<?xml version="1.0" encoding="utf-8"?><rss version="2.0" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><channel><title>vatican.va</title><link>http://www.vatican.va</link><description>vatican.va</description><language>it</language><item><pubDate>Fri, 17 May 2013 00:00:00 +0200</pubDate><title><![CDATA[Ai partecipanti all'Incontro delle Pontificie Opere Missionarie (17 maggio 2013)]]></title><link><![CDATA[http://www.vatican.va/latest/sub_index/../../holy_father/francesco/speeches/2013/may/documents/papa-francesco_20130517_pont-opere-missionarie_it.html]]></link><guid isPermaLink="true"><![CDATA[http://www.vatican.va/latest/sub_index/../../holy_father/francesco/speeches/2013/may/documents/papa-francesco_20130517_pont-opere-missionarie_it.html]]></guid><description><![CDATA[


<p align="center"><i><b>DISCORSO D</b></i><b><i>EL SANTO PADRE 
FRANCESCO<br>
AI PARTECIPANTI ALL'INCONTRO DELLE <br>
PONTIFICIE OPERE MISSIONARIE</i></b></p>
<p align="center"><i>Sala 
Clementina<br>
Venerdì, 17 
maggio 2013</i></p>
<p>   </p>
<p>Sono particolarmente lieto, cari fratelli e sorelle, di incontrarmi per 
la prima volta con voi, Direttori Nazionali delle Pontificie Opere Missionarie, provenienti da tutto il mondo. Saluto 
cordialmente il Cardinale Fernando Filoni, lo ringrazio per il servizio che 
svolge quale Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli, 
come pure per le parole che mi ha rivolto a vostro nome. Il cardinale Filoni ha un lavoro in 
più in questo tempo: lui è professore. Viene da me per "insegnarmi la Chiesa". 
Sì, viene e mi dice: questa diocesi è così, così e così… Io conosco la Chiesa 
grazie alla sue lezioni. Sono lezioni non a pagamento, lo fa gratuitamente. 
Saluto anche il Segretario, Mons. Savio Hon 
Tai-Fai, il Segretario Aggiunto Mons. Protase Rugambwa, e 
tutti i collaboratori del Dicastero e delle Pontificie Opere Missionarie, sacerdoti, 
religiosi e religiose, laici e laiche.</p>
<p>1. Vorrei dirvi che mi siete particolarmente cari perché aiutate a 
tenere sempre viva l'attività di evangelizzazione, paradigma di ogni opera della 
Chiesa. La missionarietà è paradigma di ogni opera della Chiesa; è un 
atteggiamento paradigmatico. In effetti, il Vescovo di Roma è chiamato 
ad essere Pastore non solo della sua Chiesa particolare, ma 
anche di tutte le Chiese, affinché il Vangelo sia annunciato sino agli estremi 
confini della terra. E in questo compito, le Pontificie Opere Missionarie sono 
uno strumento privilegiato nelle mani del Papa, il quale è principio e segno 
dell'unità e dell'universalità della Chiesa (cfr Conc. Ecum. Vat. II, 
Cost. dogm. <i>
Lumen gentium</i>, 23). Si chiamano infatti "Pontificie" 
perché sono a diretta disposizione del Vescovo di Roma, con lo scopo specifico di agire affinché sia 
offerto a tutti il dono prezioso del Vangelo. Esse sono pienamente attuali, 
anzi necessarie ancora oggi, perché ci sono 
tanti popoli che non hanno ancora conosciuto e incontrato Cristo, ed è urgente 
trovare nuove forme e nuove vie perché la grazia di Dio possa toccare il cuore 
di ogni uomo e di ogni donna e portarli a Lui. Noi tutti ne siamo semplici, ma 
importanti strumenti; abbiamo ricevuto il dono della fede non per tenerla 
nascosta, ma per diffonderla, perché possa illuminare il cammino di tanti 
fratelli.  </p>
<p>2. Certo, è una missione difficile quella che ci attende, ma, con la guida dello 
Spirito Santo, diventa una missione entusiasmante. Tutti sperimentiamo la nostra 
povertà, la nostra debolezza nel portare al mondo il tesoro prezioso del 
Vangelo, ma dobbiamo continuamente ripetere le parole di san Paolo: «Noi… 
abbiamo questo tesoro in vasi di creta, affinché appaia che questa straordinaria 
potenza appartiene a Dio, e non viene da noi» (<i>2Cor</i> 4,7). E' questo che 
ci deve dare sempre coraggio: sapere che la forza dell'evangelizzazione viene da 
Dio, appartiene a Lui. Noi siamo chiamati ad aprirci sempre di più all'azione 
dello Spirito Santo, ad offrire tutta la nostra disponibilità per essere 
strumenti della misericordia di Dio, della sua tenerezza, del suo amore per ogni 
uomo e per ogni donna, soprattutto per i poveri, gli esclusi, i lontani. E questa per ogni cristiano, per tutta la 
Chiesa, non è una missione facoltativa, non è una missione facoltativa, ma 
essenziale. Come diceva san Paolo: «Annunciare il Vangelo non è per me un vanto, ma un dovere: guai a me se non 
annuncio il Vangelo!» (<i>1Cor</i> 9,16). La salvezza di Dio è per tutti!</p>
<p>3. A voi, cari Direttori Nazionali ripeto l'invito che Paolo VI vi rivolse, quasi cinquant'anni fa, di custodire 
gelosamente il respiro universale delle Opere Missionarie, «che hanno l'onore, la responsabilità, il dovere di 
sostenere la missione , di somministrare gli aiuti necessari» 
(<i>Discorso alle Pontificie Opere Missionarie</i>, 14 maggio 1965: <i>AAS</i> 57 1965, 520). 
Non stancatevi di educare ogni cristiano, fin dall'infanzia, ad uno spirito 
veramente universale e missionario, e di sensibilizzare l'intera comunità a sostenere e ad aiutare le 
missioni secondo la necessità di ciascuna (cfr Conc. Ecum. Vat. II, Decr. <i>
Ad gentes</i>, 38). 
Fate in modo che le Pontificie Opere Missionarie continuino, nel solco della loro secolare tradizione, ad animare e formare le Chiese 
aprendole ad una dimensione ampia della missione evangelizzatrice. Giustamente le 
Pontificie Opere Missionarie sono poste anche sotto la 
sollecitudine dei Vescovi, perché siano «radicate nella vita delle Chiese 
particolari» (<i>Statuto delle Pontificie Opere Missionarie</i>, n. 17); ma 
devono realmente diventare strumento privilegiato per l'educazione allo spirito missionario universale e ad 
una sempre maggiore comunione e collaborazione tra le Chiese per l'annuncio del 
Vangelo al mondo. Di fronte alla tentazione delle comunità di chiudersi in se stesse - è 
una tentazione più frequente, più frequente chiudersi in se stesse -, 
preoccupate dei propri problemi, il vostro compito è di richiamare la "<i>missio 
ad gentes</i>", di testimoniare profeticamente che la vita della Chiesa e delle 
Chiese è missione, ed è missione universale. Il ministero episcopale e tutti i ministeri sono certamente per la crescita della 
comunità cristiana, ma sono anche posti al servizio della comunione tra le Chiese per la 
missione evangelizzatrice. In questo contesto, vi invito ad avere un'attenzione
 particolare per le giovani Chiese, che non di rado operano in un clima di difficoltà, di 
discriminazione, anche di persecuzione, perché siano 
sostenute ed aiutate nel testimoniare con la parola e con le opere il Vangelo.</p>
<p>Cari fratelli e sorelle, nel rinnovare il mio grazie a tutti, vi incoraggio a continuare
 il vostro impegno affinché le Chiese locali sempre più generosamente assumano la loro parte di responsabilità nella 
missione universale della Chiesa. Invocando Maria stella dell'evangelizzazione 
faccio mie le parole di Paolo VI, parole che hanno un'attualità come se 
fossero scritte ieri. Diceva così il Pontefice: «Possa il mondo del nostro tempo, che cerca ora nell'angoscia, ora nella 
speranza, ricevere la Buona Novella non da evangelizzatori tristi e scoraggiati, 
impazienti e ansiosi, ma da ministri del Vangelo, la cui vita irradii fervore, 
che abbiano per primi ricevuto in loro la gioia del Cristo, e accettino di 
mettere in gioco la propria vita affinché il Regno di Dio sia annunziato 
e la Chiesa sia impiantata nel cuore del mondo» (Lett. ap. <i>
Evangelii nuntiandi</i>, 80). Grazie. 
</p>
<p>A voi, ai vostri collaboratori, alle vostre famiglie, e a tutti quelli che avete 
nel cuore, al vostro lavoro missionario, a tutti la Benedizione. </p>
<p align="left">  </p>
<p align="center">
© Copyright 2013 - Libreria Editrice Vaticana</p>
<p align="left">
  </p>






]]></description><category>Novità</category></item><item><pubDate>Fri, 17 May 2013 00:00:00 +0200</pubDate><title><![CDATA[Libretto della Celebrazione per la Santa Messa con i Movimenti Ecclesiali nella Domenica di Pentecoste, 19 maggio 2013]]></title><link><![CDATA[http://www.vatican.va/latest/sub_index/../../news_services/liturgy/libretti/2013/20130519-libretto-pentecoste.pdf]]></link><guid isPermaLink="true"><![CDATA[http://www.vatican.va/latest/sub_index/../../news_services/liturgy/libretti/2013/20130519-libretto-pentecoste.pdf]]></guid><category>Novità</category></item><item><pubDate>Thu, 16 May 2013 00:00:00 +0200</pubDate><title><![CDATA[Ai nuovi Ambasciatori di Kyrgyzstan, Antigua e Barbuda, Lussemburgo, Botswana accreditati presso la Santa Sede (16 maggio 2013)]]></title><link><![CDATA[http://www.vatican.va/latest/sub_index/../../holy_father/francesco/speeches/2013/may/documents/papa-francesco_20130516_nuovi-ambasciatori_it.html]]></link><guid isPermaLink="true"><![CDATA[http://www.vatican.va/latest/sub_index/../../holy_father/francesco/speeches/2013/may/documents/papa-francesco_20130516_nuovi-ambasciatori_it.html]]></guid><description><![CDATA[


<p align="center"><i><b>DISCORSO D</b></i><b><i>EL SANTO PADRE 
FRANCESCO<br>
AI NUOVI AMBASCIATORI DI KYRGYZSTAN, <br>
ANTIGUA E BARBUDA, LUSSEMBURGO, BOTSWANA<br>
ACCREDITATI PRESSO LA SANTA SEDE</i></b></p>
<p align="center"><i>Sala 
Clementina<br>
Giovedì, 16 
maggio 2013</i></p>
<p>  </p>
<p><i>Signori Ambasciatori, </i></p>
<p>sono lieto di accogliervi in occasione della presentazione delle Lettere 
che vi accreditano come Ambasciatori straordinari e plenipotenziari dei vostri 
rispettivi Paesi presso la Santa Sede: il Kyrgyzstan, Antigua e Barbuda, il Gran 
Ducato di Lussemburgo e il Botswana. Le cortesi parole che mi avete rivolto, e 
di cui vi ringrazio vivamente, testimoniano che i Capi di Stato dei vostri Paesi 
hanno a cuore di sviluppare le relazioni di stima e di collaborazione con la 
Santa Sede. Vi sarò grato se vorrete trasmettere loro i miei sentimenti di 
gratitudine e di rispetto, e l'assicurazione delle mie preghiere per le loro 
persone e i loro connazionali.        </p>
<p>Signori Ambasciatori, l'umanità vive in questo momento come un tornante della 
propria storia, considerati i progressi registrati in vari ambiti. Dobbiamo 
lodare i risultati positivi che concorrono all'autentico benessere dell'umanità, 
ad esempio nei campi della salute, dell'educazione e della comunicazione. 
Tuttavia, va anche riconosciuto che la maggior parte degli uomini e delle donne 
del nostro tempo continuano a vivere in una precarietà quotidiana con 
conseguenze funeste. Alcune patologie aumentano, con le loro conseguenze 
psicologiche; la paura e la disperazione prendono i cuori di numerose persone, 
anche nei Paesi cosiddetti ricchi; la gioia di vivere va diminuendo; l'indecenza 
e la violenza sono in aumento; la povertà diventa più evidente. Si deve lottare 
per vivere, e spesso per vivere in modo non dignitoso. Una delle cause di questa 
situazione, a mio parere, sta nel rapporto che abbiamo con il denaro, 
nell'accettare il suo dominio su di noi e sulle nostre società. Così la crisi 
finanziaria che stiamo attraversando ci fa dimenticare la sua prima origine, 
situata in una profonda crisi antropologica. Nella negazione del primato 
dell'uomo! Abbiamo creato nuovi idoli. L'adorazione dell'antico vitello d'oro 
(cfr <i>Es </i>32,15-34) ha trovato una nuova e spietata immagine nel feticismo 
del denaro e nella dittatura dell'economia senza volto né scopo realmente umano.        
</p>
<p>La crisi mondiale che tocca la finanza e l'economia sembra mettere in luce le 
loro deformità e soprattutto la grave carenza della loro prospettiva 
antropologica, che riduce l'uomo a una sola delle sue esigenze: il consumo. E 
peggio ancora, oggi l'essere umano è considerato egli stesso come un bene di 
consumo che si può usare e poi gettare. Abbiamo incominciato questa cultura 
dello scarto.<b> </b>Questa deriva si riscontra a livello individuale e sociale; e 
viene favorita! In un tale contesto, la solidarietà, che è il tesoro dei poveri, 
è spesso considerata controproducente, contraria alla razionalità finanziaria ed 
economica. Mentre il reddito di una minoranza cresce in maniera esponenziale, 
quello della maggioranza si indebolisce. Questo squilibrio deriva da ideologie 
che promuovono l'autonomia assoluta dei mercati e la speculazione finanziaria, 
negando così il diritto di controllo agli Stati pur incaricati di provvedere al 
bene comune. Si instaura una nuova tirannia invisibile, a volte virtuale, che 
impone unilateralmente e senza rimedio possibile le sue leggi e le sue regole. 
Inoltre, l'indebitamento e il credito allontanano i Paesi dalla loro economia 
reale ed i cittadini dal loro potere d'acquisto reale. A ciò si aggiungono, 
oltretutto, una corruzione tentacolare e un'evasione fiscale egoista che hanno 
assunto dimensioni mondiali. La volontà di potenza e di possesso è diventata 
senza limiti.        </p>
<p>Dietro questo atteggiamento si nasconde il rifiuto dell'etica, il rifiuto di 
Dio. Proprio come la solidarietà, l'etica dà fastidio! È considerata 
controproducente: come troppo umana, perché relativizza il denaro e il potere; 
come una minaccia, perché rifiuta la manipolazione e la sottomissione della 
persona. Perché l'etica conduce a Dio, il quale si pone al di fuori delle 
categorie del mercato. Dio è considerato da questi finanzieri, economisti e 
politici, come non gestibile, Dio non gestibile,<b> </b>addirittura pericoloso 
perché chiama l'uomo alla sua piena realizzazione e all'indipendenza da ogni 
genere di schiavitù. L'etica – un'etica non ideologica naturalmente – permette, 
a mio parere, di creare un equilibrio e un ordine sociale più umani. In questo 
senso, incoraggio gli esperti di finanza e i governanti dei vostri Paesi a 
considerare le parole di san Giovanni Crisostomo: «Non condividere con i poveri 
i propri beni è derubarli e togliere loro la vita. Non sono i nostri beni che 
noi possediamo, ma i loro» (<i>Omelia su Lazzaro</i>, 1, 6 : <i>PG</i> 48, 
992D).        </p>
<p>Cari Ambasciatori, sarebbe auspicabile realizzare una riforma finanziaria che 
sia etica e che produca a sua volta una riforma economica salutare per tutti. 
Questa tuttavia richiederebbe un coraggioso cambiamento di atteggiamento dei 
dirigenti politici. Li esorto ad affrontare questa sfida, con determinazione e 
lungimiranza, tenendo conto naturalmente della peculiarità dei loro contesti. Il 
denaro deve servire e non governare! Il Papa ama tutti, ricchi e poveri; ma il 
Papa ha il dovere, in nome di Cristo, di ricordare al ricco che deve aiutare il 
povero, rispettarlo, promuoverlo. Il Papa esorta alla solidarietà disinteressata 
e a un ritorno dell'etica in favore dell'uomo nella realtà finanziaria ed 
economica.        </p>
<p>La Chiesa, da parte sua, lavora sempre per lo sviluppo integrale di ogni 
persona. In questo senso, essa ricorda che il bene comune non dovrebbe essere 
una semplice aggiunta, un semplice schema concettuale di qualità inferiore 
inserito nei programmi politici. La Chiesa incoraggia i governanti ad essere 
veramente al servizio del bene comune delle loro popolazioni. Esorta i dirigenti 
delle realtà finanziarie a prendere in considerazione l'etica e la solidarietà. 
E perché non potrebbero rivolgersi a Dio per ispirare i propri disegni? Si 
formerà allora una nuova mentalità politica ed economica che contribuirà a 
trasformare la dicotomia assoluta tra la sfera economica e quella sociale in una 
sana convivenza.        </p>
<p>Infine, saluto con affetto, per vostro tramite, i Pastori e i fedeli delle 
comunità cattoliche presenti nei vostri Paesi. Li esorto a continuare la loro 
coraggiosa e gioiosa testimonianza della fede e dell'amore fraterno insegnati da 
Cristo. Non abbiano paura di offrire il loro contributo allo sviluppo dei loro 
Paesi, mediante iniziative e atteggiamenti ispirati alle Sacre Scritture! E nel 
momento in cui voi inaugurate la vostra missione, vi porgo, Signori 
Ambasciatori, i miei migliori auguri, assicurando la collaborazione della Curia 
Romana per l'adempimento della vostra funzione. A tal fine, volentieri invoco su 
di voi e sui vostri familiari, come pure sui vostri collaboratori l'abbondanza 
delle divine Benedizioni. Grazie. </p>
<p align="left"> </p>
<p align="center">
© Copyright 2013 - Libreria Editrice Vaticana</p>
<p align="left">
  </p>






]]></description><category>Novità</category></item><item><pubDate>Thu, 16 May 2013 00:00:00 +0200</pubDate><title><![CDATA[Messaggio al Card. Angelo Scola in occasione delle celebrazioni per il XVII centenario dell'Editto di Milano (15 maggio 2013)]]></title><link><![CDATA[http://www.vatican.va/latest/sub_index/../../roman_curia/secretariat_state/card-bertone/2013/documents/rc_seg-st_20130515_editto-milano_it.html]]></link><guid isPermaLink="true"><![CDATA[http://www.vatican.va/latest/sub_index/../../roman_curia/secretariat_state/card-bertone/2013/documents/rc_seg-st_20130515_editto-milano_it.html]]></guid><description><![CDATA[


<p align="center"><i><b>MESSAGGIO A NOME DEL 
SANTO PADRE FRANCESCO<br>AL CARDINALE ANGELO SCOLA IN OCCASIONE <br>DELLE 
CELEBRAZIONI PER IL <br>XVII CENTENARIO DELL'EDITTO DI MILANO</b></i><b><i>
</i></b></p>
<p> </p>
<p><i>A Sua Eminenza Reverendissima<br>
il Sig. Cardinale Angelo Scola<br>
Arcivescovo di Milano</i></p>
<p>Informato della visita in codesta città del Patriarca ecumenico, in occasione 
delle solenni celebrazioni per il XVII centenario dell'Editto costantiniano, il 
Sommo Pontefice porge il suo fraterno saluto a Sua Santità Bartolomeo I, 
indirizza un pensiero di benvenuto agli altri illustri ospiti convenuti per la 
felice circostanza e si congratula con la diletta Chiesa ambrosiana, con le 
autorità civili e con l'intera città di Milano, per il rilievo dato alla memoria 
della storica decisione, che, decretando la libertà religiosa per i cristiani, 
aprì nuove strade al Vangelo e contribuì in maniera decisiva alla nascita della 
civiltà europea.</p>
<p>Papa Francesco auspica che, oggi come allora, la comune testimonianza dei 
cristiani di Oriente e di Occidente, sorretta dallo Spirito del Risorto, 
concorra alla diffusione del messaggio di salvezza in Europa e nel mondo intero 
e che, grazie alla lungimiranza delle autorità civili, sia ovunque rispettato il 
diritto all'espressione pubblica della propria fede e sia accolto senza 
pregiudizi il contributo che il cristianesimo continua ad offrire alla cultura e 
alla società del nostro tempo.</p>
<p>Con questi sentimenti, il Santo Padre, mentre rinnova il suo saluto, assicura 
la sua vicinanza nella preghiera a tutti i presenti e di cuore invia a lei, 
eminenza, e all'intero gregge affidato alle sue cure pastorali, una speciale 
Benedizione Apostolica, in pegno di copiose grazie celesti.</p>
<p align="left"><i>Dal Vaticano, 15 maggio 2013</i></p>
<p align="center"> </p>
<p align="center"><b>Tarcisio Cardinale Bertone<i><br>
Segretario di Stato di Sua Santità</i></b></p>
<p> </p>
				




]]></description><category>Novità</category></item><item><pubDate>Thu, 16 May 2013 00:00:00 +0200</pubDate><title><![CDATA[Libretto della Celebrazione per la veglia di Pentecoste con i Movimenti Ecclesiali di sabato 18 maggio 2013]]></title><link><![CDATA[http://www.vatican.va/latest/sub_index/../../news_services/liturgy/libretti/2013/20130518-libretto-veglia-pentecoste.pdf]]></link><guid isPermaLink="true"><![CDATA[http://www.vatican.va/latest/sub_index/../../news_services/liturgy/libretti/2013/20130518-libretto-veglia-pentecoste.pdf]]></guid><category>Novità</category></item><item><pubDate>Wed, 15 May 2013 00:00:00 +0200</pubDate><title><![CDATA[Udienza Generale del 15 maggio 2013]]></title><link><![CDATA[http://www.vatican.va/latest/sub_index/../../holy_father/francesco/audiences/2013/documents/papa-francesco_20130515_udienza-generale_it.html]]></link><guid isPermaLink="true"><![CDATA[http://www.vatican.va/latest/sub_index/../../holy_father/francesco/audiences/2013/documents/papa-francesco_20130515_udienza-generale_it.html]]></guid><description><![CDATA[
			
				
					
						
					
						<p align="center">
							PAPA FRANCESCO</p>
						<p align="center">
							<i><b>UDIENZA GENERALE</b> </i></p>
						<p align="center">
							<em>Piazza San Pietro</em><br />
							<em>Mercoledì, 15 
							maggio 2013</em></p>
						<p align="center">
							<b></b>   </p>
						<p></p>
						<p>     </p>
						<p><i>Cari fratelli e sorelle buongiorno!</i></p>
						<p>oggi vorrei soffermarmi sull'azione che lo Spirito Santo compie nel guidare la 
Chiesa e ciascuno di noi alla Verità. Gesù stesso dice ai discepoli: lo Spirito 
Santo «vi guiderà a tutta la verità» (<i>Gv</i> 16,13), essendo Egli stesso «lo 
Spirito di Verità» (cfr <i>Gv</i> 14,17; 15,26; 16,13).</p>
						<p>Viviamo in un'epoca in cui si è piuttosto scettici nei confronti della 
verità. Benedetto XVI ha parlato molte volte di relativismo, della tendenza cioè a ritenere che non
 ci sia nulla di definitivo e a pensare che la verità venga data dal consenso o da quello che noi 
vogliamo. Sorge la domanda: esiste veramente "la" verità? Che cos'è "la" verità? 
Possiamo conoscerla? Possiamo trovarla? Qui mi viene in mente la domanda del 
Procuratore romano Ponzio Pilato quando Gesù gli rivela il senso profondo della 
sua missione: «Che cos'è la verità?» (<i>Gv</i> 18,37.38). Pilato non riesce a 
capire che "la" Verità è davanti a lui, non riesce a vedere in Gesù il volto 
della verità, che è il volto di Dio. Eppure, Gesù è proprio questo: la Verità, 
che, nella pienezza dei tempi, «si è fatta carne» (<i>Gv</i> 1,1.14), è venuta 
in mezzo a noi perché noi la conoscessimo. La verità non si afferra come una 
cosa, la verità<b> </b>si incontra. Non è un possesso, è un incontro con una 
Persona.</p>
						<p>Ma chi ci fa riconoscere che Gesù è "la"<i> </i>Parola di verità,<i> </i>
il Figlio unigenito di Dio Padre? San Paolo insegna che «nessuno può dire: "Gesù 
è Signore!" se non sotto l'azione dello Spirito Santo» (<i>1Cor</i> 12,3). E' 
proprio lo Spirito Santo, il dono di Cristo Risorto, che ci fa riconoscere la 
Verità. Gesù lo definisce il "Paraclito", cioè "colui che ci viene in aiuto", 
che è al nostro fianco per sostenerci in questo cammino di conoscenza; e, 
durante l'Ultima Cena, Gesù assicura ai discepoli che lo Spirito Santo insegnerà 
ogni cosa, ricordando loro le sue parole (cfr <i>Gv</i> 14,26).</p>
						<p>Qual è allora l'azione dello Spirito Santo nella nostra vita e nella 
vita della Chiesa per guidarci alla verità? Anzitutto, ricorda e imprime nei 
cuori dei credenti le parole che Gesù ha detto, e, proprio attraverso tali 
parole, la legge di Dio – come avevano annunciato i profeti dell'Antico 
Testamento – viene inscritta nel nostro cuore e diventa in noi principio di 
valutazione nelle scelte e di guida nelle azioni quotidiane, diventa principio 
di vita. Si realizza la grande profezia di Ezechiele: «vi purificherò da tutte 
le vostre impurità e da tutti i vostri idoli, vi darò un cuore nuovo, metterò 
dentro di voi uno spirito nuovo… Porrò il mio spirito dentro di voi e vi farò 
vivere secondo le mie leggi e vi farò osservare e mettere in pratica le mie 
norme» (36,25-27). Infatti, è dall'intimo di noi stessi che nascono le nostre 
azioni: è proprio il cuore che deve convertirsi a Dio, e lo Spirito Santo 
lo trasforma se noi ci apriamo a Lui.</p>
						<p>Lo Spirito Santo, poi, come promette Gesù, ci guida «a tutta la verità» 
(<i>Gv</i> 16,13); ci guida non solo all'incontro con Gesù, pienezza della 
Verità, ma ci guida anche "dentro" la Verità, ci fa entrare cioè in una 
comunione sempre più profonda con Gesù, donandoci l'intelligenza delle 
cose di Dio. E questa non la possiamo raggiungere con le nostre forze. Se Dio 
non ci illumina interiormente, il nostro essere cristiani sarà superficiale. La 
Tradizione della Chiesa afferma che lo Spirito di verità agisce nel nostro cuore 
suscitando quel "senso della fede" (<i>sensus fidei</i>) attraverso il quale, 
come afferma il Concilio Vaticano II, il Popolo di Dio, sotto la guida del 
Magistero, aderisce indefettibilmente alla fede trasmessa, la approfondisce con 
retto giudizio e la applica più pienamente nella vita (cfr Cost. dogm. <i>
						Lumen 
gentium</i>, 12). Proviamo a chiederci: sono aperto all'azione dello Spirito 
Santo, lo prego perché mi dia luce, mi renda più sensibile alle cose di Dio? 
Questa è una preghiera che dobbiamo fare tutti i giorni: «Spirito Santo fa' che 
il mio cuore sia aperto alla Parola di Dio, che il mio cuore sia aperto al bene, 
che il mio cuore sia aperto alla bellezza di Dio tutti i giorni». Vorrei fare 
una domanda a tutti: quanti di voi  pregano ogni giorno lo Spirito Santo? 
Saranno pochi, ma noi dobbiamo soddisfare questo desiderio di Gesù e pregare 
tutti i giorni lo Spirito Santo, perché ci apra il cuore verso Gesù.</p>
						<p>Pensiamo a Maria che «serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore» (<i>Lc</i> 
2,19.51). L'accoglienza delle parole e delle verità della fede perché diventino 
vita, si realizza e cresce sotto l'azione dello Spirito Santo. In questo senso 
occorre imparare da Maria, rivivere il suo "sì", la sua disponibilità totale a 
ricevere il Figlio di Dio nella sua vita, che da quel momento è trasformata. 
Attraverso lo Spirito Santo, il Padre e il Figlio prendono dimora presso di noi: 
noi viviamo in Dio e di Dio. Ma la nostra vita è veramente animata da Dio? 
Quante cose metto prima di Dio? </p>
						<p>Cari fratelli e sorelle, abbiamo bisogno di lasciarci inondare dalla luce dello 
Spirito Santo, perché Egli ci introduca nella Verità di Dio, che è l'unico 
Signore della nostra vita. In quest'<i>Anno della fede</i> chiediamoci se 
concretamente abbiamo fatto qualche passo per conoscere di più Cristo e le 
verità della fede, leggendo e meditando la Sacra Scrittura, studiando il 
Catechismo, accostandosi con costanza ai Sacramenti. Ma chiediamoci 
contemporaneamente quali passi stiamo facendo perché la fede orienti tutta la 
nostra esistenza. Non si è cristiani "a tempo", soltanto<b> </b>in alcuni 
momenti, in alcune circostanze, in alcune scelte. Non si può essere cristiani 
così, si è cristiani in ogni momento! Totalmente! La verità di 
Cristo, che lo Spirito Santo ci insegna e ci dona, interessa per sempre e 
totalmente la nostra vita quotidiana. Invochiamolo più spesso, perché ci guidi 
sulla strada dei discepoli di Cristo. Invochiamolo tutti i giorni. Vi faccio 
questa proposta: invochiamo tutti i giorni lo Spirito Santo, così lo Spirito 
Santo ci avvicinerà a Gesù Cristo.</p>
						
