Malvestiti</p> 
<p><b>* <a href="https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/events/event.dir.html/content/vaticanevents/it/2026/6/20/sant-angelo-lodigiano.html">discorso del Santo Padre</a></b></p> 
<p>ore 19,30 Il Santo Padre lascia la Parrocchia e raggiunge lo Stadio comunale, dove si congeda dalle Autorit&agrave; che Lo hanno accolto all’arrivo</p> 
<p>ore 19,45 Decollo da Sant’Angelo Lodigiano</p> 
<p>ore 21,15 Atterraggio nell’eliporto del Vaticano</p> 
<p>______________________________</p> 
<p><i><a href="https://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino/pubblico/2026/04/25/0340/00688.html">Bollettino della Sala Stampa della Santa Sede</a></i>, 25 aprile 2025</p>]]></description></item></channel></rss>