						<p>
							<b>Saluti:</b></p>
						<p>Bienvenus chers pèlerins francophones venant de Belgique, de France et du 
Luxembourg ! J'adresse un salut particulier aux jeunes écoliers, collégiens et 
lycéens. Laissons-nous inonder de la lumière du Saint Esprit pour qu'il nous 
introduise dans la Vérité de Dieu, qui deviendra ainsi l'unique Seigneur de nos 
vies. En cette année de la foi je vous invite à prendre les moyens concrets pour 
vous fortifier dans la foi. Je vous invite aussi à invoquer souvent le Saint 
Esprit pour qu'il approfondisse votre connaissance du Christ, afin que vous 
deveniez de vrais disciples. N'ayez pas peur d'évangéliser là où vous êtes. </p>
						<p></p>
						<p>I am pleased to greet the many English-speaking pilgrims and visitors present at 
today's Audience, including those from England, Scotland, Sweden, Australia, 
India, Vietnam, Canada and the United States.  As the Church prepares to 
celebrate the descent of the Holy Spirit at Pentecost, I pray that his gifts of 
wisdom, joy and peace will accompany you and your families along the path of 
authentic Christian discipleship.  God bless you all!</p>
						<p></p>
						<p>Einen herzlichen Gruß richte ich an alle Pilger deutscher Sprache, insbesondere 
an die Neugetauften aus dem Bistum Magdeburg. In den neun Tagen vor dem 
Pfingstfest führen wir uns vor Augen, wie die Apostel vereint mit Maria, der 
Mutter des Herrn, um den Heiligen Geist gebetet haben. Auch wir wollen uns in 
diesen Tagen mit Maria und der ganzen Kirche verbinden, um diese wunderbare Gabe 
des Trostes und der Stärke für unseren Glauben zu erflehen. Gott segne euch 
alle.</p>
						<p></p>
						<p>Saludo cordialmente a los peregrinos de lengua española, en particular a los 
grupos provenientes de España, México, Honduras, Paraguay, Chile, Argentina y 
los demás países latinoamericanos. Pidamos a la Virgen María que nos haga 
dóciles a la acción del Espíritu Santo, para que como Ella, con disponibilidad 
total, digamos "sí" a los designios de Dios en nuestra vida. Muchas gracias.</p>
						<p>Queridos peregrinos de língua portuguesa, particularmente os grupos de 
brasileiros: sede bem-vindos! Na vossa preparação para a festa de Pentecostes, 
invocai com mais freqüência o Espírito Santo, para que Ele vos guie pela estrada 
dos discípulos de Cristo, aos quais é pedido para serem cristãos em todas as 
circunstâncias e escolhas da vida. Que Deus vos abençoe!</p>
						<p></p>
						<p dir="RTL"><b>كلمات الأب الأقدس للأشخاص الناطقين باللغة العربية: 
						</b></p>
						<p dir="RTL">الأخوات والإخوة الأحباء الناطقون باللغة العربية، دعونا نترك أنفسنا حتى يجتاحنا 
نور الروح القدس، كي يقودنا في داخل حقيقة الله، والذي هو الرب الأوحد لحياتنا. في
<i>سنة الإيمان</i> هذه نحن مدعوون للتعمق في المسيح وفي حقائق الإيمان، لا سيما 
عبر الكتاب المقدس، والاقتراب المستمر من الأسرار المقدسة. تذكروا أنه لا يمكن أن 
نكون مسيحيين "مؤقتا"، أو في بعض ال&#1592;روف، أو في بعض الاختيارات&#1563; فالمسيحي يجب أن 
يكون مسيحيا في كل الأوقات! وأمنح لكم جميعا البركة الرسولية!</p>
						<p></p>
						<p>Witam serdecznie pielgrzymów polskich. Pozdrawiam członków Stowarzyszenia <i>
Civitas Chiristiana</i> ze Szczecina, organizatorów wielotysięcznego <i>Marszu 
dla Życia</i>, który od wielu lat odbywa się w tym mieście. Niech ta inicjatzwa 
przypomina wszystkim o potrzebie szacunku dla życia ludzkiego i jego obrony od 
poczęcia aż do naturalnej śmierci. Błagajmy Ducha Świętego, by ludzkie seraca 
przenikała Prawda, która wyzwala i Miłość Boża, która czyni nas zdolnymi, by być 
świadkami Ewangelii. Z serca wszystkim błogosławię.</p>
						<p></i></p>
						<p align="center">* * *</p>
						<p>Rivolgo un cordiale benvenuto ai numerosi pellegrini di lingua italiana. Saluto 
con affetto le comunità parrocchiali con i loro sacerdoti, le associazioni, i 
gruppi e i singoli. In particolare saluto i fedeli delle diocesi di 
Arezzo-Cortona-San Sepolcro, Chieti-Vasto, Pitigliano-Sovana-Orbetello, 
accompagnati dai rispettivi Pastori e li esorto ad essere segni eloquenti 
dell'amore di Dio e strumenti di pace in ogni ambiente, anche quelli più 
difficili. Un pensiero speciale rivolgo ai Vescovi, ai sacerdoti e ai fedeli 
provenienti dalla Sardegna; cari amici, vi ringrazio per la vostra presenza e di 
cuore affido voi e le vostre comunità alla materna intercessione della Vergine 
Santa che venerate con il titolo di "Madonna di Bonaria". A questo proposito, 
vi vorrei annunciare che desidero visitare il Santuario a Cagliari - quasi 
sicuramente nel mese di settembre – perché fra la città di Buenos Aires e 
Cagliari c'è una fratellanza per una storia antica. Proprio nel momento della 
fondazione della città di Buenos Aires, il suo fondatore voleva nominarla «Città 
della Santissima Trinità», ma i marinai che lo avevano portato laggiù erano 
sardi e loro volevano che si chiamasse «Città della Madonna di Bonaria». Vi fu 
una disputa fra di essi e alla fine hanno trovato un compromesso, così che il 
nome della Città risultò lungo: «Città della Santissima Trinità e Porto di 
Nostra Signora di Bonaria». Ma essendo tanto lungo, sono rimaste le due ultime 
parole: Bonaria, Buenos Aires, in ricordo della vostra icona della Madonna di 
Bonaria.</p>
						<p>Saluto con affetto tutti gli studenti, in particolare quelli di numerose scuole 
cattoliche. La scuola cattolica costituisce una realtà preziosa per l'intera 
società, soprattutto per il servizio educativo che svolge, in collaborazione con 
le famiglie, ed è bene che ne sia riconosciuto il ruolo in modo appropriato.</p>
						<p>Saluto infine i giovani, gli ammalati e gli sposi novelli. Durante questo mese 
di maggio, cari giovani, sforzatevi di imitare la giovane di Nazaret, Maria. Lei 
vi aiuti ad essere semplici, puri di cuore e a portare un raggio di serenità 
dove c'è tristezza e solitudine. A voi, cari ammalati, auguro di vivere, con 
l'aiuto di Maria, la vostra situazione con fiducioso abbandono al Signore, Dio 
di ogni consolazione. E voi, cari sposi novelli, possiate trovare sempre gioia e 
sostegno nella vostra reciproca fedeltà.</p>
						<p> </p>
						<p align="center">
							© Copyright 2013 - Libreria Editrice Vaticana</p>
						<p align="left">
							 </p>
					
				
				
					
						
				
			
		]]></description><category>Novità</category></item><item><pubDate>Tue, 14 May 2013 00:00:00 +0200</pubDate><title><![CDATA[Notificazione per la Celebrazione della Domenica di Pentecoste presieduta dal Santo Padre Francesco il 19 maggio 2013]]></title><link><![CDATA[http://www.vatican.va/latest/sub_index/../../news_services/liturgy/2013/documents/ns_lit_doc_20130519_notificazione-pentecoste_it.html]]></link><guid isPermaLink="true"><![CDATA[http://www.vatican.va/latest/sub_index/../../news_services/liturgy/2013/documents/ns_lit_doc_20130519_notificazione-pentecoste_it.html]]></guid><description><![CDATA[



  <p align="center">
UFFICIO DELLE CELEBRAZIONI LITURGICHE <br>DEL SOMMO 
PONTEFICE 
  </p>
	<p align="center"><b>NOTIFICAZIONE</b></p>
	<p align="center">CAPPELLA PAPALE</p>
	<p align="center"><i><b>DOMENICA DI PENTECOSTE</b></i></p>
	<p align="center"><b>
	</b></p>
	<p>Il 19 maggio 2013, Domenica di Pentecoste, alle ore 10.30, sul Sagrato della 
Basilica Vaticana, il Santo Padre Francesco celebrerà la Santa Messa per i 
membri dei Movimenti, delle nuove Comunità, delle Associazioni e delle Aggregazioni laicali di tutto il mondo, giunti pellegrini a Roma in occasione dell'Anno della Fede. </p>
	<p align="center">* * *</p>
	<p>Gli Em.mi Signori Cardinali e i Patriarchi, gli Ecc.mi Arcivescovi e Vescovi che 
desiderano concelebrare con il Santo Padre, sono pregati di trovarsi alle ore 
9.45 nella Cappella di San Sebastiano della Basilica Vaticana per indossare le 
vesti sacre, portando con sé: i Signori Cardinali la mitra ornata, gli Ecc.mi 
Arcivescovi e Vescovi la mitra bianca. Concelebreranno anche tutti coloro che 
sono stati indicati dal Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova 
Evangelizzazione. Essi, muniti di apposito biglietto e portando con sé amitto, 
camice, cingolo e stola rossa, vorranno trovarsi presso il Braccio di 
Costantino, alle ore 9.30, per indossare le vesti sacre. </p>
	<p align="center">* * *</p>
	<p>Tutti coloro che, in conformità al Motu Proprio «Pontificalis Domus», compongono 
la Cappella Pontificia e desiderano partecipare alla celebrazione liturgica sono 
pregati di trovarsi alle ore 10.00 sul Sagrato della Basilica Vaticana per 
occupare il posto che verrà loro indicato.</p>
	<p>Quanto all'abito vorranno attenersi alle seguenti indicazioni:</p>
	
		<p>- i Signori Cardinali, i Patriarchi, gli Arcivescovi e i Vescovi: sulla veste 
propria indosseranno il rocchetto, la mozzetta e la berretta;</p>
		<p>- gli Abati e i Religiosi: l'abito corale;</p>
		<p>- i Prelati: il rocchetto e la mantelletta, o la cotta, sopra la veste paonazza 
con fascia paonazza a seconda del proprio grado;</p>
		<p>- i Cappellani di Sua Santità: la cotta sopra la talare filettata con fascia 
paonazza.</p>
	
	<p><i>Città del Vaticano, 13 maggio 2013</i> </p>
	<p align="center"><i>Per mandato del Santo Padre</i></p>
	<p align="right">Mons. Guido Marini<i><br>
	Maestro delle Celebrazioni Liturgiche Pontificie</i></p>
	<p align="left">
     </p>
  
  <p align="left">
   




]]></description><category>Novità</category></item><item><pubDate>Sun, 12 May 2013 00:00:00 +0200</pubDate><title><![CDATA[Regina Cæli, 12 maggio 2013]]></title><link><![CDATA[http://www.vatican.va/latest/sub_index/../../holy_father/francesco/angelus/2013/documents/papa-francesco_regina-coeli_20130512_it.html]]></link><guid isPermaLink="true"><![CDATA[http://www.vatican.va/latest/sub_index/../../holy_father/francesco/angelus/2013/documents/papa-francesco_regina-coeli_20130512_it.html]]></guid><description><![CDATA[
			
				
					
						
					
						<p align="center">
							<strong style="font-weight: 400">PAPA FRANCESCO</strong></p>
						<p align="center">
							<b><i>REGINA COELI</i></b><i> </i></p>
						<p align="center">
							<i>Piazza San Pietro</i><br />
							<i>VII Domenica di Pasqua, 12</i><i> maggio 2013</i></p>
						<p align="center">
							<b></strong></p>
						<br />
						<p>
							<em>Cari fratelli e sorelle,</em></p>
						<p>
							al termine di questa celebrazione, desidero salutare tutti voi che siete venuti a rendere omaggio ai nuovi Santi, in modo particolare le Delegazioni ufficiali dell'Italia, della Colombia e del Messico.</p>
						<p>
							I martiri di Otranto aiutino il caro popolo italiano a guardare con speranza al futuro, confidando nella vicinanza di Dio che mai abbandona, anche nei momenti difficili.</p>
						<p>
							Que por intercesión de Madre Laura Montoya, el Señor conceda un nuevo impulso misionero y evangelizador a la Iglesia, y que, inspirados en el ejemplo de concordia y reconciliación de esta nueva Santa, los amados hijos de Colombia continúen trabajando por la paz y el justo desarrollo de su Patria.</p>
						<p>
							En las manos de Santa Guadalupe García Zavala ponemos a todos los pobres, los enfermos y a cuantos los asisten, y encomendamos a su intercesión a la noble Nación mexicana, para que desterrada toda violencia e inseguridad, avance cada vez más por el camino de la solidaridad y la convivencia fraterna.</p>
						<p>
							Sono lieto poi di ricordare che ieri, a Roma, è stato proclamato beato il sacerdote Luigi Novarese, fondatore del Centro volontari della Sofferenza e dei Silenziosi Operai della Croce. Mi unisco al rendimento di grazie per questo prete esemplare, che ha saputo rinnovare la pastorale dei malati rendendoli soggetti attivi nella Chiesa.</p>
						<p>
							Saluto i partecipanti alla "Marcia per la vita" che ha avuto luogo questa mattina a Roma e invito a mantenere viva l'attenzione di tutti sul tema così importante del rispetto per la vita umana sin dal momento del suo concepimento. A questo proposito, mi piace ricordare anche la raccolta di firme che oggi si tiene in molte parrocchie italiane, al fine di sostenere l'iniziativa europea "Uno di noi", per garantire protezione giuridica all'embrione, tutelando ogni essere umano sin dal primo istante della sua esistenza. Un momento speciale per coloro che hanno a cuore la difesa della sacralità della vita umana sarà la "Giornata dell'<em>Evangelium Vitae</em>", che avrà luogo qui in Vaticano, nel contesto dell'<em>Anno della fede</em>, il 15 e 16 giugno prossimo.</p>
						<p>
							Saluto con affetto tutti i gruppi parrocchiali, le famiglie, le scuole, i giovani presenti. Con amore filiale ci rivolgiamo ora alla Vergine Maria, madre e modello di tutti i cristiani.</p>
						<p>
							 </p>
						<p>
							 </p>
						<p>
							 </p>
						<p align="center">
							© Copyright 2013 - Libreria Editrice Vaticana</p>
						<p align="center">
							     </p>
					
				
				
					
						
				
			
		]]></description><category>Novità</category></item><item><pubDate>Sun, 12 May 2013 00:00:00 +0200</pubDate><title><![CDATA[ Santa Messa e Canonizzazione dei Beati Antonio Primaldo e Compagni, Laura di Santa Caterina da Siena e Maria Guadalupe García Zavala]]></title><link><![CDATA[http://www.vatican.va/latest/sub_index/../../holy_father/francesco/homilies/2013/documents/papa-francesco_20130512_omelia-canonizzazioni_it.html]]></link><guid isPermaLink="true"><![CDATA[http://www.vatican.va/latest/sub_index/../../holy_father/francesco/homilies/2013/documents/papa-francesco_20130512_omelia-canonizzazioni_it.html]]></guid><description><![CDATA[
			
				
					
						
					
						<p align="center">
							
                            SANTA MESSA E CANONIZZAZIONI</p>
						<p align="center">
							<i><b>OMELIA DEL </b></i> <b><i> 
                            SANTO PADRE FRANCESCO</i></b></p>
						<p align="center">
							<em>Piazza San Pietro</em><br />
							<i>VII Domenica di Pasqua, 12 
                            maggio 2013</i></p>
						<p align="center">
							<b><br>
							</strong>
    




            <b><i>
	Galleria fotografica</i></b></p>
						<p align="center">
							 </p>
						<p>
							<em>Cari fratelli e sorelle!</em></p>
						<p>
							In questa settima Domenica del Tempo di Pasqua ci 
                            siamo radunati con gioia per celebrare una festa 
                            della santità. Rendiamo grazie a Dio che ha fatto 
                            risplendere la sua gloria, la gloria dell'Amore, sui 
                            Martiri di Otranto, su Madre Laura Montoya e su 
                            Madre María Guadalupe García Zavala. Saluto tutti 
                            voi che siete venuti per questa festa –  
                            dall'Italia, dalla Colombia, dal Messico, da altri 
                            Paesi – e vi ringrazio!</p>
						<p>
							Vogliamo guardare ai nuovi Santi alla luce della 
                            Parola di Dio proclamata. Una Parola che ci ha 
                            invitato alla fedeltà a Cristo, anche fino al 
                            martirio; ci ha richiamato l'urgenza e la bellezza 
                            di portare Cristo e il suo Vangelo a tutti; e ci ha 
                            parlato della testimonianza della carità, senza la 
                            quale anche il martirio e la missione perdono il 
                            loro sapore cristiano.</p>
						<p>
							Gli <em>Atti degli Apostoli</em>, quando ci parlano 
                            del diacono Stefano, il protomartire, insistono nel 
                            dire che egli era un uomo "pieno di Spirito Santo" 
                            (6,5; 7,55). Che significa questo? Significa che era 
                            pieno dell'Amore di Dio, che tutta la sua persona, 
                            la sua vita era animata dallo Spirito di Cristo 
                            risorto, tanto da seguire Gesù con fedeltà totale, 
                            fino al dono di sé.</p>
						<p>
							Oggi la Chiesa propone alla nostra venerazione una 
                            schiera di martiri, che furono chiamati insieme alla 
                            suprema testimonianza del Vangelo, nel 1480. Circa 
                            ottocento persone, sopravvissute all'assedio e 
                            all'invasione di Otranto, furono decapitate nei 
                            pressi di quella città. Si rifiutarono di rinnegare 
                            la propria fede e morirono confessando Cristo 
                            risorto. Dove trovarono la forza per rimanere fedeli? 
                            Proprio nella fede, che fa vedere oltre i limiti del 
                            nostro sguardo umano, oltre il confine della vita 
                            terrena, fa contemplare «i cieli aperti» - come dice 
                            santo Stefano – e il Cristo vivo alla destra del 
                            Padre. Cari amici, conserviamo la fede che abbiamo 
                            ricevuto e che è il nostro vero tesoro, rinnoviamo 
                            la nostra fedeltà al Signore, anche in mezzo agli 
                            ostacoli e alle incomprensioni; Dio non ci farà mai 
                            mancare forza e serenità.</p>
						<p>
							Mentre veneriamo i Martiri di Otranto, chiediamo a 
                            Dio di sostenere tanti cristiani che, proprio in 
                            questi tempi e in tante parti del mondo, adesso, 
                            ancora soffrono violenze, e dia loro il coraggio 
                            della fedeltà e di rispondere al male col bene.</p>
						<p>
							Il secondo pensiero lo possiamo ricavare dalle 
                            parole di Gesù che abbiamo ascoltato nel Vangelo: 
                            «Prego per quelli che crederanno in me mediante la 
                            loro parola: perché tutti siano una cosa sola; come 
                            tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch'essi in 
                            noi» (<em>Gv</em> 17,20). Santa Laura Montoya è 
                            stata strumento di evangelizzazione prima come 
                            insegnante e poi come madre spirituale degli 
                            indigeni, ai quali infuse speranza, accogliendoli 
                            con l'amore appreso da Dio e portandoli a Lui con 
                            una efficacia pedagogica che rispettava la loro 
                            cultura e non si contrapponeva ad essa. Nella sua 
                            opera di evangelizzazione Madre Laura si fece 
                            veramente tutta a tutti, secondo l'espressione di 
                            san Paolo (cfr <em>1Cor</em> 9,22). Anche oggi le 
                            sue figlie spirituali vivono e portano il Vangelo 
                            nei luoghi più reconditi e bisognosi, come una sorta 
                            di avanguardia della Chiesa.</p>
						<p>
							Questa prima santa nata nella bella terra colombiana 
                            ci insegna ad essere generosi con Dio, a non vivere 
                            la fede da soli - come se fosse possibile vivere la 
                            fede in modo isolato -, ma a comunicarla, a portare 
                            la gioia del Vangelo con la parola e la 
                            testimonianza di vita in ogni ambiente in cui ci 
                            troviamo. In qualsiasi luogo in cui viviamo, 
                            irradiare questa vita del Vangelo! Ci insegna a 
                            vedere il volto di Gesù riflesso nell'altro, a 
                            vincere indifferenza e individualismo, che corrodono 
                            le comunità cristiane e corrodono il nostro cuore, e 
                            ci insegna ad accogliere  tutti senza 
                            pregiudizi, senza discriminazioni, senza reticenze, 
                            con amore sincero, donando loro il meglio di noi 
                            stessi e soprattutto condividendo con loro ciò che 
                            abbiamo di più prezioso, che non sono le nostre 
                            opere o le nostre organizzazioni, no! Quello che 
                            abbiamo di più prezioso è Cristo e il suo Vangelo.</p>
						<p>
							Infine, un terzo pensiero. Nel Vangelo di oggi, Gesù 
                            prega il Padre con queste parole: «Io ho fatto 
                            conoscere loro il tuo nome e lo farò conoscere, 
                            perché l'amore con il quale mi hai amato sia in essi 
                            e io in loro» (<em>Gv</em> 17,26). La fedeltà dei 
                            martiri fino alla morte e la proclamazione del 
                            Vangelo a tutti si radicano, hanno la loro radice 
                            nell'amore di Dio effuso nei nostri cuori per mezzo 
                            dello Spirito Santo (cfr <em>Rm</em> 5,5), e nella 
                            testimonianza che dobbiamo dare di questo amore 
                            nella nostra vita quotidiana. Santa María Guadalupe 
                            García Zavala lo sapeva bene. Rinunciando a una vita 
                            comoda – quanto danno arreca la vita comoda, il 
                            benessere; l'"imborghesimento" del cuore ci 
                            paralizza –, rinunciando a una vita comoda per 
                            seguire la chiamata di Gesù, insegnava ad amare la 
                            povertà, per poter amare di più i poveri e gli 
                            infermi. Madre Lupita si inginocchiava sul pavimento 
                            dell'Ospedale davanti agli ammalati e agli 
                            abbandonati per servirli con tenerezza e compassione. 
                            E questo si chiama: "toccare la carne di Cristo". I 
                            poveri, gli abbandonati, gli infermi, gli emarginati 
                            sono la carne di Cristo. E Madre Lupita toccava la 
                            carne di Cristo e ci ha insegnato questo modo di 
                            agire: non vergognarsi, non avere paura, non provare 
                            ripugnanza a "toccare la carne di Cristo"! Madre 
                            Lupita aveva capito che cosa significa questo 
                            "toccare la carne di Cristo". Anche oggi le sue 
                            figlie spirituali cercano di riflettere l'amore di 
                            Dio nelle opere di carità, senza risparmiare 
                            sacrifici e affrontando con mitezza, con 
                            perseveranza apostolica (<em>hypomon&#275;</em>), 
                            sopportando con coraggio qualunque ostacolo.</p>
						<p>
							Questa nuova Santa messicana ci invita ad amare come 
                            Gesù ci ha amato, e questo comporta non chiudersi in 
                            se stessi, nei propri problemi, nelle proprie idee, 
                            nei propri interessi, in questo piccolo mondo che ci 
                            arreca tanto danno, ma uscire e andare incontro a 
                            chi ha bisogno di attenzione, di comprensione, di 
                            aiuto, per portagli la calorosa vicinanza dell'amore 
                            di Dio, attraverso gesti di delicatezza, di affetto 
                            sincero e di amore.</p>
						<p>
							Fedeltà a Cristo e al suo Vangelo, per annunciarlo 
                            con la parola e con la vita, testimoniando l'amore 
                            di Dio con il nostro amore, con la nostra carità 
                            verso tutti: sono luminosi esempi ed insegnamenti 
                            che ci offrono i Santi proclamati oggi, ma che 
                            suscitano anche domande alla nostra vita cristiana: 
                            Come io sono fedele a Cristo? Portiamo con noi 
                            questa domanda, per pensarla durante la giornata: 
                            come io sono fedele a Cristo? Sono capace di "far 
                            vedere" la mia fede con rispetto, ma anche con 
                            coraggio? Sono attento agli altri, mi accorgo di chi 
                            è nel bisogno, vedo in tutti fratelli e sorelle da 
                            amare? Chiediamo, per intercessione della Beata 
                            Vergine Maria e dei  nuovi Santi, che il 
                            Signore riempia la nostra vita con la gioia del suo 
                            amore. Così sia.</p>
						<p>
							 </p>
						<p align="center">
							© Copyright 2013 - 
                            Libreria Editrice Vaticana</p>
						<p align="left">
							 </p>
					
				
				
					
						
				
			
		]]></description><category>Novità</category></item><item><pubDate>Fri, 10 May 2013 00:00:00 +0200</pubDate><title><![CDATA[A Sua Santità Tawadros II, Papa d' Alessandria e Patriarca della Sede di San Marco (10 maggio 2013)]]></title><link><![CDATA[http://www.vatican.va/latest/sub_index/../../holy_father/francesco/speeches/2013/may/documents/papa-francesco_20130510_tawadros_it.html]]></link><guid isPermaLink="true"><![CDATA[http://www.vatican.va/latest/sub_index/../../holy_father/francesco/speeches/2013/may/documents/papa-francesco_20130510_tawadros_it.html]]></guid><description><![CDATA[


<p align="center"><i><b>DISCORSO D</b></i><b><i>EL SANTO PADRE 
FRANCESCO<br>
A SUA SANTITÀ TAWADROS II, <br>
PAPA D' ALESSANDRIA E PATRIARCA DELLA SEDE DI SAN MARCO</i></b></p>
<p align="center"><i>Venerdì, 10 
maggio 2013</i></p>
 <p>Χριστός  &#945;&#957;&#941;στ&#951;</p>
<p><i>Santità,<br>
cari fratelli in Cristo,</i></p>
<p>è per me una grande gioia e un vero momento di grazia potervi accogliere qui, 
presso la tomba dell'Apostolo Pietro, nel ricordo dello 
storico incontro che 
quarant'anni fa unì i nostri Predecessori, 
Papa Paolo VI e Papa Shenouda III, 
recentemente scomparso, in un abbraccio di pace e di fraternità, dopo secoli di 
reciproca lontananza. È dunque con profondo affetto che do il benvenuto a Lei, 
Santità, e ai distinti Membri della Sua Delegazione, e La ringrazio per le Sue 
parole. Attraverso di voi estendo il mio cordiale saluto nel Signore ai Vescovi, 
al clero, ai monaci e all'intera Chiesa Copta Ortodossa.</p>
<p>L'odierna visita rafforza i legami di amicizia e di fratellanza che già uniscono 
la Sede di Pietro e la Sede di Marco, erede di un inestimabile lascito di 
martiri, teologi, santi monaci e fedeli discepoli di Cristo, che per generazioni 
e generazioni hanno reso testimonianza al Vangelo, spesso in situazioni di 
grande difficoltà.</p>
<p>Quarant'anni fa, la Dichiarazione comune dei nostri Predecessori rappresentò una 
pietra miliare nel cammino ecumenico, e da essa si sviluppò una Commissione di 
dialogo teologico tra le nostre Chiese, che ha portato buoni risultati ed ha 
preparato il terreno per il più ampio dialogo tra la Chiesa cattolica e l'intera 
famiglia delle Chiese Ortodosse Orientali, che continua con frutto sino ad oggi. 
In quella solenne Dichiarazione, le nostre Chiese riconoscevano di confessare, 
in linea con le tradizioni apostoliche, «un'unica fede in un solo Dio Uno e 
Trino» e la «divinità dell'Unico Figlio Incarnato di Dio  Dio perfetto 
riguardo alla Sua Divinità e perfetto uomo riguardo alla Sua umanità». 
Riconoscevano che la vita divina ci viene data e alimentata attraverso i sette 
sacramenti, e si sentivano associate nella comune venerazione della Madre di 
Dio.</p>
<p>Siamo lieti di poter oggi confermare quanto i nostri illustri Predecessori 
solennemente dichiararono, siamo lieti di riconoscerci uniti dall'unico 
Battesimo, di cui è espressione speciale la nostra comune preghiera, la quale 
anela al giorno in cui, compiendosi il desiderio del Signore, potremo comunicare 
all'unico calice.</p>
<p>Certo, siamo anche consapevoli che il cammino che ci attende è forse ancora 
lungo, ma non vogliamo dimenticare la molta strada già percorsa, che si è 
concretizzata in luminosi momenti di comunione, tra i quali mi piace ricordare 
l'incontro nel febbraio del 2000 al Cairo tra Papa Shenouda III e il Beato 
Giovanni Paolo II, pellegrino, nel corso del 
Grande Giubileo, sui luoghi di 
origine della nostra fede. Sono convinto che, con la guida dello Spirito Santo, 
la nostra perseverante preghiera, il nostro dialogo e la volontà di costruire 
giorno per giorno la comunione nell'amore vicendevole ci consentiranno di porre 
nuovi e importanti passi verso la piena unità.</p>
<p>Santità, sono a conoscenza dei molteplici gesti di attenzione e di fraterna 
carità che Ella ha riservato, sin dai primi giorni del Suo ministero, alla 
Chiesa Copta Cattolica, al suo Pastore, il Patriarca <em>Ibrahim Isaac Sidrak 
</em>e al suo Predecessore, il Cardinale Antonios Naguib. L'istituzione di un 
"Consiglio nazionale delle Chiese cristiane", da Lei fortemente voluto, 
rappresenta un segno importante della volontà di tutti i credenti in Cristo di 
sviluppare nella vita quotidiana relazioni sempre più fraterne e di porsi a 
servizio dell'intera società egiziana, di cui sono parte integrante. Sappia, 
Santità, che 
il Suo sforzo a favore della comunione tra i credenti in Cristo, così come il 
Suo vigile interesse per le sorti del Suo Paese e per il ruolo delle comunità 
cristiane all'interno della società egiziana, trovano una profonda eco nel cuore 
del Successore di Pietro e dell'intera comunità cattolica.</p>
<p>«Se un membro soffre, tutte le membra soffrono insieme; e se un membro è 
onorato, tutte le membra gioiscono con lui» (<i>1Cor</i> 12,26). Questa è una 
legge della vita cristiana, e in questo senso possiamo dire che esiste anche un 
ecumenismo della sofferenza: come il sangue dei martiri è stato seme di forza e 
di fertilità per la Chiesa, così la condivisione delle sofferenze quotidiane può 
divenire strumento efficace di unità. E ciò è vero, in certo modo, anche nel 
quadro più ampio della società e dei rapporti tra cristiani e non cristiani: 
dalla comune sofferenza, possono infatti germogliare, con l'aiuto di Dio, 
perdono, riconciliazione e pace.</p>
<p>Santità, nell'assicurarLe di cuore la mia preghiera affinché l'intero gregge affidato 
alle Sue cure pastorali possa essere sempre fedele alla chiamata del Signore, 
invoco la comune protezione dei Santi Pietro Apostolo e Marco Evangelista: essi 
che efficacemente collaborarono in vita alla diffusione del Vangelo, intercedano 
per noi e accompagnino il cammino delle nostre Chiese.</p>
<p align="left"> </p>
<p align="center">
© Copyright 2013 - Libreria Editrice Vaticana</p>
<p align="left">
  </p>






]]></description><category>Novità</category></item><item><pubDate>Fri, 10 May 2013 00:00:00 +0200</pubDate><title><![CDATA[Libretto della Celebrazione della Santa Messa del 12 maggio 2013 per la Canonizzazione dei Beati Antonio Primaldo e Compagni, Laura di Santa Caterina da Siena e Maria Guadalupe García Zavala]]></title><link><![CDATA[http://www.vatican.va/latest/sub_index/../../news_services/liturgy/libretti/2013/20130512-libretto-canonizzazione.pdf]]></link><guid isPermaLink="true"><![CDATA[http://www.vatican.va/latest/sub_index/../../news_services/liturgy/libretti/2013/20130512-libretto-canonizzazione.pdf]]></guid><category>Novità</category></item><item><pubDate>Wed, 08 May 2013 00:00:00 +0200</pubDate><title><![CDATA[Udienza Generale dell'8 maggio 2013]]></title><link><![CDATA[http://www.vatican.va/latest/sub_index/../../holy_father/francesco/audiences/2013/documents/papa-francesco_20130508_udienza-generale_it.html]]></link><guid isPermaLink="true"><![CDATA[http://www.vatican.va/latest/sub_index/../../holy_father/francesco/audiences/2013/documents/papa-francesco_20130508_udienza-generale_it.html]]></guid><description><![CDATA[
			
				
					
						
					
						<p align="center">
							PAPA FRANCESCO</p>
						<p align="center">
							<i><b>UDIENZA GENERALE</b> </i></p>
						<p align="center">
							<em>Piazza San Pietro</em><br />
							<em>Mercoledì, 8 
							maggio 2013</em></p>
						<p align="center">
							<b></b>   </p>
						<p></p>
						<p>    </p>
						<p><i>Cari fratelli e sorelle, buongiorno!</i></p>
						<p>Il tempo pasquale che con gioia stiamo vivendo, guidati dalla liturgia 
della Chiesa, è per eccellenza il tempo dello Spirito Santo donato «senza 
misura» (cfr <i>Gv</i> 3,34) da Gesù crocifisso e risorto. Questo tempo di 
grazia si conclude con la festa della Pentecoste, in cui la Chiesa rivive 
l'effusione dello Spirito su Maria e gli Apostoli raccolti in preghiera nel 
Cenacolo.</p>
						<p>Ma chi è lo Spirito Santo? Nel <i>Credo</i> noi professiamo con fede: 
«Credo nello Spirito Santo che è Signore e dà la vita». La prima verità a cui 
aderiamo nel <i>Credo</i> è che lo Spirito Santo è <i>Kýrios</i>, Signore. Ciò 
significa che Egli è veramente Dio come lo sono il Padre e il Figlio, oggetto, 
da parte nostra, dello stesso atto di adorazione e di glorificazione che 
rivolgiamo al Padre e al Figlio. Lo Spirito Santo, infatti, è la terza Persona 
della Santissima Trinità; è il grande dono del Cristo Risorto che apre la nostra 
mente e il nostro cuore alla fede in Gesù come il Figlio inviato dal Padre e che 
ci guida all'amicizia, alla comunione con Dio. </p>
						<p>Ma vorrei soffermarmi soprattutto sul fatto che <i>lo Spirito Santo è la 
sorgente inesauribile della vita di Dio in noi</i>. L'uomo di tutti i tempi e di 
tutti i luoghi desidera una vita piena e bella, giusta e buona, una vita che non 
sia minacciata dalla morte, ma che possa maturare e crescere fino alla sua 
pienezza. L'uomo è come un viandante che, attraversando i deserti della vita, ha 
sete di un'acqua viva, zampillante e fresca, capace di dissetare in profondità 
il suo desiderio profondo di luce, di amore, di bellezza e di pace. Tutti 
sentiamo questo desiderio! E Gesù ci dona quest'acqua viva: essa è lo Spirito 
Santo, che procede dal Padre e che Gesù riversa nei nostri cuori. «Io sono 
venuto perché abbiano la vita e l'abbiano in abbondanza», ci dice Gesù (<i>Gv</i> 
10,10).</p>
						<p>Gesù promette alla Samaritana di donare un'"acqua viva", con 
sovrabbondanza e per sempre, a tutti coloro che lo riconoscono come il Figlio 
inviato dal Padre per salvarci (cfr <i>Gv</i> 4, 5-26; 3,17). Gesù è venuto a 
donarci quest'"acqua viva" che è lo Spirito Santo, perché la nostra vita sia 
guidata da Dio, sia animata da Dio, sia nutrita da Dio. Quando noi diciamo che 
il cristiano è un uomo spirituale intendiamo proprio questo: il cristiano è una 
persona che pensa e agisce secondo Dio, secondo lo Spirito Santo. Ma mi 
faccio una domanda: e noi, pensiamo secondo Dio? Agiamo secondo Dio? O ci 
lasciamo guidare da tante altre cose che non sono propriamente Dio? 
Ciascuno di noi deve rispondere a questo nel profondo del suo cuore.</p>
						<p>A questo punto possiamo chiederci: perché quest'acqua può dissetarci 
sino in fondo? Noi sappiamo che l'acqua è essenziale per la vita; senz'acqua si 
muore; essa disseta, lava, rende feconda la terra. Nella <i>Lettera ai Romani</i> 
troviamo questa espressione: «L'amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori 
per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato» (5,5). L'"acqua viva", lo 
Spirito Santo, Dono del Risorto che prende dimora in noi, ci purifica, ci 
illumina, ci rinnova, ci trasforma perché ci rende partecipi della vita stessa 
di Dio che è Amore. Per questo, l'Apostolo Paolo afferma che la vita del 
cristiano è animata dallo Spirito e dai suoi frutti, che sono «amore, gioia, 
pace, magnanimità, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé» (<i>Gal</i> 
5,22-23). <i>Lo Spirito Santo ci introduce nella vita divina come "figli nel 
Figlio Unigenito"</i>. In un altro passo della <i>Lettera ai Romani</i>, che 
abbiamo ricordato più volte, san Paolo lo sintetizza con queste parole: «Tutti 
quelli che sono guidati dallo Spirito di Dio, questi sono figli di Dio. E voi… 
avete ricevuto lo Spirito che rende figli adottivi, per mezzo del quale gridiamo 
"Abbà! Padre!". Lo Spirito stesso, insieme al nostro spirito, attesta che siamo 
figli di Dio. E se siamo figli, siamo anche eredi: eredi di Dio, coeredi di 
Cristo, se davvero prendiamo parte alle sue sofferenze per partecipare anche 
alla sua gloria» (8,14-17). Questo è il dono prezioso che lo Spirito Santo porta 
nei nostri cuori: la vita stessa di Dio, vita di veri figli, un rapporto di 
confidenza, di libertà e di fiducia nell'amore e nella misericordia di Dio, che 
ha come effetto anche uno sguardo nuovo verso gli altri, vicini e lontani, visti 
sempre come fratelli e sorelle in Gesù da rispettare e da amare. Lo Spirito 
Santo ci insegna a guardare con gli occhi di Cristo, a vivere la vita come l'ha 
vissuta Cristo, a comprendere la vita come l'ha compresa Cristo. Ecco perché 
l'acqua viva che è lo Spirito Santo disseta la nostra vita, perché ci dice che 
siamo amati da Dio come figli, che possiamo amare Dio come suoi figli e che con 
la sua grazia possiamo vivere da figli di Dio, come Gesù. E noi, ascoltiamo lo 
Spirito Santo? Cosa ci dice lo Spirito Santo? Dice: Dio ti ama. 
Ci dice questo. Dio ti ama, Dio ti vuole bene. Noi amiamo veramente 
Dio e gli altri, come Gesù? Lasciamoci guidare dallo Spirito Santo, lasciamo 
che Lui ci parli al cuore e ci dica questo: che Dio è amore, che Dio ci aspetta, 
che Dio è il Padre, ci ama come vero Papà, ci ama veramente e questo lo dice 
soltanto lo Spirito Santo al cuore. Sentiamo lo Spirito Santo, ascoltiamo lo 
Spirito Santo e andiamo avanti per questa strada dell'amore, della misericordia 
e del perdono. Grazie. </p>
						
						<p>
							<b>Saluti:</b></p>
						<p>Je salue cordialement les pèlerins francophones, particulièrement les fidèles 
venus de diverses paroisses de France ainsi que les nombreux élèves présents. 
Chacun de nous est aimé de Dieu comme un fils, et il l'est vraiment par l'action 
du Saint Esprit. Je vous invite à l'invoquer chaque jour pour qu'il vous 
renouvelle et vous rende capables d'aimer à la manière de Jésus. Bon pèlerinage 
à tous !</p>
						<p></p>
						<p>I am pleased to greet the many English-speaking pilgrims and visitors present at 
today's Audience, including those from England, Scotland, Wales, Denmark, 
Sweden, Malta, Iran, Australia, China, India, Indonesia, the Philippines, Canada 
and the United States.  Upon you and your families I invoke an outpouring of the 
Holy Spirit's gifts of wisdom, joy and peace!</p>
						<p></p>
						<p>Von Herzen grüße ich alle Pilger und Besucher deutscher Sprache, insbesondere 
die Angehörigen und Freunde der neuen Schweizergardisten, die aus Anlass der 
Vereidigung nach Rom gekommen sind. Lassen wir uns ein auf die Freundschaft mit 
Christus. Im Hören auf sein Wort und in der Anbetung seines heiligsten Leibes, 
der in der Eucharistie gegenwärtig ist, werde er uns zur Quelle neuen Lebens. 
Der Herr segne euch und begleite euch auf all euren Wegen!</p>
						<p></p>
						<p>Saludo cordialmente a los peregrinos de lengua española, 
						en especial a la Delegación del Estado de México, así como a los grupos 
venidos de España, Colombia, Venezuela y otros países latinoamericanos. En este 
día en el que se celebra Nuestra Señora de Luján, celestial Patrona de 
Argentina, un aplauso a la Virgen de Luján,… más fuerte, no siento, 
más fuerte. En este día de la Virgen de Luján deseo hacer llegar a todos los 
hijos de esas queridas tierras argentinas mi sincero afecto, a la vez que 
pongo en manos de la Santísima Virgen todas sus alegrías y preocupaciones. 
Muchas gracias.</p>
						<p>Dirijo uma cordial saudação aos peregrinos de língua portuguesa, nomeadamente 
aos numerosos trabalhadores católicos do «Clube do Milhão». Agradeço a vossa 
presença e encorajo-vos a continuar a dar o vosso fiel testemunho cristão na 
sociedade. Uma saudação fraterna dirijo ainda ao grupo de sacerdotes do Rio de 
Janeiro, com as minhas felicitações pelo seu aniversário de Ordenação. A vós e a 
todos, eu digo: Deixai-vos guiar pelo Espírito Santo para crescerdes repletos 
dos seus frutos. De bom grado abençoo a vós e aos vossos entes queridos</p>
						<p></p>
						<p dir="RTL"><b>كلمات الأب الأقدس للحجاج الناطقين باللغة العربية: 
						</b></p>
						<p dir="RTL">الأخوات والإخوة الأحباء الناطقون باللغة العربية! يعلمنا الروح القدس أن نن&#1592;ر 
للعالم بأعين المسيح، وأن نحيّا الحياة كما عاشها هو، وأن نفهم الوجود كما فهمه المسيح. فعلى مثال يسوع يمكننا أن نحي كأبناء لله: أي محبوبين منه 
ومحبين له كأبناء حقيقيين. لهذا اصغوا للروح<b>القدس</b> الذي يتكلم إلى قلوبكم ويدفعكم لأن تدعوا الله ك&#1600;"آب"، وبالتالي لأن تروا 
الآخرين ك&#1600;"أخوة". أمنح للجميع البركة الرسولية !</p>
						<p> </p>
						<p>Witam polskich pielgrzymów. Drodzy bracia i siostry, dziś Kościół w Polsce 
przeżywa uroczystość św. Stanisława Biskupa i Męczennika, patrona Krakowa i 
wszystkich Polaków. Jego troska o człowieka i o zachowanie ładu moralnego w 
życiu społecznym niech będzie dla was przykładem i natchnieniem w działaniu dla 
dobra rodaków i ojczyzny, a jego opieka i wstawiennictwo niech stale wam 
towarzyszą i będą źródłem łaski. Umocnieni Duchem Świętym trwajcie w wierze i 
miłości! Niech Bóg wam błogosławi!</p>
						<p></p>
						<p> </p>
						<p align="center">* * *</p>
						<p>Rivolgo il mio benvenuto ai pellegrini di lingua italiana. In particolare saluto 
i fedeli della Diocesi di San Benedetto del Tronto-Ripatransone-Montalto, con il 
Vescovo Mons. Gestori, convenuti alla Sede di Pietro in occasione dell'<i>Anno 
della fede</i>; quelli di Roiate e di Conversano, che incoronano rispettivamente 
la Madonna delle Grazie e la Madonna della Fonte; e i devoti del Santuario della 
Ravanusa, che celebrano il Giubileo Mariano. Saluto i sacerdoti, le religiose - 
in particolare il gruppo delle Figlie della Carità -, i seminaristi, i gruppi 
parrocchiali e le numerose scolaresche. La visita alle tombe degli Apostoli 
rafforzi in tutti la fede in Cristo, che, asceso alla destra del Padre, è sempre 
vivo e presente tra noi! </p>
						<p>Oggi, 8 maggio, si eleva l'intensa preghiera della "Supplica alla Madonna del 
Rosario" di Pompei, composta dal Beato Bartolo Longo. Ci uniamo spiritualmente a 
questo popolare atto di fede e di devozione, affinché per intercessione di 
Maria, il Signore conceda misericordia e pace alla Chiesa e al mondo intero. </p>
						<p>Infine, un pensiero affettuoso ai giovani, ai malati e agli sposi novelli. La 
Madre di Gesù educhi voi, cari giovani, al coraggio delle scelte definitive; 
aiuti voi, cari ammalati, specialmente quelli dell'Unitalsi di Roma e della 
"Emme Due" di Sessa Aurunca, ad accettare la sofferenza con amore; e sia di 
modello a voi, cari sposi novelli, per costruire nella fedeltà la vostra unione 
coniugale.</p>
						<p>Prima di cantare il Padre Nostro, ricordatevi: dobbiamo ascoltare lo Spirito 
Santo che è dentro di noi, sentirlo. Cosa ci dice? Che Dio è buono, che Dio è 
padre, che Dio ci ama, che Dio ci perdona sempre. Ascoltiamo lo Spirito Santo.   
						</p>
						<p> </p>
						<p align="center">
							© Copyright 2013 - Libreria Editrice Vaticana</p>
						<p align="left">
							 </p>
					
				
				
					
						
				
			
		]]></description><category>Novità</category></item><item><pubDate>Wed, 08 May 2013 00:00:00 +0200</pubDate><title><![CDATA[Ai partecipanti all'Assemblea Plenaria dell'Unione Internazionale delle Superiore Generali  (8 maggio 2013)]]></title><link><![CDATA[http://www.vatican.va/latest/sub_index/../../holy_father/francesco/speeches/2013/may/documents/papa-francesco_20130508_uisg_it.html]]></link><guid isPermaLink="true"><![CDATA[http://www.vatican.va/latest/sub_index/../../holy_father/francesco/speeches/2013/may/documents/papa-francesco_20130508_uisg_it.html]]></guid><description><![CDATA[


<p align="center"><b><i>DISCORSO DEL SANTO PADRE 
FRANCESCO<br>
AI PARTECIPANTI ALL'ASSEMBLEA PLENARIA<br>
DELL'UNIONE INTERNAZIONALE DELLE SUPERIORE GENERALI<br>
(U.I.S.G.)</i></b></p>
<p align="center"><em>Aula Paolo VI</em><em>  <br>
Mercoledì, 8 maggio 2013</em></p>

				<p align="center">   </p>

<p><i>Signor Cardinale,<br>
venerato e caro Fratello nell'Episcopato,<br>
care sorelle!</i></p>
<p>Sono contento di incontrarvi oggi e desidero salutare ciascuna di voi, 
ringraziandovi per quanto fate affinché la vita consacrata sia sempre una luce 
nel cammino della Chiesa. Care sorelle, prima di tutto ringrazio il caro Fratello Cardinale João Braz de 
Aviz, per le parole che mi ha rivolto; mi piace anche la presenza del Segretario 
della Congregazione. Il tema del vostro Convegno mi pare 
particolarmente importante per il compito che vi è stato affidato: "Il servizio 
dell'autorità secondo il Vangelo". Alla luce di questa espressione vorrei 
proporvi tre semplici pensieri, che lascio al vostro approfondimento personale e 
comunitario.</p>
<p>1. Gesù, nell'Ultima Cena, si rivolge agli Apostoli con queste parole: «Non 
voi avete scelto me, ma io ho scelto voi» (<i>Gv</i> 15,16), che ricordano a 
tutti, non solo a noi sacerdoti, che la vocazione è sempre una iniziativa di 
Dio. È Cristo che vi ha chiamate a seguirlo nella vita consacrata e questo 
significa compiere continuamente un "esodo" da voi stesse per <i>centrare la 
vostra esistenza su Cristo e sul</i> <i>suo</i> <i>Vangelo</i>, sulla volontà di 
Dio, spogliandovi dei vostri progetti, per poter dire con san Paolo: «Non sono 
più io che vivo, ma Cristo vive in me» (<i>Gal</i> 2,20). Questo "esodo" da se 
stessi è mettersi in un cammino di adorazione e di servizio. Un esodo che ci 
porta a un cammino di adorazione del Signore e di servizio a Lui nei fratelli e 
nelle sorelle. Adorare e servire: 
due atteggiamenti che non si possono separare, ma che devono andare sempre 
insieme. Adorare il Signore e servire gli altri, non tenendo nulla per sé: 
questo è lo "spogliamento" di chi esercita l'autorità. Vivete e richiamate 
sempre la centralità di Cristo, l'identità evangelica della vita consacrata. 
Aiutate le vostre comunità a vivere l'"esodo" da sé in un cammino di adorazione 
e di servizio, anzitutto attraverso i tre cardini della vostra esistenza.</p>
<p>L'obbedienza come ascolto della volontà di Dio, nella mozione interiore dello 
Spirito Santo autenticata dalla Chiesa, accettando che l'obbedienza passi anche 
attraverso le mediazioni umane. Ricordate che il rapporto autorità-obbedienza si 
colloca nel contesto più ampio del mistero della Chiesa e ne costituisce una 
particolare attuazione della sua funzione mediatrice (cfr Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita 
Apostolica, <i>
Il servizio dell'autorità e l'obbedienza</i>, 12).</p>
<p>La povertà come superamento di ogni egoismo nella logica del Vangelo che insegna 
a confidare nella Provvidenza di Dio. Povertà come indicazione a tutta la Chiesa 
che non siamo noi a costruire il Regno di Dio, non sono i mezzi umani che lo 
fanno crescere, ma è primariamente la potenza, la grazia del Signore, che opera 
attraverso la nostra debolezza. «<em>Ti basta la mia grazia; la forza infatti si manifesta pienamente nella debolezza</em>», 
afferma l'Apostolo delle genti (<em>2Cor</em>12,9). Povertà che 
insegna la solidarietà, la condivisione e la carità, e che si esprime anche in 
una sobrietà e gioia dell'essenziale, per mettere in guardia dagli idoli 
materiali che offuscano il senso autentico della vita. Povertà che si impara con 
gli umili, i poveri, gli ammalati e tutti quelli che sono nelle periferie 
esistenziali della vita. La povertà teorica non ci serve. La povertà si impara 
toccando la carne di Cristo povero, negli umili, nei poveri, negli ammalati, nei 
bambini. </p>
<p>E poi la castità come carisma prezioso, che allarga la libertà del dono a Dio e agli 
altri, con la tenerezza, la misericordia, la vicinanza di Cristo. La castità per 
il Regno dei Cieli mostra come l'affettività ha il suo posto nella libertà 
matura e diventa un segno del mondo futuro, per far risplendere sempre il 
primato di Dio. Ma, per favore, una castità "feconda", una castità che genera figli spirituali nella Chiesa. 
La consacrata è madre, deve essere madre e non "zitella"! Scusatemi 
se parlo così, ma è importante questa maternità della vita consacrata, questa 
fecondità! Questa gioia della 
fecondità spirituale animi la vostra esistenza; siate madri, come figura di 
Maria Madre e della Chiesa Madre. Non si può capire Maria senza la sua 
maternità, non si può capire la Chiesa senza la sua maternità e voi siete icona 
di Maria e della Chiesa.</p>
<p>2. Un secondo elemento che vorrei sottolineare nell'esercizio dell'autorità 
è <i>il servizio</i>: non dobbiamo mai dimenticare che il vero potere, a 
qualunque livello, è il servizio, che ha il suo vertice luminoso sulla Croce. 
Benedetto XVI, con grande sapienza, ha richiamato più volte alla Chiesa che se 
per l'uomo spesso autorità è sinonimo di possesso, di dominio, di successo, per 
Dio autorità è sempre sinonimo di servizio, di umiltà, di amore; vuol dire 
entrare nella logica di Gesù che si china a lavare i piedi agli Apostoli (cfr
 <i>Angelus</i>, 
29 gennaio 2012), e che dice ai suoi discepoli: «Voi sapete che i governanti delle nazioni dóminano su di esse… Tra voi non sarà così; 
proprio il motto della vostra assemblea, 'tra voi non sarà così' - ma chi vuole essere grande tra voi, 
sarà il vostro servitore e chi vuole essere il primo tra voi, sarà vostro 
schiavo» (<i>Mt</i> 20,25-27). Pensiamo al danno che arrecano al Popolo di Dio 
gli uomini e le donne di Chiesa che sono carrieristi, arrampicatori, che "usano" 
il popolo, la Chiesa, i fratelli e le sorelle – quelli che dovrebbero servire -, 
come trampolino per i propri interessi e le ambizioni personali. Ma questi fanno 
un danno grande alla Chiesa.</p>
<p>Sappiate sempre esercitare l'autorità accompagnando, comprendendo, aiutando, 
amando; abbracciando tutti e tutte, specialmente le persone che si sentono sole, 
escluse, aride, le periferie esistenziali del cuore umano. Teniamo lo sguardo 
rivolto alla Croce: lì si colloca qualunque autorità nella Chiesa, dove Colui 
che è il Signore si fa servo fino al dono totale di sé.</p>
<p>3. Infine l'<i>ecclesialità</i> come una delle dimensioni costitutive della 
vita consacrata, dimensione che deve essere costantemente ripresa e 
approfondita nella vita. La vostra vocazione è un carisma fondamentale per il cammino della 
Chiesa, e non è possibile che una consacrata e un consacrato non "sentano" con 
la Chiesa. Un "sentire" con la Chiesa, che ci ha generato nel Battesimo; 
un "sentire" con la Chiesa che trova una sua espressione filiale nella fedeltà al Magistero, 
nella comunione con i Pastori e il Successore di Pietro, Vescovo di Roma, segno 
visibile dell'unità. L'annuncio e la testimonianza del Vangelo, per ogni 
cristiano, non sono mai un atto isolato. Questo è importante, l'annuncio e la testimonianza del Vangelo per ogni 
cristiano non sono mai un atto isolato o di gruppo, e qualunque evangelizzatore 
non agisce, come ricordava molto bene 
Paolo VI, «in forza di un'ispirazione 
personale, ma in unione con la missione della Chiesa e in nome di essa» (Esort. 
ap. <i>
Evangelii nuntiandi</i>, 80). E proseguiva Paolo VI: 
è una dicotomia assurda pensare 
di vivere con Gesù senza la Chiesa, di 
seguire Gesù al di fuori della Chiesa, di amare Gesù senza amare la Chiesa 
(cfr <i>ibid.</i>, 16). Sentite la responsabilità che avete di curare la formazione dei vostri 
Istituti nella sana dottrina della Chiesa, nell'amore alla Chiesa e nello 
spirito ecclesiale. </p>
<p>Insomma, centralità di Cristo e del suo Vangelo, autorità come servizio di amore, 
"sentire" in e con la Madre Chiesa: tre indicazioni che desidero lasciarvi, a 
cui unisco ancora una volta la mia gratitudine per la vostra opera non sempre 
facile. Che cosa sarebbe la Chiesa senza di voi? Le mancherebbe maternità, 
affetto, tenerezza, intuizione di madre!</p>
<p>Care sorelle, siate certe che vi seguo con affetto. Io prego per voi, ma anche 
voi pregate per me. Salutate le vostre comunità da parte mia, soprattutto le 
sorelle ammalate e le giovani. A tutte va il mio incoraggiamento a seguire con 
parresia e con gioia il Vangelo di Cristo. Siate gioiose, perché è bello seguire 
Gesù, è bello diventare icona vivente della Madonna e della nostra Santa Madre 
Chiesa gerarchica. Grazie.</p>
<p> </p>

<p align="center">
© Copyright 2013 - Libreria Editrice Vaticana</p>
<p align="left">
  </p>






]]></description><category>Novità</category></item><item><pubDate>Tue, 07 May 2013 00:00:00 +0200</pubDate><title><![CDATA[Programma per il Viaggio Apostolico del Santo Padre a Rio de Janeiro (Brasile) in occasione della XXVIII Giornata Mondiale della Gioventù (22-29 luglio 2013)]]></title><link><![CDATA[http://www.vatican.va/latest/sub_index/../../holy_father/francesco/travels/2013/documents/papa-francesco-programma-gmg-rio-de-janeiro-2013_it.html]]></link><guid isPermaLink="true"><![CDATA[http://www.vatican.va/latest/sub_index/../../holy_father/francesco/travels/2013/documents/papa-francesco-programma-gmg-rio-de-janeiro-2013_it.html]]></guid><description><![CDATA[


  <p align="center">
  VIAGGIO APOSTOLICO A RIO DE JANEIRO</p>
  <p align="center">IN OCCASIONE DELLA XXVIII GIORNATA 
  MONDIALE <br>
	DELLA GIOVENTÙ</p>
	<p align="center"><b>22-29 LUGLI</b><b>O 
  2013<i> </i></b></p>
<p align="center">PROGRAMMA</p>
<p align="center">
Trasmissioni video in diretta dal CTV
<br>

<i>
<b>
(Centro 
Televisivo Vaticano)  </b></i></p>
<p align="center">

</p>
	<p align="center">
<i><b> </p>
	<p align="center"> Lunedì 22 luglio 2013</p>
<p align="left">Roma</p>
  
    
      08.45
      
      Partenza in aereo dall'Aeroporto di Roma Ciampino per Rio de Janeiro
       
    
    
  
	<p align="left">Rio de Janeiro</p>

  
    
      16.00
      Accoglienza ufficiale all'Aeroporto 
		Internazionale
		
		Galeão/Antonio Carlos Jobim di Rio de Janeiro
      
 
    
    
      17.00
      <b>Cerimonia di benvenuto</b> 
      nel Giardino del Palazzo Guanabara di Rio de Janeiro
      




<i>
<b>

  Discorso del Santo Padre</b></i>
    
    
      17.40
      <b>Visita di cortesia al Presidente della 
		Repubblica</b> nel Palazzo Guanabara a Rio de Janeiro
      
 
    
    
       
      <b>Soggiorno privato nella Residenza di 
		Sumaré</b> a Rio de Janeiro
      
 
    
    
  
	<p align="center"> </p>
	<p align="center">Mercoledì 24 luglio 2013</p>

  
    08.15
    Partenza in elicottero dall'Eliporto di 
	Sumaré al Santuario di Nostra Signora della Concezione di Aparecida
    
 
  
  
    09.30
    Arrivo all'Eliporto del Santuario di Nostra 
	Signora della Concezione di Aparecida
    
 
  
  
    10.00
    <b>Venerazione dell'Immagine della Vergine</b> 
	nella Sala dei 12 Apostoli del Santuario di Nostra Signora della Concezione 
	di Aparecida
    
 
  
  
    10.30
    <b>Santa Messa</b> nella Basilica del 
	Santuario di Nostra Signora della Concezione di Aparecida
    
<i><b>Omelia del Santo Padre</b></i>
  
  
    13.00
    <b>Pranzo con il Seguito Papale, i Vescovi 
	della Provincia e i Seminaristi</b> nel Seminario Bon Jesús di Aparecida
    
 
  
  
    16.10
    Partenza in elicottero dall'Eliporto del 
	Santuario di Nostra Signora della Concezione di Aparecida per Rio de Janeiro
    
 
  
  
    17.25
    Arrivo all'Aeroporto Santos Dumont (III 
	Comar) di Rio de Janeiro
    
 
  
  
    18.30
    <b>Visita all'Ospedale São 
	Fancisco de Assis na Providência - V.O.T.</b> a Rio de Janeiro
    
<i><b>Discorso del Santo Padre</b></i>
  
  
	<p align="center"> </p>
	<p align="center">Giovedì 25 luglio 2013</p>

  
    07.30
    <b>Santa Messa in privato</b> nella 
	Residenza di Sumaré a Rio de Janeiro
    
 
  
  
    09.45
    <b>Consegna delle chiavi della città al 
	Santo Padre</b> e <b>Benedizione delle bandiere olimpiche</b> nel Palazzo 
	della Città a Rio de Janeiro
    
 
  
  
    11.00
    <b>Visita alla Comunità di Varginha (Manguinhos)</b> 
	a Rio de Janeiro
    
<i><b>Discorso del Santo Padre</b></i>
  
  
    18.00
    <b>Festa di accoglienza dei giovani</b> sul 
	lungomare di Copacabana a Rio de Janeiro 
    
<i><b>Saluto e Discorso del Santo Padre</b></i>
  
  
	<p align="center"> </p>
	<p align="center">Venerdì 26 luglio 2013</p>

  
    07.30
    <b>Santa Messa in privato</b> nella 
	Residenza di Sumaré a Rio de Janeiro
    
 
  
  
    10.00
    <b>Confessione di alcuni giovani della 
	XXVIII GMG</b> nel Parco della Quinta da Boa Vista a Rio de Janeiro
    
 
  
  
    11.30
    <b>Breve incontro con alcuni giovani 
	detenuti nel Palazzo Arcivescovile St. Joaquim</b> a Rio de Janeiro
    
 
  
  
    12.00
    <b>Preghiera dell'<i>Angelus Domini</i></b> 
	dal Balcone centrale del Palazzo Arcivescovile St. Joaquim a Rio de Janeiro
    
<i><b>Allocuzione del Santo Padre</b></i>
  
  
    12.15
    <b>Saluto al Comitato Organizzatore della 
	XXVIII Giornata Mondiale della Gioventù e ai Benefattori</b> nel Palazzo 
	Arcivescovile St. Joaquim a Rio de Janeiro
    
 
  
  
    13.00
    <b>Pranzo con i giovani</b> nel Salone 
	rotondo del Palazzo Arcivescovile St. Joaquim a Rio de Janeiro
    
 
  
  
    18.00
    <b>Via Crucis con i giovani</b> sul 
	Lungomare di Copacabana a Rio de Janeiro
    
<i><b>Discorso del Santo Padre</b></i>
  
  
	<p align="left"> </p>
	<p align="center">Sabato 27 luglio 2013</p>
	
		
			09.00
			<b>Santa Messa con i Vescovi della XXVIII GMG e con 
			i Sacerdoti, i Religiosi e i Seminaristi</b> nella Cattedrale di San 
			Sebastiano a Rio de Janeiro
			
<i><b>Omelia del Santo Padre</b></i>
		
		
			11.30
			<b>Incontro con la Classe Dirigente del Brasile</b> 
			nel Teatro Municipale a Rio de Janeiro
			
 
<i><b>Discorso del Santo Padre</b></i>
		
		
			13.30
			<b>Pranzo con i Cardinali del Brasile, la Presidenza 
			della Conferenza Nazionale dei Vescovi del Brasile, i Vescovi della 
			Regione e il Seguito Papale</b> nel Grande Refettorio del Centro 
			Studi di Sumaré a Rio de Janeiro
			
 
		
		
			19.30
			<b>Veglia di preghiera con i giovani</b> nel Campus 
			Fidei a Guaratiba
			




<i><b>Discorso del Santo Padre</b></i>
		
		
	</b></i>
	
  <b><i>
	<p align="left"> </p>
	<p align="center">Domenica 28 luglio 2013</p>
	
		
			10.00
			<b>Santa Messa per la XXVIII Giornata Mondiale della 
			Gioventù</b> nel Campus Fidei a Guaratiba
			
	
  <b><i>
	Omelia del Santo Padre</i></b>
		
		
			 
			<b>Preghiera dell'Angelus Domini</b> nel Campus 
			Fidei a Guaratiba
			
	
	
  <b><i>
	Allocuzione del Santo Padre</i></b>
		
		
			14.00
			<b>Pranzo con il Seguito Papale</b> nel Refettorio 
			del Centro Studi di Sumaré a Rio de Janeiro
			
 
		
		
			16.00
			<b>Incontro con il Comitato di Coordinamento del 
			CELAM</b> nel Centro Studi di Sumaré a Rio de Janeiro
			
	
  <b><i>
	Discorso del Santo Padre</i></b>
		
		
			16.40
			<b>Congedo dalla Residenza di Sumaré</b> a Rio de 
			Janeiro
			
 
 
		
		
			17.30
			<b>Incontro con i Volontari della XXVIII GMG</b> nel 
			Padiglione 5 di Rio Centro a Rio de Janeiro
			
	
  <b><i>
	Discorso del Santo Padre</i></b>
		
		
			18.30
			<b>Cerimonia di congedo </b>all'Aeroporto 
			Internazionale Galeão/Antonio Carlos Jobim di Rio de Janeiro
			
	
  <b><i>
	Discorso del Santo Padre</i></b>
		
		
			19.00
			Partenza in aereo dall'Aeroporto Internazionale 
			Galeão/Antonio Carlos Jobim di Rio de Janeiro per Roma
			
 
		
		
	<p align="center"> </p>
	<p align="center">Lunedì 29 luglio 2013</p>
	<p align="left">Roma</p>
  
    
      11.30
      
      Arrivo all'Aeroporto di Roma Ciampino
       
    
    
	<p align="center"> </p>
  <p align="left">Fuso orario</p>
  </i></b>
  
  <p>Roma: + 2 UTC<br>
	Rio de Janeiro e Aparecida do Norte: - 3 UTC</p>
	
  <p align="left"> </p>
  <p> 





]]></description><category>Novità</category></item><item><pubDate>Tue, 07 May 2013 00:00:00 +0200</pubDate><title><![CDATA[Notificazione per la Santa Messa e Canonizzazione dei Beati Antonio Primaldo e Compagni, Laura di Santa Caterina da Siena e Maria Guadalupe García Zavala del 12 maggio 2013]]></title><link><![CDATA[http://www.vatican.va/latest/sub_index/../../news_services/liturgy/2013/documents/ns_lit_doc_20130512_notificazione-canonizzazioni_it.html]]></link><guid isPermaLink="true"><![CDATA[http://www.vatican.va/latest/sub_index/../../news_services/liturgy/2013/documents/ns_lit_doc_20130512_notificazione-canonizzazioni_it.html]]></guid><description><![CDATA[



  <p align="center">
UFFICIO DELLE CELEBRAZIONI LITURGICHE <br>DEL SOMMO 
PONTEFICE 
  </p>
	<p align="center"><b>NOTIFICAZIONE</b></p>
	<p align="center">CAPPELLA PAPALE</p>
	<p align="center">PER LA CANONIZZAZIONE DEI BEATI</p>
	<p align="center"><b>Antonio Primaldo e Compagni, martiri
	</b>(+ 1480)<br>
	<b>Laura di Santa Caterina da Siena Montoya y Upegui </b>(1874-1949)<b><br>
	Maria Guadalupe García Zavala </b>(1878-1963)</p>
	<p align="center"><b>
	</b></p>
	<p> </p>
	<p>I1 12 maggio 2013, VII Domenica di Pasqua, alle ore 9.30, sul Sagrato della 
Basilica Vaticana, il Santo Padre Francesco<b> </b> 
	celebrerà la Santa Messa con il rito 
di Canonizzazione dei Beati:</p>
	
		<p align="left"><b>Antonio Primaldo e Compagni</b>,<b> </b>martiri;</p>
		<p><b>Laura di Santa Caterina da Siena Montoya y Upegui</b>,<b> </b>vergine, fondatrice della Congregazione delle Suore Missionarie della Beata 
Vergine Maria Immacolata e di Santa Caterina da Siena;</p>
		<p><b>Maria Guadalupe García Zavala</b>,<b> </b>vergine, confondatrice della Congregazione delle Serve di Santa Margherita Maria 
e dei Poveri.</p>
	
	<p>Tutti coloro che, in conformità al Motu Proprio "Pontificalis Domus", compongono 
la Cappella Pontificia e desiderano partecipare alla Celebrazione, sono pregati 
di trovarsi, per le ore 9, sul Sagrato della Basilica Vaticana per occupare il 
posto che verrà loro indicato.</p>
	<p>Quanto all'abito vorranno attenersi alle seguenti indicazioni:</p>
	
		<p>– i Signori Cardinali, i Patriarchi, gli Arcivescovi e i Vescovi: 
sulla veste propria indosseranno il rocchetto, la mozzetta e la berretta;</p>
		<p>– gli Abati e i Religiosi: l'abito corale;</p>
		<p>– i Prelati: il rocchetto e la mantelletta, o la cotta, sopra la 
veste paonazza con fascia paonazza, a seconda del proprio grado;</p>
		<p>– i Cappellani di Sua Santità: la cotta sopra la talare filettata 
con fascia paonazza.</p>
		<p> </p>
	
	<p><i>Città del Vaticano, 7 maggio 2013</i></p>
	<p align="center"><i>Per mandato del Santo Padre</i></p>
	<p align="right">Mons. Guido Marini<i><br>
	Maestro delle Celebrazioni Liturgiche Pontificie</i></p>
	<p align="left">
    </p>
  
  <p align="left">
   




]]></description><category>Novità</category></item><item><pubDate>Mon, 06 May 2013 00:00:00 +0200</pubDate><title><![CDATA[Alle Guardie Svizzere Pontificie, con i Familiari (6 maggio 2013)]]></title><link><![CDATA[http://www.vatican.va/latest/sub_index/../../holy_father/francesco/speeches/2013/may/documents/papa-francesco_20130506_guardia-svizzera-pontificia_it.html]]></link><guid isPermaLink="true"><![CDATA[http://www.vatican.va/latest/sub_index/../../holy_father/francesco/speeches/2013/may/documents/papa-francesco_20130506_guardia-svizzera-pontificia_it.html]]></guid><description><![CDATA[


<p align="center"><b><i>DISCORSO DEL SANTO PADRE 
FRANCESCO<br>
ALLE GUARDIE SVIZZERE PONTIFICIE, CON I FAMILIARI</i></b></p>
<p align="center"><em> Sala Clementina  <br>
Lunedì, 6 maggio 2013</em></p>

				<p align="center">   </p>

<p><i>Cari amici della Guardia Svizzera</i>!</p>
<p>Sono lieto di accogliervi e di rivolgere il mio cordiale saluto a ciascuno di 
voi, ai vostri familiari, ai vostri amici, alle Autorità e a quanti hanno voluto 
prendere parte a queste giornate di festa. A tutti voi, care Guardie, rinnovo il 
grazie più sincero per il vostro prezioso e generoso servizio al Papa e alla 
Chiesa. Ogni giorno posso sperimentare personalmente la dedizione, la 
professionalità e l'amore con cui svolgete la vostra attività. E di questo vi 
ringrazio! Ringrazio in modo particolare le vostre famiglie, che hanno 
benevolmente accolto la vostra scelta di vivere questo servizio in Vaticano e vi 
sostengono con il loro affetto e la loro preghiera.</p>
<p>1. In questa data voi fate memoria del sacrificio delle Guardie Svizzere 
impegnate nella strenua difesa del Papa durante il "sacco di Roma". Oggi non 
siete chiamati a questo gesto eroico, ma ad un'altra forma di sacrificio, 
anch'essa impegnativa: a mettere le vostre energie giovanili al servizio della 
Chiesa e del Papa. E per fare questo bisogna essere forti, animati dall'amore e 
sostenuti dalla fede in Cristo. Quest'anno la vostra festa si inserisce nel 
contesto dell'<i>Anno della fede</i>, che la Chiesa sta vivendo in tutto il 
mondo. Sono certo che la decisione di mettere anni della vostra vita al servizio 
del Papa non sia estranea alla vostra fede. Anzi, le motivazioni più profonde 
che vi hanno spinti qui a Roma hanno origine proprio nella vostra fede. Una fede 
che avete imparato in famiglia, coltivato nelle vostre parrocchie, e che 
manifesta anche l'attaccamento dei cattolici svizzeri alla Chiesa. Ricordatelo 
bene: la fede che Dio vi ha dato nel giorno del Battesimo è il tesoro più 
prezioso che avete! E anche la vostra missione al servizio del Papa e della 
Chiesa trova lì la sua sorgente: nella fede. </p>
<p>2. Durante la vostra permanenza a Roma, voi siete chiamati a testimoniare la 
vostra fede con gioia, e con la gentilezza del tratto. Com'è importante questo 
per tante persone che passano dalla Città del Vaticano! Ma è importante anche 
per coloro che lavorano qui per la Santa Sede, e lo è anche per me! La vostra 
presenza è un segno della forza e della bellezza del Vangelo, che in ogni tempo 
chiama i giovani a seguirlo. E vorrei anche invitarvi a vivere il periodo che 
trascorrete nella "Città eterna" con spirito di sincera fratellanza, aiutandovi 
gli uni gli altri a condurre una buona vita cristiana, che corrisponda alla 
vostra fede e alla vostra missione nella Chiesa. Sappiate essere attenti gli uni 
agli altri, ad accorgervi quando qualcuno di voi può avere un momento di 
difficoltà. Siate pronti ad ascoltarlo, a stargli vicino. Pregate gli uni per 
gli altri, e mettete in pratica nell'aiuto reciproco la comunione che attingete 
da Gesù nella santa Eucaristia.</p>
<p>3. La vostra specifica esperienza ecclesiale nel 
Corpo della Guardia Svizzera 
rappresenta un'occasione privilegiata per approfondire la conoscenza di Cristo e 
del suo Vangelo e per camminare alla sua sequela, quasi respirando, qui a Roma, 
la cattolicità della Chiesa. Quando alcuni di voi oggi giureranno di compiere 
fedelmente il servizio nella Guardia e altri rinnoveranno questo giuramento nel 
loro cuore, pensate che anche il vostro servizio è una testimonianza a Cristo, 
che vi chiama ad essere autentici uomini e veri cristiani, protagonisti della 
vostra esistenza. Uniti profondamente a Lui saprete affrontare con maturità gli 
ostacoli e le sfide della vita, nella ferma convinzione che, come ci ricorda la 
Liturgia della Veglia pasquale, il Signore risorto è «Re eterno che ha vinto le 
tenebre del mondo». Lui solo è la Verità, la Via e la Vita. </p>
<p>Care Guardie Svizzere, non dimenticate che il Signore cammina con voi. Questo 
è un pensiero buono che fa bene all'anima: non dimenticare che il Signore sempre 
lavora con noi, è sempre 
al vostro fianco per sostenervi, specialmente nei momenti di difficoltà e di 
prova. Vi auguro di cuore di sentire sempre la gioia e la consolazione della sua 
presenza luminosa e misericordiosa.</p>
<p>Affido ciascuno di voi e il vostro prezioso servizio alla materna 
intercessione della Vergine Maria e dei vostri Santi Patroni; e di cuore imparto 
a voi, ai vostri familiari e a tutti i presenti la mia Benedizione, in segno di 
grande affetto e speciale gratitudine.</p>

<p>  </p>

<p align="center">
© Copyright 2013 - Libreria Editrice Vaticana</p>
<p align="left">
  </p>






]]></description><category>Novità</category></item><item><pubDate>Sun, 05 May 2013 00:00:00 +0200</pubDate><title><![CDATA[Regina Cæli, 5 maggio 2013]]></title><link><![CDATA[http://www.vatican.va/latest/sub_index/../../holy_father/francesco/angelus/2013/documents/papa-francesco_regina-coeli_20130505_it.html]]></link><guid isPermaLink="true"><![CDATA[http://www.vatican.va/latest/sub_index/../../holy_father/francesco/angelus/2013/documents/papa-francesco_regina-coeli_20130505_it.html]]></guid><description><![CDATA[
			
				
					
						
					
						<p align="center">
							<strong style="font-weight: 400">PAPA FRANCESCO</strong></p>
						<p align="center">
							<b><i>REGINA COELI</i></b><i> </i></p>
						<p align="center">
							<i>Piazza San Pietro</i><br />
							<i>VI Domenica di Pasqua, </i>
							<i> 5 maggio 2013</i></p>
						<p align="center">
							<b></strong></p>
						<p> </p>
						<p>In questo momento di profonda comunione in Cristo, sentiamo viva in mezzo a noi 
anche la presenza spirituale della Vergine Maria. Una presenza materna, 
familiare, specialmente per voi che fate parte delle Confraternite. L'amore per 
la Madonna è una delle caratteristiche della pietà popolare, che chiede di 
essere valorizzata e ben orientata. Per questo, vi invito a meditare l'ultimo 
capitolo della Costituzione del Concilio Vaticano II sulla Chiesa, la <i>

Lumen gentium</i>, che parla proprio di Maria nel mistero di Cristo e della 
Chiesa. Lì si dice che Maria «avanzò nella peregrinazione della fede» (n. 58). Cari amici, nell'<i>Anno 
della fede</i> vi lascio questa icona di Maria pellegrina, che segue il 
Figlio Gesù e precede tutti noi nel cammino della fede.</p>
						<p>Oggi le Chiese d'Oriente che seguono il Calendario Giuliano celebrano la festa 
di Pasqua. Desidero inviare a questi fratelli e sorelle uno speciale saluto, 
unendomi di tutto cuore a loro nel proclamare il lieto annuncio: Cristo è 
risorto! Raccolti in preghiera intorno a Maria, invochiamo da Dio il dono dello 
Spirito Santo, il Paraclito, perché consoli e conforti tutti i cristiani, 
specialmente quanti celebrano la Pasqua tra prove e sofferenze, e li guidi sulla 
via della riconciliazione e della pace.</p>
						<p>Ieri in Brasile è stata proclamata Beata Francisca de Paula De Jesus, detta
						«Nhá Chica». La sua vita semplice fu tutta dedicata a Dio e alla carità, tanto che era 
chiamata «madre dei poveri». Mi unisco alla gioia della Chiesa in Brasile per questa luminosa discepola del 
Signore.</p>
						<p>Saluto con affetto tutte le Confraternite presenti, venute da tanti Paesi. 
Grazie per la vostra testimonianza di fede! Saluto anche i gruppi parrocchiali e 
le famiglie, come pure la grande parata di varie bande musicali e associazioni 
degli <i>Schützen</i> provenienti dalla Germania.</p>
						<p>Un saluto speciale va oggi all'Associazione "<i>Meter</i>", nella Giornata dei 
bambini vittime della violenza. E questo mi offre l'occasione per rivolgere il 
mio pensiero a quanti hanno sofferto e soffrono a causa di abusi. Vorrei 
assicurare loro che sono presenti nella mia preghiera, ma vorrei anche dire con 
forza che tutti dobbiamo impegnarci con chiarezza e coraggio affinché ogni 
persona umana, specialmente i bambini, che sono tra le categorie più 
vulnerabili, sia sempre difesa e tutelata.</p>
						<p>Incoraggio anche i malati di ipertensione polmonare e i loro familiari.</p>
						<p>Buona domenica e buon pranzo!</p>
						<p> </p>
						<p align="center">
							© Copyright 2013 - Libreria Editrice Vaticana</p>
						<p align="center">
							     </p>
					
				
				
					
						
				
			
		]]></description><category>Novità</category></item><item><pubDate>Sun, 05 May 2013 00:00:00 +0200</pubDate><title><![CDATA[ Santa Messa in occasione della Giornata delle Confraternite e della Pietà popolare]]></title><link><![CDATA[http://www.vatican.va/latest/sub_index/../../holy_father/francesco/homilies/2013/documents/papa-francesco_20130505_omelia-confraternite_it.html]]></link><guid isPermaLink="true"><![CDATA[http://www.vatican.va/latest/sub_index/../../holy_father/francesco/homilies/2013/documents/papa-francesco_20130505_omelia-confraternite_it.html]]></guid><description><![CDATA[
			
				
					
						
					
						<p align="center">
							SANTA MESSA IN OCCASIONE DELLA GIORNATA DELLE CONFRATERNITE 
							<br>
							E DELLA PIETÀ POPOLARE 
    </p>
						<p align="center">
							<i><b>OMELIA DEL </b></i> <b><i>
							SANTO PADRE FRANCESCO</i></b></p>
						<p align="center">
							<em>Piazza San Pietro</em><i><br />
							VI Domenica di Pasqua, 5 maggio 2013</i></p>
						<p align="center">
							<b><br>
							</strong>
    




            <b><i>
	Galleria fotografica</i></b></p>
						<p align="center"> </p>
						<p><em>Cari fratelli e sorelle,</em> 
						siete stati coraggiosi a venire con questa pioggia… Il 
						Signore vi benedica tanto!</p>
						<p>Nel cammino dell'<i>Anno della fede</i>, sono contento di 
celebrare questa Eucaristia dedicata in modo speciale alle Confraternite: una 
realtà tradizionale nella Chiesa, che ha conosciuto in tempi recenti un 
rinnovamento e una riscoperta. Vi saluto tutti con affetto, in particolare le 
Confraternite venute da varie parti del mondo! Grazie per la vostra presenza e 
la vostra testimonianza!</p>
						<p>1. Nel Vangelo abbiamo ascoltato un 
brano dei discorsi di addio di Gesù, riportati dall'evangelista Giovanni nel 
contesto dell'ultima Cena. Gesù confida agli Apostoli i suoi ultimi pensieri, 
come un testamento spirituale, prima di lasciarli. Il testo di oggi insiste sul 
fatto che la fede cristiana è tutta incentrata sul rapporto con il Padre, il 
Figlio e lo Spirito Santo. Chi ama il Signore Gesù accoglie in sé Lui e il Padre 
e grazie allo Spirito Santo accoglie nel proprio cuore e nella propria vita il 
Vangelo. Qui ci è indicato il centro da cui tutto deve partire e a cui tutto 
deve condurre: amare Dio, essere discepoli di Cristo vivendo il Vangelo. 
						Benedetto XVI rivolgendosi a voi, 
						ha usato questa parola: evangelicità. Care 
Confraternite, la pietà popolare, di cui voi siete un'importante manifestazione 
è un tesoro che ha la Chiesa e che i Vescovi latinoamericani hanno definito, in 
modo significativo, come una spiritualità, una mistica, che è uno «spazio di 
incontro con Gesù Cristo». Attingete sempre a Cristo, sorgente inesauribile, 
rafforzate la vostra fede, curando la formazione spirituale, la preghiera 
personale e comunitaria, la liturgia. Nei secoli le Confraternite sono state 
fucine di santità di tanta gente che ha vissuto con semplicità un rapporto 
intenso con il Signore. Camminate con decisione verso la santità; non 
accontentatevi di una vita cristiana mediocre, ma la vostra appartenenza sia di 
stimolo, anzitutto per voi, ad amare di più Gesù Cristo. </p>
						<p>2. Anche il 
						brano degli Atti degli Apostoli che abbiamo ascoltato ci 
						parla di ciò che è essenziale. Nella Chiesa nascente ci 
						fu subito bisogno di discernere ciò che era essenziale 
						per essere cristiani, per seguire Cristo, e che cosa non 
						lo era. Gli Apostoli e gli altri anziani fecero una 
						riunione importante a Gerusalemme, un primo "concilio", 
						su questo tema, per i problemi che erano nati dopo che 
						il Vangelo era stato annunciato ai pagani, ai non ebrei. 
						Quella fu un'occasione provvidenziale per capire meglio 
						che cosa è essenziale, cioè credere in Gesù Cristo morto 
						e risorto per i nostri peccati, e amarsi come Lui ci ha 
						amati. Ma notate come le difficoltà furono superate non 
						al di fuori, ma nella Chiesa. E qui c'è un secondo 
						elemento che vorrei richiamarvi, come fece
						Benedetto XVI, e cioè l'ecclesialità. 
La pietà popolare è una strada che porta all'essenziale se è vissuta nella 
Chiesa in profonda comunione con i vostri Pastori. Cari fratelli e sorelle, la 
Chiesa vi vuole bene! Siate una presenza attiva nella comunità come cellule 
vive, pietre viventi. I Vescovi latinomericani hanno scritto che la pietà 
popolare di cui siete espressione è «una modalità legittima di vivere la fede, 
un modo di sentirsi parte della Chiesa» (<i>Documento di Aparecida</i>, 264). E' bello questo! Una modalità legittima di vivere la 
						fede, un modo di sentirsi parte della Chiesa.
Amate la Chiesa! Lasciatevi guidare da essa! Nelle parrocchie, nelle diocesi, 
siate un vero polmone di fede e di vita cristiana, un'aria fresca!. In questa Piazza vedo una 
grande varietà prima di ombrelli e adesso di colori e di segni. Così è la Chiesa: una grande ricchezza e 
varietà di espressioni in cui tutto è ricondotto all'unità; la varietà 
						ricondotta all'unità è l'incontro con 
Cristo. </p>
						<p>3. Vorrei aggiungere una terza 
parola che vi deve caratterizzare: missionarietà. Voi avete una missione 
						specifica e importante, che è quella di tenere vivo il 
						rapporto tra la fede e le culture dei popoli a cui 
						appartenete, e lo fate attraverso la pietà popolare. 
						Quando, ad esempio, voi portate in processione il 
						Crocifisso con tanta venerazione e tanto amore al 
						Signore, non fate un semplice atto esteriore; voi 
						indicate la centralità del Mistero Pasquale del Signore, 
						della sua Passione, Morte e Risurrezione, che ci ha 
						redenti, e indicate a voi stessi per primi e alla 
						comunità che bisogna seguire Cristo nel cammino concreto 
						della vita perché ci trasformi. Ugualmente quando 
						manifestate la profonda devozione per la Vergine Maria, 
						voi indicate la più alta realizzazione dell'esistenza 
						cristiana, Colei che per la sua fede e la sua obbedienza 
						alla volontà di Dio, come pure per la sua meditazione 
						della Parola e delle azioni di Gesù, è la discepola 
						perfetta del Signore (cfr <i>
						
						Lumen gentium</i>, 53). Questa fede, che nasce 
						dall'ascolto della Parola di Dio, voi la manifestate in 
						forme che coinvolgono i sensi, gli affetti, i simboli 
						delle diverse culture... E così facendo aiutate a 
						trasmetterla alla gente, e specialmente alle persone 
						semplici, a coloro che nel Vangelo Gesù chiama «i 
						piccoli». In effetti, «il camminare insieme verso i santuari e la 
partecipazione ad altre manifestazioni della pietà popolare, portando con sé 
anche i figli e coinvolgendo altre persone, è in se stesso un'azione di 
evangelizzazione» (<i>Documento di Aparecida</i>, 264). Quando voi andate 
						ai santuari, quando portate la famiglia, i vostri figli, 
						voi state facendo proprio un'azione di evangelizzazione. 
						Bisogna andare avanti così! Siate anche voi veri 
						evangelizzatori! Le vostre iniziative siano dei "ponti", 
						delle vie per portare a Cristo, per camminare con Lui. E 
						in questo spirito siate sempre attenti alla carità. Ogni 
						cristiano e ogni comunità è missionaria nella misura in 
						cui porta e vive il Vangelo e testimonia l'amore di Dio 
						verso tutti, specialmente verso chi si trova in 
						difficoltà. Siate missionari dell'amore e della 
						tenerezza di Dio! Siate missionari della misericordia di 
						Dio, che sempre ci perdona, sempre ci aspetta, ci ama 
						tanto!</p>
						<p>Evangelicità, ecclesialità, missionarietà. 
Tre parole! Non dimenticarle! Evangelicità, ecclesialità, missionarietà. Chiediamo al Signore che orienti sempre la nostra mente e il nostro cuore verso 
di Lui, come pietre vive della Chiesa, perché ogni nostra attività, tutta la 
nostra vita cristiana sia una testimonianza luminosa della sua misericordia e 
del suo amore. E così cammineremo verso la meta del nostro pellegrinaggio 
terreno, verso quel santuario tanto bello, la Gerusalemme del Cielo. Là non c'è più alcun tempio: Dio stesso 
e l'Agnello sono il suo tempio; e la luce del sole e della luna cedono il posto 
alla gloria dell'Altissimo. Così sia.</p>
						<p>
							 </p>
						<p align="center">
							© Copyright 2013 - 
							Libreria Editrice Vaticana</p>
						<p align="left">
							 </p>
					
				
				
					
						
				
			
		]]></description><category>Novità</category></item><item><pubDate>Sat, 04 May 2013 00:00:00 +0200</pubDate><title><![CDATA[Preghiera del Santo Rosario nella Basilica Papale di Santa Maria Maggiore (4 maggio 2013)]]></title><link><![CDATA[http://www.vatican.va/latest/sub_index/../../holy_father/francesco/speeches/2013/may/documents/papa-francesco_20130504_santo-rosario_it.html]]></link><guid isPermaLink="true"><![CDATA[http://www.vatican.va/latest/sub_index/../../holy_father/francesco/speeches/2013/may/documents/papa-francesco_20130504_santo-rosario_it.html]]></guid><description><![CDATA[


<p align="center">PREGHIERA DEL SANTO ROSARIO</p>
<p align="center"><b><i>PAROLE DEL SANTO PADRE 
FRANCESCO</i></b></p>
<p align="center"><em>Basilica Papale di S. Maria Maggiore</em><em> <br>
Sabato, 4 maggio 2013</em></p>

						<p align="center">
							<b><br>
							</strong>
    




            <b><i>
	Galleria fotografica</i></b></p>

				<p align="center"> </p>

<p>Ringrazio l'Eminentissimo Signor Arciprete di questa Basilica per le parole 
dette all'inizio. Ringrazio lei, fratello e amico, un'amicizia che nacque in 
quel Paese alla fine del mondo! Grazie tante. Ringrazio per la presenza il 
Signor Cardinale Vicario, i Signori Cardinali, i Vescovi, i Sacerdoti. E 
ringrazio voi, fratelli e sorelle, che oggi siete venuti a pregare la Madonna, 
la madre, la "<i>Salus Populi Romani</i>". Perché questa sera siamo qui davanti 
a Maria. Abbiamo pregato sotto la sua guida materna perché ci conduca ad essere 
sempre più uniti al suo Figlio Gesù; le abbiamo portato le nostre gioie e le 
nostre sofferenze, le nostre speranze e le nostre difficoltà; l'abbiamo invocata 
con il bel titolo di "<i>Salus Populi Romani</i>", chiedendo per tutti noi, per 
Roma, per il mondo che ci doni la salute. Sì, perché Maria ci dona la salute, è 
la nostra salute. </p>
<p>Gesù Cristo, con la sua Passione, Morte e Risurrezione, ci porta la salvezza, ci 
dona la grazia e la gioia di essere figli di Dio, di chiamarlo in verità con il 
nome di Padre.  Maria è madre, e una madre si preoccupa soprattutto della salute 
dei suoi figli, sa curarla sempre con grande e tenero amore. La Madonna 
custodisce la nostra salute. Che cosa vuol dire questo, che la Madonna 
custodisce la nostra salute? Penso soprattutto a tre aspetti: ci aiuta a 
crescere, ad affrontare la vita, ad essere liberi; ci aiuta a crescere, ci aiuta 
ad affrontare la vita, ci aiuta ad essere liberi.</p>
<p>1. Una mamma aiuta i figli a <i>crescere</i> e vuole che crescano bene; per 
questo li educa a non cedere alla pigrizia - che deriva anche da un certo 
benessere -, a non adagiarsi in una vita comoda che si accontenta di avere solo 
delle cose. La mamma ha cura dei figli perché crescano sempre di più, crescano 
forti, capaci di prendersi responsabilità, di impegnarsi nella vita, di tendere 
a grandi ideali. Il Vangelo di san Luca dice che, nella famiglia di Nazareth, 
Gesù «cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era su di 
lui» (<i>Lc</i> 2,40). La Madonna fa proprio questo in noi, ci aiuta a crescere 
umanamente e nella fede, ad essere forti e non cedere alla tentazione 
dell'essere uomini e cristiani in modo superficiale, ma a vivere con 
responsabilità, a tendere sempre più in alto.</p>
<p>2. Una mamma poi pensa alla salute dei figli educandoli anche <i>ad 
affrontare le difficoltà della vita</i>. Non si educa, non si cura la salute 
evitando i problemi, come se la vita fosse un'autostrada senza ostacoli. La 
mamma aiuta i figli a guardare con realismo i problemi della vita e a non 
perdersi in essi, ma ad affrontarli con coraggio, a non essere deboli, e a 
saperli superare, in un sano equilibrio che una madre "sente" tra gli ambiti di 
sicurezza e le zone di rischio. E questo una mamma sa farlo! Non porta sempre il 
figlio sulla strada della sicurezza, perché in questa maniera il figlio non può 
crescere, ma anche non lo lascia soltanto sulla strada del rischio, perché è 
pericoloso. Una mamma sa bilanciare le cose. Una vita senza sfide non esiste, e 
un ragazzo o una ragazza che non sa affrontarle mettendosi in gioco, è un 
ragazzo e una ragazza senza spina dorsale! Ricordiamo la parabola del buon 
samaritano: Gesù non propone il comportamento del sacerdote e del levita, che 
evitano di soccorrere colui che era incappato nei briganti, ma il samaritano che 
vede la situazione di quell'uomo e la affronta in maniera concreta, anche con 
rischi. Maria ha vissuto molti momenti non facili nella sua vita, dalla nascita 
di Gesù, quando «per loro non c'era posto nell'alloggio» (<i>Lc</i> 2,7), fino 
al Calvario (cfr <i>Gv</i> 19,25). E come una buona madre ci è vicina, perché 
non perdiamo mai il coraggio di fronte alle avversità della vita, di fronte alla 
nostra debolezza, di fronte ai nostri peccati: ci dà forza, ci indica il cammino 
di suo Figlio. Gesù dalla croce dice a Maria, indicando Giovanni: «Donna, ecco 
tuo figlio!» e a Giovanni: «Ecco tua madre!» (cfr <i>Gv</i> 19,26-27). In quel 
discepolo tutti noi siamo rappresentati: il Signore ci affida nelle mani piene 
di amore e di tenerezza della Madre, perché sentiamo il suo sostegno 
nell'affrontare e vincere le difficoltà del nostro cammino umano e cristiano; 
non avere paura delle difficoltà, affrontarle con l'aiuto della mamma. </p>
<p>3. Un ultimo aspetto: una buona mamma non solo accompagna i figli nella 
crescita, non evitando i problemi, le sfide della vita; una buona mamma aiuta 
anche <i>a prendere le decisioni definitive con libertà</i>. Questo non è 
facile, ma una mamma sa farlo. Ma che cosa significa libertà? Non è certo fare 
tutto ciò che si vuole, lasciarsi dominare dalle passioni, passare da 
un'esperienza all'altra senza discernimento, seguire le mode del tempo; libertà 
non significa, per così dire, buttare tutto ciò che non piace dalla finestra. 
No, quella non è libertà! La libertà ci è donata perché sappiamo fare scelte 
buone nella vita! Maria da buona madre ci educa ad essere, come Lei, capaci di 
fare scelte definitive; scelte definitive, in questo momento in cui regna, per 
così dire, la filosofia del provvisorio. È tanto difficile impegnarsi nella vita 
definitivamente. E lei ci aiuta a fare scelte definitive con quella libertà 
piena con cui ha risposto "sì" al piano di Dio sulla sua vita (cfr <i>Lc</i> 
1,38). </p>
<p>Cari fratelli e sorelle, quanto è difficile, nel nostro tempo, prendere 
decisioni definitive! A tutti ci seduce il provvisorio. Siamo vittime di una 
tendenza che ci spinge alla provvisorietà… come se desiderassimo rimanere 
adolescenti. E' un po' il fascino del rimanere adolescenti, e questo per tutta 
la vita! Non abbiamo paura degli impegni definitivi, degli impegni che 
coinvolgono e interessano tutta la vita! In questo modo la vita sarà feconda! E 
questo è libertà: avere il coraggio di prendere queste decisioni con grandezza.</p>
<p>Tutta l'esistenza di Maria è un inno alla vita, un inno di amore alla vita: ha 
generato Gesù nella carne ed ha accompagnato la nascita della Chiesa sul 
Calvario e nel Cenacolo. La <i>Salus Populi Romani</i> è la mamma che ci dona la 
salute nella crescita, ci dona la salute nell'affrontare e superare i problemi, 
ci dona la salute nel renderci liberi per le scelte definitive; la mamma che ci 
insegna ad essere fecondi, ad essere aperti alla vita e ad essere sempre fecondi 
di bene, fecondi di gioia, fecondi di speranza, a non perdere mai la speranza, a 
donare vita agli altri, vita fisica e spirituale.</p>
<p>Questo ti chiediamo questa sera, O Maria, <i>Salus Populi Romani</i>, per il 
popolo di Roma, per tutti noi: donaci la salute che solo tu puoi donarci, per 
essere sempre segni e strumenti di vita. Amen.</p>
<p align="center">* * *</p>
<p><i>All'uscita dalla Basilica, dal Sagrato il Santo Padre ha rivolto le seguenti 
parole ai numerosi fedeli radunati in Piazza: </i></p>
<p>Fratelli e sorelle,</p>
<p>Buona sera! Grazie tante per la vostra presenza nella casa della mamma di Roma, 
della nostra Madre. Viva la <i>Salus Populi Romani</i>. Viva la Madonna. E' la 
nostra Madre. Affidiamoci a lei, perché lei ci custodisce come una buona mamma. 
Io prego per voi, ma vi chiedo di pregare per me, perché ne ho bisogno. Tre 
"Ave" per me. Vi auguro una buona domenica, domani. Arrivederci. Adesso vi do la 
benedizione - a voi e a tutta la vostra famiglia. Vi benedica il Padre 
Onnipotente.. Buona domenica.</p>
<p> </p>

<p align="center">
© Copyright 2013 - Libreria Editrice Vaticana</p>
<p align="left">
  </p>






]]></description><category>Novità</category></item><item><pubDate>Fri, 03 May 2013 00:00:00 +0200</pubDate><title><![CDATA[Libretto della Celebrazione per la Santa Messa nella Giornata delle Confraternite e della pietà popolare del 5 maggio 2013]]></title><link><![CDATA[http://www.vatican.va/latest/sub_index/../../news_services/liturgy/libretti/2013/20130505-libretto-giornata-confraternite.pdf]]></link><guid isPermaLink="true"><![CDATA[http://www.vatican.va/latest/sub_index/../../news_services/liturgy/libretti/2013/20130505-libretto-giornata-confraternite.pdf]]></guid><category>Novità</category></item><item><pubDate>Thu, 02 May 2013 00:00:00 +0200</pubDate><title><![CDATA[Messaggio per la festa del Vesakh/Hanamatsuri 2013 (2 maggio 2013)]]></title><link><![CDATA[http://www.vatican.va/latest/sub_index/../../roman_curia/pontifical_councils/interelg/documents/rc_pc_interelg_doc_20130502_festivita-buddista_it.html]]></link><guid isPermaLink="true"><![CDATA[http://www.vatican.va/latest/sub_index/../../roman_curia/pontifical_councils/interelg/documents/rc_pc_interelg_doc_20130502_festivita-buddista_it.html]]></guid><description><![CDATA[



 
<p align="center">
PONTIFICIO CONSIGLIO PER IL DIALOGO INTERRELIGIOSO</p>

<p align="center"><b><i>MESSAGGIO INVIATO AI BUDDISTI  <br>PER LA FESTA DEL VESAKH 20</i></b><b><i>13</i></b></p>

 
<p align="center"><i>Cristiani e buddisti: amore, difesa e promozione della vita 
umana</i> </p>

<p align="center"> </p>
<p>Cari amici buddisti, </p>
<p>1. A nome del 
Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, vorrei 
estendere a tutti voi i miei sentiti saluti ed auguri in occasione della 
celebrazione della festa di <i>Vesakh</i>, che offre a noi cristiani 
l'opportunità di rinnovare il nostro dialogo amicale e la stretta collaborazione 
con le differenti tradizioni che voi rappresentate. </p>
<p>2. Papa Francesco, proprio all'inizio del suo ministero, ha riaffermato la 
necessità del dialogo e dell'amicizia tra i seguaci di differenti religioni, 
facendo notare che "La Chiesa è (…) consapevole della responsabilità che tutti 
portiamo verso questo nostro mondo, verso l'intero creato, che dobbiamo amare e 
custodire. E noi possiamo fare molto per il bene di chi è più povero, di chi è 
debole e di chi soffre, per favorire la giustizia, per promuovere la 
riconciliazione, per costruire la pace" (<i>Incontro con i Rappresentanti delle 
chiese e delle comunità ecclesiali, e di altre religioni</i>, 20 marzo 2013). Il
Messaggio della Giornata Mondiale della Pace 2013, intitolato "Beati gli 
operatori di Pace", nota: "Via di realizzazione del bene comune e della pace è 
anzitutto il rispetto per la vita umana, considerata nella molteplicità dei suoi 
aspetti, a cominciare dal suo concepimento, nel suo svilupparsi, e sino alla sua 
fine naturale. Veri operatori di pace sono, allora, coloro che amano, difendono 
e promuovono la vita umana in tutte le sue dimensioni: personale, comunitaria e 
trascendente. La vita in pienezza è il vertice della pace. Chi vuole la pace non 
può tollerare attentati e delitti contro la vita" (<i>Messaggio per la Giornata 
della Pace</i> 2013, n. 4). </p>
<p>3. Desidero esprimere il sincero rispetto della Chiesa cattolica per la 
vostra nobile tradizione religiosa. Spesso notiamo una consonanza con valori 
espressi anche nei vostri libri religiosi: rispetto per la vita, contemplazione, 
silenzio, semplicità (cf. <i>
Verbum Domini</i>, n. 119). Il nostro autentico 
dialogo fraterno esige che noi buddisti e cristiani facciamo crescere ciò che 
abbiamo in comune, e specialmente il profondo rispetto per la vita che 
condividiamo. </p>
<p>4. Cari amici buddisti, il vostro primo precetto vi insegna ad astenersi dal 
distruggere la vita di ogni essere senziente, proibendo così l'uccisione di se 
stessi e degli altri. La pietra angolare della vostra etica risiede 
nell'amorevole gentilezza verso tutti gli esseri. Noi cristiani crediamo che il 
nocciolo dell'insegnamento morale di Gesù è duplice: l'amore di Dio e l'amore 
del prossimo. Gesù dice: "Come il Padre ha amato me, così io ho amato voi; 
rimanete nel mio amore" E poi: "Questo è il mio comandamento, che vi amiate gli 
uni gli altri come io vi ho amato" (<i>Catechismo della Chiesa Cattolica</i>, n. 
1823). E il quinto comandamento cristiano, "Non uccidere", è in perfetta armonia 
con il vostro primo precetto. La <i>
Nostra Aetate</i> insegna che "la Chiesa 
cattolica nulla rigetta di ciò che è vero e santo in queste religioni" (<i>NA</i>, 
n. 2). Penso, perciò, che sia urgente creare, sia per i buddisti che per i 
cristiani, sulla base dell'autentico patrimonio delle nostre tradizioni 
religiose, un clima di pace per amare, difendere e promuovere la vita umana. </p>
<p>5. Come tutti sappiamo, malgrado questi nobili insegnamenti sulla santità 
della vita umana, il male contribuisce in diverse forme alla disumanizzazione 
della persona, attenuando il senso di umanità degli individui e delle comunità. 
Questa tragica situazione esige che noi, buddisti e cristiani, uniamo le forze 
per smascherare le minacce alla vita umana e risvegliare la coscienza etica dei 
nostri rispettivi seguaci per generare una rinascita spirituale morale degli 
individui e delle società al fine di essere veri operatori di pace, amando, 
difendendo e promuovendo la vita umana in tutte le sue dimensioni. </p>
<p>6. Cari amici buddisti, continuiamo a collaborare con rinnovata compassione e 
fraternità per alleviare le sofferenze della famiglia umana, tutelando la 
sacralità della vita umana. E' in questo spirito che vi rinnovo l'augurio di una 
pacifica e gioiosa festa di <i>Vesakh.</i> </p>
<p align="right"> </p>
<p align="right"><i>Jean-Louis Cardinal Tauran<br>
</i>Presidente </p>
<p align="right"><i>P. Miguel Ángel Ayuso Guixot, MCCJ<br>
</i>Segretario </p>
<p> </p>
<p align="left">
 </p>





]]></description><category>Novità</category></item><item><pubDate>Thu, 02 May 2013 00:00:00 +0200</pubDate><title><![CDATA[Intervista de L'Osservatore Romano al Sostituto della Segreteria di Stato, S.E. Mons. Angelo Becciu: La riforma di Papa Francesco (1° maggio 2013)]]></title><link><![CDATA[http://www.vatican.va/latest/sub_index/../../roman_curia/secretariat_state/2013/documents/rc_seg-st_20130501_intervista-becciu_it.html]]></link><guid isPermaLink="true"><![CDATA[http://www.vatican.va/latest/sub_index/../../roman_curia/secretariat_state/2013/documents/rc_seg-st_20130501_intervista-becciu_it.html]]></guid><description><![CDATA[

 
	<p align="center"><b>INTERVISTA DE <i>
	L'OSSERVATORE ROMANO </i>AL SOSTITUTO 
	<br>DELLA SEGRETERIA DI STATO, S.E. MONS. ANGELO BECCIU: <br> </b></p>
	<p align="center"><b><i>LA RIFORMA DI PAPA 
	FRANCESCO</i>*<br>
 </b></p>
	<p> </p>
	<p>Il 13 aprile è stata resa pubblica la notizia che 
	Papa Francesco ha 
	costituito un gruppo di otto cardinali per consigliarlo nel governo della 
	Chiesa universale e per studiare un progetto di revisione della costituzione 
	apostolica <i>
	Pastor bonus</i> sulla 
	Curia romana. La decisione ha destato 
	molto interesse, dando luogo a non poche speculazioni. Di questo ha parlato 
	in un'intervista al nostro giornale l'Arcivescovo Angelo Becciu, sostituto 
	della Segreteria di Stato. </p>
	<p><i>Sulla riforma della Curia si sono sentite molte voci: bilanciamento di 
	poteri, moderatori, coordinatori, "superministeri dell'economia", 
	rivoluzioni ...</i> </p>
	<p>In effetti è un po' strano: il Papa non ha ancora incontrato il gruppo di 
	consiglieri che si è scelto e già i consigli piovono. Dopo avere parlato con 
	il Santo Padre, posso dire che in questo momento è assolutamente prematuro 
	avanzare qualsiasi ipotesi circa il futuro assetto della Curia. Papa 
	Francesco sta ascoltando tutti, ma in primo luogo vorrà ascoltare chi ha 
	scelto come consiglieri. Successivamente si imposterà un progetto di riforma 
	della <i>
	Pastor bonus</i>, che ovviamente dovrà percorrere un suo iter. </p>
	<p><i>Si è parlato molto anche dello Ior, l'Istituto per le opere di 
	religione; qualcuno si è spinto a prevedere una sua soppressione ...</i> </p>
	<p>Il Papa è rimasto sorpreso nel vedersi attribuite frasi che non ha mai 
	pronunciato e che travisano il suo pensiero. L'unico cenno in merito è stato 
	durante una breve omelia a Santa Marta, fatta a braccio, in cui ha ricordato 
	in modo appassionato come l'essenza della Chiesa consista in una storia di 
	amore tra Dio e gli uomini, e come le varie strutture umane, tra cui lo Ior, 
	siano meno importanti. Il riferimento è stato un cenno di battuta, motivato 
	dalla presenza alla messa di alcuni dipendenti dell'Istituto, nel contesto 
	di un serio invito a non perdere mai di vista l'essenzialità della Chiesa.
	</p>
	<p><i>Si deve prevedere che non sia imminente una ristrutturazione 
	dell'attuale conformazione dei dicasteri?</i> </p>
	<p>Non so prevedere i tempi. Il Papa tuttavia ha chiesto a tutti noi, 
	responsabili dei dicasteri, di continuare nel nostro servizio, senza però 
	voler procedere, per il momento, ad alcuna conferma negli incarichi. Lo 
	stesso vale per i membri delle 
	Congregazioni e dei
	Pontifici Consigli: il 
	normale ciclo di conferme o nomine, che si verificano alla scadenza dei 
	mandati quinquennali, è per il momento sospeso, e tutti continuano nel 
	proprio incarico «sino a nuova disposizione» (<i>donec aliter provideatur</i>). 
	Ciò indica la volontà del Santo Padre di prendere il tempo necessario di 
	riflessione — e di preghiera, non dovremmo dimenticarlo — per avere un 
	quadro approfondito della situazione. </p>
	<p><i>A proposito del gruppo di consiglieri, qualcuno è arrivato a sostenere 
	che una tale scelta possa mettere in discussione il primato del Papa ...</i>
	</p>
	<p>Si tratta di un organo consultivo, non decisionale, e davvero non vedo 
	come la scelta di Papa Francesco possa mettere in discussione il primato. È 
	vero invece che si tratta di un gesto di grande rilevanza, che vuole dare un 
	segnale preciso circa le modalità con cui il Santo Padre vorrà esercitare il 
	suo ministero. Non dobbiamo infatti dimenticare qual è il primo compito 
	assegnato al gruppo degli otto cardinali: assistere il Pontefice nel governo 
	della Chiesa universale. Non vorrei che la curiosità per gli assetti e le 
	strutture della Curia romana facesse passare in secondo piano il senso 
	profondo del gesto compiuto da Papa Francesco. </p>
	<p><i>Ma l'espressione "consigliare" non è troppo indefinita?</i> </p>
	<p>Al contrario, il consigliare è un'azione importante, che nella Chiesa è 
	definita teologicamente e trova espressione a molti livelli. Si pensi, per 
	esempio, agli organismi di partecipazione nelle diocesi e nelle parrocchie, 
	o ai consigli dei superiori, provinciali e generali, negli Istituti di vita 
	consacrata. La funzione del consigliare va interpretata in chiave teologica: 
	in un'ottica mondana dovremmo dire che un consiglio senza potere 
	deliberativo è irrilevante, ma ciò significherebbe equiparare la Chiesa a 
	un'azienda. Invece, teologicamente il consigliare ha una funzione di 
	assoluto rilievo: aiutare il superiore nell'opera del discernimento, nel 
	comprendere cioè quello che lo Spirito chiede alla Chiesa in un preciso 
	momento storico. Senza questo riferimento, del resto, non si capirebbe nulla 
	nemmeno del significato autentico dell'azione di governo nella Chiesa. </p>
	<p><i>Che sentimenti prova nel collaborare con Papa Francesco?</i> </p>
	<p>Ho potuto collaborare da vicino con 
	Papa Benedetto, ora sto continuando 
	il mio servizio con Papa Francesco. Naturalmente ciascuno ha la propria 
	personalità, il proprio stile, e mi sento davvero un privilegiato per questo 
	stretto contatto con due uomini interamente dediti al bene di tutta la 
	Chiesa, distaccati da se stessi, immersi in Dio e con un'unica passione: far 
	conoscere la bellezza del Vangelo alle donne e agli uomini di oggi. </p>
	
	<p> </p>
	<p><i>*L' Osservatore Romano, </i>1° maggio 2013.</p>
	<p> </p>
				




]]></description><category>Novità</category></item><item><pubDate>Thu, 02 May 2013 00:00:00 +0200</pubDate><title><![CDATA[Libretto della Celebrazione per la Preghiera del Santo Rosario del 4 maggio 2013 nella Basilica Papale di Santa Maria Maggiore]]></title><link><![CDATA[http://www.vatican.va/latest/sub_index/../../news_services/liturgy/libretti/2013/20130504-libretto-rosario-smaria-maggiore.pdf]]></link><guid isPermaLink="true"><![CDATA[http://www.vatican.va/latest/sub_index/../../news_services/liturgy/libretti/2013/20130504-libretto-rosario-smaria-maggiore.pdf]]></guid><category>Novità</category></item><item><pubDate>Wed, 01 May 2013 00:00:00 +0200</pubDate><title><![CDATA[Udienza Generale]]></title><link><![CDATA[http://www.vatican.va/latest/sub_index/../../holy_father/francesco/audiences/2013/documents/papa-francesco_20130501_udienza-generale_it.html]]></link><guid isPermaLink="true"><![CDATA[http://www.vatican.va/latest/sub_index/../../holy_father/francesco/audiences/2013/documents/papa-francesco_20130501_udienza-generale_it.html]]></guid><description><![CDATA[
			
				
					
						
					
						<p align="center">
							PAPA FRANCESCO</p>
						<p align="center">
							<i><b>UDIENZA GENERALE</b> </i></p>
						<p align="center">
							<em>Piazza San Pietro</em><br />
							<em>Mercoledì, 1° 
							maggio 2013</em></p>
						<p align="center">
							<b></b>   </p>
						<p> <br>
						<br>
						<em>Cari fratelli e sorelle,</em><br>
						buongiorno<br>
						<p>
						oggi, primo maggio, celebriamo san Giuseppe lavoratore e 
						iniziamo il mese tradizionalmente dedicato alla Madonna. 
						In questo nostro incontro, vorrei soffermarmi allora su 
						queste due figure così importanti nella vita di Gesù, 
						della Chiesa e nella nostra vita, con due brevi 
						pensieri: il primo sul lavoro, il secondo sulla 
						contemplazione di Gesù.</p>
						<p>
						1. Nel Vangelo di san Matteo, in uno dei momenti in cui 
						Gesù ritorna al suo paese, a Nazaret, e parla nella 
						sinagoga, viene sottolineato lo stupore dei suoi paesani 
						per la sua sapienza, e la domanda che si pongono: «Non è 
						costui il figlio del falegname?» (13,55). Gesù entra 
						nella nostra storia, viene in mezzo a noi, nascendo da 
						Maria per opera di Dio, ma con la presenza di san 
						Giuseppe, il padre legale che lo custodisce e gli 
						insegna anche il suo lavoro. Gesù nasce e vive in una 
						famiglia, nella santa Famiglia, imparando da san 
						Giuseppe il mestiere del falegname, nella bottega di 
						Nazaret, condividendo con lui l'impegno, la fatica, la 
						soddisfazione e anche le difficoltà di ogni giorno.</p>
						<p>
						Questo ci richiama alla dignità e all'importanza del 
						lavoro. Il libro della Genesi narra che Dio creò l'uomo 
						e la donna affidando loro il compito di riempire la 
						terra e soggiogarla, che non significa sfruttarla, ma 
						coltivarla e custodirla, averne cura con la propria 
						opera (cfr <i>Gen</i> 1,28; 2,15). Il lavoro fa parte del piano 
						di amore di Dio; noi siamo chiamati a coltivare e 
						custodire tutti i beni della creazione e in questo modo 
						partecipiamo all'opera della creazione! Il lavoro è un 
						elemento fondamentale per la dignità di una persona. Il 
						lavoro, per usare un'immagine, ci "unge" di dignità, ci 
						riempie di dignità; ci rende simili a Dio, che ha 
						lavorato e lavora, agisce sempre (cfr <i>Gv</i> 5,17); dà la 
						capacità di mantenere se stessi, la propria famiglia, di 
						contribuire alla crescita della propria Nazione. E qui 
						penso alle difficoltà che, in vari Paesi, incontra oggi 
						il mondo del lavoro e dell'impresa; penso a quanti, e 
						non solo giovani, sono disoccupati, molte volte a causa 
						di una concezione economicista della società, che cerca 
						il profitto egoista, al di fuori dei parametri della 
						giustizia sociale.</p>
						<p>
						Desidero rivolgere a tutti l'invito alla solidarietà, e 
						ai Responsabili della cosa pubblica l'incoraggiamento a 
						fare ogni sforzo per dare nuovo slancio all'occupazione; 
						questo significa preoccuparsi per la dignità della 
						persona; ma soprattutto vorrei dire di non perdere la 
						speranza; anche san Giuseppe ha avuto momenti difficili, 
						ma non ha mai perso la fiducia e ha saputo superarli, 
						nella certezza che Dio non ci abbandona. E poi vorrei 
						rivolgermi in particolare a voi ragazzi e ragazze a voi 
						giovani: impegnatevi nel vostro dovere quotidiano, nello 
						studio, nel lavoro, nei rapporti di amicizia, nell'aiuto 
						verso gli altri; il vostro avvenire dipende anche da 
						come sapete vivere questi preziosi anni della vita. Non 
						abbiate paura dell'impegno, del sacrificio e non 
						guardate con paura al futuro; mantenete viva la 
						speranza: c'è sempre una luce all'orizzonte.</p>
						<p>
						Aggiungo una parola su un'altra particolare situazione 
						di lavoro che mi preoccupa: mi riferisco a quello che 
						potremmo definire come il "lavoro schiavo", il lavoro 
						che schiavizza. Quante persone, in tutto il mondo, sono 
						vittime di questo tipo di schiavitù, in cui è la persona 
						che serve il lavoro, mentre deve essere il lavoro ad 
						offrire un servizio alle persone perché abbiano dignità. 
						Chiedo ai fratelli e sorelle nella fede e a tutti gli 
						uomini e donne di buona volontà una decisa scelta contro 
						la tratta delle persone, all'interno della quale figura 
						il "lavoro schiavo".</p>
						<p>
						2. Accenno al secondo pensiero: nel silenzio dell'agire 
						quotidiano, san Giuseppe, insieme a Maria, hanno un solo 
						centro comune di attenzione: Gesù. Essi accompagnano e 
						custodiscono, con impegno e tenerezza, la crescita del 
						Figlio di Dio fatto uomo per noi, riflettendo su tutto 
						ciò che accadeva. Nei Vangeli, san Luca sottolinea due 
						volte l'atteggiamento di Maria, che è anche quello di 
						san Giuseppe: «Custodiva tutte queste cose, meditandole 
						nel suo cuore» (2,19.51). Per ascoltare il Signore, 
						bisogna imparare a contemplarlo, a percepire la sua 
						presenza costante nella nostra vita; bisogna fermarsi a 
						dialogare con Lui, dargli spazio con la preghiera. 
						Ognuno di noi, anche voi ragazzi, ragazze e giovani, 
						così numerosi questa mattina, dovrebbe chiedersi: quale 
						spazio do al Signore? Mi fermo a dialogare con Lui? Fin 
						da quando eravamo piccoli, i nostri genitori ci hanno 
						abituati ad iniziare e a terminare la giornata con una 
						preghiera, per educarci a sentire che l'amicizia e 
						l'amore di Dio ci accompagnano. Ricordiamoci di più del 
						Signore nelle nostre giornate!</p>
						<p>
						E in questo mese di maggio, vorrei richiamare 
						all'importanza e alla bellezza della preghiera del santo 
						Rosario. Recitando l'Ave Maria, noi siamo condotti a 
						contemplare i misteri di Gesù, a riflettere cioè sui 
						momenti centrali della sua vita, perché, come per Maria 
						e per san Giuseppe, Egli sia il centro dei nostri 
						pensieri, delle nostre attenzioni e delle nostre azioni. 
						Sarebbe bello se, soprattutto in questo mese di maggio, 
						si recitasse assieme in famiglia, con gli amici, in 
						Parrocchia, il santo Rosario o qualche preghiera a Gesù 
						e alla Vergine Maria! La preghiera fatta assieme è un 
						momento prezioso per rendere ancora più salda la vita 
						familiare, l'amicizia! Impariamo a pregare di più in 
						famiglia e come famiglia!</p>
						<p>
						Cari fratelli e sorelle, chiediamo a san Giuseppe e alla 
						Vergine Maria che ci insegnino ad essere fedeli ai 
						nostri impegni quotidiani, a vivere la nostra fede nelle 
						azioni di ogni giorno e a dare più spazio al Signore 
						nella nostra vita, a fermarci per contemplare il suo 
						volto. Grazie.</p>
						
						<p>
							<b>Saluti:</b></p>
						<p>Bienvenus chers pèlerins francophones venant de 
						Belgique et de France. J'adresse un salut particulier 
						aux pèlerins de l'Archidiocèse de Paris et des 
						différentes paroisses, ainsi qu'aux jeunes! Je vous 
						invite tous à apprendre à prier en famille et comme 
						famille! Quant à vous chers jeunes, que chacun mette du 
						sien dans ses devoirs quotidiens, ses études, son 
						travail, ses amitiés et dans sa vie de charité. Bon 
						pèlerinage à tous!</p>
						<p></p>
						<p>
						I am pleased to greet the many pilgrimage groups present 
						at today's Audience, including those from the 
						Archdiocese of Gwangju in South Korea. Upon all the 
						English-speaking visitors, including those from England, 
						Scotland, Denmark, Canada and the United States, I 
						invoke the joy and peace of the Risen Lord.</p>
						<p>
						</p>
						<p>
						Mit Freude heiße ich alle deutschsprachigen Pilger 
						willkommen, insbesondere die vielen Schützen aus 
						Deutschland. Wie Maria und Josef wollen wir in der 
						Gegenwart des Herrn leben. Das Beten des Rosenkranzes 
						hilft uns, an der Seite Marias die Geheimnisse des 
						Lebens Jesu zu betrachten. Es wäre schön, gerade im 
						Marienmonat Mai in den Familien gemeinsam den Rosenkranz 
						zu beten. Das gemeinsame Gebet festigt das Familienleben. 
						Beten wir wieder mehr in unseren Familien. Dann wächst 
						der Glaube und kann der Herr in uns und durch uns wirken. 
						Die Heilige Familie schütze euch alle.</p>
						<p>
						</p>
						<p>
						Saludo cordialmente a los peregrinos de lengua española, 
						en particular a los grupos provenientes de España, 
						Argentina, Costa Rica, Perú, Chile, México y los demás 
						países latinoamericanos. Pidamos a san José y a la 
						Virgen María que nos enseñen a ser fieles en nuestro 
						trabajo cotidiano y a afrontar con fe las vicisitudes de 
						cada día. Muchas gracias.</p>
						<p>
						Dirijo uma cordial saudação a todos os peregrinos de 
						língua portuguesa, nomeadamente aos grupos de 
						brasileiros presentes nesta Audiência. Neste mês 
						mariano, com a ajuda de Nossa Senhora e São José, buscai 
						contemplar mais intensamente a face do Senhor Jesus para 
						que Ele seja o centro dos vossos pensamentos, das vossas 
						ações, da vossa vida. Grazie.</p>
						<p>
						</p>
						<p dir="RTL">كلمات الأب الأقدس للحجاج الناطقين باللغة العربية:</p>
						<p dir="RTL">أيها الأخوات والإخوة الأحباء الناطقون باللغة العربية! لا تخافوا من الالتزام، ومن 
التضحية، ولا تن&#1592;روا إلى المستقبل بخوف&#1563; بل احتف&#1592;وا برجاء حي لأن هناك دائما شعاع 
نور يطل في الأفق. ولا تنسوا الصلاة، وخاصة تلاوة المسبحة المقدسة، طالبين من القديس يوسف، ومن العذراء مريم، نعمة أمانة 
الالتزام اليومي: إعطوا للرب مكانا أكبر في حياتكم. أمنح للجميع البركة الرسولية !</p>
				
						</p>
						<p> </p>
						<p>Dzisiaj, w drugą rocznicę beatyfikacji Jana Pawła II, 
						szczególnie witam przybyłych na audiencję Polaków. 
						Pozdrawiam liczną pielgrzymkę z Diecezji kaliskiej i 
						grupę z Sanktuarium z Pólka. Pozdrawiam kleryków i ich 
						moderatorów z Seminariów Duchownych w Pelplinie i w 
						Białymstoku. Niech wasze życie przenika przykład wiary, 
						miłości i odwaga apostolska Jana Pawła II. W modlitwie 
						wypraszam dla was wszystkich, dla Kościoła i całej 
						Polski, opiekę Matki Bożej i potrzebne dary Bożej 
						Opatrzności. Z serca wam błogosławię.</p>
						<p>
						
						</p>
						<p align="center">* * *</p>
						<p>Rivolgo un cordiale benvenuto ai pellegrini di lingua 
						italiana. In particolare, saluto i sacerdoti del 
						Pontificio Collegio Missionario San Paolo, i sacerdoti e 
						seminaristi di Vicenza, e i seminaristi dell'Opera Don 
						Guanella. Saluto poi i religiosi della Società delle 
						Missioni Africane e le Figlie della Presentazione di 
						Maria Santissima al Tempio, che celebrano i rispettivi 
						Capitoli generali. Saluto i fedeli delle numerose 
						parrocchie, come pure le Associazioni, i Gruppi Scout e 
						le varie realtà ecclesiali. Possa questo incontro 
						rafforzare in ciascuno un generoso impegno di fedeltà 
						alla propria vocazione e di testimonianza cristiana. 
						Desidero infine rivolgermi, come di consueto, ai 
						giovani, ai malati e agli sposi novelli. Cari giovani, 
						siate innamorati di Cristo, per seguirlo con slancio e 
						fedeltà. Voi, cari ammalati, immergete le vostre 
						sofferenze nel mistero d'amore del Sangue del Redentore. 
						E voi, cari sposi novelli, col vostro reciproco e fedele 
						amore siate segno eloquente dell'amore di Cristo per la 
						Chiesa. Grazie.</p>
						<p> </p>
						<p align="center">
							© Copyright 2013 - Libreria Editrice Vaticana</p>
						<p align="left">
							 </p>
					
				
				
					
						
				
			
		]]></description><category>Novità</category></item><item><pubDate>Tue, 30 Apr 2013 00:00:00 +0200</pubDate><title><![CDATA[Indicazioni per la Santa Messa nella Giornata delle Confraternite e della pietà popolare del 5 maggio 2013]]></title><link><![CDATA[http://www.vatican.va/latest/sub_index/../../news_services/liturgy/2013/documents/ns_lit_doc_20130505_indicazioni-confraternite_it.html]]></link><guid isPermaLink="true"><![CDATA[http://www.vatican.va/latest/sub_index/../../news_services/liturgy/2013/documents/ns_lit_doc_20130505_indicazioni-confraternite_it.html]]></guid><description><![CDATA[



  <p align="center">
UFFICIO DELLE CELEBRAZIONI LITURGICHE <br>DEL SOMMO 
PONTEFICE 
  </p>
	<p align="center"><b>INDICAZIONI</b></p>
	<p align="center"><b>DOMENICA 5 MAGGIO 2013</b></p>
	<b>
	</b>
	<p align="center"><b>SANTA MESSA CELEBRATA DAL SANTO PADRE FRANCESCO 
	</b></p>
	<p><b></b></p>
	<p>Il 5 maggio 2013, VI Domenica di Pasqua, alle ore 10, sul Sagrato della Basilica Vaticana, il Santo Padre <b>Francesco </b> 
	celebrerà la Santa Messa per i membri delle Confraternite di tutto il 
mondo, giunti pellegrini a Roma in occasione dell'Anno della Fede.</p>
	<p>Per la circostanza, l'Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo 
Pontefice comunica quanto segue:</p>
	<p>Concelebreranno con il Santo Padre tutti coloro che sono stati indicati 
dal Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione. Essi, 
muniti di apposito biglietto e portando con sé amitto, camice, cingolo e stola 
bianca, vorranno trovarsi presso il Braccio di Costantino, alle ore 9, per 
indossare le vesti sacre.</p>
	<p><i>Città del Vaticano, 30 aprile 2013.</i></p>
	<p align="right">Mons. Guido Marini<i><br>
	Maestro delle Celebrazioni Liturgiche Pontificie</i></p>
	<p align="left">
       </p>
  
  <p align="left">
    




]]></description><category>Novità</category></item><item><pubDate>Mon, 29 Apr 2013 00:00:00 +0200</pubDate><title><![CDATA[Latino]]></title><link><![CDATA[http://www.vatican.va/latest/sub_index/../../holy_father/francesco/letters/2013/documents/papa-francesco_20130405_card-dziwisz_lt.html]]></link><guid isPermaLink="true"><![CDATA[http://www.vatican.va/latest/sub_index/../../holy_father/francesco/letters/2013/documents/papa-francesco_20130405_card-dziwisz_lt.html]]></guid><description><![CDATA[


<p align="center"><em style="font-style: normal"><strong>
FRANCISCUS</strong></em></p>
<p align="center"><strong><em>EPISTULA DATA</em></strong><b><i><br>
STANISLAO</i> <i>S.R.E. CARDINALI DZIWISZ<br></i></b><strong><em>NOMINATO MISSO EXTRAORDINARIO <br>AD CELEBRATIONE</em></strong><em><strong>M 
SEXTAE CENTENARIAE MEMORIAE EXSTRUCTIONIS BASILICAE CATHEDRALIS KAUNENSIS</strong></em><b><i>  </i>
</b><b><i><br></i></b></p>
<p align="left"> </p>
<p align="left"><i>Venerabili Fratri Nostro<br>Stanislao S.R.E. Cardinali 
Dziwisz<br>Archiepiscopo Metropolitae Cracoviensi</i></p>
<p align="left">Kaunensis ecclesialis communitas grato animo sollemnique modo 
sextam celebrat centenariam memoriam erectionis aedis cathedralis quae, anno 
MCDXIII exstructa, inter prima Lituaniae christiana templa annumeratur. 
Architecturae pulchritudine eminet et, potissimum, testimonio multorum fidelium 
qui, saeculorum decursu, divina hoc in aedificio efflagitabant sibi suisque dona 
nec non omnibus Lituaniae incolis, sanctis apostolis Petro et Paulo 
intercedentibus. Sacra eadem aedes ecclesia deinde facta est cathedralis atque 
titulum accepit Basilicae minoris. Quandoquidem, anno MCMXXVI, Provincia 
Metropolitana Kaunensis est constituta, eadem aedes dignitatem cathedralis 
templi Archiepiscopi Metropolitae accepit. Angustiarum temporibus, praesertim 
sub regimine religioni infenso, omnibus fidelibus Lituaniae signum fuit 
clarissimum servandae religionis christianae atque fidelitatis erga Apostolicam 
Sedem.</p>
<p align="left">Dilecti Kaunensis gregis fideles, diligenti sane Pastore et 
sacerdotibus moderantibus, originem et historiam ecclesiae cathedralis 
recolentes, in spiritali itinere diligenter progredi conantur. Ipse 
Archiepiscopus Metropolita Kaunensis, Venerabilis Frater Sigitas Tamkevičius, 
S.I., fideles sibi creditos est adhortatus ut in diuturna huius catholicae 
communitatis historia Domini largitatem clare mirari possent atque incitamentum 
experiri ad renovatam vitam sub Christi lumine assidue sequendam.</p>
<p align="left">Hanc ob rem memoratus sacer Praesul humanissime dilectum Nostrum 
Praedecessorem
Benedictum XVI rogavit ut aliquem eminentem virum mitteret, qui 
Kaunensi in urbe Romani Pontificis vices gereret atque eius erga istum gregem 
dilectionem manifestaret. Mentem Nostri Decessoris sequentes, ad Te quidem, 
Venerabilis Frater Noster, qui pergrave munus exerces Archiepiscopi Metropolitae 
Cracoviensis, mentem Nostram vertimus Teque hisce Litteris MISSUM 
EXTRAORDINARIUM NOSTRUM nominamus ad memoratam celebrationem sextae centenariae 
memoriae exstructionis basilicae cathedralis Kaunensis, quae illa in urbe die V 
proximi mensis Maii agetur.</p>
<p align="left">Sollemni ergo praesidebis Eucharistiae atque iam dictum 
Archiepiscopum aliosque sacros Praesules, sacerdotes, religiosos viros 
mulieresque, publicas auctoritates atque universos christifideles. Nostro 
salutabis nomine. Optamus insuper ut cuncti illustrem historiam Ecclesiae in 
Lituania recolentes, novis viribus novoque studio peculiarem dilectionem erga 
Christi Ecclesiam et Evangelium demonstrent atque fidei alacritate in cotidiana 
vita emineant.</p>
<p align="left">Nos autem Te, Venerabilis Frater Noster, qui peculiari affectu 
Ecclesiam Metropolitanam Kaunensem sequeris cuique reliquias beati 
Ioannis Pauli 
II dono tradidisti, in tua missione implenda precibus comitabimur. Denique 
Benedictionem Nostram Apostolicam libentes Tibi impertimur, signum Nostrae erga 
Te benevolentiae et caelestium donorum pignus, quam omnibus celebrationis 
participibus rite transmittes.</p>
<p align="left"><i>Ex Aedibus Vaticanis, die V mensis Aprilis, anno MMXIII, 
Ponticato Nostri primo.</i></p>
<p align="center"> </p>
<p align="center"><b>FRANCISCUS</b></p>
<p align="center">
 <p align="center">
© Copyright 2013 - Libreria 
Editrice Vaticana <p align="center">
 




]]></description><category>Novità</category></item><item><pubDate>Sun, 28 Apr 2013 00:00:00 +0200</pubDate><title><![CDATA[Regina Cæli, 28 aprile 2013]]></title><link><![CDATA[http://www.vatican.va/latest/sub_index/../../holy_father/francesco/angelus/2013/documents/papa-francesco_regina-coeli_20130428_it.html]]></link><guid isPermaLink="true"><![CDATA[http://www.vatican.va/latest/sub_index/../../holy_father/francesco/angelus/2013/documents/papa-francesco_regina-coeli_20130428_it.html]]></guid><description><![CDATA[
			
				
					
						
					
						<p align="center">
							<strong style="font-weight: 400">PAPA FRANCESCO</strong></p>
						<p align="center">
							<b><i>REGINA COELI</i></b><i> </i></p>
						<p align="center">
							<i>Piazza San Pietro</i><br />
							<i>V Domenica di Pasqua, 28 </i><i> aprile 2013</i></p>
						<p align="center">
							<b></strong></p>
						<p>
							 </p>
						<p>
							Prima di concludere questa celebrazione, vorrei affidare alla Madonna i cresimati e tutti voi. La Vergine Maria ci insegna che cosa significa vivere nello Spirito Santo e che cosa significa accogliere la novità di Dio nella nostra vita. Lei ha concepito Gesù per opera dello Spirito, e ogni cristiano, ognuno di noi, è chiamato ad accogliere la Parola di Dio, ad accogliere Gesù dentro di sé e poi portarlo a tutti. Maria ha invocato lo Spirito con gli Apostoli nel cenacolo: anche noi, ogni volta che ci riuniamo in preghiera, siamo sostenuti dalla presenza spirituale della Madre di Gesù, per ricevere il dono dello Spirito e avere la forza di testimoniare Gesù risorto. Questo lo dico in modo particolare a voi, che oggi avete ricevuto la Cresima: Maria vi aiuti ad essere attenti a quello che il Signore vi chiede, e a vivere e camminare sempre secondo lo Spirito Santo!</p>
						<p>
							Vorrei estendere il mio saluto affettuoso a tutti i pellegrini presenti, venuti da tanti Paesi. Saluto in particolare i ragazzi che si preparano alla Cresima, il folto gruppo guidato dalle Suore della Carità, i fedeli di alcune parrocchie polacche e quelli di Bisignano, come pure la <em>Katholische akademische Verbindung Capitolina</em>.</p>
						<p>
							In questo momento<strong>, </strong>un momento speciale, desidero elevare una preghiera per le numerose vittime causate dal tragico crollo di una fabbrica in Bangladesh. Esprimo la mia solidarietà e profonda vicinanza alle famiglie che piangono i loro cari e rivolgo dal profondo del cuore un forte appello affinché sia sempre tutelata la dignità e la sicurezza del lavoratore.</p>
						<p>
							Ora, nella luce pasquale, frutto dello Spirito, ci rivolgiamo insieme alla Madre del Signore.</p>
						<p>
							 </p>
						<p>
							 </p>
						<p align="center">
							© Copyright 2013 - Libreria Editrice Vaticana</p>
						<p align="center">
							     </p>
					
				
				
					
						
				
			
		]]></description><category>Novità</category></item><item><pubDate>Sun, 28 Apr 2013 00:00:00 +0200</pubDate><title><![CDATA[Santa Messa con il Rito della Confermazione]]></title><link><![CDATA[http://www.vatican.va/latest/sub_index/../../holy_father/francesco/homilies/2013/documents/papa-francesco_20130428_omelia-cresime_it.html]]></link><guid isPermaLink="true"><![CDATA[http://www.vatican.va/latest/sub_index/../../holy_father/francesco/homilies/2013/documents/papa-francesco_20130428_omelia-cresime_it.html]]></guid><description><![CDATA[
			
				
					
						
					
						<p align="center" class="style1">
							
							SANTA MESSA E CRESIMA </p>
						<p align="center">
							<i><b>OMELIA DEL </b></i> <b><i>
							SANTO PADRE FRANCESCO</i></b></p>
						<p align="center" class="style1">
							<em>Piazza San Pietr</em><em>o<br />
							V Domenica di Pasqua, 28 aprile 2013</em></p>
						<p align="center">
							<b><br>
							</strong>
    




            <b><i>
	Galleria fotografica</i></b><strong><br />
							 </strong></p>
						<p align="center">
							 </p>
						<p>
							<em>Cari fratelli e sorelle! Carissimi cresimandi! 
							Benvenuti!</em></p>
						<p>
							Vorrei proporvi tre semplici e brevi pensieri su cui 
							riflettere.</p>
						<p>
							1. Nella Seconda Lettura abbiamo ascoltato la 
							bella visione di san Giovanni: un cielo nuovo e una 
							terra nuova, e poi la Città Santa 
							che scende da Dio. Tutto è nuovo, trasformato in 
							bene, in bellezza, in verità; non c'è più lamento, 
							lutto… Questa è l'azione dello Spirito Santo: ci 
							porta la novità di Dio; viene a noi e fa nuove tutte 
							le cose, ci cambia. Lo Spirito ci cambia! E la 
							visione di san Giovanni ci ricorda che  siamo 
							tutti in cammino verso la Gerusalemme del cielo, la 
							novità definitiva per noi e per tutta la realtà, il 
							giorno felice in cui potremo vedere il volto del 
							Signore - quel volto meraviglioso, 
							tanto bello del Signore Gesù -  
							potremo essere con Lui per sempre, nel suo amore.</p>
						<p>
							Vedete, la novità di Dio non assomiglia alle novità 
							mondane, che sono tutte provvisorie, passano e se ne 
							ricerca sempre di più. La novità che Dio dona alla 
							nostra vita è definitiva, e non solo nel futuro, 
							quando saremo con Lui, ma anche oggi: Dio sta 
							facendo tutto nuovo, lo Spirito Santo ci trasforma 
							veramente e vuole trasformare, anche attraverso di 
							noi, il mondo in cui viviamo. Apriamo la porta allo 
							Spirito, facciamoci guidare da Lui, lasciamo che 
							l'azione continua di Dio ci renda 
							uomini e donne nuovi, animati dall'amore di Dio, che 
							lo Spirito Santo ci dona! Che bello se ognuno di 
							voi, alla sera potesse dire: oggi a scuola, a casa, 
							al lavoro, guidato da Dio, ho compiuto un gesto di 
							amore verso un mio compagno, i miei genitori, un 
							anziano! Che bello!</p>
						<p>
							2. Un secondo pensiero: nella Prima Lettura Paolo e 
							Barnaba affermano che «dobbiamo entrare nel regno di 
							Dio attraverso molte tribolazioni» (<em>At</em> 
							14,22). Il cammino della Chiesa, anche il nostro 
							cammino cristiano personale, non sono sempre facili, 
							incontrano difficoltà, tribolazione. Seguire il 
							Signore, lasciare che il suo Spirito trasformi le 
							nostre zone d'ombra, i nostri comportamenti che non 
							sono secondo Dio e lavi i nostri peccati, è un 
							cammino che incontra tanti ostacoli, fuori di noi, 
							nel mondo e anche dentro di noi, nel cuore. Ma le 
							difficoltà, le tribolazioni, fanno parte della 
							strada per giungere alla gloria di Dio, come per 
							Gesù, che è stato glorificato sulla Croce; le 
							incontreremo sempre nella vita! Non scoraggiarsi! 
							Abbiamo la forza dello Spirito Santo per vincere 
							queste tribolazioni.</p>
						<p>
							3. E qui vengo all'ultimo punto. E' un invito che 
							rivolgo a voi cresimandi e cresimande e a tutti: 
							rimanete saldi nel cammino della fede con la ferma 
							speranza nel Signore. Qui sta il segreto del nostro 
							cammino! Lui ci dà il coraggio di andare 
							controcorrente. Sentite bene, giovani: andare 
							controcorrente; questo fa bene al cuore, ma ci vuole 
							il coraggio per andare controcorrente e Lui ci dà 
							questo coraggio! Non ci sono difficoltà, 
							tribolazioni, incomprensioni che ci devono far paura 
							se rimaniamo uniti a Dio come i tralci sono uniti 
							alla vite, se non perdiamo l'amicizia con Lui, se 
							gli facciamo sempre più spazio nella nostra vita. 
							Questo anche e soprattutto se ci sentiamo poveri, 
							deboli, peccatori, perché Dio dona forza alla nostra 
							debolezza, ricchezza alla nostra povertà, 
							conversione e perdono al nostro peccato. E' tanto 
							misericordioso il Signore: sempre, se andiamo da 
							Lui, ci perdona. Abbiamo fiducia nell'azione di 
							Dio! Con Lui possiamo fare cose grandi; ci farà 
							sentire la gioia di essere suoi discepoli, suoi 
							testimoni. Scommettete sui grandi ideali, sulle cose 
							grandi. Noi cristiani non siamo scelti dal Signore 
							per cosine piccole, andate sempre al di là, verso le 
							cose grandi. Giocate la vita per grandi ideali, 
							giovani!</p>
						<p>
							Novità di Dio, tribolazione nella vita, saldi nel 
							Signore. Cari amici, spalanchiamo la porta della 
							nostra vita alla novità di Dio che ci dona lo 
							Spirito Santo, perché ci trasformi, ci renda forti 
							nelle tribolazioni, rafforzi la nostra unione con il 
							Signore, il nostro rimanere saldi in Lui: questa è 
							una vera gioia! Così sia.</p>
						<p>
							  </p>
						<p align="center">
							© Copyright 2013 - 
							Libreria Editrice Vaticana</p>
						<p align="left">
							 </p>
					
				
				
					
						
				
			
		]]></description><category>Novità</category></item><item><pubDate>Fri, 26 Apr 2013 00:00:00 +0200</pubDate><title><![CDATA[Libretto della Celebrazione]]></title><link><![CDATA[http://www.vatican.va/latest/sub_index/../../news_services/liturgy/libretti/2013/20130428-libretto-cresime.pdf]]></link><guid isPermaLink="true"><![CDATA[http://www.vatican.va/latest/sub_index/../../news_services/liturgy/libretti/2013/20130428-libretto-cresime.pdf]]></guid><category>Novità</category></item><item><pubDate>Wed, 24 Apr 2013 00:00:00 +0200</pubDate><title><![CDATA[Udienza Generale]]></title><link><![CDATA[http://www.vatican.va/latest/sub_index/../../holy_father/francesco/audiences/2013/documents/papa-francesco_20130424_udienza-generale_it.html]]></link><guid isPermaLink="true"><![CDATA[http://www.vatican.va/latest/sub_index/../../holy_father/francesco/audiences/2013/documents/papa-francesco_20130424_udienza-generale_it.html]]></guid><description><![CDATA[
			
				
					
						
					
						<p align="center">
							PAPA FRANCESCO</p>
						<p align="center">
							<i><b>UDIENZA GENERALE</b> </i></p>
						<p align="center">
							<em>Piazza San Pietro</em><br />
							<em>Mercoledì, 24 aprile 2013</em></p>
						<p align="center">
							<b></b></p>
						<p>   </p>
						<p><i>Cari fratelli e sorelle, buongiorno</i>!</p>
						<p>nel <i>Credo</i> noi professiamo che Gesù «di nuovo verrà nella gloria per 
giudicare i vivi e i morti». La storia umana ha inizio con la creazione 
dell'uomo e della donna a immagine e somiglianza di Dio e si chiude con il 
giudizio finale di Cristo. Spesso si dimenticano questi due poli della storia, e 
soprattutto la fede nel ritorno di Cristo e nel giudizio finale a volte non è 
così chiara e salda nel cuore dei cristiani. Gesù, durante la vita pubblica, si 
è soffermato spesso sulla realtà della sua ultima venuta. Oggi vorrei riflettere 
su tre testi evangelici che ci aiutano ad entrare in questo mistero: quello 
delle dieci vergini, quello dei talenti e quello del giudizio finale. Tutti e 
tre fanno parte del discorso di Gesù sulla fine dei tempi, nel Vangelo di san 
Matteo. </p>
						<p>Anzitutto ricordiamo che, con l'Ascensione, il Figlio di Dio ha portato presso 
il Padre la nostra umanità da Lui assunta e vuole attirare tutti a sé, chiamare 
tutto il mondo ad essere accolto tra le braccia aperte di Dio, affinché, alla 
fine della storia, l'intera realtà sia consegnata al Padre. C'è, però, questo 
"tempo immediato" tra la prima venuta di Cristo e 
l'ultima, che è proprio il tempo che stiamo vivendo. In questo contesto del 
"tempo immediato" si colloca la parabola delle dieci vergini (cfr <i>Mt </i>
25,1-13). Si tratta di dieci ragazze che aspettano l'arrivo dello Sposo, ma 
questi tarda ed esse si addormentano. All'annuncio improvviso che lo Sposo sta 
arrivando, tutte si preparano ad accoglierlo, ma mentre cinque di esse, sagge, 
hanno olio per alimentare le proprie lampade, le altre, stolte, restano con le 
lampade spente perché non ne hanno; e mentre lo cercano giunge lo Sposo e le 
vergini stolte trovano chiusa la porta che introduce alla festa nuziale. Bussano 
con insistenza, ma ormai è troppo tardi, lo Sposo risponde: non vi conosco. Lo 
Sposo è il Signore, e il tempo di attesa del suo arrivo è il tempo che Egli ci 
dona, a tutti noi, con misericordia e pazienza, prima della sua venuta 
finale; è un tempo di vigilanza; tempo in cui 
dobbiamo tenere accese le lampade della fede, della speranza e della carità, in 
cui tenere aperto il cuore al bene, alla bellezza e alla verità; tempo da vivere 
secondo Dio, poiché non conosciamo né il giorno, né l'ora del ritorno di Cristo. 
Quello che ci è chiesto è di essere preparati all'incontro - preparati 
						ad un incontro, ad un bell'incontro, l'incontro con Gesù 
						-, che significa saper 
vedere i segni della sua presenza, tenere viva la nostra fede, con la preghiera, 
con i Sacramenti, essere vigilanti per non addormentarci, per non dimenticarci 
di Dio. La vita dei cristiani addormentati è una vita triste, non è una vita 
felice. Il cristiano dev'essere felice, la gioia di Gesù. Non addormentarci!</p>
						<p>La seconda parabola, quella dei talenti, ci fa riflettere sul rapporto tra come 
impieghiamo i doni ricevuti da Dio e il suo ritorno, in cui ci chiederà come li 
abbiamo utilizzati (cfr <i>Mt </i>25,14-30). Conosciamo bene la parabola: prima 
della partenza, il padrone consegna ad ogni servo alcuni talenti, affinché siano 
utilizzati bene durante la sua assenza. Al primo ne consegna cinque, al secondo 
due e al terzo uno. Nel periodo di assenza, i primi due servi moltiplicano i 
loro talenti – queste sono antiche monete -, mentre il terzo preferisce 
sotterrare il proprio e consegnarlo intatto al padrone. Al suo ritorno, il 
padrone giudica il loro operato: loda i primi due, mentre il terzo viene 
cacciato fuori nelle tenebre, perché ha tenuto nascosto per paura il talento, 
chiudendosi in se stesso. Un cristiano che si chiude in se stesso, che 
nasconde tutto quello che il Signore gli ha dato è un cristiano… non è 
cristiano! E' un cristiano che non ringrazia Dio per tutto quello che gli ha 
donato! Questo ci dice che l'attesa del ritorno del Signore è il tempo 
dell'azione - noi siamo nel tempo dell'azione -, il tempo in cui mettere 
a frutto i doni di Dio non per noi stessi, ma per Lui, per la Chiesa, per gli 
altri, il tempo in cui cercare sempre di far crescere il bene nel mondo. E in 
particolare in questo tempo di crisi, 
oggi, è importante non chiudersi in se stessi, sotterrando il proprio 
talento, le proprie ricchezze spirituali, intellettuali, materiali, tutto 
quello che il Signore ci ha dato, ma aprirsi, essere 
solidali, essere attenti all'altro. Nella piazza, ho visto che 
ci sono molti giovani: è vero, questo? Ci sono molti giovani? Dove sono? 
A voi, che siete all'inizio del cammino della vita, chiedo: Avete pensato ai 
talenti che Dio vi ha dato? Avete pensato a come potete metterli a servizio 
degli altri? Non sotterrate i talenti! Scommettete su ideali grandi, quegli 
ideali che allargano il cuore, quegli ideali di servizio che renderanno fecondi 
i vostri talenti. La vita non ci è data perché la conserviamo gelosamente per 
noi stessi, ma ci è data perché la doniamo. Cari giovani, abbiate un animo 
grande! Non abbiate paura di sognare cose grandi!</p>
						<p>Infine, una parola sul brano del giudizio finale, in cui viene descritta la 
seconda venuta del Signore, quando Egli giudicherà tutti gli esseri umani, vivi 
e morti (cfr <i>Mt </i>25,31-46). L'immagine utilizzata dall'evangelista è 
quella del pastore che separa le pecore dalle capre. Alla destra sono posti 
coloro che hanno agito secondo la volontà di Dio, soccorrendo il prossimo 
affamato, assetato, straniero, nudo, malato, carcerato - ho detto 
						"straniero": penso a tanti stranieri che sono qui nella 
						diocesi di Roma: cosa facciamo per loro? - mentre alla 
sinistra vanno coloro che non hanno soccorso il prossimo. Questo ci dice che noi 
saremo giudicati da Dio sulla carità, su come lo avremo amato nei nostri 
fratelli, specialmente i più deboli e bisognosi. Certo, dobbiamo sempre tenere 
ben presente che noi siamo giustificati, siamo salvati per grazia, per un atto 
di amore gratuito di Dio che sempre ci precede; da soli non possiamo fare nulla. 
La fede è anzitutto un dono che noi abbiamo ricevuto. Ma per portare 
frutti, la grazia di Dio richiede sempre la nostra apertura a Lui, la nostra 
risposta libera e concreta. Cristo viene a portarci la misericordia di Dio che 
salva. A noi è chiesto di affidarci a Lui, di corrispondere al dono del suo 
amore con una vita buona, fatta di azioni animate dalla fede e dall'amore. </p>
						<p>Cari fratelli e sorelle, guardare al giudizio finale non ci faccia mai paura; ci 
spinga piuttosto a vivere meglio il presente. Dio ci offre con misericordia e 
pazienza questo tempo affinché impariamo ogni giorno a riconoscerlo nei poveri e 
nei piccoli, ci adoperiamo per il bene e siamo vigilanti nella preghiera e 
nell'amore. Il Signore, al termine della nostra esistenza e della storia, possa 
riconoscerci come servi buoni e fedeli. Grazie.</p>
						
						<p>
							<b>Saluti:</b></p>
						<p>Bienvenus chers pèlerins francophones venant de Belgique, de France et de la 
République démocratique du Congo ! J'adresse un salut particulier aux 
pèlerinages paroissiaux et diocésains, aux Filles de la Charité, aux 
séminaristes et aux nombreux élèves venus m'écouter et me saluer. Je vous 
encourage tous à tenir vive votre foi par la prière fervente, par la 
participation aux sacrements et par la charité. En cette période de crise, 
n'oubliez pas ceux qui sont dans le besoin, besoin matériel et besoin 
spirituel ! Quant à vous chers jeunes, pensez aux talents que Dieu vous a donnés 
et ayez toujours une âme généreuse ! Bon pèlerinage !</p>
						<p></p>
						<p>I am pleased to greet the Vietnamese pilgrims from the Archdiocese of Hochiminh 
City, led by Cardinal Jean-Baptiste Pham Minh Man.  I also greet the group of 
Marist Brothers taking part in a programe of spiritual reunion.  My cordial 
welcome also goes to the visitors from Cambridge Muslim College in England. 
Upon all the English-speaking visitors present at today's Audience, including 
those from England, Ireland, Norway, Australia, South Korea and the United 
States, I invoke the joy and peace of the Risen Lord.</p>
						<p></p>
						<p>Einen herzlichen Gruß richte ich an alle Pilger deutscher Sprache, insbesondere 
an die Knabenkantorei Basel. Christus hat uns allen, ja wirklich jedem 
einzelnen, wertvolle Talente geschenkt und zählt darauf, dass wir mit ihnen 
arbeiten. Vor allem euch Jugendliche, die ihr so zahlreich anwesend seid, möchte 
ich ermutigen, eure Talente nicht zu vergraben, sondern zu überlegen, wie ihr am 
Aufbau des Reiches Christi mitwirken könnt. Die Kirche braucht euch. Gott segne 
euch alle.</p>
						<p></p>
						<p>Saludo cordialmente a los peregrinos de lengua española, en particular al grupo 
de la Arquidiócesis de Córdoba, Argentina, así como a los provenientes de España, 
Colombia, México y los demás países latinoamericanos. Invito a todos a vivir 
este tiempo presente que Dios nos ofrece con misericordia y paciencia, para que 
aprendamos cada día a reconocerlo en los pobres. Muchas gracias.</p>
						<p>Queridos peregrinos de língua portuguesa, sede bem-vindos! Saúdo com afecto 
os grupos de Portugal e do Brasil, em particular os fiéis das paróquias Divino 
Pai Eterno de Goiânia e São Pedro de Vila Rica, encorajando-vos a todos a 
apostar em ideais grandes, ideais de serviço que engrandecem o coração e tornam 
fecundos os vossos talentos. Confiai em Deus, como a Virgem Maria!</p>
						<p></p>
						<p dir="RTL"><b>كلمات الأب الأقدس للحجاج الناطقين باللغة العربية:</b>أيها الأخوات والإخوة الأحباء، إن الدينونة الأخيرة لا تخيفنا ابدا&#1563; بل تدفعنا 
بالأحرى لعيش الحاضر بطريقة أفضل. فالله يهب لنا، برحمة وطول أناة، هذا الوقت حتى 
نتعلم كل يوم أن نتعرف عليه في الفقراء وفي الأصاغر، ولنعمل من أجل الخير، ولنكون 
يق&#1592;ين في الصلاة وفي المحبة. لندعو الرب يسوع، محامي وقاضي البشر، لكي يحاكمنا، في 
نهاية وجودنا وفي نهاية التاريخ، كخدام صالحين وأمناء. "مارانتا، تعالى أيها الرب 
يسوع" (رؤ 22، 20). أمنح للجميع البركة الرسولية!</p>
						<p align="left"></p>
						<p align="left">Pozdrawiam polskich pielgrzymów. Wczoraj wspominaliśmy św. Wojciecha Biskupa i 
Męczennika, apostoła Polski i jej patrona. Dziękując Bogu za dar wiary, którą 
ten Święty przyniósł na polską ziemię i potwierdził ofiarą krwi, polecam jego 
opiece Kościół w Polsce. Niech ten zasiew, który przez wieki wydał obfite owoce 
świętości, nadal wzrasta w sercach wszystkich Polaków. Z serca wam błogosławię.</p>
						<p align="left"></p>
						
						<p align="center"><b>APPELLO</b></p>
						<p>Il rapimento dei Metropoliti greco-ortodosso e siro-ortodosso di Aleppo, sul cui 
rilascio ci sono notizie contrastanti, è un ulteriore segno della tragica 
situazione che sta attraversando la cara Nazione siriana, dove la violenza e le 
armi continuano a seminare morte e sofferenza. Mentre ricordo nella preghiera i 
due Vescovi, affinché ritornino presto alle loro comunità, chiedo a Dio di 
illuminare i cuori e rinnovo il pressante invito che ho rivolto nel giorno di 
Pasqua affinché cessi lo spargimento di sangue, si presti la necessaria 
assistenza umanitaria alla popolazione e si trovi quanto prima una soluzione 
politica alla crisi. </p>
						<p align="center">* * *</p>
						<p>Rivolgo un cordiale benvenuto ai pellegrini di lingua italiana. In particolare 
saluto i fedeli dei diversi pellegrinaggi diocesani, accompagnati dai rispettivi 
Vescovi, convenuti alla Sede di Pietro in occasione dell'<i>Anno della fede</i>. 
Saluto inoltre i sacerdoti, le religiose - specialmente le Figlie di Nostra 
Signora al Monte Calvario a 10 anni dalla canonizzazione della Fondatrice 
Virginia Centurione Bracelli -, i seminaristi, i gruppi parrocchiali, i fedeli 
dell'undicesimo Decanato di Napoli e i numerosi anziani dell'Associazione 
Nazionale Pensionati. La visita alle tombe degli Apostoli rafforzi in tutti la 
fede nel Cristo Risorto! </p>
						<p>Un pensiero speciale rivolgo all'Arcivescovo di Sassari e agli operai della 
Società "E.ON" - si vede che oggi l'aereo è arrivato in orario; grazie tante! -, ed auspico che la grave congiuntura occupazionale possa trovare 
una rapida ed equa soluzione, nel rispetto dei diritti di tutti, specialmente 
delle famiglie. La situazione in Sardegna e nell'intero Paese è particolarmente 
difficile. È importante che ci sia un incisivo impegno per aprire vie di 
speranza. </p>
						<p>Infine, un pensiero affettuoso ai giovani, ai malati e agli sposi novelli. 
Cristo Buon Pastore dìa sicurezza a ciascuno di voi, cari giovani, soprattutto 
agli studenti così numerosi, perché seguendo la sua voce non sbaglierete; 
sostenga voi, cari ammalati, nel portare la vostra croce quotidiana; e aiuti 
voi, cari sposi novelli, a costruire la vostra famiglia sull'amore di Dio. 
						Grazie!</p>
						<p> </p>
						<p align="center">
							© Copyright 2013 - Libreria Editrice Vaticana</p>
						<p align="left">
							 </p>
					
				
				
					
						
				
			
		]]></description><category>Novità</category></item><item><pubDate>Tue, 23 Apr 2013 00:00:00 +0200</pubDate><title><![CDATA[Concelebrazione Eucaristica con gli Em.mi Cardinali residenti in Roma in occasione della Festa di San Giorgio]]></title><link><![CDATA[http://www.vatican.va/latest/sub_index/../../holy_father/francesco/homilies/2013/documents/papa-francesco_20130423_omelia-san-giorgio_it.html]]></link><guid isPermaLink="true"><![CDATA[http://www.vatican.va/latest/sub_index/../../holy_father/francesco/homilies/2013/documents/papa-francesco_20130423_omelia-san-giorgio_it.html]]></guid><description><![CDATA[
			
				
					
						
					
						<p align="center">
							CONCELEBRAZIONE EUCARISTICA 
							<br>
							CON GLI EM.MI CARDINALI RESIDENTI IN ROMA<br>
							IN OCCASIONE DELLA FESTA DI SAN GIORGIO </p>
						<p align="center">
							<i><b>OMELIA DEL </b></i><b><i>
							SANTO PADRE FRANCESCO</i></b></p>
						<p align="center">
							<em>
							
							Cappella Paolina</em><em><br />
							Martedì, 23 aprile 2013</em></p>
						<p align="center">
							<b><br>
							</strong>
    




            <b><i>
	Galleria fotografica</i></b><strong><br />
							 </strong></p>
						<p align="center">
							  </p>
						<p>Ringrazio Sua Eminenza, il signor Cardinale Decano, per le parole: grazie tante, 
Eminenza, grazie.</p>
						<p>Ringrazio anche voi che avete voluto venire oggi. Grazie! Perché io mi sento 
bene accolto da voi. Grazie! Mi sento bene con voi, e a me piace questo. </p>
						<p>La prima lettura di oggi mi fa pensare che, proprio nel momento in cui scoppia 
la persecuzione, scoppia la missionarietà della Chiesa. E questi cristiani erano 
arrivati fino alla Fenicia, a Cipro e ad Antiochia, e proclamavano la Parola 
(cfr <i>At</i> 11,19). Avevano questo fervore apostolico dentro; e la fede viene 
diffusa così! Alcuni, gente di Cipro e di Cirene – non questi, ma altri che 
erano diventati cristiani – giunti ad Antiochia, incominciarono a parlare anche 
ai Greci (cfr <i>At</i> 11,20). E' un passo in più. E la Chiesa va avanti, così. 
Di chi è questa iniziativa di parlare ai Greci, cosa che non si capiva, perché 
si predicava soltanto ai Giudei?. E' dello Spirito Santo, Colui che spingeva di 
più, di più, di più, sempre.</p>
						<p>Ma a Gerusalemme, qualcuno, quando ha sentito questo, è diventato un po' nervoso 
e hanno inviato una <i>Visita apostolica</i>, hanno inviato Barnaba (cfr <i>At</i> 
11,22). Forse, con un po' di senso dell'umorismo, possiamo dire che questo sia 
l'inizio teologico della Congregazione per la Dottrina della Fede: questa <i>
Visita apostolica</i> di Barnaba. Lui ha osservato, e ha visto che le cose 
andavano bene (cfr <i>At</i> 11,23). E la Chiesa così è più Madre, Madre di più 
figli, di molti figli: diventa Madre, Madre, Madre sempre di più, Madre che ci 
dà la fede, Madre che ci dà l'identità. Ma l'identità cristiana non è una carta 
d'identità. L'identità cristiana è un'appartenenza alla Chiesa, perché tutti 
questi appartenevano alla Chiesa, alla Chiesa Madre, perché trovare Gesù fuori 
della Chiesa non è possibile. Il grande Paolo VI diceva: è una dicotomia assurda 
voler vivere con Gesù senza la Chiesa, seguire Gesù fuori della Chiesa, amare 
Gesù senza la Chiesa (cfr Esort. ap. <i>Evangelii nuntiandi</i>, 16). E quella 
Chiesa Madre che ci dà Gesù ci dà l'identità che non è soltanto un sigillo: è 
un'appartenenza. Identità significa appartenenza. L'appartenenza alla Chiesa: 
questo è bello!</p>
						<p>La terza idea che mi viene in mente – la prima: era scoppiata la missionarietà; 
la seconda: la Chiesa Madre – è che quando Barnaba ha visto quella folla – dice 
il testo: "E una folla considerevole fu aggiunta al Signore" (<i>At</i> 11,24) – 
quando ha visto quella folla, ha avuto gioia. "Quando questi giunse e vide la 
grazia di Dio, si rallegrò" (<i>At</i> 11,23). E' la gioia propria 
dell'evangelizzatore. E', come diceva Paolo VI, "la dolce e consolante allegria 
di evangelizzare" (cfr Esort. ap. <i>
						Evangelii nuntiandi</i>, 80). E questa 
gioia incomincia con una persecuzione, con una tristezza grande, e finisce con 
la gioia. E così la Chiesa va avanti, come dice un Santo, fra le persecuzioni 
del mondo e le consolazioni del Signore (cfr S. Agostino, <i>De Civitate Dei</i>, 
18,51,2: <i>PL</i> 41, 614). Così è la vita della Chiesa. Se noi vogliamo andare 
sulla strada della mondanità, negoziando con il mondo – come volevano fare i 
Maccabei, che erano tentati in quel tempo – mai avremo la consolazione del 
Signore. E se noi cerchiamo soltanto la consolazione, sarà una consolazione 
superficiale, non quella del Signore, sarà una consolazione umana. La Chiesa va 
sempre tra la Croce e la Risurrezione, tra le persecuzioni e le consolazioni del 
Signore. E questo è il cammino: chi va per questa strada non si sbaglia. </p>
						<p>Pensiamo oggi alla missionarietà della Chiesa: questi discepoli che sono usciti 
da se stessi per andare, e anche quelli che hanno avuto il coraggio di 
annunciare Gesù ai Greci, cosa in quel tempo scandalosa, quasi (cfr <i>At</i> 
11,19-20). Pensiamo alla Madre Chiesa che cresce, cresce con nuovi figli, ai 
quali dà l'identità della fede, perché non si può credere in Gesù senza la 
Chiesa. Lo disse Gesù stesso nel Vangelo: Ma voi non credete, perché non fate 
parte delle mie pecore (cfr <i>Gv</i> 10,26). Se non siamo "pecore di Gesù", la 
fede non viene; è una fede all'acqua di rose, una fede senza sostanza. E 
pensiamo alla consolazione che ha avuto Barnaba, che è proprio "la dolce e 
consolante allegria di evangelizzare". E chiediamo al Signore questa parresia, 
questo fervore apostolico, che ci spinga ad andare avanti, come fratelli, tutti 
noi: avanti! Avanti, portando il nome di Gesù nel seno della Santa Madre Chiesa, 
come diceva Sant'Ignazio, gerarchica e cattolica. Così sia.</p>
						<p align="left">
							 </p>
						<p align="center">
							© Copyright 2013 - 
							Libreria Editrice Vaticana</p>
						<p align="left">
							 </p>
					
				
				
					
						
				
			
		]]></description><category>Novità</category></item><item><pubDate>Mon, 22 Apr 2013 00:00:00 +0200</pubDate><title><![CDATA[Indicazioni]]></title><link><![CDATA[http://www.vatican.va/latest/sub_index/../../news_services/liturgy/2013/documents/ns_lit_doc_20130428_indicazioni-cresime_it.html]]></link><guid isPermaLink="true"><![CDATA[http://www.vatican.va/latest/sub_index/../../news_services/liturgy/2013/documents/ns_lit_doc_20130428_indicazioni-cresime_it.html]]></guid><description><![CDATA[



  <p align="center">
UFFICIO DELLE CELEBRAZIONI LITURGICHE <br>DEL SOMMO 
PONTEFICE 
  </p>
	<p align="center"><b>INDICAZIONI</b></p>
	<p align="center"><b>DOMENICA 28 APRILE 2013</b></p>
	<b>
	</b>
	<p align="center"><b>SANTA MESSA CELEBRATA DAL SANTO PADRE FRANCESCO 
	<br>
	CON IL RITO DELLA CONFERMAZIONE</b></p>
	<p> </p>
	<p>Il 28 aprile 2013, V Domenica di  Pasqua, alle ore 10, sul Sagrato della Basilica Vaticana, il Santo Padre <b>Francesco </b> 
	celebrerà la Santa Messa per i Cresimandi e i Cresimati di tutto il mondo, 
giunti pellegrini a Roma in occasione dell'Anno della Fede, e amministrerà il 
Sacramento della Confermazione ad alcuni di loro.</p>
	<p>Per la circostanza, l'Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo 
Pontefice comunica quanto segue:</p>
	
		<p>1) I Cresimandi, con i loro Padrini e Madrine, dovranno trovarsi 
sul sagrato della Basilica entro le ore 8.30.</p>
		<p>2) Concelebreranno con il Santo Padre tutti coloro che sono stati 
indicati dal Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova 
Evangelizzazione. Essi, muniti di apposito biglietto e portando con sé amitto, 
camice, cingolo e stola bianca, vorranno trovarsi presso il Braccio di 
Costantino, alle ore 9, per indossare le vesti sacre.</p>
	
	<p><i>Città del Vaticano, 22 aprile 2013.</i></p>
	<p align="right">Mons. Guido Marini<i><br>
	Maestro delle Celebrazioni Liturgiche Pontificie</i></p>
	<p align="left">
     </p>
  
  <p align="left">
    




]]></description><category>Novità</category></item><item><pubDate>Sun, 21 Apr 2013 00:00:00 +0200</pubDate><title><![CDATA[Regina Cæli, 21 aprile 2013]]></title><link><![CDATA[http://www.vatican.va/latest/sub_index/../../holy_father/francesco/angelus/2013/documents/papa-francesco_regina-coeli_20130421_it.html]]></link><guid isPermaLink="true"><![CDATA[http://www.vatican.va/latest/sub_index/../../holy_father/francesco/angelus/2013/documents/papa-francesco_regina-coeli_20130421_it.html]]></guid><description><![CDATA[
			
				
					
						
					
						<p align="center">
							<strong style="font-weight: 400">PAPA FRANCESCO</strong></p>
						<p align="center">
							<b><i>REGINA COELI</i></b><i> </i></p>
						<p align="center">
							<i>Piazza San Pietro</i><br />
							<i>IV Domenica di Pasqua, 21 </i><i>aprile 2013</i></p>
						<p align="center">
							<b></strong></p>
						<p>
							 </p>
						<p>
							<em>Cari fratelli e sorelle,<br />
							Buongiorno!</em></p>
						<p>
							La Quarta Domenica del 
							Tempo di Pasqua è caratterizzata dal Vangelo del Buon Pastore che si legge ogni anno. Il brano di oggi riporta queste parole di Gesù: «Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono. Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le strapperà dalla mia mano. Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti e nessuno può strapparle dalla mano del Padre mio. Io e il Padre siamo una cosa sola» (10,27-30). In questi quattro versetti c'è tutto il messaggio di Gesù, c'è il nucleo centrale del suo Vangelo: Lui ci chiama a partecipare alla sua relazione con il Padre, e questa è la vita eterna.</p>
						<p>
							Gesù vuole stabilire con i suoi amici una relazione che sia il riflesso di quella che Lui stesso ha con il Padre: una relazione di reciproca appartenenza nella fiducia piena, nell'intima comunione. Per esprimere questa intesa profonda, questo rapporto di amicizia Gesù usa l'immagine del pastore con le sue pecore: lui le chiama ed esse riconoscono la sua voce, rispondono al suo richiamo e lo seguono. E' bellissima questa parabola! Il mistero della voce è suggestivo: pensiamo che fin dal grembo di nostra madre impariamo a riconoscere la sua voce e quella del papà; dal tono di una voce percepiamo l'amore o il disprezzo, l'affetto o la freddezza. La voce di Gesù è unica! Se impariamo a distinguerla, Egli ci guida sulla via della vita, una via che oltrepassa anche l'abisso della morte.</p>
						<p>
							Ma Gesù a un certo punto disse, riferendosi alle sue pecore: «Il Padre mio, che me le ha date&hellip;» (Gv 10,29). Questo è molto importante, è un mistero profondo, non facile da comprendere: se io mi sento attratto da Gesù, se la sua voce riscalda il mio cuore, è grazie a Dio Padre, che ha messo dentro di me il desiderio dell'amore, della verità, della vita, della bellezza&hellip; e Gesù è tutto questo in pienezza! Questo ci aiuta a comprendere il mistero della vocazione, specialmente delle chiamate ad una speciale consacrazione. A volte Gesù ci chiama, ci invita a seguirlo, ma forse succede che non ci rendiamo conto che è Lui, proprio come è capitato al giovane Samuele. Ci sono molti giovani oggi, qui in Piazza. Siete tanti voi, no? Si vede&hellip; Ecco! Siete tanti giovani oggi qui in Piazza.  Vorrei chiedervi: qualche volta avete sentito la voce del Signore che attraverso un desiderio, un'inquietudine, vi invitava a seguirlo più da vicino? L'avete sentito? Non sento? Ecco&hellip; Avete avuto voglia di essere apostoli di Gesù? La giovinezza bisogna metterla in gioco per i grandi ideali. Pensate questo voi? Siete d'accordo? Domanda a Gesù che cosa vuole da te e sii coraggioso! Sii coraggiosa! Domandaglielo! Dietro e prima di ogni vocazione al sacerdozio o alla vita consacrata, c'è sempre la preghiera forte e intensa di qualcuno: di una nonna, di un nonno, di una madre, di un padre, di una comunità&hellip; Ecco perché Gesù ha detto: «Pregate il signore della messe – cioè Dio Padre – perché mandi operai nella sua messe!» (Mt 9,38). Le vocazioni nascono nella preghiera e dalla preghiera; e solo nella preghiera possono perseverare e portare frutto. Mi piace sottolinearlo oggi, che è la "Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni". Preghiamo in particolare per i 
							nuovi Sacerdoti della Diocesi di Roma che ho avuto la gioia di ordinare stamani. E invochiamo l'intercessione di Maria. Oggi c'erano 10 giovani che hanno detto "sì" a Gesù e sono stati ordinati preti stamane&hellip; E' bello questo! Invochiamo l'intercessione di Maria che è la Donna del "sì". Maria ha detto "sì", tutta la vita! Lei ha imparato a riconoscere la voce di Gesù fin da quando lo portava in grembo. Maria, nostra Madre, ci aiuti a conoscere sempre meglio la voce di Gesù e a seguirla, per camminare nella via della vita! Grazie.</p>
						<p>
							Grazie tante per il saluto, ma salutate anche Gesù. Gridate "Gesù", forte&hellip; Preghiamo tutti insieme alla Madonna.</p>
						
						<p>
							<b>Dopo il Regina Coeli</b></p>
						<p>
							Seguo con attenzione gli avvenimenti che stanno succedendo in Venezuela. Li accompagno con viva preoccupazione, con intensa preghiera e con la speranza che si cerchino e si trovino vie giuste e pacifiche per superare il momento di grave difficoltà che il Paese sta attraversando. Invito il caro popolo venezuelano, in modo particolare i responsabili istituzionali e politici, a rigettare con fermezza qualsiasi tipo di violenza e a stabilire un dialogo basato sulla verità, nel mutuo riconoscimento, nella ricerca del bene comune e nell'amore per la Nazione. Chiedo ai credenti di pregare e di lavorare per la riconciliazione e la pace. Uniamoci in una preghiera piena di speranza per il Venezuela, mettendola nelle mani di Nostra Signora di Coromoto.</p>
						<p style="text-align: center;">
							*****</p>
						<p>
							Un pensiero va anche a quanti sono stati colpiti dal terremoto che ha interessato un'area del sud-ovest della Cina Continentale. Preghiamo per le vittime e per quanti sono nella sofferenza a causa del violento sisma.</p>
						<p style="text-align: center;">
							*****</p>
						<p>
							Oggi pomeriggio, a Sondrio, verrà proclamato Beato Don Nicolò Rusca, sacerdote valtellinese vissuto tra i secoli sedicesimo e diciassettesimo. Fu a lungo parroco esemplare a Sondrio e venne ucciso nelle lotte politico-religiose che travagliarono l'Europa in quell'epoca. Lodiamo il Signore per la sua testimonianza!</p>
						<p>
							Saluto con affetto tutti i pellegrini, venuti da diversi Paesi: le famiglie, i tanti gruppi parrocchiali, le associazioni, i cresimandi, le scuole. Saluto in particolare i numerosi ragazzi della diocesi di Venezia, accompagnati dal Patriarca; ma ricordate voi, ragazzi e ragazze: la vita bisogna metterla in gioco per i grandi ideali! Saluto i catechisti della diocesi di Gubbio guidati dal loro Vescovo; la comunità del Seminario di Lecce con i ministranti della diocesi; la rappresentanza dei Lions Club d'Italia. In questa "Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni", nata cinquant'anni fa da una felice intuizione di Papa Paolo VI, invito tutti ad una speciale preghiera affinché il Signore mandi numerosi operai nella sua messe. Sant'Annibale Maria Di Francia, apostolo della preghiera per le vocazioni, ci ricorda questo importante impegno. A tutti auguro una buona domenica!</p>
						<p>
							Buona domenica e buon pranzo!</p>
						<p>
							 </p>
						<p align="center">
							© Copyright 2013 - Libreria Editrice Vaticana</p>
						<p align="center">
							     </p>
					
				
				
					
						
				
			
		]]></description><category>Novità</category></item><item><pubDate>Sun, 21 Apr 2013 00:00:00 +0200</pubDate><title><![CDATA[Ordinazione Presbiterale nella Basilica Vaticana]]></title><link><![CDATA[http://www.vatican.va/latest/sub_index/../../holy_father/francesco/homilies/2013/documents/papa-francesco_20130421_omelia-ordinazione-presbiterale_it.html]]></link><guid isPermaLink="true"><![CDATA[http://www.vatican.va/latest/sub_index/../../holy_father/francesco/homilies/2013/documents/papa-francesco_20130421_omelia-ordinazione-presbiterale_it.html]]></guid><description><![CDATA[
			
				
					
						
					
						<p align="center" class="style1">
							
							ORDINAZIONE PRESBITERALE </p>
						<p align="center">
							<i><b>OMELIA DEL </b></i><b><i>
							SANTO PADRE FRANCESCO</i></b></p>
						<p align="center" class="style1">
							<em>Basilica Vaticana<br />
							IV Domenica di Pasqua, 21 aprile 2013</em></p>
						<p align="center">
							<b><br />
							</strong>
    




            <b><i>
	Galleria fotografica</i></b></p>
						<p>
							 </p>
						<p>
							<em>L'omelia pronunciata dal Santo Padre è nella 
							sostanza la "Omelia rituale"  prevista 
							nell'edizione italiana del Pontificale Romano per 
							l'ordinazione dei presbiteri, omelia che il Papa ha 
							integrato con diverse aggiunte personali.</em></p>
						<br />
						<p>
							<em>Fratelli e sorelle carissimi,</em></p>
						<p>
							questi nostri fratelli e figli sono stati chiamati 
							all'ordine del presbiterato. Riflettiamo 
							attentamente a quale ministero saranno elevati nella 
							Chiesa. Come voi ben sapete il Signore Gesù è il 
							solo Sommo Sacerdote del Nuovo Testamento, ma in Lui 
							anche tutto il popolo santo di Dio è stato 
							costituito popolo sacerdotale. Nondimeno, tra tutti 
							i suoi discepoli, il Signore Gesù vuole sceglierne 
							alcuni in particolare, perché esercitando 
							pubblicamente nella Chiesa in suo nome l'officio 
							sacerdotale a favore di tutti gli uomini, 
							continuassero la sua personale missione di maestro, 
							sacerdote e pastore.</p>
						<p>
							Come, infatti, per questo Egli era stato inviato dal 
							Padre, così Egli inviò a sua volta nel mondo prima 
							gli Apostoli e poi i Vescovi e i loro successori, ai 
							quali infine furono dati come collaboratori i 
							presbiteri, che, ad essi uniti nel ministero 
							sacerdotale, sono chiamati al servizio del Popolo di 
							Dio.</p>
						<p>
							Dopo matura riflessione e preghiera, ora stiamo per 
							elevare all'ordine dei presbiteri questi nostri 
							fratelli, perché al servizio di Cristo, Maestro, 
							Sacerdote, Pastore, cooperino ad edificare il Corpo 
							di Cristo che è la Chiesa in Popolo di Dio e Tempio 
							santo dello Spirito Santo.</p>
						<p>
							Essi saranno infatti configurati a Cristo Sommo ed 
							Eterno Sacerdote, ossia saranno consacrati come veri 
							sacerdoti del Nuovo Testamento, e a questo titolo, 
							che li unisce nel sacerdozio al loro Vescovo, 
							saranno predicatori del Vangelo, Pastori del Popolo 
							di Dio, e presiederanno le azioni di culto, 
							specialmente nella celebrazione del sacrificio del 
							Signore.</p>
						<p>
							Quanto a voi, fratelli e figli dilettissimi, che 
							state per essere promossi all'ordine del 
							presbiterato, considerate che esercitando il 
							ministero della Sacra Dottrina sarete partecipi 
							della missione di Cristo, unico Maestro. Dispensate 
							a tutti quella Parola di Dio, che voi stessi avete 
							ricevuto con gioia. Ricordate le vostre mamme, le 
							vostre nonne, i vostri catechisti, che vi hanno dato 
							la Parola di Dio, la fede…. il dono della fede! Vi 
							hanno trasmesso questo dono della fede. Leggete e 
							meditate assiduamente la Parola del Signore per 
							credere ciò che avete letto, insegnare ciò che avete 
							appreso nella fede, vivere ciò che avete insegnato. 
							Ricordate anche che la Parola di Dio non è proprietà 
							vostra: è Parola di Dio. E la Chiesa è la custode 
							della Parola di Dio.</p>
						<p>
							Sia dunque nutrimento al Popolo di Dio la vostra 
							dottrina, gioia e sostegno ai fedeli di Cristo il 
							profumo della vostra vita, perché con la parola e 
							l'esempio edifichiate la casa di Dio, che è la 
							Chiesa. Voi continuerete l'opera santificatrice di 
							Cristo. Mediante il vostro ministero, il sacrificio 
							spirituale dei fedeli viene reso perfetto, perché 
							congiunto al sacrificio di Cristo, che per le vostre 
							mani, in nome di tutta la Chiesa, viene offerto in 
							modo incruento sull'altare nella celebrazione  dei 
							Santi Misteri.</p>
						<p>
							Riconoscete dunque ciò che fate, imitate ciò che 
							celebrate, perché partecipando al mistero della 
							morte e resurrezione del Signore, portiate la morte 
							di Cristo nelle vostre membra e camminiate con Lui 
							in novità di vita.</p>
						<p>
							Con il Battesimo aggregherete nuovi fedeli al Popolo 
							di Dio. Con il Sacramento della Penitenza 
							rimetterete i peccati nel nome di Cristo e della 
							Chiesa. E oggi vi chiedo in nome di Cristo e della 
							Chiesa: per favore, non vi stancate di essere 
							misericordiosi. Con l'olio santo darete sollievo 
							agli infermi e anche agli anziani: non abbiate 
							vergogna di avere tenerezza con gli anziani. 
							Celebrando i sacri riti e innalzando nelle varie ore 
							del giorno la preghiera di lode e di supplica, vi 
							farete voce del Popolo di Dio e dell'umanità intera.</p>
						<p>
							Consapevoli di essere stati scelti fra gli uomini e 
							costituiti in loro favore per attendere alle cose di 
							Dio, esercitate in letizia e carità sincera l'opera 
							sacerdotale di Cristo, unicamente intenti a piacere 
							a Dio e non a voi stessi. Siete Pastori, non 
							funzionari. Siete mediatori, non intermediari.</p>
						Infine, partecipando alla missione di Cristo, Capo e 
						Pastore, in comunione filiale con il vostro Vescovo, 
						impegnatevi a unire i fedeli in un'unica famiglia, per 
						condurli a Dio Padre per mezzo di Cristo nello Spirito 
						Santo. Abbiate sempre davanti agli occhi l'esempio del 
						Buon Pastore, che non è venuto per essere servito, ma 
						per servire, e per cercare di salvare ciò che era 
						perduto.
						<p align="left">
							 </p>
						<p align="center">
							© Copyright 2013 - 
							Libreria Editrice Vaticana</p>
						<p align="left">
							 </p>
					
				
				
					
						
				
			
		]]></description><category>Novità</category></item><item><pubDate>Thu, 18 Apr 2013 00:00:00 +0200</pubDate><title><![CDATA[Libretto della Celebrazione]]></title><link><![CDATA[http://www.vatican.va/latest/sub_index/../../news_services/liturgy/libretti/2013/20130421-libretto-ordinazione-presbiterale.pdf]]></link><guid isPermaLink="true"><![CDATA[http://www.vatican.va/latest/sub_index/../../news_services/liturgy/libretti/2013/20130421-libretto-ordinazione-presbiterale.pdf]]></guid><category>Novità</category></item></channel></rss>